sabato 28 dicembre 2013

Ai confini della realtà in Libreria


Torno a scrivere dopo 10 giorni, tra impegni, problematiche tipiche del Natale e la panza piena di questi giorni :D, non avevo nulla (o quasi) da dire, anche la voglia era latente. Ora che mi sono un poco ripreso voglio raccontarvi ciò che mi è successo in libreria giorni fa.
Sabato 14 sono andato in libreria per comprare 2 libri, è piccola, sapevo che mi sarebbe andata bene se avessi ordinato un solo libro; entro e mi metto a far giretto cercando i 2 libri mentre la titolare e la dipendente servono clienti. Il cliente servito dalla titolare se ne va ma io continuo a fare il mio giro, non mi piace esser servito da lei. Anche il secondo cliente servito dalla titolare se ne va prima di quello servito dalla dipendente, vabbè, vado lo stesso "Buonasera, stavo cercando due libri: I custodi della biblioteca di Cooper, Tea edizioni e L'angelo caduto di Susan Ee della Fanucci", la titolare "controllo al pc ...come sono i titoli?"
"I custodi della biblioteca di Cooper, Tea edizioni e L'angelo caduto di Susan Ee della Fanucci"
digita non so cosa al pc e "Come sono i titoli?" e così per almeno 10 minuti >_<.
Oltre a non ascoltarmi, che c@@zo digitava al pc se mi chiedeva di continuo i titoli?
Venerdì 20 ricevo sms che mi comunica l'arrivo dei libri. Sabato pomeriggio torno in libreria.
"Buonasera, devo ritirare 2 libri, Michele (fornisco anche il cognome che qui non metto)"
La dipendente si mette a cercare i libri ma non li trova, passano i minuti ma nulla, mi domanda quando ho ricevuto l'sms, si rimette a cercare ma nulla, dopo quasi 10 minuti chiede aiuto alla titolare che controlla al pc e mentre lo fa le dico "Custodi della biblioteca della Tea e L'angelo caduto della Fanucci" e lei "Non della Tea, della Nord
 "No no è della Tea, uscito a Settembre"
"Qui mi dà libro di prossima pubblicazioneO_O comunque risulta che i libri son arrivati e giù a cercare. Alla fine si arrendono e chiamano al cellulare la dipendente che al mattino aveva ritirato i libri per sapere dove li aveva messi e magia delle magie, esattamente dove stavano cercando loro XD.
Consegno alla titolare un buono sconto da 5 euro e lei "Che roba é? Ha scadenza?" O_o
La dipendente batte lo scontrino "Sono 20 euro"
Nel pagare porgo la tessera della libreria, è tessera in cui viene messo un timbro ogni 10 euro di spesa e dopo 10 timbri si ha diritto ad uno sconto di 10 euro, la mia tessera aveva 9 timbri, senza quel buono sconto da 5 euro, avrei ricevuto un timbro e usato subito la tessera, ma essendo i buoni sconti non cumulabili, non ho presentato la tessera prima della emissione dello scontrino. Al che la dipendente "Avresti dovuto darmi prima la tessera", finita la frase interviene la titolare che mi guarda brutto e "I buoni sconti non sono cumulabili" o_O.
E poi non ho ragione a non voler esser servito dalla titolare? -.-'''



Michele

sabato 21 dicembre 2013

Libro: "Maurice" di Edward Morgan Forster




In Descrizioni di descrizioni Pier Paolo Pasolini lo ha definito un capolavoro.
Nel romanzo di E. M. Forster protagonista è la società inglese del primo novecento, che si caratterizza per la netta divisione delle classi sociali e la forte tendenza repressiva della morale borghese.
Maurice, l'effettivo protagonista della storia narrata, incarna quella società, così rigida e così fragile: dapprima aderisce integralmente ai valori e alla morale borghese e rimuove le sue pulsioni omosessuali, poi cambia radicalmente la sua visione del mondo...
Gli si palesa la meschinità e l'ottusità di quella classe sociale cui appartiene e da cui inizia a prendere le distanze.
Un elemento centrale del romanzo è la sofferenza vissuta da Maurice, sia per percorso intrapreso, sia per la chiusura totale della società vittoriana all'omosessualità.
Per quel che riguarda lo stile, che va di pari passo col delicato tema narrato, qui Forster è davvero notevole. 
Ho letto questo libro parecchi anni fa, in un solo giorno... Mi ha coinvolto davvero moltissimo. 

Consiglio di vedere la versione cinematografica, molto ben fatta.




Qualche dato rilevante per capire la portata del romanzo:
Forster scrisse Maurice nel 1914 e non volle pubblicarlo, consapevole che la società inglese del tempo lo avrebbe considerato immorale, con ciò che ne sarebbe conseguito, per due motivi: per il tema dell'amore omosessuale (e per giunta felice ^_^) e per la questione dell'azzeramento delle differenze sociali.
La prima edizione è del 1971, un anno dopo la morte dello scrittore, così come stabilito da sua volontà.


Giudizio finaleil mio tesssoro



Glò

venerdì 20 dicembre 2013

Libro: "Il dolore" di Marguerite Duras


TitoloIl dolore
Titolo OriginaleLa douleur
AutoreMarguerite Duras
Casa editriceFeltrinelli
CollanaUniversale Economica 
Pubblicazione: 1985
Pagine: 160

mercoledì 18 dicembre 2013

Film: "Warm Bodies" di Jonathan Levine





Il mondo è invaso dagli zombie, non si sa perché, e come da prassi gli umani si son rifugiati in città fortificate all'uopo. Gli zombie non vagano a caso, o meglio, vagano come al solito ma in un aeroporto, luogo che han scelto per "vivere". Tra questi zombie ce ne è uno trasformatosi da giovane che cerca in tutti i modi di rimanere attaccato alla sua umanità. Durante un battuta di caccia per la ricerca di cibo, incontra una ragazza umana, ne resta colpito e se ne innamora, a complicare la situazione ci si metteranno gli "ossuti", zombie all'ultimo stadio che non hanno più pelle e son quasi solo ossa.
Ci son gli zombie ma non è un film di zombie, è una commedia romantica, niente paura, niente tensione, niente splatter, niente colpi di scena, un film da guardare senza impegno quando si è troppo stanchi per qualcosa di più serio, con ogni tanto scene che ci strapperanno dei sorrisi. L'idea di un film narrato attraverso gli occhi (e pensieri) di uno zombie è molto carina e non mancano le situazioni volutamente ironiche sui classici zombie. Inoltre la narrazione scorre senza noia per circa quei 90 minuti di film.
E ora passiamo agli aspetti negativi. Il protagonista zombie è un ragazzo belloccio anche da morto vivente, va bene che il film dovrebbe essere rivolto al pubblico femminile amante del genere "storia d'amore tra vampiro e umano", ma almeno all'inizio del film avrebbero potuto imbruttirlo di più il protagonista. Sorvolo su come sia possibile che ad una ragazza piaccia uno zombie seppur belloccio, il vero difetto è nella incongruenza motoria degli zombie. Gli zombie si muovono lentamente e lo stesso protagonista all'inizio del film ironizza su tale loro condizione, per poi mettersi a correre a più non posso più avanti nel film. Peggio ancora sono gli ossuti che sono agilissimi e corrono addirittura più veloci degli umani. Non c'è nulla di realistico e manco lo pretendo, ma quello che esigo sempre in un film è la coerenza, se uno zombie con tutti i muscoli e tendini è lento, uno quasi tutte ossa non può essere lo Spiderman della situazione.
Peccato perché considerata l'originalità della trama, il film sarebbe potuto esser decisamente migliore.
Ah! Dimenticavo, nel cast c'è John Malkovich ma sembra messo lì solo per dare importanza alla pellicola, che avrebbe rischiato di essere snobbata dalla massa.
Voto 6,5


Michele

lunedì 16 dicembre 2013

Libro: "Il signore delle mosche" di William Golding

Ed eccoci al secondo commento di Fabry, questa volta su un libro molto famoso, anche per me molto bello, che merita di stare nella libreria (è nella libreria dei miei ma è lo stesso :D)









Il Signore delle mosche è un viaggio dove protagonisti sono la gelosia, l'egoismo, e soprattutto la vanità. La narrazione è molto buona e ci sono frequenti colpi di scena e la suspense non manca, non mancano nemmeno le scene crude e sanguinarie.
Oggigiorno si parla del progresso della scienza e della tecnologia che ha allontanato gli uomini, imbarbarendoli e tirando fuori i lati più "oscuri" della loro personalità. Beh in questo libro lo scenario è completamente ribaltato. Isolati dai grandi, dalle regole morali, dalle leggi e da tutti i condizionamenti sociali questi bambini litigano, fanno ricorso alla violenza fino anche ad uccidersi. Quindi il primo messaggio dell'autore è: il male è nell'uomo, anzi il male è l'uomo. 
In questo processo di metamorforsi da bambini a bestie, si scontrano due forze contrapposte: quella della ragionevolezza, dell'intelligenza e della democrazia che si contrappone a quella dell'istintività, della forza bruta e della dittatura. E' quasi uno scontro politico e come avviene nella politica, la forza bruta spesso ha la meglio facendo leva sulle paure, a scapito della libertà di parola e pensiero, ma soprattutto a scapito della salvezza della comunità; e come avviene nella realtà il "Principe sanza virtute" (cito Machiavelli) cade rovinosamente portando alla luce l'inutilità di tutta la violenza perpetrata e purtroppo lasciando il cordoglio per le vittime.


Giudizio finaleil mio tesssoro



Fabry

mercoledì 11 dicembre 2013

Film: "Attacco al potere - Olympus Has Fallen" di Antoine Fuqua




Un gruppo di estremisti altamente addestrato fa irruzione nella Casa Bianca uccidendo tutti gli agenti a difesa di essa e prendendo in ostaggio il presidente degli Stati Uniti. L'eroe di turno - uno contro tutti - riuscirà a salvare il presidente e l'intera nazione nel più classico dei film americani di tale genere, un misto  tra Commando (mitico film del 1985 con Arnold Schwarzenegger) e un Die Hard a scelta. Film di tal genere si basano sulla spettacolarità delle azioni, che qui purtroppo si hanno solamente nel tempo necessario ai terroristi per conquistare la Casa Bianca in un tripudio di morte e sangue. Il resto del film prosegue verso la fine senza infamia e senza lode, intuendo senza sforzo quello che accadrà anche se non ci si annoia, a patto di esser consapevoli quale genere si sta guardando: patriottismo americano alla stato puro "che Dio benedica l'America".
La vera nota dolente sono gli effetti speciali, bruttini, vi è un distacco troppo netto tra realtà e computer graphic; non sono un esperto ma gli anni passati a videogiocare (ogni tanto lo faccio tutt'ora) mi hanno reso in grado di distinguere senza problemi le scene reali da quelli realizzate al computer, se quindi da un lato è uno svantaggio, dall'altro riesco ad avere un giudizio abbastanza oggettivo.
Voto 6+


Michele

lunedì 9 dicembre 2013

Il minestrone dei prodotti venduti


Più volte ho letto tra blog, forum e siti più o meno professionali la "guerra" tra le librerie indipendenti e le catene di libreria. E' luogo comune che chi lavora nella libreria di catena non abbia libertà di scelta, che tutto venga deciso dai grandi capi ma una commessa libraria ha spiegato che così non è (LINK) e non ho motivo di dubitare ma il suo discorso non è applicabile sempre, perché so di librai di catene di piccole città che si lamentavano perché erano privi di ogni decisione, avevano delle direttive da rispettare: da cosa esporre, da quante copie mettere in mostra, da quante tenere in magazzino e così via. Quindi le catene di libreria sono un male ? Assolutamente no. E poi le catene sono gli editori, che facciamo, leviamo gli editori, poi chi stampa i libri ? XD.
In sostanza ci sono i pro e contro che ci sono in ogni categoria in cui son presenti negozi e la grande distribuzione.
Chi sostiene le librerie indipendenti non dovrebbe scagliarsi contro le catene, ma contro quei luoghi in cui la vendita di libri è "fuori luogo". E vado a spiegarmi.
I centri commerciali di elettrodomestici/elettronica perché vendono libri ? Ne hanno pochissimi, solo alcuni tra le novità più famose e applicano uno sconto del 15-20% , è evidente quindi che non ci guadagnano con il libri e allora perché dare loro la possibilità di venderli ?
Stesso discorso per i centri commerciali tipo Coop, è vero che nei grossi centri commerciali c'è il reparto libri/giornali/riviste ma pure qui i libri han sconto del 15-20% e pure qui i libri non sono la fonte di guadagno,  perché allora dare loro la possibilità di venderli?
Ci metto pure le edicole, perché se è giusto che una collana realizzata da un quotidiano/rivista venga venduta in edicola (esempio i volumi "La Storia" della Biblioteca di Repubblica LINK), non sono d'accordo sulla vendita di libri che si trovano nelle librerie (stesso discorso per i film allegati, son film vecchi introvabili? Complimenti all'editore che li ha rimessi in circolazione, disapprovo per i film che si trovano facilmente in vendita).
In edicola si vende anche crema antizanzare, dal macellaio pasta secca e bibite, in ferramenta giubbetti invernali... Ora è così ma non piace, proprio non mi piace, soprattutto quando sono i negozi specifici a rimetterci; sempre più piccoli commercianti chiudono (lo vedo anche nella mia città), è triste ma siamo nell'era dei ipermercati e di internet e ci sta, ma che chiudano perché i loro prodotti possono essere venduti ovunque (non mi riferisco solo alle librerie) è assai deprimente.


Michele

venerdì 6 dicembre 2013

Libro: "Il cappotto di astrakan" di Piero Chiara


Sistemando scatoloni in garage ne ho trovato uno con i vecchi libri di mia madre. Spolverati e messi a prender aria. A parte qualcuno ridotto veramente male, gli altri sono in buone condizioni e alcuni anche in ottime (per fortuna di mia mamma che ha rischiato la fustigazione).
Non sapendo quanti tra quei libri siano ancora in commercio, non metterò i relativi dati; i commenti su tali libri saranno identificati (taggati come è prassi dire) con la frase "I libri di mamma trovati in uno scatolone in garage" (alla faccia del tag :D). L'ideale sarebbe stato creare una altra pagina del blog, scriverci quanto sopra e sotto mettere l'elenco delle letture, come fatto per Le nostre altre opinioni ma non sapendo quanti di questi libri leggerò (potrebbero non corrispondere ai miei gusti) per il momento la pagina ad essi dedicata non serve; più avanti farò sempre in tempo a crearla e sistemarla.
Finita l'introduzione passiamo al primo de I libri di mamma trovati in uno scatolone in garage.



Il romanzo è ambientato nella Parigi del secondo dopoguerra; il protagonista, tipico fannullone da bar, decide di andare qualche mese a Parigi per sfuggire alla noia del suo paese situato sulle sponde del Lago Maggiore, sperando di vivere avventure (situazione che si verificherà), per poi raccontarle con orgoglio, come le han vissute alcuni suoi amici del caffè.
Si alternano descrizioni poetiche, riflessioni morali, dubbi esistenziali e alcune situazioni "comiche", il tutto scritto in maniera semplice, scorrevole, senza fronzoli e ampollosità ma con eleganza e un velo di amarezza.

(Dal libro di Piero Chiara è stata tratto un film diretto da Marco Vicario, ebbene il film non ha nulla a che vedere col libro, trama completamente riscritta.)

Giudizio finale: ottimo acquisto


Michele

mercoledì 4 dicembre 2013

Libro: "Stupore e tremori" di Amélie Nothomb




Come già accennato a proposito di Né di Eva né di Adamo, Amélie Nothomb è una delle scrittrici contemporanee che preferisco. 
Leggere le sue storie significa prima di tutto divertirsi moltissimo
Questo romanzo breve racconta l'esperienza lavorativa vissuta in prima persona da Amélie in Giappone: scontro tra culture differenti e occasione per una feroce satira sul sistema lavorativo giapponese. 
In effetti la forza del libro sta proprio nel raccontare un'esperienza autobiografica, vissuta e "patita" realmente ^_^
Pur regalandoci momenti di spasso assoluto, c'è anche spazio per un po' di amarezza... 
Assunta dalla società Yumimoto, regina dell'import-export tra Giappone e resto del mondo, la Nothomb vive sulla propria pelle la rigorosa concezione del lavoro di quella società: in poco tempo subisce una serie di retrocessioni accompagnate da reprimende dei capi e umiliazioni, che la porteranno verso la posizione lavorativa più bassa in quella azienda: una vera e propria catabasi ^_^
Lo stile è eccezionale: surreale, corrosivo, dissacrante, pungente...
Da provare!!! 



"Ricapitoliamo. Da piccola volevo diventare Dio. Molto presto compresi che era chiedere troppo e versai un po’ di acqua benedetta nel mio vino da messa: sarei stata Gesù. Presi rapidamente coscienza del mio eccesso di ambizione e accettai di ‘fare’ la martire, una volta diventata grande.
Adulta, mi decisi a essere meno megalomane e a lavorare come interprete in un’azienda giapponese. Sfortunatamente, era troppo per me e dovetti scendere di un gradino per diventare ragioniera. Ma non c erano stati freni alla mia folgorante caduta sociale. Mi venne dunque assegnato il posto di nullafacente. Purtroppo – avrei dovuto sospettarlo – era ancora troppo per me. Ottenni così l’incarico estremo: guardiana dei cessi.
Dalla divinità alla latrina: c’era di che estasiarsi del mio percorso inesorabile. Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare in tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì."


Giudizio finale: ottimo acquisto



Glò

lunedì 2 dicembre 2013

Film: "World War Z" di Marc Forster




Vampiri e zombie hanno invaso il nostro pianeta ormai da qualche anno, quand'è che arriveranno la sexy elfe ? :Q____
World War Z (visto ieri sera) non è il classico film sugli zombi, soprattutto perché non ci sono i classici zombie. Le persone infettate si trasformano immediatamente, non vanno in cerca di carne umana da mangiare e corrono come centometristi. Una nuova versione della infezione che non dispiace, ma purtroppo il film viene rovinato da alcune scene illogiche che andrò a spiegare, quindi spoiler alert.
Gerry Lane, il protagonista interpretato da Brad Pitt, è un ex agente delle Nazioni Unite che si è ritirato per stare con la famiglia; è altamente addestrato ed è stato nei posti più pericolosi del mondo, eppure in una scena in cui lui e dei soldati devono attraversare una zona dell'aeroporto nel silenzio più assoluto perché gli infetti (preferisco chiamarli così) reagiscono al rumore, che fa ? Tiene acceso il telefono satellitare con cui pochi minuti prima aveva chiamato la moglie, lei lo richiama, il telefono squilla ed ecco l'orda di infetti in arrivo...ovviamente tutto intuito prima che accadesse.
In una altra scena combatte con un infetto e gli finisce un po' del suo sangue in bocca ma non si trasforma; perché non dirlo a chi di dovere avendone l'opportunità ?
L'origine del virus è ignota e Gerry viene inviato nella Corea del Sud insieme ad un esperto virologo per cercare le tracce di tale infezione. Arrivano all'aeroporto, assalto degli infetti, il virologo scivola e si spara in testa...ma si può? Ma son le comiche di Villaggio e Pozzetto ? Son le scenette dei clown al circo? Era tanto difficile farlo morire in maniera meno demenziale ? Ad esempio, preso dal panico il virologo si mette a correre passando davanti alla linea di fuoco di un soldato.
Queste tre scene mi hanno rovinato un film che altrimenti mi sarei gustato più volentieri. Questa nuova versione del contagio mi è piaciuta, le persone muoiono non perché mangiate ma perché infettate, per tale motivo non vengono mostrati corpi mutilati, squartati, sventrati, sbudellati e via dicendo :D, non c'è una scena, che sia una, di splatter, il che non stona appunto perché qui non ci sono i classici zombi alla Romero.
Altra caratteristica che ho apprezzato è stata  l'alternanza di frenetiche scene d'azione tutta adrenalina ad altre di tensione e suspense (anche se poca ma l'intento era questo). Avrei gradito più scene di scontri tra infetti e soldati ma io l'esercito lo metterei ovunque XD.
In conclusione è un film piacevole ma chi si aspetta un horror/splatter ne rimarrà deluso, perché di horror non c'è nulla, a conferma delle parole di Brad Pitt "...è un passatempo estivo e, francamente, è una cosa che volevo fare per i miei figli"
Voto 6,5



Michele

sabato 30 novembre 2013

Libro: "I ragazzi di Anansi" di Neil Gaiman


Titolo: I ragazzi di Anansi 
Titolo OriginaleAnansi Boys
Autore: Neil Gaiman
Traduttore: Katia Bagnoli
Casa editrice: Mondadori (collana Strade Blu)
Pubblicazione: 2006
Pagine: 356


mercoledì 27 novembre 2013

Film: "Il cacciatore di giganti" di Bryan Singer




Dopo un po' che non guardavo film, ieri avevo voglia di un film leggero e ho optato per Il cacciatore di giganti, rivisitazione dal racconto "Jack e la pianta di fagioli". Non mi aspettavo niente di particolare ma nemmeno una favola a tutti gli effetti e a proposito di effetti speciali, bruttini, soprattutto all'inizio, le persone digitali non hanno la pelle ma cortecce. Il film è gradevole nel complesso ma la storia avanza in maniera piatta e si riesce sempre a comprende quello che accadrà, prima che venga mostrato. Sorvolando sul gigante dalla capigliatura rasta, il momento più avvincente sarebbe dovuto essere l'attacco dei giganti al castello ma si è rivelato il momento peggiore del film: minuti di tiro alla fune tra giganti e umani. Ripeto che nel complesso è piacevole, ma a patto che si voglia guardare un film che tenga impiegati zero neuroni per tutta la sua durata.
Voto 5--


Michele

domenica 24 novembre 2013

Libro: "Né di Eva né di Adamo" di Amélie Nothomb


Titolo: Né di Eva né di Adamo
Autore: Amélie Nothomb
Traduttore: Monica Capuani
Casa editrice: Voland
Pubblicazione: 2008
Pagine: 160

venerdì 22 novembre 2013

Libri "firmati"


Vedo la gente morta, io invece, una decina di anni fa, vedevo libri del Il codice da Vinci ovunque e sentivo spesso persone che lo commentavano (al bar, sul treno, al mare, durante una passeggiata nel centro storico) :/
In quella estate venne mio zio (e sua moglie) a trovarmi e tutte e 2 leggevano il libro di Dan Brown e alla sera ogni tanto si scambiavano commenti....la resistenza cedette e decisi di comprarlo.
Piaciuto molto, certo i temi trattati han contribuito a renderlo famoso, alcuni si possono definire blasfemi, ma me ne sono altamente sbattuto e mi son gustato pienamente la lettura ^_^.
Quando uscì Angeli e Demoni andai a comprarlo subito, non vedevo l'ora di leggerlo e bello pure quello ma il finale era da defenestrazione.
Uscirono La verità del ghiaccio e Crypto, belli pure questi ma con meno incisività, meno forza nella narrazione, anche meno suspense. Il giudizio su Dan Brown era calato ma poi constatai che quei romanzi erano stati scritti prima de Il codice da Vinci e questo mi rincuorò, l'autore aveva via via migliorato la propria tecnica narrativa sino all'apoteosi (sì ok ho esagerato XD) dell'ultimo libro, per questo ero impaziente di leggere, quando seppi della uscita, Il simbolo perduto. Una delusione totale, se dovessi dare un giudizio sarebbe tempo e soldi buttati, e "fortuna" che lo avevo comprato all'ipercoop pagando 20 euro invece di 24.
Ora nelle librerie c'è il suo ultimo romanzo, Inferno, al costo di 25 euro; il costo non dipende dal numero di pagine come il prezzo di un dvd non dipende dalla durata del film, però 25 euro son tanti, troppi per un semplice romanzo, sbaglio a pensare che costi tanto solo per il nome dell'autore (ho visto romanzi anche a 30 euro -.-''')? Mi torna in mente quando anni fa uscì un modello di cellulare sui 150 euro, e ci stava lo stesso modello, identico in tutto per tutto ma color oro e con la firma di due famosi stilisti, al costo di 500 euro. Se per la moda lo comprendo (ma che lo condivida è tutt'altra faccenda)  che la firma faccia aumentare il prezzo, nei libri no, lo trovo senza senso, a maggior ragione quando ci sono ottimi romanzi sui 10-12 euro e questo mi indispone all'acquisto (nel caso specifico ancora di più dopo la delusione de Il simbolo perduto). In molti casi la versione digitale costa molto di meno, che sia un modo per spingere la diffusione degli ebook? Anche fosse, 25 euro e più per un romanzo rimangono una follia, sicuramente non comprerò Inferno ora, forse più in là quando uscirà la versione economica...forse. 


Michele

giovedì 21 novembre 2013

Perché vi parlo solo di libri "belli"??? ^_^



Allora, il capo-blog (eh eh NdM) mi ha chiesto di spiegare la motivazione della mia scelta di scrivere soltanto su libri "belli"... (vedere i giudizi finali assegnati ai libri che ho finora scelto per il blog).
Prima di procedere, puntualizzo: 
1) non è detto che un giorno possa decidere di riversare la mia delusione - o peggio - per una lettura nel blog 
2) i libri son "belli" per la sottoscritta, senza pretese di alcun tipo.

Nella mia lunga carriera di lettrice ho incontrato finora due ostacoli insuperabili, che per motivi diversi mi hanno bloccato nella lettura.
Il primo è un vero ostacolo, nemmeno lo definisco libro, si tratta di Cent'anni di solitudine di Márquez (più di 2 anni per finirlo, una vera sofferenza NdM). Eh lo so, è cosa grave, ma io se potessi darei fuoco a tutti i José - Arcadio - Aureliano, e con soddisfazione non da poco.
Lento da far schifo, senza senso, palloso, melenso, ... E penso possa bastare! ^_^
Altro titolo che "m'impiccia", è Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, di Gadda: in questo caso non saprei spiegare cosa non mi piace e mi riservo di leggerlo in futuro. 
Ora, ad eccezione di questi due titoli, ho avuto l'enorme fortuna di imbattermi e scegliere di leggere solo libri "belli", il che significa concretamente che possono essere di qualche valore letterario, puramente letture-passatempo, idiozie totali, ma piacevoli a mio modo di vedere, forse azzeccati nel momento in cui li ho letti.
Ovviamente ho anche molte riserve su alcuni generi e autori, soprattutto quei fenomeni di passaggio, di moda, così spesso recentemente portati alla ribalta da premi letterari ormai fasulli e operazioni vergognose di marketing.
Mi basta leggere la quarta di copertina e qualche recensione per decidere di evitare alcuni "casi letterari" ^_^
Però... queste sono scelte ragionate, non blocchi del lettore ^_^  

In questo blog che mi ospita (gratis, ricordiamolo! NdM) preferisco condividere le mie letture preferite, quelle che mi hanno sorpreso, quelle che magari non sono così usuali... insomma, vorrei incentivare alla lettura, fornire qualche spunto per nuove esperienze, incuriosire, perché questo significa essere veri lettori.



Glò

martedì 19 novembre 2013

Libro: "La cattedrale dell'Anticristo" di Fabio Delizzos

Dopo 3 saggi sul mistero uuuuuuuuuuu, finalmente un romanzo. Questo libro lo vidi in una catena di elettrodomestici/elettronica/informatica (forse farò un post sul mio pensiero a riguardo), mi segnai il titolo e andai ad acquistarlo nella "mia" libreria ^^.



TitoloLa cattedrale dell'Anticristo
AutoreFabio Delizzos
Casa editriceNewton Compton
Pubblicazione: 2011
Pagine: 288

martedì 12 novembre 2013

Libro: "Entanglement. L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza" di Massimo Teodorani


TitoloEntanglement. L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza
AutoreMassimo Teodorani
Genere: Saggistica
Casa editrice: Macro Edizioni
Pubblicazione: 2007
Pagine: 192
Prezzo: 12,90 €

domenica 10 novembre 2013

Libro: "Armageddon Rag" di George R.R. Martin


Quello che si dice del libro:
- è il romanzo per il quale Martin rischiò di cambiar mestiere
- S. King lo ha definito: "Il miglior romanzo che abbia mai letto sulla cultura                     
  musicale pop dell’America degli anni Sessanta"
- non si sa bene in quale genere collocarlo: thriller, horror, mistery, ...
- presenta vari riferimenti a Il Signore degli anelli di Tolkien
- apprezzato dalla critica, non ebbe successo di pubblico quando fu pubblicato  
  negli USA (e ne ha ben poco anche oggi, pure in Italia).



Titolo: Armageddon Rag 
Autore: George R.R. Martin  
Casa editrice: Gargoyle
Pubblicazione: 2013
Pagine: 478

venerdì 8 novembre 2013

Fumetto: Dylan Dog n. 326 - Sulla pelle



Delusione totale. Storia carina anche se non è niente di particolare, ma non si può nemmeno pretendere di leggere sempre storie stupende e occasionalmente eccezionali; il problema è il piattume della narrazione: nessuna sorpresa, nessun colpo di scena, nessuna caratterizzazione dei personaggi secondari. I disegni non sono da meno, non sono definiti, sembrano tutte bozze e questo stile lo detesto, mi irrita proprio >_<.
Mi consolerò con l'albo gigante ^^.



Michele

lunedì 4 novembre 2013

Libro: "La notte della Repubblica" di Sergio Zavoli

Un caloroso saluto (ma anche un calcio nel didietro XD) a Fabrizio che mi ha chiesto gentilmente (dopo mie insistenti minacce >:->) di poter scrivere sull'ultimo libro letto; il blog è aperto a tutti, tutti quelli che conosco ovviamente :-P e perché quindi non dar modo anche a fabry di poter condividere le sue letture (come per Glo son io a postare...lavoro ingrato) ? Intanto si parte con La notte della Repubblica poi chissà che in futuro non voglia condividerne altre.






Titolo: La notte della Repubblica
Autore: Sergio Zavoli
Casa editrice: Mondadori
Pubblicazione: 1992
Pagine: 546

martedì 29 ottobre 2013

domenica 27 ottobre 2013

domenica 13 ottobre 2013

Libro: "Il trucco c'è! Manuale di mentalismo e giochi di prestigio pseudo-paranormali" di Massimo Polidoro e Mariano Tomatis


Come si piega una chiave col pensiero? Come si indovina un disegno fatto di nascosto? Come si muove un oggetto a distanza? Alcuni sostengono di poter fare queste cose grazie a fantomatici poteri paranormali; altri, come i prestigiatori, grazie a ingegnosi trucchi. Sono questi che vi presentiamo in questo volume, che può considerarsi quasi un vero e proprio "corso di illusioni e giochi di prestigio pseudo-paranormali". Imparerete le basi del mentalismo, dell'arte cioè di simulare con il trucco tanto le facoltà di percezione extrasensoriale che quelle psicocinetiche. Scoprirete come costruire una seduta spiritica in casa vostra, dalla preparazione meticolosa della scena alla creazione di fenomeni strabilianti (dal tavolino che vola alla comparsa di misteriosi messaggi su una lavagna). Acquisirete le basi per presentare sorprendenti numeri di "magica chimica": dal fumo che si sviluppa dalle mani alla banconota incombustibile... Ma questo libro non si limita a fornire trucchi e artifici per simulare fenomeni "magici"; cerca soprattutto di approfondire quegli aspetti della psicologia e della messinscena indispensabili per trasformare un semplice gioco in un miracolo. E se ancora non bastasse, in una dettagliata introduzione il grande Silvan svela i segreti per diventare prestigiatori.

Il libro fa parte della collana i Quaderni del CICAP. il CICAP, come riportato nel sito (www.cicap.org) è un'organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica sul paranormale e le pseudoscienze; c'è stato un periodo in cui ero affascinato dall'indagare in modo scientifico sui presunti fenomeni paranormali, compresi gli avvistamento ufo. Non mi perdevo mai le trasmissioni televisive su tale argomento, avevo anche pensato ad iscrivermi al CICAP U_U e tra i vari libri consigliati in una di queste trasmissioni, mi rimase in presso questo e finalmente, a distanza di qualche annetto, l'ho comprato ^_^. Non vengono svelati, ovviamente, tutti i trucchi, ma quei pochi son comunque affascinanti e inoltre vengono fornite le linee guida per mettere in pratica un numero di magia, che sia di prestidigitazione, di mentalismo, telepatia, chiaroveggenza, telecinesi, ecc, sino alla seduta spiritica (<>..<>) .
Questo essendo l'unico libro che ho letto su tali argomenti non posso fare paragoni;  a me è piaciuto, lo  considero un ottimo acquisto anche se mi rendo conto che, volendo fare il venale, per 15 euro gli autori avrebbero potuto approfondire di più


Giudizio finaleottimo acquisto


Michele


sabato 5 ottobre 2013

Il "pericolo" dei cambiamenti


Nell'ultimo numero regolare di Dylan Dog (n. 325) ho letto della rivoluzione che avverrà nei prossimi 12 mesi e che porterà a una nuova fase di Dylan Dog (un accenno era stato fatto anche nel numero precedente).
La curiosità è tanta e non ho nessun dubbio sulla qualità del "nuovo" Dylan Dog, anche se sono un po' timoroso, perchè potrei essere io a non esser adatto al radicale cambiamento.

APRO PARENTESI
ad agosto di quest'anno ho comprato l'ultimo numero di una rivista che seguivo dal gennaio del 1993, ho smesso perchè la rivista (mensile) è cambiata al punto tale che è diventata priva di interesse; il numero di pagine è diminuito molto e negli ultimi anni pure la qualità è calata. Non posso dire che sia diventata una schifezza, perchè uscire ancora in edicola a distanza di tanto tempo (ed usciva già da qualche anno prima), è prova dei suoi pregi, delle sue qualità, dell'essersi modificata nel modo giusto in base ai tempi, al tipo di lettori, al tipo di società e di tutto questo le va dato merito; purtroppo sono io che non mi sono adeguato al cambiamento, forse dovuto in parte (chissà quanto) ad essere 20 anni più grande di quando iniziai a leggerla e nel tempo si modificano i gusti, si cambia modo di pensare, di valutare le cose, cambia il modo di ragionare...vabbè, pazienza!
CHIUDO PARENTESI

Estate del 1991, centro di Perugia, io, mio cugino e suo padre che passeggiamo; mio zio va in edicola a prendere il giornale e ci domanda se vogliamo qualcosa e mi cade l'occhio sullo speciale numero 5 "La casa degli uomini perduti". 
Sino a quel momento avevo letto solo fumetti per ragazzi (i disney, braccio di ferro, geppo, felix, tiramolla e forse qualcun'altro che non ricordo) e un fumetto horror mi intrigava "chissà come sarà, se ci sarà sangue, se metterà paura..." e chiedo a mio zio di comprarmelo; giustamente mi guarda dubbioso, pensava fosse una porcata ma l'edicolante lo rassicura dicendo che è un fumetto famoso e così me lo compra ^_^ .
Storia stupenda che ancora oggi ricordo perfettamente. 
Decisi di comprare altri numeri per comprendere meglio se quella nuova tipologia di fumetto avrebbe potuto continuare la sua storia con me. Fui fortunato perchè in quel tempo uscivano 3 numeri al mese: l'inedito,
la prima ristampa e la seconda ristampa; potevo così saziare la mia curiosità.
C'è stato anche un periodo di stanca durato 6-7 mesi in cui avevo smesso di leggere Dylan Dog, mi ero stufato, ma avevo continuato a comprarlo lo stesso, sapevo che era solo un pausa e così fu.
In una fiera trovai i primi quattro numeri speciali a 20 euro l'uno  -.-' ma ero contento, perchè così la collana degli speciali era completa (per i numeri regolari mi son sempre accontentato di quello che ho trovato, mai cercato la prima uscita, ma per i numeri speciali è diverso, le storie vengono ripubblicate, ma lo speciale no).
E arriviamo ad oggi, son passati più di 20 anni e quanto sono cambiato io ? Ecco il collegamento con il mensile: sarò in grado di accettare il cambiamento? O dovrò dire addio anche a Dylan Dog? 



Michele

lunedì 30 settembre 2013

mercoledì 18 settembre 2013

Titoli dei post, una scelta difficile

La mia socia (collega? segretaria? donna delle pulizie? fate voi XD) mentre scriveva la prima recensione del blog, mi chiese "che titolo mettiamo per le recensioni ? recensione non mi piace, troppo professionale" e concordo in pieno, non ci sentiamo e soprattuto non siamo degli esperti... mi misi a pensare... e pensare... e pensare e finalmente Consiglio di lettura e piaceva anche a Glò ma poi ci rendemmo conto che era una strunz..a :D perchè così non avremmo potuto scrivere nulla sui libri non piaciuti e giù a pensare di nuovo... e pensare... e pensare ma niente, idee zero :( allora chiesi ad una amica e subito sparò un Impressioni su e oooooooooh ci piacque subito ^_^

Ora sapete che la scelta del titolo per identificare i post con le recensioni, non è stata opera nostra :$


Michele

martedì 10 settembre 2013

Libro: "La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di Haruki Murakami


Titolo: La fine del mondo e il paese delle meraviglie 
Autore: Haruki Murakami
Casa editrice: Einaudi

Collana: Super ET
Pubblicazione: 1985

Pagine: 516

Cominciamo questa nuova esperienza... scrivere per un blog

Michele, il capo-blog, nella sua presentazione ha già scritto di me: confermo che mi piace leggere, possiedo molti volumi cartacei e non disdegno gli ebook. Nel tempo si capiranno meglio quali sono gli autori, i generi e gli stili che preferisco.
Cercherò di scrivere le mie impressioni sulle letture fatte, senza cadere in banalizzazioni o eccessivo tecnicismo.

Ed ecco il primo Consiglio di lettura ^_^

Glò