martedì 29 ottobre 2013

Libro: "American Gods" di Neil Gaiman



TitoloAmerican Gods 
AutoreNeil Gaiman 
Casa editrice: Mondadori
Pubblicazione: 2003
Pagine: 523


Su suggerimento di un amico, e per sollecitazioni varie di altri amici, dopo un periodo di "calma piatta" e poco entusiasmo per la lettura, ho deciso di mettermi alla prova con un romanzo che per genere sfiora il mio repertorio abituale (o abitudinario? ^_^)

...e infatti, sorpresa!!!
American Gods, romanzo definito fantasy... insomma, in verità è molto di più.
Faccio una precisazione: io e le etichette, di genere in questo caso, andiamo poco d'accordo. Penso che siano molto spesso fuorvianti e che in qualche modo finiscano per definire troppo.
Nel caso di questo libro, la definizione che per prima a me viene in mente è romanzo mitologico, caso mai. Per quanto ci siano incursioni in altri tempi e spazi, a me sembra che il vero nucleo del romanzo sia una feroce critica sociale, fatta attraverso la chiave del repertorio mitologico.
Le mie conoscenze non mi hanno permesso di apprezzare in pieno tutti i riferimenti fatti, e non ho avuto la voglia di approfondire (cosa che di solito faccio). La storia regge comunque, anche senza avere una forte cultura nel campo della mitologia. Il protagonista, Shadow, è davvero l'uomo-ombra, che però si rivelerà essere la chiave dell'azione, l'elemento essenziale. Nel momento cruciale del romanzo, io vedo un forte parallelismo con il sacrificio cristiano: chissà se è solo una mia interpretazione.
Prima ho accennato al fatto che il "messaggio" del libro sta in una sorta di cirtica alla società moderna: Gaiman si avvale di "vecchi" dei contrapposti a dei "nuovi" per generare nel lettore una discreta confusione...
Una critica frequente al libro riguarda il fatto che Gaiman non avrebbe approfondito sufficientemente la contrapposizione tra dei vecchi e nuovi. Non sono d'accordo: è una suggestione che deve essere sviluppata dal lettore. Anzi, di più: la storia verte sugli dei antichi, quelli che l'uomo ha creato, materializzato e trasportato con sé (leggendo il romanzo si capisce la scelta di quest'ultimo termine), quindi la focalizzazione non poteva che vertere in quel senso. Gli dei "nuovi" sono di per sé intesi in senso negativo, sono le nuove paranoie sociali, i nuovi strumenti di affermazione sociale, i limiti negativi però ammalianti e luccicanti.
Se inizialmente pare scontato da quale parte stare o, quantomeno, sembra agevole capire quale sia la parte dei "buoni", procedendo con la lettura, si insinuano i primi dubbi... Alla fine, le categorie di "bene" e "male" saltano del tutto.
Ho letto molte opinioni a proposito delle presunte lungaggini e digressioni che ci sarebbero nel romanzo, che rallenterebbero la narrazione e che potevano essere evitate. Non lo credo nel modo più assoluto. Sono strutturalmente ben pensate e necessarie, per dare modo e tempo al lettore di formarsi una propria idea su quel che si va delineando e per calarsi nel torpore che Gaiman ha voluto accompagnasse questa storia.


Un'esperienza on the road attraverso luoghi sperduti, diroccati, con incursioni in altre dimensioni, con un tocco new age e un ripiegarsi del tempo che va di pari passo col vagare quasi a vuoto del protagonista. A livello stilistico, molto scorrevole e buona la struttura narrativa.


Giudizio finale: ottimo acquisto









Voci insistenti affermano che la HBO avrebbe finalmente deciso per una serializzazione in sei stagioni di American Gods: sembrerebbe che altro materiale per la serie sarà fornito da un nuovo romanzo in cantiere di Gaiman.
Fino ad ora, però, non ci sono conferme ufficiali.Vista la complessità del libro, speriamo che l'eventuale serie possa essere all'altezza... 



Glò

4 commenti:

  1. Non amo il fantasy, ma penso che Gaiman sia piuttosto particolare nel suo genere...

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  2. Io te lo consiglio: nonostante Gaiman sia associato al fantasy, trovo ottimi spunti nei romanzi che ho letto (American Gods, I ragazzi di Anansi) che sicuramente vanno ben oltre un'"etichetta". Se interessa la mitologia, ovviamente in una reinterpretazione personalissima dello scrittore, un tentativo di lettura lo farei!
    Per un minimo di continuità, sarebbe meglio leggere prima American Gods e successivamente I ragazzi di Anansi, però... quest'ultimo a me è piaciuto in modo particolare! ^_^

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  3. Il fatto che tu mi stia confermando che American Gods è molto più di un fantasy mi solleva. Rimane solo l'ostacolo psicologico delle 523 pagine con cui fare i conti...

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    1. Ohilà ma che bello leggerti in questo vetusto post!!! *__*
      Per me questo è uno di quei libri che diventando "di moda" subiscono anche danni: la mania di inserire in categorie fa perdere il valore complessivo. Questo è un libro dannatamente bello, ricco e ben strutturato.
      Detto ciò, è vero, come scrivevo in chiusura, che alcuni lettori pur apprezzandolo molto hanno un po' "subito" alcune lungaggini. Per me sono state 523 pagine di divertimento, gioia (di lettura) e avventura!
      E Gaiman è geniale, per come riesce a fornire tanti spunti possibili ai suoi lettori. Questa cosa è anche il limite rispetto a chi vorrebbe l'avventura, la storia tout court (non che non si possa leggere pure come semplice "divertimento").
      Se ti piacerà, come credo, per un futuro ti suggerisco l'altrettanto interessante I ragazzi di Anansi *_*

      Grazie mille e buona domenica! :D

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