domenica 10 novembre 2013

Libro: "Armageddon Rag" di George R.R. Martin


Quello che si dice del libro:
- è il romanzo per il quale Martin rischiò di cambiar mestiere
- S. King lo ha definito: "Il miglior romanzo che abbia mai letto sulla cultura                     
  musicale pop dell’America degli anni Sessanta"
- non si sa bene in quale genere collocarlo: thriller, horror, mistery, ...
- presenta vari riferimenti a Il Signore degli anelli di Tolkien
- apprezzato dalla critica, non ebbe successo di pubblico quando fu pubblicato  
  negli USA (e ne ha ben poco anche oggi, pure in Italia).



Titolo: Armageddon Rag 
Autore: George R.R. Martin  
Casa editrice: Gargoyle
Pubblicazione: 2013
Pagine: 478

Scritto nel 1983, è arrivato da noi all'inizio del 2013, pubblicato dalla casa editrice Gargoyle, forse lungimirante o forse motivata da motivi diciamo più "pratici" (leggasi: il successo della serie A Game of Thrones, adattamento dal romanzo del ciclo Cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin ) ^_^.
Il protagonista è Sandy Blair, ex-hippie diventato scrittore di successo a ridosso dei primi anni '80. In piena crisi da blocco dello scrittore, Blair sente il bisogno di cambiare direzione: solo che per farlo, torna indietro, alla giovanile carriera di giornalista musicale. L'occasione gli viene fornita dall'omicidio di Jamie Lynch, famoso rock promoter, che viene ritrovato in condizioni orribili nella propria casa: la scena che si presenta fa pensare a un omicidio rituale collegato alla band più famosa e rappresentativa degli anni '60, i Nazgûl (ecco uno dei primi riferimenti all'opera tolkeniana).
Sandy si improvvisa detective e inizia a mettere insieme i tasselli che via via si accumulano durante un lungo viaggio, che lo porta lontano dalla sua vita abituale e che gli fa compiere un percorso a ritroso, negli anni della sua giovinezza, quando era un contestatore del sistema, quando aveva speranze, quando la musica era l'anima di quegli anni.
Il ripensare e il rievocare gli avvenimenti del passato, costringono Sandy a farci pure i conti, ad avere dubbi, a rivedere e riformulare la propria vita.
Martin in questo senso è geniale, perché fa rivivere negli amici dei tempi dell'università, che Sandy decide di incontrare dopo molti anni proprio nel corso della sua indagine giornalistica, i possibili esiti della generazione del "flower power".
Probabilmente chi ha vissuto quegli anni in prima persona potrà apprezzare maggiormente il romanzo.
Deuteragonista è sicuramente la musica degli anni Sessanta, che è la voce stessa di un'intera generazione; si citano moltissimi gruppi dell'epoca e ogni capitolo è introdotto da alcuni versi di canzoni strepitose. 
A livello stilistico, Martin è ineccepibile: prosa energica e incalzante, personaggi ben delineati, grandissima forza visiva (tanto che le scene si possono definire cinematografiche). 
Il lungo viaggio di Sandy termina con un concerto, apoteosi della musica e della sua forza "sociale".
Quello che Martin pare suggerire nel finale, per me suona un po' troppo new age e mi sembra quasi voler correggere il tiro, ma son gusti personali. ^_^ 


Giudizio finale: ottimo acquisto


Glò

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