lunedì 16 dicembre 2013

Libro: "Il signore delle mosche" di William Golding

Ed eccoci al secondo commento di Fabry, questa volta su un libro molto famoso, anche per me molto bello, che merita di stare nella libreria (è nella libreria dei miei ma è lo stesso :D)









Il Signore delle mosche è un viaggio dove protagonisti sono la gelosia, l'egoismo, e soprattutto la vanità. La narrazione è molto buona e ci sono frequenti colpi di scena e la suspense non manca, non mancano nemmeno le scene crude e sanguinarie.
Oggigiorno si parla del progresso della scienza e della tecnologia che ha allontanato gli uomini, imbarbarendoli e tirando fuori i lati più "oscuri" della loro personalità. Beh in questo libro lo scenario è completamente ribaltato. Isolati dai grandi, dalle regole morali, dalle leggi e da tutti i condizionamenti sociali questi bambini litigano, fanno ricorso alla violenza fino anche ad uccidersi. Quindi il primo messaggio dell'autore è: il male è nell'uomo, anzi il male è l'uomo. 
In questo processo di metamorforsi da bambini a bestie, si scontrano due forze contrapposte: quella della ragionevolezza, dell'intelligenza e della democrazia che si contrappone a quella dell'istintività, della forza bruta e della dittatura. E' quasi uno scontro politico e come avviene nella politica, la forza bruta spesso ha la meglio facendo leva sulle paure, a scapito della libertà di parola e pensiero, ma soprattutto a scapito della salvezza della comunità; e come avviene nella realtà il "Principe sanza virtute" (cito Machiavelli) cade rovinosamente portando alla luce l'inutilità di tutta la violenza perpetrata e purtroppo lasciando il cordoglio per le vittime.


Giudizio finaleil mio tesssoro



Fabry

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