mercoledì 4 dicembre 2013

Libro: "Stupore e tremori" di Amélie Nothomb




Come già accennato a proposito di Né di Eva né di Adamo, Amélie Nothomb è una delle scrittrici contemporanee che preferisco. 
Leggere le sue storie significa prima di tutto divertirsi moltissimo
Questo romanzo breve racconta l'esperienza lavorativa vissuta in prima persona da Amélie in Giappone: scontro tra culture differenti e occasione per una feroce satira sul sistema lavorativo giapponese. 
In effetti la forza del libro sta proprio nel raccontare un'esperienza autobiografica, vissuta e "patita" realmente ^_^
Pur regalandoci momenti di spasso assoluto, c'è anche spazio per un po' di amarezza... 
Assunta dalla società Yumimoto, regina dell'import-export tra Giappone e resto del mondo, la Nothomb vive sulla propria pelle la rigorosa concezione del lavoro di quella società: in poco tempo subisce una serie di retrocessioni accompagnate da reprimende dei capi e umiliazioni, che la porteranno verso la posizione lavorativa più bassa in quella azienda: una vera e propria catabasi ^_^
Lo stile è eccezionale: surreale, corrosivo, dissacrante, pungente...
Da provare!!! 



"Ricapitoliamo. Da piccola volevo diventare Dio. Molto presto compresi che era chiedere troppo e versai un po’ di acqua benedetta nel mio vino da messa: sarei stata Gesù. Presi rapidamente coscienza del mio eccesso di ambizione e accettai di ‘fare’ la martire, una volta diventata grande.
Adulta, mi decisi a essere meno megalomane e a lavorare come interprete in un’azienda giapponese. Sfortunatamente, era troppo per me e dovetti scendere di un gradino per diventare ragioniera. Ma non c erano stati freni alla mia folgorante caduta sociale. Mi venne dunque assegnato il posto di nullafacente. Purtroppo – avrei dovuto sospettarlo – era ancora troppo per me. Ottenni così l’incarico estremo: guardiana dei cessi.
Dalla divinità alla latrina: c’era di che estasiarsi del mio percorso inesorabile. Di una cantante che riesca a passare dal registro di soprano a quello di contralto si dice che possiede una vasta estensione: io mi permetto di sottolineare la straordinaria estensione del mio talento, in grado di cantare in tutti i registri, tanto in quello di Dio che in quello di signora Pipì."


Giudizio finale: ottimo acquisto



Glò

2 commenti:

  1. Ma come? Niente più "il mio tesssoro"? ;)
    Posso solo dire che secondo me la società e la cultura giapponese rasentano la follia... c'è un po' di schizoesasperazione di massa.

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    1. Ci sono altri titoli della Nothomb che considero un "tesssoro" XD Questo libro è parecchio divertente, ma meno coinvolgente secondo me.
      La cultura giapponese è parecchio complessa! In questo romanzo in effetti l'autrice condensa molti dei lati più esasperati di quella cultura, come dici tu. Però... è anche vero che il racconto - autobiografico - è condotto volutamente tra ironia, cinismo e dissacrazione.
      La reazione dei giapponesi a questo romanzo non è stata delle migliori! :P
      In altri suoi libri, la scrittrice dimostra il grande amore per il Giappone, ove nacque e trascorse l'infanzia.
      Grazie Marco! ^_^

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