venerdì 14 marzo 2014

Libro: "Alta fedeltà" di Nick Hornby


Titolo: Alta fedeltà 
Autore: Nick Hornby  
Edizione lettaGuanda collana Le Fenici tascabili, 1999 pagine 253

Alta fedeltà è un romanzo che non può sfuggire ai lettori curiosi, a quelli che sono disposti a fare ciò che attualmente mi pare sia considerato dai più "uno sforzo", ovvero collocare i fatti narrati temporalmente e recuperarne quindi le atmosfere, le manie, le peculiarità.
Ho letto una buona carellata di recensioni che si possono trovare nel web e mi sono resa conto che questo romanzo è stato spesso o non compreso o sottovalutato. Non per motivi, io credo, oggettivi, quali gusto personale, scrittura ostica dell'autore, banalità della vicenda... ma perché non si ha minimamente idea di come si debba approcciare un testo simile.
Nick Hornby è un grande scrittore: la sua scrittura è semplice e a tutti gli effetti densa di humor inglese. Queste due caratteristiche gli permettono di 
raccontare di persone comuni, non-eroi, in modo da renderceli vicini e nello stesso tempo interessanti. 
La banalità che alcuni intravedono è, in realtà, la rappresentazione della vita vera, quella dove si è normali, dove ci si ritrova poco più che trentenni a far bilanci sul passato e anche a ipotizzare il futuro, dove ci si rende conto che alla fine bisogna anche venire a patti, prima di tutto con se stessi.
E poi c'è Londra, una presenza viva e costante, come anche la musica: le sole costanti nella vita del protagonista, Rob Fleming. Il romanzo è pieno di citazioni di canzoni e di gruppi musicali, per gli appassionati sarà un vero spasso!
In effetti ci sarebbe un'altra costante nella vita di Rob, che forse lui stesso rifiuta di considerare tale almeno inizialmente, ovvero Laura, la "donna" della vita, che è anche la persona che lo costringe davvero a risvegliarsi e a tirar delle somme.
La musica è protagonista anche nelle pagine in cui l'azione si svolge nel "mitico" negozio di Rob, posizionato - volutamente - in modo tale da non attirare possibili clienti di passaggio, ma per lo più conosciuto e accessibile ai soli veri cultori di musica con le contropalle. Come ci riferisce lo stesso Rob 
"Il mio negozio si chiama Championship Vinyl. Vendo dischi di musica punk, blues, soul e R&B, un po' di ska, qualcosina delle Antille, alcuni pop degli anni sessanta - tutto per il serio collezionista di dischi, come dice la scritta, ironicamente all'antica, sulla vetrina".
Rob narra in prima persona e si mette a nudo rivelando al lettore le sue passioni, le sue sconfitte, le sue nevrosi, l'ossessione di stilare classifiche su 
qualsiasi cosa, l'incapacità di cedere alla banalità della vita, generando una specie di corto circuito. Ma nelle stesso tempo, mentre si racconta, Rob ci rende partecipi della sua evoluzione come uomo, dei cambiamenti che avvengono nella sua vita, delle sue "vittorie", passate e presenti, e la scoperta (o forse meglio "riscoperta") di una persona (Laura) che cambierà le carte del gioco e che gli farà comprendere cosa significa davvero la parola "amore". 
Consigliatissimo è anche il film del 2000 di Stephen Frears, tratto dal romanzo: il protagonista è interpretato da uno strepitoso John Cusack. 
Ci sono ovviamente delle differenze rispetto al libro, la più eclatante è sicuramente l'ambientazione a Chicago




Giudizio finale: ottimo acquisto





P.S.: Grazie a Marco! ^_^


Glò

6 commenti:

  1. Splendido libro e ottimo film :-)

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    1. E grazie mille anche a te, Chris, anche se rispondo, vergognosamente, dopo più di un anno! ;)

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    2. Senti chi parla! LOL!

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    1. Ciao Ferruccio! ^^
      A me è piaciuto moltissimo: Hornby mi ha sorpreso, ha uno stile molto particolare, che sembra poco curato, quasi improvvisato... ovviamente non è così, tutto è perfetto, voluto e conseguito ottimamente. C'è il finissimo british humor, una scrittura che definisco "onesta" e diretta, insomma per me davvero un grande libro!
      Grazie!!! ^_^

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