venerdì 4 aprile 2014

Libro: "Montedidio" di Erri De Luca



Un libro breve e intenso, che consiglio da anni a tutti quelli che mi capitano sotto le grinfie ^_^ , è Montedidio di Erri De Luca.
Il racconto è dedicato al quartiere napoletano che De Luca celebra anche nel titolo: se ne descrivono le radici, se ne offre l'essenza... 
Il realismo che delinea persone e luoghi è controbilanciato dalla poesia e dalla delicatezza dell'irrazionalità della vicenda narrata.
Lo stile è essenziale e raffinato; ci sono elementi linguistici dialettali che con la loro musicalità creano una specie di magia...
Non dirò molto di più, per non svelare nulla a chi lo leggerà per la prima  volta e potrà godere della bellezza della prosa incantatrice di De Luca.
Le pagine presentano molti spazi bianchi, la parola è quasi sospesa, sembra di leggere un testo scritto per il teatro.
"Vanno bene per gli angeli le ali, a un uomo pesano. A un uomo per volare deve bastare la preghiera, quella sale sopra le nuvole e piogge, sopra soffitti e alberi. La nostra mossa di volo è la preghiera."

Ascoltate "Sanacore" degli Alamagretta: ci ritroverete la stessa magia nel raccontare Napoli.


Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

3 commenti:

  1. "Fantastico"
    Devo aggiungere che ho pure seguito il consiglio riguardo alla colonna sonora, e l'accoppiata è favolosa: leggere Montedidio e ascoltare gli Almamegretta.

    Va bene lo ammetto: non avevo mai letto Erri De Luca perchè... si può dire che nessuno me ne aveva parlato bene???
    Ecco, invece la tua rece Glò mi ha stuzzicato e adesso sono entusiasta.
    Una densità incredibile: nella storia dei protagonisti, vivi e no, reali e fantastici e nella storia del mare e del vulcano.
    E poi: la pizza più buona di Napoli!
    Chissà se c'è ancora qualcuno che fa la Pizza Più Buona Del Mondo a Napoli...

    Come sempre: grazie Glò per aver suggerito questa lettura.
    Un grande abbraccio.

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    Risposte
    1. Ecco, almeno due piccole citazioni:

      1) intermezzo comico in tempo di guerra:
      Volevo sentire ancora, dopo un poco ho insistito a chiedere. Mast’ Errico stava di genio: “Pure don Petrella il par-roco è sceso in mezzo. Sotto i bombardamenti s’era imparato a dire la messa svelta, un quarto d’ora al massimo. Gli è rimasto l’uso, tant’è che lo chiamano don Frettella. Suonò una sirena d’allarme proprio mentre stava finendo la funzione, dopo la comunione. Invece di dire il solito: ‘Ite, missa est’, disse: ‘Fuìte, missa est!’ "

      2)Una città e la sua gente!
      Maria dritta e sfrontata per l’onore, se ne viene da me, mi mette il braccio sotto e ce ne saliamo a Montedidio con gli occhi della gente sulla schiena. Com’è importante stare a due, maschio e femmina, per questa città. Chi sta solo è meno di uno.

      Assolutamente da leggere questo libro!

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    2. Non ho letto soltanto questo titolo di De Luca... ma una poesia e uno struggimento (per quello consigliavo come colonna sonora gli Almamegretta durante la lettura di questo librino) tali, un amore così viscerale per la propria città, non li ho mai ritrovati come in Montedidio *__*
      Pur essendo una lettura brevissima, lascia davvero stregati!
      Grazie Ginevra! Hai citato due passi che ricordo perfettamente, molto belli!

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