lunedì 28 aprile 2014

Libro: Fabio Ferrari, "Il domatore di stelle" e altre raccolte


Titolo: Il domatore di stelle 
Autore: Fabio Ferrari  
Edizione letta: Interlinea Edizioni, 2003 pagine 40 


Fabio Ferrari è prima di tutto un artista che ha fatto dell'onestà intellettuale la chiave della sua produzione.
Fabio non inganna, dona se stesso subito e interamente attraverso i suoi versi: lo fa quando scrive poesie e anche quando interpreta le sue canzoni.
Penso che una caratteristica dell'arte nella sua forma più alta sia l'autenticità, ciò che permette un contatto diretto tra il creativo e chi fruisce del suo ingegno e che ovviamente se ne fa interprete mediante la propria soggettività.

"Ancora una piccola porzione di cielo/rimane stretta tra i tetti rossi del vicolo/ed il profumo del mare/e ti giuro, se solo febbraio lo permettesse,/ saprei dire ancora cose che fanno sbocciare i fiori!"
da "Ancora una piccola porzione di cielo" (Blue noise)

Le liriche di Fabio sono sorprendenti: partono da oggetti comuni, esperienze semplici, quotidiane e ci fanno fare i conti con noi stessi.
Sono come scosse che producono momenti di lucidità, momenti in cui sembra di afferrare per un attimo la Verità.

"Ho un occhio da bimbo/e un occhio da vecchio,/ qualcuno in lontananza sghignazza."
da "Il domatore di stelle"

E siccome questo tendere agli assoluti è doloroso, sempre, non ci si deve stupire per il fatto che i suoi versi siano aspri e taglienti e faticosi, ma sempre necessari e puntuali.

"Ciò di cui debbo parlare,/sono in verità gli addii strazianti/ e le amare interminabili ore,/senza che nulla accada."
da "Di neve e di vento" (Da quando la tua parte di letto è fredda)



Il bisogno vitale della scrittura emerge sempre, in ciascuna delle raccolte pubblicate.

"Allineatevi pensieri di porpora,/intarsiati nel nulla etereo,/ch'io vivo aggrappato alle parole non dette."
da "Il domatore di stelle

Se siamo pazienti e curiosi, nei suoi versi troveremo moltissimo, forse anche un po' di noi stessi:
"<<E tu cosa puoi darmi?>> mi risponde./Un sogno da film americano,/quando me ne vado via di spalle."
da "Quando me ne vado" (Il domatore di stelle)
"<<Come quando ti addormentavi sul sedile posteriore dell'auto>>. Mi ripeto./E tracciavi un confine che nessuno poteva violare." 
da "Da quando la tua parte di letto è fredda



La raccolta che preferisco è Blue noise, quella che sento più vicina, quella in cui lo stridore, tra la vita di tutti i giorni e l'anelito a qualcosa di diverso ed alto, è più marcato. 
Sarà che mi sento spesso così:
"Sono una di quelle borse che poi rimangono lì/abbandonate/mentre sbrighi altre faccende/nel mezzo del soggiorno/con le cose mezze dentro e mezze fuori"



Scotch Brite è contenuta in Blue noise;
qui trovate info sul progetto Internòshttps://www.facebook.com/pages/Intern%C3%B2s/226262137518890

Le altre raccolte:
- Fabio Ferrari, Da quando la tua parte di letto è fredda, Interlinea edizioni, 2005, pp. 52 (con Audio CD)
- Fabio Ferrari, Blue Noise, Interlinea Edizioni, 2009, pp. 56


Fabio Ferrari è un caro amico, sulle cui doti artistiche non ho mai avuto dubbi. Ho scritto questi pensieri sulle sue liriche cercando di essere oggettiva, per quanto lo si possa essere raccontando ad altri le emozioni scaturite dalla lettura di esse. 


Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

3 commenti:

  1. Un complimento a Glò: hai davvero un bellissimo "tesssoro" e sai come mostrarne le sfaccettature migliori a chi ti legge! Grazie Glò!

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  2. Grazie per questo post, ho scoperto un nuovo poeta!
    :-) Miao

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    1. Ti ringrazio per essere passata! :D Il mio supporto a Fabio non mancherà mai: è davvero una voce ispirata la sua ^^

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