mercoledì 18 giugno 2014

Libro: "Signorina Cuorinfranti" di Nathanael West


Titolo: Signorina Cuorinfranti 
Autore: Nathanael West  
Edizione letta: minimum fax, 2011 pagine 116


Protagonista di questo romanzo breve è la New York della Grande Depressione, contraddizione pulsante tra il benessere rappresentato dai grattacieli e la disperazione dei suoi abitanti. 
West visse quei difficilissimi anni '30 e se ne fece il cantore disincantato: asprezza, durezza, crudeltà sono i soli termini che secondo me si possono utilizzare per cercare di spiegare l'atmosfera che l'autore ricrea in "Signorina Cuorinfranti".
La prosa asettica e lineare, con elementi gergali, fa rivivere figure realissime, personaggi troppo umani: non c'è spazio per illusioni e speranze.
La Signorina Cuorinfranti gestisce una rubrica di posta del cuore su di un giornale: le lettere che riceve sono scritte da persone che depositano in esse le loro frustrazioni, la loro disperazione, la loro grossolanità, i loro desideri.
Eppure non ispirano compassione, ma sono fastidiose e irritanti.
West non lascia alcuno spiraglio: non c'è possibilità di riscatto per nessuno.
Ovviamente, se consideriamo il periodo storico in qui fu pubblicato questo romanzo, possiamo facilmente intuire il motivo del suo tiepidissimo successo.
In questo senso è un libro claustrofobico che spezza il cuore.
La Signorina Cuorinfranti non regge il gioco che inizialmente sembra saper dominare: subisce a sua volta la stessa sorte della moltitudine, che sembra davvero infinita, di quei poveri disperati che le chiedono aiuto. Ma il crollo, inevitabile, non si identifica in quella crisi mistica suggerita, un po' seriamente e un po' per celia, fin dall'inizio della narrazione, bensì procede verso una strada senza possibilità di ritorno.
West è un autore che ancora oggi può dire moltissimo, probabilmente anche per il fatto che stiamo vivendo in un periodo di forte crisi, paragonabile, negli esiti, a quella degli anni '30.


Giudizio finale: il mio tesssoro 



Glò

8 commenti:

  1. Di West ho provato a leggere "Il giorno della locusta", ma non sono riuscita ad andare oltre le trenta pagine. Peccato, perché secondo me le storie che scrive sono veramente interessanti, anche se si evince un bel po' di durezza.
    Anche questo romanzo mi affascina molto; che indecisione! Da come ne parli sembra che valga veramente la pena acquistarlo, vedremo ;)

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  2. Ciao! ^_^ Prima di tutto, grazie per aver letto la mia opinione su questo libro!
    Non ho ancora letto "Il giorno della locusta" ma sicuramente lo farò a breve: West mi ha colpito moltissimo,
    Il punto è che quel che scrive è davvero "s-pietato" e insieme credibilissimo. Insomma, forse basta attendere un buon momento per approcciarlo: dal mio punto di vista merita senza alcun dubbio!

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  3. Io desidero leggerlo da una vitaaaaaaa ... uff!

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  4. Grazie lucrezia per aver lasciato un commento! ^_^
    Visto che hai già maturato l'intenzione di leggere questo libro, io rincaro la dose e te lo consiglio (ancora!!!) caldamente :P
    Ora sono presa da altre letture, ma sicuramente leggerò altri titoli di West: mi ha abbastanza segnato con questo romanzo, è uno di quelli che non si scordano insomma.
    Il giorno della locusta potrebbe essere il prossimo! ^_^

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  5. La minimum fax ha un'ottima linea editoriale, sembra un romanzo interessante, soprattutto per la "non compassione" di cui parli...

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  6. Anche a me la minimum fax piace parecchio ^^ Questo romanzo è stato una vera scoperta, anche se non nego che si tratta di una lettura che colpisce profondamente. Nel post non ho accennato, volutamente, alla bella prefazione di Bianchi che dettaglia la vicenda umana e artistica di West. Riporto ora una frase iniziale:
    "La verità, sbalorditiva, è che nel corso della sua breve esistenza West ha venduto un totale di 8700 copie."
    Peccato che West non sia ancora molto "diffuso", case editrici come la sopracitata hanno il pregio di farci riscoprire grandi autori!

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  7. Stavo cercando ispirazione per le prossime letture e ho voluto rileggere questo post: si vede che quando lo hai scritto non avevo ancora l'abitudine di commentare!
    Sono perfettamente d'accordo con te (che novità, vero?): l'ho letto e mi ha lasciato "basita" la incredibile serie di personaggi "senza speranza".
    E sono così perchè incapaci di uscire dallo schema mentale che lì li ha condotti.
    Lettura davvero illuminante sull'incapacità di uscire dalle gabbie mentali che l'uomo stesso si costruisce.
    Beh, anche se in ritardo, grazie Glò ;)

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    1. Mi ero riproposta di leggere anche Il giorno della locusta di West, mmm... potrebbe essere giunto il momento!
      Ho trovato West di una lucidità e crudeltà paurose, ovviamente non lo è gratuitamente: credo sia stato un cantore del suo tempo, cioè credo debba essere letto tenendo ben presente l'epoca in visse.
      Grazie Gin!!! ^^

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