venerdì 11 luglio 2014

Libro: "Isola con fantasmi" di John Banville


Titolo: Isola con fantasmi 
Autore: John Banville 
Edizione letta: Guanda, 2009 pagine 252


Isola con fantasmi è uno dei libri che per me hanno fatto la differenza come esperienza di lettura: è bellissimo, difficile, avvolto nel mistero, pieno di suspense, intrighi, cose non dette, piani che si collocano tra la realtà e forse il sogno.
Insomma, se decidete di approcciarlo, non prendetelo sottogamba: non è un libro giallo-noir, mistery o quant'altro vi possano suggerire titolo, copertina o trama.
La vicenda narrata è ammantata di mistero e si presta a numerose interpretazioni possibili: potrebbe anche essere un'occasione per cercare dentro di sé quegli stati d'animo che il talento di Banville così brillantemente tratteggia nei suoi personaggi.
A seconda del personaggio cui si pensa di assomigliare di più, o con il quale si condividono più aspetti del carattere, si farà un "viaggio" personale attraverso le peripezie che un gruppo di naufraghi affronta su di un'isola, che rappresenterà forse il luogo della salvezza, o forse no.
I personaggi sembrano a momenti marionette, forse maschere: ci appaiono guidati da una forza esterna, cui devono soggiacere. In definitiva, tutto va come dovrebbe andare, senza possibilità di modificare nulla.
Ed è in questo contesto che Banville ci guida alla ricerca dell'autenticità, verso il tentativo di comprendere e ritrovare se stessi.
L'atmosfera che l'autore sa ricreare attraverso la sua scrittura, è la colonna portante della narrazione: quella di Banville è una scrittura intensa, preziosa, lirica ed evocativa.
E mai essa si rivela stucchevole: anche le descrizioni più dettagliate sono sempre vivide e precise, le possiamo immaginare facilmente e quasi percepiamo come annullata la distanza tra il nostro mondo e quello creato dall'autore.

"Eccoli. Sono in sette. O per meglio dire, una mezza dozzina all'incirca, che dà più libertà di manovra. Faticano a risalire le dune, arrancano nella sabbia, bisticciando, lamentandosi, desiderosi di compassione, desiderosi di essere altrove. Questo più di tutto: essere altrove. Non c'è altrove, per loro. Solo qui, in questa piccola cerchia.
«Sbandata!»
«Sbandamento.»
«Bagnarola di una...»
«Io l'avevo detto, l'avevo.»
«È una sensazione talmente strana.»
«Quel capitano dei miei stivali.»
«E sì che gliel'avevo detto.»
«Citera, mio basamento.»
«Ma che escursione.»
«Ascoltate!»
Alle loro spalle la barca inclinata, incagliata in un banco di sabbia, riversa a dritta come un'ubriaca, panciuta, tutta un cirripede, tradita da un'onda anomala o da uno scherzo della marea e dagli errori di calcolo di un comandante alticcio. Hanno dovuto camminare nell'acqua bassa per guadagnare la riva. Così le cose hanno inizio. È una mattina di fine maggio. Il sole splende allegro. Come soffia il vento! Un piccolo mondo sta venendo alla luce.
Chi parla? Io. Piccolo dio."

Questo è il meraviglioso incipit ^_^ Buona lettura!!!


Giudizio finale: il mio tesssoro 



Glò

2 commenti:

  1. Mi piace tantissimo questo genere.
    Di simile ho letto da poco "The woman in black" di Susan Hill, l'hai letto?
    Intanto mi segno questo, che non conoscevo. Grazie per la recensione ^__^

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  2. Ciao Muriomu! ^_^
    Grazie per essere passata e aver letto il mio sproloquio :P
    Non ho letto il titolo che mi hai suggerito (ho intanto curiosato la tua recensione!) e che aggiungo alla lista delle letture future!
    Isola con fantasmi forse è un tantino "particolare", non rientra in un genere ben preciso, ma spero ti possa piacere! ^_^

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