venerdì 26 settembre 2014

Glò thinking - La profonda leggerezza di Banana Yoshimoto



Una scrittrice che spesso consiglio agli amici lettori è Banana Yoshimoto, e le motivazioni sono numerose!
Mi ha sempre particolarmente colpito la sua scrittura "visiva", che culmina nelle bellissime descrizioni che ci regala.

Da "Kitchen", Incipit:
"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola."

L'oggetto delle storie che Banana ci racconta, è la vita delle persone normali, con tutti i gradi che ciò comporta: si passa da fatti terribili - morte, malattia, incesto, senso di perdita - a momenti poetici, di serenità e bellezza, lasciando sempre al lettore uno spiraglio luminosissimo: il senso della speranza.
Questo scandagliare le reazioni e i comportamenti nei momenti tragici della vita dei suoi personaggi (che a tutti gli effetti sono persone comuni, con le quali ci si può identificare con assoluta naturalezza) ha uno scopo ben preciso, ossia quello di suggerire che il cambiamento e quindi la crescita, sono le sole risorse che ci permettono di vivere pienamente.

Da Amrita:
"Credo che l’uomo abbia dentro di sé qualche cosa di piccolo, fragile, tremante, che ogni tanto ha bisogno di un po’ di cura, di un po’ di lacrime.
Dissi queste cose a Ryuichiro, che restò a riflettere in silenzio.
In quel momento, guardando la strada buia fuori dalla finestra, pensai. Anch’io forse un giorno vorrei camminare su questa strada di notte insieme a qualcuno, a lungo, senza limiti. Forse lo farò, mi dissi, e senza bisogno di riflettere."

Lo stile della Yoshimoto potrebbe farci credere che sia ottenuto senza sforzo alcuno, tanto risulta naturale e leggero.
In realtà, è una scelta precisa della scrittrice utilizzare un registro basso che faccia riferimento alla cultura popolare contemporanea (e questo elemento è proprio anche di altri scrittori giapponesi contemporanei), attingendo ai film, alla musica pop, ai manga, alle serie televisive. 
Si crea in questo modo un forte legame partecipativo col lettore, un coinvolgimento diretto senza alcun ulteriore filtro.


Un tema ricorrente è, per esempio, quello della famiglia, trattato con tenerezza e semplicità, anche laddove Banana ce la descrive come poco convenzionale, segno che non si avverte più alcuno stridore con le definizioni tradizionali che riguardano i rapporti umani. 

Da N.P.
"Fu un sogno evocato dalla luce dell'estate, che penetrava brillando attraverso la tenda. Era una mattina serena, subito prima dell'estate, proprio come adesso.
La mattina Shoji era sempre il primo ad alzarsi. Quando, verso le otto, ero costretta a svegliarmi per andare a scuola, di solito era già seduto al word processor. Mi piaceva vedere la sua figura di spalle, imperturbabile e concentrata, accom-
pagnata da quel ticchettio regolare, che mi ricordava quella della mamma, seduta nello stesso atteggiamento, quand'ero bambina. La pacatezza di Shoji, che aveva diciassette anni più di me, neutralizzava la mia esuberante energia adolescenziale trasformandola in qualcosa di armonioso. Stando con lui c'era sempre un senso di pace. Anche quando ridevamo o scherzavamo. Quando mi capitava di non riuscire ad alzarmi e di essere in ritardo, lui non cercava di svegliarmi a tutti i costi. E se perdevo la scuola, mi lasciava restare a casa senza scomporsi. Lui era uno così.
Ma quella mattina era diverso."

Altro aspetto che a me piace profondamente nei libri delle Yoshimoto è quel senso del nostalgico, del non ancora compiuto che si lasciano dietro, come se non ci fosse nulla da insegnare, ma soltanto indicare un cammino da seguire a chi ha deciso di affrontare un percorso di vita costruttivo.




Glò

12 commenti:

  1. La adoro , l'ho sempre adorata fino dal suo primo libro e peccato che la sua produzione non sia così fiorente...
    La trovo, moderna , romantica, leggera come una piuma che ti solletica le tempie e ti sprofonda in un mondo semplice e leggero come lei, anche se leggendo meglio, , stupisci come i concetti siano così profondi ma trattati con estrema grazia!
    Grazie e un bacio!

    RispondiElimina
  2. Grazie a te Nella! ^_^
    Mi fa piacere che la Yoshimoto trasmetta anche a te quella "profonda-leggerezza" che a me piace tremendamente!
    Credo che spesso questa scrittrice sia sottostimata per quella stessa grazia che traspare dalla sua narrazione: a una lettura superficiale, probabilmente è scambiata per eccessiva semplicità.
    A presto!!! ^_^

    RispondiElimina
  3. Glo' mia non ricordo se ti sei unita al mio blog..
    Nel dubbio, perchè mi farebbe un immenso piacere , ti rimando il link!
    Un bacio serale!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

    RispondiElimina
  4. Già fatto, Nella!! ^_^ Sono una tua seguace!

    RispondiElimina
  5. Ciao Glò!
    Di Banana mi hanno regalato un po' di tempo fa "Il corpo sa tutto". Ma è nell'affollatissima sala di attesa della mia libreria insieme a dozzine di altri libri che aspettano, chiedono, implorano di essere letti. Chissà se e quando arriverà il suo turno. ^-^

    RispondiElimina
  6. P.S. Attenta con i captcha! Io conosco un sacco di blogger che non commentano i post se ci sono i captcha...

    RispondiElimina
  7. :O la fobia dei captcha :D.
    Grazie per la segnalazione, allora li levo

    RispondiElimina
  8. Ciao Ivano! Grazie di aver commentato!
    "Il corpo sa tutto" è uno degli ultimi romanzi che ho letto di Banana: ammetto di essere particolarmente legata ad altri titoli, per esempio Lucertola, Tsugumi, N.P. (forse il migliore!). Come cercavo di raccontare nel post, a me la Yoshimoto piace sempre, con alti e bassi nella produzione ovviamente, perché ogni libro è una piccola esperienza!
    Avrei in mente di proseguire il discorso analizzando alcuni romanzi prossimamente! ^_^

    RispondiElimina
  9. Ho letto alcuni libri di questa scrittrice. Mi sono piaciuti in particolare Chie-chan e io e Un viaggio chiamato vita
    Abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Butterfly! Grazie per aver recuperato un post ormai vecchio, fa sempre piacere! ^^
      Non ho letto i due libri che citi :P Mi sono fermata all'incirca a Il corpo sa tutto facendo riferimento alle pubblicazioni in Italia! Prima acquistavo con regolarità tutti i nuovi editi! Poi è capitato un periodo (lungo) in cui non ho letto e mi sono allontanata dalla Yoshimoto! :P
      Ricambio l'abbraccio e buonanotte! ^_^

      Elimina
  10. Autrice che non ho mai letto, ma ho amiche e colleghe che la decantano. Vedremo.Intanto complimenti per il post.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Yoshimoto scrive storie che all'apparenza possono sembrare esclusive per un pubblico femminile (alcuni dicono "adolescenziale"), banali per tematiche, con uno stile lineare e semplice... epperò! :D Non è così :D
      Sta al lettore non leggere soltanto le parole e cercare qualcosa di sé tra di esse.

      Elimina