sabato 18 ottobre 2014

Glò thinking - Kenzaburō Ōe, cantore della "nostra pazzia"



Kenzaburō Ōe è uno scrittore giapponese che io ritengo molto interessante, per il fatto che si colloca storicamente tra la generazione classica e tradizionalista e quella moderna.
La sua prosa rivela questa sorta di ambiguità, cosi come le tematiche affrontate: la sua, è la realtà di un Giappone che si avvia verso la modernità e sul quale pesa, non poco, la tradizione. 
Queste sono le parole pronunciate da Ōe nel 1994 durante la cerimonia di assegnazione del Premio Nobel

«Ho la sensazione che oggi, dopo centoventi anni di modernizzazione seguiti all'apertura del paese, il Giappone sia ancora lacerato da due tipi di ambiguità di senso opposto. Le stesse che vivo anch'io in prima persona, come scrittore che ne porta su di sé i segni profondi.
Ambiguità che si manifestano in vari modi, tanto evidenti e forti da creare lacerazioni in un'intera nazione e nel suo popolo. La modernizzazione del Giappone è stata tutta tesa all'imitazione del modello occidentale. Eppure il Giappone e parte dell'Asia e i giapponesi sono determinatissimi a mantenere la propria cultura tradizionale

Ōe è uomo del suo tempo, lo dice chiaramente in questa citazione e nella sua produzione letteraria: le tematiche affrontate, spesso con tanta parte di partecipazione autobiografica, sono dolorose e mai banalizzate. Sono concrete, vissute e percepibili come tali da chi legge, immediatamente.
Si passa dalla follia alla crudeltà umana, alla lotta interiore con i propri fantasmi, raccontate attraverso una prosa diretta, incisiva, tagliente, talvolta con umorismo.
Per tutti questi motivi è facile immaginare che la sua produzione non sia rivolta al grande pubblico, o forse è meglio dire che essa non è per tutti.
Attraverso l'atto della comunicazione scritta, probabilmente Ōe riesce a razionalizzare e quindi a superare frustrazione, sensi di colpa e dolore. 
E' come se volesse rappresentare, attraverso la propria esperienza diretta, i drammi di tutti gli uomini e cercasse di proporre la svolta, da condurre verso un percorso di pace.
Questo scrittore ha un grande merito su tutti, quello di aver saputo coniugare la narrativa alla sua vita, fatta di partecipazione sociale attiva e di dolore.
A lungo è stato considerato scomodo, per il suo impegno civile, che si è espresso in  attacchi al sistema politico ed economico del Giappone.
La sua battaglia è diretta verso una vera democratizzazione del paese, tenendo sempre a mente le atrocità del periodo bellico.

Per capire Ōe è necessario far riferimento ad alcuni fatti biografici: 

- nato a Uchiko nel 1935, ha vissuto in prima persona la seconda guerra mondiale, Hiroshima e la bomba H; 

- nel 1963 Ōe deve fare i conti con la malattia e il dolore: nasce il figlio Hikari, affetto da una gravissima lesione cerebrale.
Insegnaci a superare la nostra pazzia è una sorta di tributo alla condizione di diversità, esclusione e sofferenza che Hikari subisce nella società a causa del suo handicap.

Questi avvenimenti - intesi come le due facce della violenza, quella esterna, rivolta al mondo intero, e quella insita nel corpo umano - hanno segnato indelebilmente l'esistenza dello scrittore.


Raccontare Ōe e la sua arte è davvero complesso: è uno scrittore che deve essere affrontato e "digerito", sia per asprezza della prosa, che per contenuti proposti. Ne vale indubbiamente la pena, soprattutto come accrescimento interiore.

«Aveva saputo dalla moglie che la madre, nei suoi discorsi, chiamava il padre morto "quell'uomo". "Quell'uomo", the Man. Il verso di una poesia di guerra di un poeta inglese, nella quale Man era scritto con la M maiuscola, tornò alla mente dell'uomo grasso - o sarebbe meglio dire che aveva sempre accompagnato i suoi pensieri. Come i vari canti della Terra Pura occupavano costantemenete la mente della nonna ormai defunta, cosi per l'uomo grasso quella poesia era come una preghiera che faceva parte del suo corpo e spirito. E proprio quella poesia fu la preghiera elevata al culmine della battaglia, nella quale suo padre aveva perso uno dopo l'altro tutti gli amici cinesi. "The voice of the Man: Oh, teach us to outgrow our madness": oh, indicaci la via per sopravvivere alla nostra pazzia. Se quella era la voce di "quell'uomo", la "nostra pazzia" significa la sua e la mia, si disse allora l'uomo grasso per la prima volta 
da "Insegnaci a superare la nostra pazzia"



Glò

6 commenti:

  1. Grande post Michele... e mi vergogno di non aver mai letto nulla di questo scrittore , io che amo profondamente la cultura giapponese...
    Ecco a che cosa servono anche gli amici,....a scavare nella tua ignoranza , per riportarti alla luce!
    Grazie e un bacio!

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  2. Io ho letto Mishima , Tanizaki e Dazai dello stesso periodo di Oe quindi credo di potere immaginare quale tipo di scrittura sia la sua e quale tipo di scissione interna.
    Gli scrittori giapponesi di quel periodo sono dei gioielli, delle punte scarlatte che brillano sull'ago di un periodo storico difficilissimo, critico di fusione forzata con i costumi occidentali. Terrò questo nome a mente!
    Grazie per il tuo articolo!

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  3. Brava Glò: dopo migliaia di libri letti continuo a sentirmi sempre più ignorante! Alcuni dei temi da te segnalati li ho già riscontrati in altre opere lette e forse affrontate con altro spirito. Aggiungo alla lunghissima lista di ciò che "voglio" conoscere!

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  4. @ Nella: la cultura giapponese è davvero affascinante e complessa! Ci sono moltissimi autori che vorrei approfondire, nel tempo e con calma: val la pena scoprirli pian piano! ^_^ Un abbraccio a te!

    @ A.H.V.: Grazie a te, i commenti sono sempre graditissimi! Sono felice che condividiamo la passione per i giapponesi ^_^
    Mishima l'ho letto, ma in verità vorrei dedicarmici ancora. Provvederò a leggere al più presto gli altri due autori da te citati!

    @ Gin: penso che sia normale per un lettore forte provare la sensazione che hai descritto: più si legge, più ci si rende conto che c'è altro, che c'è troppo :D Ed è anche bellissimo, perché non si rimane mai senza possibilità e interessi! ^_^

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  5. Non senza un filo di vergogna ammetto di non conoscerlo. Anzi... di non averlo mai nemmeno sentito nominare. Ma qualcosa di suo è mai arrivato in Italia?

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  6. @ TOM: ma quale vergogna! :P
    È materialmente impossibile conoscere e leggere tutti gli autori e i generi! Spesso sono suggerimenti o circostanze fortuite che ci invitano a scoprirne di nuovi!
    Sono disponibili alcune delle sue opere, non molte rispetto al corpus: Insegnaci a superare la nostra pazzia è contenuto nella raccolta omonima di racconti ed. Garzanti (che ha pubblicato altri titoli) e mi risulta che altre case editrici abbiano titoli in catalogo.
    Nel 2011 è uscito La vergine eterna, che non ho ancora letto. Ti invito a curiosare trama e recensioni: penso potrebbe interessare anche te!

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