giovedì 18 dicembre 2014

Libro: "Stella meravigliosa" di Yukio Mishima


Titolo: Stella meravigliosa
Titolo Originale: Utsukushii Hoshi
Autore: Yukio Mishima
Traduttore: Margherita Crepax
Edizione letta: Guanda collana Le Fenici Tascabili, 2002 pagine 208

Romanzo molto particolare, Stella meravigliosa (Utsukushii Hoshi) è un pezzo unico nel corpus di Mishima. 
Rientra nel genere sci-fi, anche se forse non saranno della stessa opinione i puristi; in alcuni siti di vendita on-line è inserito nel genere fantastico, ma qui dissento assolutamente.
Poco importa il genere, quantomeno a me, di fatto è un gran libro che si offre come una metafora della condizione umana.
Il romanzo uscì a puntate a partire dal novembre 1962 fino al gennaio successivo sulla rivista letteraria Shincho, in seguito al forte interesse dell'autore per l'ufologia.
La scrittura è lieve e delicata, l'atmosfera sognante: la famiglia Osugi sembra risvegliarsi piano piano da un lungo sonno e prendere coscienza della propria origine aliena.
Gli extraterrestri di Mishima non sono caratterizzati e raffigurati, come accadeva soprattutto ai tempi, come creature che per aspetto segnano fortemente l'alterità con gli umani. Si tratta di creature che non hanno connotazioni fisiche particolari, anzi, si ammalano, possono procreare, soffrono forse in modo più acuto i dolori della vita (solitudine, paura, indifferenza). La loro essenza aliena consiste in un "potere" non ben definito, in una superiorità rispetto agli uomini che è tenuta ben nascosta.



Quando i membri della famiglia Osugi prendono consapevolezza di sé, ricordano le rispettive case natali: ognuno proviene da un diverso pianeta del sistema solare, che in qualche modo esercita un influsso specifico sulla loro personalità e fisionomia.
E nel corso della narrazione si capisce che la loro presenza sulla Terra non è affatto casuale: devono, infatti, salvare l'umanità da se stessa. Incombe il pericolo dell'autodistruzione atomica, segno ed esito ultimo dei mali dell'uomo.
Una fazione aliena opposta agli Osugi, persegue il medesimo fine, salvare l'umanità, ma il metodo è assolutamente radicale: poiché l'uomo è incapace di amare l'altro, è egoista e materialista, è indifferente, non ci sono speranze di redenzione e merita la totale distruzione. Questa organizzazione aliena cerca così di accelerare la sorte di autodistruzione dell'uomo mediante l'impiego dell'atomica.



Il libro è pieno di spunti filosofici, umanitari, sociologici. Non so se Mishima perseguisse un intento specifico, se volesse destare le coscienze dei suoi contemporanei, così come si risveglia ad un certo punto la famiglia aliena: di certo egli ha rappresentato ancora un volta nelle sue opere la difficoltà e la sofferenza della società giapponese nel superare l'evento tragico di Hiroshima e Nagasaki.
Forse gli alieni di Mishima rappresentano quelle poche persone tra gli umani che credono fermamente sia possibile un mondo di pace, persone che sono "fuori" dagli schemi e che percepiscono un senso di compartecipazione/compassione col mondo.

Un passo particolarmente bello:
"Akiko sfogliava le pagine di un libro di leggende e di racconti sulle stelle, consigliatole dal padre per nutrire lo spirito del feto. Juichiro disprezzava l'inesatta astronomia umana, e credeva che le leggende e i racconti popolari contenessero immagini suggerite agli uomini dagli extraterrestri. Akiko amava una leggenda degli indiani d'America chiamata La sposa delle stelle. Un cacciatore chiamato Falco bianco, aveva visto dodici belle fanciulle scendere dal cielo danzando con un grosso cesto d'argento; si era innamorato di una delle fanciulle e l'aveva sposata, ma un giorno essa, desiderosa di tornare alla sua patria celeste, si era tramutata in una stella."

Un'ultima riflessione: mi pare che le due opposte fazioni aliene rappresentino la stessa interiorità di Mishima. Lui, che forse aveva avuto troppa fiducia nell'uomo, disilluso, metterà fine alla sua vita, per eccessivo amore della stessa, mediante pratica del seppuku



Per contestualizzare un minimo, ricordiamo che gli anni 50'-'60 per il Giappone furono un periodo vissuto sotto l'enorme pressione volta a superare i fatti della Seconda Guerra Mondiale, verso una modernizzazione anche in senso occidentale, che avrebbe cambiato radicalmente il paese rispetto alla tradizione millenaria. 


Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

18 commenti:

  1. Io di Mishima ho letto diverse cose e alla domanda implicita: "Non so se Mishima perseguisse un intento specifico, se volesse destare le coscienze dei suoi contemporanei" posso risponderti che in un certo senso lo faceva.
    Nel suo libro 'Lezioni spirituali per giovani samurai' Mishima esprime attraverso la forma quasi di lezioni il suo parere su alcuni argomenti universali e sociali ed tutta la sua insoddisfazione verso la contemporaneità, addirittura - non so se solo letterariamente o anche materialmente - fonda una scuola in cui forgiare dei nuovi individui più inclini all'etica di un Giappone stravolto e ormai cancellato dal conflitto mondiale, ma Mishima è un uomo che come altri suoi contemporanei scrittori vive la crisi della sua condizione e se quindi da un lato inneggia all'etica del Giappone feudale dall'altro credo che molta della sua sensibilità non avrebbe potuto trovare completo sfogo in una società con regole più rigide!
    Comunque è una personalità affascinante anche se a volte la sua scrittura è verbosa e si fatica un po' ad andare avanti! Questo romanzo non lo conoscevo affatto, però!!
    Grazie dell'hint Glòò! :D

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    1. Grazie a te Alessia per aver arricchito il post con questo bel commento!
      Di Mishima ho letto anche La voce delle onde, un libro brevissimo di cui avevo accennato qui http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/04/consigliato-la-voce-delle-onde-di-yukio.html a mio parere molto bello, ma decisamente d'altro "spirito" rispetto a Stella meravigliosa. Ci sono temi più distesi, la natura ha un ruolo centrale, sembra uno scritto più "classico" per così dire.
      Ho intenzione di leggere a breve (ovvero, lo spero!!! XD) la tetralogia de Il mare della fertilità, mi incuriosisce troppo *__*
      Ciao un abbraccio! ^^

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  2. Cara Glò, anche questa tua anticipazione è altamente "stuzzicante".
    Al contrario di A.H.V. non ho ancora letto nulla di Mishima (sono arrossita un po') e adesso mi sento in dovere di recuperare terreno anche con questo autore.
    Permettimi solo una piccola divagazione, su questo tema: ho letto ultimamente le opere di Matt Haig e penso che il tema di fondo di quest'opera di Mishima (Salvare l'umanità da se stessa) sia anche il tema centrale del suo romanzo "Gli umani" uscito quest'anno per i tipi di Einaudi.
    La mia lista dei libri "da leggere assolutamente" è talmente lunga che non ha senso pensare di questo: lo metto in coda! Finisco di leggere l'autore che sto "affrontando" ora, e poi vediamo se riesco a "buttarmi" su Mishima...

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    1. Penso che ti piacerà, e parecchio. Anche per curiosità, vista la tua passione per la sci-fi.
      Haig in effetti mi è già stato segnalato, per cui lo leggerò XD
      Grazie Gin! ^^

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  3. Il mio interessante per la letteratura giapponese ha coinciso con i miei anni di pratica delle arti marziali. Ancor più strano quindi che io non abbia letto quasi nulla di Mishima e abbia invece privilegiato autori come Soseki, Tanizaki, Kawabata. Boh! Misteri della vita...

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    1. Strano sì, anche per la questione delle arti marziali, visto che Mishima stesso ne era un cultore e praticante.
      Però... come sempre, si legge in base a percorsi "strani" e personali facendo scelte che ne escludono altre. Io per adesso ho letto anche Murakami, Kenzaburo Oe, la Yoshimoto XD
      Vorrà dire che tra le prossime letture includerai Mishima! ^^

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    2. Non credo succederà, Glò. Dovrei riprendere a fare arti marziali e non è nei miei programmi ^^
      Ma se ti piace la letteratura nipponica non farti sfuggire Natsume Soseki. I due suoi libri che ho letto, "Anima" e "Guanciale d'erba" sono capolavori!

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    3. Questi che citi sono autori che mi già mi sono stati segnalati e che sicuramente leggerò! Soseki in effetti è già in mio possesso, resta solo da trovare il tempo per leggerlo! XD

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  4. Naturalmente volevo scrivere: "Il mio interesse" non "Il mio interessante"... sob sob...

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    1. Pochi giorni fa ho regalato un "bloggHer" in un post di Ferruccio XD Mica male, eh!

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  5. Sul fatto che Mishima sia uno dei miei autori preferiti credo non ci siano dubbi, sebbene non l'abbia mai scritto espressamente da nessuna parte (i perlomeno non usando le parole).
    Questo romanzo in particolare non l'ho letto ma è evidente, così come è evidente in tutta la sua produzione, un collegamento con la situazione del suo paese nel dopoguerra. Il Giappone si era svegliato improvvisamente dal torpore che lo avvolgeva da secoli e improvvisamente si trovava con un imperatore fatto uomo, disceso dal piedistallo divino. Ovvio che il giapponese medio si sia sentito spiazzato e abbia smarrito improvvisamente la sua identità. Di Mishima si è detto tutto e il contrario di tutto. Il più delle volte lo si è accusato di nazionalismo e di fascismo ma, a mio parere, era solo un uomo che amava profondamente il suo paese e le sue tradizioni, le amava al punto dal preferire il sacrificio supremo.
    Paradossalmente non ho recensito quasi nulla di Mishima, se non un breve racconto scritto addirittura nel primo mese di vita del blog, quando la mia scrittura era ancora incerta e approssimativa...

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    1. Penso anche io che Mishima sia stato strumentalizzato (cosa che accade spesso quando si ha a che fare con personalità forti e uniche) e quindi etichettato in vari modi. Sul seppuku ho già detto nel post, quindi concordo con la tua opinione.
      Non sapevo di questa tua preferenza per Mishima! Andrò a spulciare il tuo blog per cercare quella recensione ^^
      P.S.: come ho scritto in risposta ad Alessia, vorrei iniziare Il mare della fertilità prossimamente!

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    2. Davvero non sapevi? Credevo che l'immagine del mio profilo parlasse da sola... ^__^

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    3. Bisogna ricordare sempre che io sono "diversamente sveglia" ^_^ Michele userebbe altra definizione, ma lui è cattivello perché mira ai primi numeri di Dylan Dog (dei quali millanto il possesso, ma chissà XD)
      Dici che l'avatar avrebbe dovuto suggerirmi qualcosa, eh? ^^

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    1. Penso di sì! ^_^ Merita davvero! Titoli imperdibili che mi sono stati segnalati: Musica, Il padiglione d'oro, Colori proibiti, Confessioni di una maschera.
      Io però mi son messa in mente di leggere Il mare della fertilità :P

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    2. Se posso permettermi, un buon inizio è il saggio "Riflessioni sulla morte di Mishima", scritto da Henry Miller (il nostro Ivano a questo punto starà drizzando le orecchie) e posto in appendice al romanzo breve "La spada".

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    3. DEVI permetterti *__* E io vedo di procurarmi il testo! ^^ Grazie TOM!

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