mercoledì 29 gennaio 2014

Film: "La casa (Evil Dead)" di Fede Alvarez




Cosa dire di questo remake ? Reboot ? Del film La casa del 1981 di Sam Raimi ? 
Fare un commento su questo film senza confrontarlo con l'originale è impossibile e anche senza senso essendo un remake. Gli effetti speciali vanno a netto favore di questo remake (e non poteva che esser così), son ottimi e purtroppo finisco qui i punti a favore del film di Alvarez (Sam Raimi è presente come produttore); finiscono qui sia nel confronto con l'originale sia paragonato ad altri horror di questi anni. Semplicemente perché non è un horror, è uno splatter, un inno allo splatter, questo sì, ma paura questo film non la mette, niente, nemmeno un minimo di suspense; potrei esser io che sapendo la storia non vengo sorpreso ma ritengo che non sia così, si comprende prima quello che accadrà e anche quando non si anticipa il film, non si resta sorpresi. Inoltre non è adrenalinico, non è frenetico (pensate a Dal tramonto all'alba film del 1996 diretto da Robert Rodríguez) come l'originale, nel film del 1981 la dinamicità degli eventi che si susseguono senza pausa sono il punto forte del film, rendono lo spettatore in perenne ansia, angoscia, sempre col fiatone e questa fu, non solo ma soprattutto, la carta vincente del film di Sam Raimi e ciò è totalmente assente nel remake. Il secondo aspetto che rese quel film un capolavoro fu la nota humor che gli diede Raimi,, humor che manca nel film di Alvarez, potrebbe essere un aspetto non negativo se il film mettesse paura, ma come detto, essendo solo uno splatter, la mancanza di humor è altra nota negativa. 








Dal film di Alvarez












Dal film di Raimi










Per me non c'è paragone con l'originale: nel film di Raimi quello è un demone, nel film di Alvarez è la sorella maggiore di Linda Blair XD

In conclusione, non mi aspettavo un capolavoro come l'originale ma nemmeno questa delusione.
Voto 3



Michele

martedì 28 gennaio 2014

Fumetto: Dylan Dog n. 328 - Trash Island




Domani esce il numero 329 e io scrivo ora il commento al 328... mi ero dimenticato di leggerlo :$

E parliamo di questo numero 328, Trash Island. Bella storia, non ad alti livelli ma la trama ha un senso logico, ci son vari colpi di scena, suspense, azione, situazioni buffe e tutta una serie di citazioni dei classici cliché da film horror; i vari personaggi son ben caratterizzati, non come nelle ultime storie in cui non vi era alcun approfondimento sulle comparse. Non è la classica storia alla Dylan Dog ma rispetto alle ultime che mi avevano deluso molto, questa l'ho letta con gusto sin alla fine.
Speriamo che sia il segno della ripresa per il nostro indagatore dell'incubo.


Michele

lunedì 27 gennaio 2014

Libro: "La parola ebreo" di Rosetta Loy




Oggi ricorre l'anniversario della Giornata della Memoria, nella quale i cancelli di Auschwitz furono abbattuti, per non dimenticare mai cosa fu la Shoah e quale fu la sua portata.

Questa recensione è un piccolo contributo alla Memoria. 







Titolo: La parola ebreo
Autore: Rosetta Loy
Edizione letta: Einaudi collana Gli Struzzi1997 pagine 156


Questo libro, a detta dell'autrice stessa, è una testimonianza.

Una testimonianza in prima persona, che è costata moltissima "fatica", sempre secondo le parole della Loy, perché l'ha costretta a recuperare un'esperienza biografica sicuramente "pesante".
L'autrice ha dichiarato di aver letto per la prima volta il testo delle leggi razziali all'età di quarant'anni, e di essersi soltanto allora resa conto della vera portata catastrofica di esse.
Alla fine del volumetto, vengono citate le fonti utilizzate per verificare l'esattezza dei fatti narrati.
Il valore de La parola ebreo è immenso secondo me: non si tratta della narrazione dei fatti terribili di quegli anni, non è il racconto di un sopravvissuto al lager, bensì è un tentativo di spiegare la prospettiva di persone che, pur non appoggiando il fascismo, tollerarono o non seppero opporsi alle leggi razziali, senza aver consapevolezza di che cosa tutto ciò avrebbe determinato in seguito.
È il tentativo di spiegare quell'indolenza non direttamente colpevole che causa e ha causato spesso nel corso della storia dei drammi enormi. 
"Se vado indietro nel tempo e penso a come la parola "ebreo" è entrata nella mia vita, mi vedo seduta su una seggiolina azzurra nella camera dei bambini. Una camera con una carta da parati a fiori di pesco scarabocchiata in più punti; è primavera inoltrata e la lunga finestra che dà sul balcone di pietra è spalancata. Posso guardare nell'appartamento al di là della strada dove dai vetri aperti le tende dondolano all'aria. In quella casa c'è una festa, si vedono le persone andare e venire. In quella casa da poco è nato un bambino, quella festa è per lui. "Un battesimo?" chiedo. No, mi dice la donna che è seduta accanto a me su un'altra seggiolina dove il suo corpo rimane avvolto come una palla, certo che no, ripete: lei è Annemarie, la mia fraulein. [...]"


questo libro per il particolare genere che rappresenta non è soggetto ad un giudizio finale


Glò

sabato 25 gennaio 2014

venerdì 24 gennaio 2014

Libro: "Io e te" di Niccolò Ammaniti




Leggendo i vari commenti nel web, la storia non mi era sembrata adatta ai miei gusti, ma potendo avere in prestito questo libro, ho deciso di leggerlo, anche considerata la sua brevità. Il romanzo è appunto  molto breve e racconta di un ragazzino schivo, introverso e pure un po' nevrotico che "scopre" di voler bene alla sorellastra (non aggiungo altro sulla trama visto la brevità del racconto). Linguaggio semplice, storia abbastanza banale (a tratti divertente e commovente) anche se un minimo incuriosisce e non annoia per paio di ore più che sufficienti a terminare il libro.
Fondamentalmente è un romanzo per adolescenti, arriva alla sufficienza solo perché è molto breve.


Giudizio finale: c'è di meglio ma anche di peggio


Michele

mercoledì 22 gennaio 2014

Ciclo di romanzi nella stessa edizione




Mentre oggi spolveravo la scaffalatura (eggià! non ho una libreria ma una fredda scaffalatura metallica :( ), mi son soffermato a guardare i romanzi di Jack Whyte, il ciclo delle Cronache di Camelot. Serie stupenda (costituita da 8 romanzi) che consiglio a tutti, narra la storia di come Artù divenne re, partendo da 2 generazioni prima della sua nascita. Non è il classico racconto fantasy con incantesimi, streghe, magie e tutto ciò che di fantastico viene di solito descritto quando si parla di Artù; gli eventi raccontati da Jack Whyte si svolgono nella Britannia post romana, sullo sfondo della caduta dell'impero Romano e si concentrano sulle condizioni storiche del tempo; ovviamente le azioni e i dialoghi dei personaggi son romanzati, ma il tutto si basa su reali fatti storici. Le cronache di Camelot mi hanno talmente appassionato che solo in questa occasione mi son affezionato ai personaggi, rallegrandomi e dispiacendomi per le vicende a loro accadute.
Tanto che ci sono metto pure il giudizio il mio tesssoro.
Perché mi son soffermato su tale serie? Per l'orrenda esposizione visiva e vado a spiegarmi.
Qualche anno fa, durante la fiera che si svolge nella mia città ogni anno (si svolge da 549 anni U_U), ad una bancarella di libri usati, notai due romanzi storici: La spada che canta e La stirpe dell'aquila (secondo e terzo libri del ciclo); non avevo mai letto un romanzo storico e l'ambientazione storica e geografica di tali romanzi mi attirava parecchio; decisi di comprarli (erano la versione straeconomica da 4,90 euro e la bancarella li vendeva a 1,50 euro l'uno ^_^).
Totalmente preso dalle vicende raccontante nei 2 romanzi, andai alla ricerca degli altri. Cercavo, come è da prassi, libri della stessa edizione che avevo comprato, ma il primo era introvabile, il quarto, il quinto e il sesto li trovai in libreria ma non nella stessa versione che avevo; il quarto e il sesto in una versione economica da 8,90 e 9,90 euro, mentre il quinto a prezzo pieno di 14,90 euro (il titolare della libreria cercò di convincermi ad ordinare i restanti libri nelle edizioni più costose -.-' e da quel giorno non ci andai più muahahahah!). Il settimo e l'ottavo li trovai da lì a poco in edicola (la versione straeconomica usciva solo in edicola). Mancava ancora il primo romanzo >_<. Ma dopo un po' di tempo, per caso, lo trovai al supermercato in una altra edizione straeconomica e lo feci mio (arimuahahahahah) e forse è l'ultima edizione uscita. In conclusione ho un ciclo di 8 libri formato da 4 edizioni differenti: una orrenda visione!
Avere la prima edizione o quella più bella o la più prestigiosa o quella più economica, non me ne po fregà de meno, ci tengo invece a che libri dello stesso ciclo siano nella stessa edizione, ma dopo l'esperienza con le Cronache di Camelot, bè, ho meno problemi ad avere edizioni diverse :D.


P.S. l'anno scorso sarebbe dovuto uscire, in edizione economica, il terzo libro di una saga... mi sto preparando all'idea di avere ennesimo ciclo di edizioni diverse -.-'''


Michele

lunedì 20 gennaio 2014

Film: "The Human Centipede (First Sequence)" di Tom Six




trama: Jenny e Lindsay, due turiste americane in vacanza in Germania, si ritrovano sperdute in un bosco dopo aver forato una gomma. Alla ricerca di aiuto, arrivano di fronte ad una lussuosa villa abitata dal Dr. Heiter, un chirurgo di fama internazionale da tempo in pensione. Ma il padrone di casa si dimostra ben presto una figura inquietante, che vuole usare le due ragazze per i suoi folli scopi. Dopo aver passato anni a separare gemelli siamesi, decide di unire chirurgicamente le due ragazze e un turista giapponese, tramite bocca e ano, per creare una sorta di centopiedi umano dotato di un unico apparato digerente.

recensione: Il millepiedi umano, diciamolo subito, non lo vedremo mai in Italia. Non è un film horror ma solo un film che vuole scandalizzare. un film horror, infatti, avrebbe caratterizzato meglio i personaggi (non si sa nulla della loro vita precedente, ma neanche il perché si trovino in quel luogo e in quel momento) soprattutto il personaggio principale, il dottore pazzo. Di lui sappiamo solo che si occupava di gemelli siamesi; non un approfondimento sulla sua storia né cosa lo ha portato a fare quegli esperimenti, ma nemmeno un accenno ad un eventuale trauma che l'ha fatto impazzire; niente, assistiamo passivamente alla creazione di questo "mostro" in un'atmosfera devastante che però ha il merito di suscitare interesse.
Sicuramente un film che non si dimentica; non ci sono scene particolarmente disgustose ma l'idea di quello che fanno forse è più efficace di qualunque immagine. Tuttavia, per quanto una persona possa trovarlo disgustoso si resta attaccati allo schermo per vedere cosa ne sarà di quei poveretti o forse per curiosità di vedere cos'altro combinerà il dottore.
Il finale in linea con il resto del film: nessun finale mozzafiato ma che poi ti terrorizza se si pensa a ciò che può accadere dopo.
Voto 6


Fabry




Non so dove abbia preso questo film e manco lo voglio sapere :-/ però leggendo su Wikipedia Il film ha vinto diversi premi in festival cinematografici internazionali dedicati al genere horror :O


Michele

venerdì 17 gennaio 2014

Libro: "Anna Karénina" di Lev Nikolàevic Tolstòj


Titolo: Anna Karénina
Autore: Lev Nikolàevic Tolstòj
Pubblicazione testo originale: 1877
Edizione letta: Garzanti collana I grandi libri, 1965 pagine 844
Traduttore: Pietro A. Zveteremich

giovedì 16 gennaio 2014

Film: "Jack Reacher - La prova decisiva" di Christopher McQuarrie




Inizio subito col dire che non sono un fan di Tom Cruise, in verità non lo sono di nessun attore: ci son attori che mi piacciono, altri che non mi piacciono e altri ancora che mi lasciano indifferente. Tom Cruise fa parte di questa ultima categoria (prima di questo film, l'ultimo suo è stato Leoni per Agnelli).
Classico thriller con morti senza capirne il motivo, persona accusata per il crimine non commesso, l'eroe solitario stile Clint Eastwood nei western di Sergio Leone e l'immancabile inseguimento in auto.
Il film è tratto da romanzo che non ho letto, non so quindi quanto sia stato fedele.
Di azione non ce ne è molta ma non se ne sente la mancanza, tutt'altro,  essendo un film che si sviluppa sulle deduzioni logiche del protagonista, e il vero momento di azione, ovvero l'inseguimento in auto è girato davvero davvero bene.
La suspense è assente ma ci son un paio di colpi di scena, niente di eclatante ma comunque interessanti e in grado di tenere vivo l'interesse per il film. Ci sono anche un paio di scazzottate, entrambe scontate e addirittura inutile la seconda.
Non un filmone ma comunque un bel film.
Voto 7


Michele

mercoledì 15 gennaio 2014

In cerca di un obice


Prima di scrivere questo post ero su Amazon in cerca di un obice, sì, proprio un obice,  il pezzo di artiglieria, l'arma  da fuoco pesante >:->. "Perché?" qualcuno si starà domandando, per abbattere la libreria (modalità spacco tutto on).
Prima di spiegare il motivo una piccola premessa:  un mio grande difetto è la pigrizia, ma negli ultimi anni mi son spigrito abbastanza. Ogni volta che ho deciso di comprare libri son sempre passati dei giorni, a volte anche settimane prima dell'acquisto, ma questo lunedì, alla decisione son seguiti subito i fatti e mi son recato in libreria. Entro come al solito sapendo di dover ordinare i libri ma non è un problema e invece un libro c'è, lo hanno, è subito disponibile.
Giubilo! Gaudio! Gioia! *_*.
Libro da 17 euro che pago 14 grazie ad un buono sconto di 3 euro ^_^.
La dipendente batte lo scontrino, tiro fuori il centone U_U ma non ha resto da darmi. Poco importa, mi consegna lo stesso il libro. Tornerò il giorno dopo per pagare.
La sera stessa, dopo cena, controllo come mio solito l'email e me ne è arrivata una dalla libreria informandomi sugli sconti che farà a partire da mercoledì 15 gennaio, due giorni dopo il mio acquisto  >_<.
Il giorno successivo, ieri, torno in libreria per pagare, ma c'è la proprietaria (qui per averne un assaggio), non la dipendente e le dico che devo pagare. Pago e ricevo un timbro sulla tessera. Sto per uscire e mi viene in mente l'articolo letto sulle agevolazioni fiscali per l'acquisto di libri. Le domando come dovrebbe funzionare e lei risponde che ancora non c'è nulla di certo ma che intanto fanno come le farmacie, ovvero mettono il codice fiscale del cliente nello scontrino... guardo rammaricato il mio scontrino -_- e lei "avresti dovuto dirlo prima di far battere lo scontrino" O_o
Io!?!
Avrei  dovuto io dirlo!?!
Avrei dovuto io informare la dipendente di un qualcosa di cui non so!?!
Essendo legge nuova ancora in fase di sviluppo, comprendo benissimo la dimenticanza, nessun problema, pace, son solo 14 euro, non è la fine del mondo, ma far passare me dalla parte del torto no, è questo che mi ha fatto girare, e molto, le pelotas X-/
Scusate ma devo tornare a cercare un obice. 


Michele

venerdì 10 gennaio 2014

Libro: "La ragazza delle arance" di Jostein Gaarder


Titolo: La ragazza delle arance
Titolo Originale: Appelsinpiken (Oslo, 2003)
Autore: Jostein Gaarder
Pubblicazione prima edizione italiana: Longanesi, 2004
CollanaLa Gaja scienza
Pagine: 193

mercoledì 8 gennaio 2014

Film: "La bottega dei suicidi" di Patrice Leconte




In una città qualunque, la depressione è diventata talmente la normalità che esiste un negozio specializzato nella vendita di oggetti per il suicidio, appunto "La bottega dei sucidi". Come partenza per un film di animazione non è niente male, peccato che di bello rimanga solamente l'idea. Non è un cartone per piccini ma nemmeno per adulti, troppo banale, inconsistente, mancanza di passaggi chiave tra le varie situazioni e con alcune scene senza logica. Forse mi son aspettato troppo pensando di guardarmi una poesia malinconica dalle tinte gotiche ma qui siamo al nulla più assoluto (si salva solo la prima scena cantata che introduce l'esistenza della bottega). Ho scritto pure troppo su questa porcheria.
Voto 3


Michele

lunedì 6 gennaio 2014

Libro: "Zoo" di Isabella Santacroce




Un libro che non è decisamente per tutti: è una storia di fantasmi, deliri, normalità a sprazzi che subito si rivela deformata; saltano tutti gli schemi cui siamo abituati.
È la storia di una famiglia in preda a ossessioni, follia, paranoia... Tutto è esagerato, portato al limite; tutto stride, grida, urla e sbatte...
La tensione è continua e aumenta nel finale, ovviamente terribile.
La prosa non è eccelsa, ma non ho idea se l'autrice abbia volutamente commesso delle ingenuità, benché sia incalzante, spiazzante e sicuramente di "rottura". Invece ottimo è il ritmo; lo stile è adeguato a questa storia raccontata come monologo dalla protagonista.
Non so esattamente che penso di questo romanzo ^_^ consiglio comunque di leggerlo: meglio leggere sempre tutto, potendo, e, soprattutto, leggere quanto è più lontano dai nostri gusti e dal nostro modo di pensare.
Sicuramente è una lettura che colpisce, e lo fa con enorme violenza. 


Giudizio: ottimo acquisto



Glò

sabato 4 gennaio 2014

Fumetto: Dylan Dog n. 327 - I sonnambuli




Dopo la totale delusione del numero 326 (LINK), una storia che sembra un ritorno alle origini dylandoghiane ma che in realtà risulta essere una storia anonima. Per chi si è messo a leggere Dylan Dog da poco, questa storia potrà sembrare bella e presa di per  sè non sarebbe male ma paragonata alle vecchie storie risulta molto scadente.


Michele

venerdì 3 gennaio 2014

Libro: "L'Alchimista" di Paulo Coelho




L'alchimista è un racconto breve del 1988. E' incentrato sulla figura di un pastore di pecore alla ricerca di un tesoro sognato; il romanzo, che può essere accostato a Le mille e una notte, è al tempo stesso una favola magica ed un percorso spirituale di crescita, nel quale il protagonista, il giovane pastore Santiago, dovrà affrontare varie prove per raggiungere il suo tesoro di monete d'oro, e tale ricerca lo porterà a conoscere se stesso sempre meglio e a dialogare con l'Anima del Mondo.
Il linguaggio usato da Coelho è pulito e lineare, per alcuni troppo elementare e lo ritengono un difetto, ma per me no, è volutamente semplice perché così che son scritte le favole, ma non per questo mancano passaggi profondi e considerazioni morali. E come ogni favola, pure questa porta i suoi insegnamenti e le scelte, anche difficili, che dovrà compiere Santiago sono in tutto e per tutto le scelte che ognuno di noi fa (dovrebbe fare) tutti i giorni per raggiungere la propria felicità.


Giudizio finale: ottimo acquisto


Michele

giovedì 2 gennaio 2014

Fumetto: Dylan Dog albo gigante n. 22



Mezzanotte passata da poco e io sto ancora digerendo la cena :D; tornerò a postare con regolarità anche se il periodo festivo non è terminato :P ? Premesso questo eccomi a parlare, in ritardo, dell'albo gigante numero  22. Tra le uscite speciali di Dylan Dog, l'albo gigante è quello che preferisco, perché mi piace l'alternanza di storie lunghe a brevi (c'è stato periodo in cui ci stava una sola storia ma han capito per fortuna che è meglio con 2 lunghe e 2 brevi) e perché le storie di questo albo mi son sempre piaciute.
La prima storia lunga, Il tramonto dei vivi morenti, è il continuo di una altra storia apparsa sempre in un numero speciale, non dico quale per non rivelare la sorpresa anche se si comprende subito ma soprattutto perché non me lo ricordo :$; bella, bella, bella e poi delusione... sì deluso per 2 motivi principali: personaggi descritti superficialmente e una accelerazione nello descrivere gli eventi sul finale che sembra dovuto ad una mancanza di spazio nell'albo più che ad una scelta voluta.
La seconda storia (breve), La vicina di casa, mostra il perché una altra storia (anch'essa di un numero speciale) è finita in un certo modo; tipica storia breve, carina e divertente.
Terza storia (lunga), Più forte della carne, più che un horror un thriller, bella storia (niente di sconvolgente) con un finale aperto (come per tante altre storie).
La quarta (breve), In linea con l'Aldilà, è splatter classico dei fumetti di Dylan Dog ma la trama mi ha lasciato del tutto indifferente.

Nel complesso è un buon albo ma confrontandolo con i precedenti, anche se non lo dovrei fare, è decisamente inferiore.


Michele