martedì 25 febbraio 2014

Libro: "Stagioni" di Mario Rigoni Stern




Uscito nel 2006 per Einaudi, Stagioni di Mario Rigoni Stern è uno di quei libri piccini che rimangono nel cuore.
Rigoni Stern in poche pagine condensa il racconto di una vita, la sua, scandita dalle quattro stagioni, che corrispondono anche alle età dell'uomo.
Per ciascuna delle sezioni, vi sono ricordi d'infanzia, delle tradizioni e dei riti antichi, della guerra vissuta in prima persona come combattente, di vacanze in Liguria, Puglia e a Rovigno, ...
Ma la protagonista indiscussa è la natura, raccontata attraverso l'amore e il rispetto che l'autore aveva per essa.
La sua prosa è quasi poesia, nel suo rigore e nella sua precisione: a volte è dura come possono esserlo le sue montagne, ma è sempre una celebrazione della vita e della natura. 
"Erano belle le sere estive con la luna sopra i tetti. Mi pareva di sentire le stelle e invece erano i grilli sui prati. Allora le voci del paese e della natura intorno, gli odori, i rumori, le nuvole e le luci avevano chiaro riferimento con la vita e seguivano le stagioni dei nostri giuochi e del lavoro degli uomini"
Il valore di questo libro è molteplice: costituisce una memoria di tempi lontani, quando l'esistenza di ciascuno aveva ritmi ben differenti rispetto a quelli d'oggi, ed è un monito, garbato, all'uomo perché si impegni a mantenere vivo il suo rapporto con la natura. Un rapporto che ripaga pienamente se improntato al rispetto dell'ambiente che ci circonda. 




Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

venerdì 21 febbraio 2014

Libro: "Il paesaggio cosmico. Dalla teoria delle stringhe al Megaverso" di Leonard Susskind




Leonard Susskind è uno dei fondatori della teoria delle stringhe, teoria che ha rivoluzionato la fisica delle particelle, ovvero, di come è fatta la realtà.
Nel libro non si parla solo di come è (dovrebbe esser fatta la materia), ma anche dell'origine ed evoluzione dell'Universo.
A parte il primo capitolo molto semplice, gli argomenti si fanno mano a mano più complessi e seppur spiegati molto bene, nella maniera più semplice possibile, non è un libro adatto a tutti; è sempre così per libri di questo genere, la particolarità e la difficoltà degli argomenti trattati non rende questo tipo di saggistica alla portata di tutti.
Come per altri libri che trattano argomenti di questo tipo, alcune volte ho riletto più volte certi passaggi, altre volte son tornato indietro e altre volte ho fatto atto di fede, ma per nessuna circostanza mi sono infastidito, perché rimango sempre affascinato da quel tipo di tematiche e il dover leggere (e rileggere più volta) con attenzione, come se stessi studiando, non mi pesa affatto. 


Giudizio finaleil mio tesssoro



Michele

mercoledì 19 febbraio 2014

Film: "Riddick" di David Twohy




"Ho visto il trailer tempo fa di un film che mi è sembrato bello, un fantascienza-horror ma non ricordo il titolo" e fu così che anni fa, io e 3 miei amici ci mettemmo a cercare quel film in un negozio di videonoleggio... " Pitch Black, può essere questo?" domandai all'amico, lo avevamo trovato.
Con quel film conobbi Vin Diesel ed era pure un bel film: un gruppo di persone, Riddick compreso, si ritrovano in un pianeta in cui una eclisse solare, che si verifica ogni 22 anni e che dura vari mesi, permette a delle creature aliene di uscire allo scoperto e cibarsi di ogni essere vivente; tali creature son pertanto infastidite dalla luce e si muovono nel buio attraverso una specie di sonar.
Due gli aspetti particolari che resero famoso film: il protagonista è un antieroe e vede al buio.
Questo Riddick vorrebbe riprendere le tematiche di quel film ma non ci riesce;  l'inizio è carino, in cui il protagonista deve lottare contro la fauna del pianeta in cui si ritrova, armato solo di pietre e ossa di animali. Poi diventa tutto lento, scontato e pure con un macroscopico errore nella trama: Riddick per fuggire dal pianeta lancia un messaggio attraverso un radiofaro (che poi distruggerà), arrivano 2 navi di mercenari per catturarlo (vale di più da morto), lui per garantirsi la fuga nasconde in un posto lontano e abbastanza sottoterra 2 batterie di alimentazione delle navi; da ciò se ne deduce che i mercenari non lo possono uccidere o non lasceranno più il pianeta e non possono nemmeno usare una sola nave perché le batterie delle 2 navi non sono compatibili (come spiegato nel film); ebbene, una volta catturato decidono di giustiziarlo lo stesso.
In film di questo tipo la trama è secondaria, mi aspetto tanta azione e ottimi effetti speciali, ma su un errore grossolano del genere non posso sorvolare, se poi ci mettiamo pure che di azione non ce ne è tanta, soprattutto nella seconda parte, momento in cui dovrebbe essere maggiore e gli effetti speciali son belli solo nelle scene diurne, perché in quelle notturne si vede sin troppo bene che è tutto finto e stanno girando in un set cinematografico, sommando tutto, il film è una delusione.
E stavo dimenticando altro aspetto negativo: in Pitch Black l'aspetto horror, o comunque la tensione, era data dal buio, qui invece non si sa da cosa sarebbe dovuta scaturire.
Peccato.
Voto 3,5


Michele

martedì 18 febbraio 2014

Fumetto: Dylan Dog n. 329 - ...e lascia un bel cadavere




Titolo orribile a parte (:D) la storia è carina, una "ordinaria" avventura per l'indagatore dell'incubo. L'unico problema è la lentezza della narrazione, fosse stata una storia breve sarebbe stata fantastica; non annoia, questo no, ma non tiene incollati all'albo desiderosi di terminarlo, non fa nascere quella curiosità che porta a finire la lettura in una unica volta, nè vi è tensione. Rispetto alle storie precedenti è comunque superiore.
Disegni stupendi.
Nel complesso sono abbastanza soddisfatto.



Michele

lunedì 17 febbraio 2014

Libro: "Il caso Jane Eyre" di Jasper Fforde


Titolo: Il caso Jane Eyre 
Titolo originale: The Eyre Affair
Autore: Jasper Fforde 
Traduttori: Emiliano Bussolo, Daniele A. Gewirz
Pubblicazione prima edizione italiana: Marcos y Marcos collana Gli Alianti, 2006 pagine 382

giovedì 13 febbraio 2014

Film: "Oblivion" di Joseph Kosinski




Un bel film di fantascienza. Effetti speciali ottimi. Ambientazioni e paesaggi (veri e finti) da lasciare senza fiato. Buona trama con vari effetti sorpresa/colpi di scena che lasciano lo spettatore perennemente "a corto di fiato" per tutto il film. Bella musica. Nel film di Kosinski ci son richiami a tanti altri film di fantascienza, ma questo non stona affatto, perché si rifà a quel genere di fantascienza di anni fa in cui l'azione era marginale, a differenza di questi ultimi anni in cui sempre più spesso abbiamo l'uguaglianza fantascienza = azione, il che non è negativo di per sé, ma quando c'è inflazione... Qualcuno potrà dire che ci son troppi richiami a film "vecchi", però è innegabile la bravura del regista per averli amalgamati per bene.
La prima parte del film serve a introdurre lo spettatore nella realtà della storia ed è qui che compaiono soprattutto le stupende ambientazioni, panoramiche girate "con un tocco di malinconia"; nella seconda parte il ritmo si alza, aumentano le scene di azione e vi sono anche alcuni momenti romantici. Le storie d'amore nei film non mi piacciono, proprio non le sopporto, ma qui è velata, non prende il posto ad altre situazioni, rimane in disparte nelle scene ma è centrale nello svolgimento della trama. In sostanza ho apprezzato anche questo aspetto.
Voto 7,5


Michele

mercoledì 12 febbraio 2014

Libro: "La psichiatra” di Wulf Dorn




Questo è un libro che non avrei mai letto ^_^
Devo ringraziare un gruppo di lettura che mi ha ispirata e convinta e che probabilmente mi aiuta a far crollare alcune delle mie "chiusure".
Ero soprattutto diffidente per il largo consenso: di solito mi scatta in automatico il blocco nei confronti di libri che ne godono; in più, questo genere, thriller psicologico, non è tra i miei preferiti.
Invece... lo consiglio! 
L'impianto narrativo è ben strutturato, lo stile conciso e preciso, tale da generare suspense e da far rimanere incollati alle pagine.
Dorn è abile nel condurci esattamente dove lui vuole, ci inganna e ci confonde. Ci fa sentire l'"odore" della paura. 
Il finale è magistrale.
Indico anche il titolo originale, "Trigger", perché in effetti poteva essere lasciato (leggendo se ne capirà il motivo)... ma purtroppo capita spesso che si cerchino titoli alternativi nella lingua in cui l'opera viene tradotta (e questo accade non solo quando si tratta di libri -_- ).

E... "Chi ha paura dell’Uomo Nero?" 


P.S.: Wulf Dorn ha esordito nel genere thriller con questo libro, che è subito diventato un caso editoriale in Germania (è stato pubblicato nel 2009).
Ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. 



Giudizio finaleottimo acquisto



Glò

venerdì 7 febbraio 2014

Libro: "Un solo mondo o infiniti? Alla ricerca di altri universi" di Alexander Vilenkin


TitoloUn solo mondo o infiniti? Alla ricerca di altri universi
Titolo OriginaleMany Worlds in One: The Search for Other Universes
Genere: Saggistica
AutoreAlexander Vilenkin
Pubblicazione testo originale: 2006
Pubblicazione prima edizione italiana: Cortina Raffaello, 2007
Pagine: 303


martedì 4 febbraio 2014

lunedì 3 febbraio 2014

Film: "Looper" di Rian Johnson



Viaggi nel tempo... paradossi... premesse più che buone per chi come me ama questo genere di fantascienza e con Bruce Willis pure tanta azione.
Sin da subito ci viene spiegato tutto: trent'anni più avanti rispetto a quando è ambientato il film (2044), i viaggi nel tempo saranno realtà e messi subito fuori legge, solo la malavita li utilizzerà per mandare indietro nel tempo le persone da eliminare, giustiziate da killer chiamati looper , ma la situazione è improvvisamente cambiata, la criminalità ha deciso di eliminare tutti i looper;  i looper del 2074 vengono rispediti nel 2044 e fatti giustiziare da loro stessi giovani, con conseguente lauto compenso. Ogni looper sa che vivrà sino al 2074 ma lo farà godendosi quei 30 anni da persona ricca. Son contenti di questo.
Il film ha già spiegato tutto... e mo? Ci saranno paradossi? Situazioni intricate da seguire con attenzione? Macché!
Una trama potenzialmente interessante si rivela semplice e prevedibile. Almeno c'è azione? Purtroppo non tanta, si alternano belle situazioni di vera azione ad altre di introspezione  dei personaggi coinvolti, che se da un lato hanno il pregio di far sì che non si possa "tifare" per nessuno - ognuno ha oggettive giuste ragioni per quello che ha fatto e vorrebbe fare - , dall'altro la narrazione si dilata, smorzando il ritmo dato dalla successione degli eventi.
C'è anche qualche spruzzata di splatter (che gioco di parole XD) che non guasta anche se forse qualcuna in più di tali scene sarebbe stata meglio per non far abbassare troppo il ritmo.
Il finale sarebbe da colpo di scena melodrammatico, sarebbe perché effettivamente il colpo di scena c'è, ma la teatralità rimane nelle intenzioni.
Mi aspettavo di più da questo film, molto di più e pure Bruce Willis, che è uno tra i miei attori preferiti, mi è piaciuto molto poco.
Aspettative troppo alte? Mi sto invecchiando e inizia a non piacermi più nulla? Vallo a sapere.
Voto 6


Michele