giovedì 15 gennaio 2015

Libro: "Il fondamentalista riluttante" di Mohsin Hamid


Titolo: Il fondamentalista riluttante
Autore: Mohsin Hamid
Traduttore: Norman Gobetti
Edizione letta: Einaudi collana Super ET, 2008 pagine 138

Nell'arco di una giornata e in un mercato di Lahore si svolge l'azione principale della storia, che ci viene raccontata sottoforma di monologo interiore dal protagonista, il "fondamentalista riluttante" Changez.
Il tempo di questa narrazione si dilata nel momento in cui Changez rievoca la sua esperienza di vita, che lo ha portato a partire per gli USA per formarsi a livello universitario e poi lavorativo, lasciando un paese che non sembra potergli garantire il futuro sognato, e, infine, a tornare in Pakistan.
Nel mezzo c'è, accennata appena, ma terribilmente vivida, la vicenda dell'11 settembre 2001.
Changez non parla direttamente al lettore, anche se vi conversa idealmente, bensì si rivolge ad un americano, incontrato - forse casualmente - al mercato di Anarkali.
Il pakistano e l'americano in realtà sono figure misteriose, delle quali sappiamo dall'autore ciò che è necessario per muovere altre leve. Sono due personaggi che, pur mantenendo una propria caratterizzazione, diventano simboli a un livello più alto.
Ci si ritrova a fare i conti con le differenze culturali e storiche tra i due mondi: dopo il crollo delle Torri, Changez avverte la propria alterità rispetto al paese in cui si trova, si delinenano situazione di fraintendimenti e non comprensione. Ed è a questo punto che in lui riemergono ricordi della famiglia e del suo paese, le sue origini insomma. Non è netta separazione o frattura, ma un recupero del passato, di ciò che si è, di ciò che costituisce una persona.
Tu da che parte stai? E se hai deciso, sei davvero sicuro che esista una dicotomia? Sei certo che non sia possibile un'ulteriore verità (intesa nel senso più spicciolo)? Queste sono le domande che Il fondamentalista riluttante sembra rivolgere al lettore.
Questo libro, geniale e illuminante, non ha pretese di narrare i fatti o di sciorinarci ideologie: ci fa riflettere.
Ci dice che tutto quel che leggiamo tra le righe per ottenere un'effettiva spiegazione o comprensione dei fatti, dipende da noi, noi come persone con propri background, sensibilità, istruzione, muri e chiusure.
Pregi indiscussi del romanzo sono anche la forte suspense e la fine sospesa, vera forza del libro.
Vuole sapere cosa ho fatto esattamente per fermare gli Stati Uniti? Davvero non ne ha idea, signore? Lei esita, niente paura, non sono cosí sgarbato da pretendere una risposta con la forza. Glielo racconterò, anche se temo che non sia un granché, e forse deluderò le sue aspettative.

Fantastico *__*




Esiste la versione cinematografica [Il fondamentalista riluttante (The Reluctant Fundamentalist) di Mira Nair, 2012; cast: Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber, Kiefer Sutherland], che non mi è dispiaciuta.
Altro tenore ovviamente, sia per la difficoltà di rendere pienamente il potente messaggio del libro, sia perché c'è del buonismo indigeribile, per me.
Però sicuramente è un film gradevole, da vedere.








Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

24 commenti:

  1. Condivido pienamente quanto hai scritto, dato che ho fatto il tuo stesso percorso (letto il libro e poi visto il film) seguendo il tuo consiglio.
    Mi piacerebbe leggere anche l'opinione di altri che abbiano letto il libro. Io ne ho avuto determinate impressioni e un po' di fastidio nel seguirne una parte, quella legata al "dialogo con il co-protagonista" dove la comunicazione è espressione della sua cultura originaria.
    Sicuramente si è trattato di un piccolo fastidio presto compreso e superato.
    E' davvero una bella lettura che fa davvero pensare "fuori dagli schemi",
    Come sempre un grande grazie per il consiglio di lettura! ;)

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    1. Grazie a te Gin per aver commentato! ^^
      Mi avevi detto che la lunga narrazione in forma di monologo non ti aveva troppo convinta, sì. Però effettivamente la trovo tecnicamente funzionale al messaggio del libro.
      Ciao, alla prossima! ^_^

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  2. Lo leggo. Grazie Glo' sempre illuminante :-)

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    1. Sono contenta *__* Grazie Mariella per la fiducia!
      Penso ti piacerà parecchio, in caso contrario, ne risponde Michele :D

      Un abbraccio! ^^

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  3. *_* Preferirei sicuramente il libro al film, mi sembra più profondo e poi spesso la cinematografia contemporanea tende ad appiattire totalmente la profondità di certe riflessioni. Non c'è più, in moltissimi casi, la capacità di raccontare per immagini, l'immagine è diventata una scusa per rendere sterile un pensiero più articolato perché si cerca la semplificazione...! Scusa la divagazione :°D

    Ciao Glòò!

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    1. Affatto divagante il tuo commento! Anzi, hai espresso anche la mia opinione. In questo caso preciso, il film è ben fatto, pecca però per una lieve "spettacolarizzazione"; belle le musiche, bellissimi i protagonisti, una manciata di melassa... Ho avvertito una leggera "americanizzazione" (proprio in senso culturale, eh) che nel libro manca.

      Grazie per il commento, un abbraccio! ^^

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  4. Infatti io avevo visto solo il film ma il libro non lo avevo ancora letto. Dovrò rimediare....dici che ci sono tante differenze?

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    1. Direi che il film è una buona realizzazione, se non si legge il libro oppure se non si azzarda il confronto XD

      Sono sempre in difficoltà quando si deve affrontare la question film/libro... e cerco di spiegarmi con un esempio estremo: Shining.
      Ora Mira Nair non è certamente Kubrick, ok, ma il punto è che forse l'ottimo sta proprio nel creare opere indipendenti anche se ispirate.
      Per concludere, sì le differenze sono consistenti, una su tutte la maggiore ambiguità nel romanzo. Nel post non ho accennato alla trama (non lo faccio - quasi - mai!), che si articola in varie fasi della vita di Changez: anche qui, per ovvi motivi di intenti del "prodotto" e tempi differenti (lettura, proiezione), i cambiamenti introdotti distolgono l'attenzione dalla crescita interiore del protagonista.
      Devi rimediare, sì! XD

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  5. Io leggo sempre volentieri le tue recensioni, Glò, perché non sono mai noiose e mi offrono un ampio panorama di quel che c'è in giro. Ma in linea di massima, a parte quelli di quei quattro o cinque autori per me cult, non ho intenzione di aggiungere altri libri a quelli che ho già in lista di attesa e fisicamente presenti nella mia libreria. A occhio e croce, con i miei attuali ritmi di lettura (e tenendo anche conto che amo le riletture) sono a posto per i prossimi vent'anni :P

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    1. Grazie mille Ivano *__* fa piacere leggere un apprezzamento simile!
      Cerco infatti di incuriosire senza essere troppo "pesante", se riesco anche solo in parte, per me è il massimo!
      Anche io ho avuto un lungo periodo in cui mi ero fatta una sorta di scaletta per le letture da affrontare... poi ho avuto altro periodo lungo in cui per motivi poco piacevoli ho smesso di leggere totalmente. Quando ho ripreso, e a ritmo notevole, ho deciso che avrei improvvisato: sregolatezza e curiosità, le nove regole da seguire ^^

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    2. Il punto è che nel mio caso i libri in scaletta sono già fisicamente presenti nella mia libreria. Sarebbe quindi non solo assurdo aggiungerne altri, ma anche antieconomico.

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    3. Gentile Ivano... ma se tu passassi alla lettura su supporto digitale... ci sono amici che non hanno nessun problema a condividere i testi!
      Per la verità io sono riuscita a passare alla lettura su smartpad da 7" o pc da 10" e riesco a leggere molto, anche parecchi libri che ho in cartaceo ma che non riesco più a leggere, causa la non più tenera età!
      Se ti venisse l'idea di provare: disponibilissima a "prestare" ebook!
      Un saluto

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    4. @ Ivano: sì ci mancherebbe! :P

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    5. @Ginevra Calvi: No, no, io ci tengo a proseguire la lettura dei libri che ho negli scaffali! Giusto ieri ho cominciato "La ragazza di Trieste" di Campanile, da cui è stato tratto il film omonimo che adoro.
      E ti assicuro che non ho nessun problema di vista!

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  6. Glo' concordo pienamente...ho letto il libro e mi è piaciuto, il film l'ho visto pure , ma è stato inferiore alle mie aspettative..
    Comunque ambedue da prendere in considerazione..
    Un bacio festivo e grazie!

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    1. Grazie Nella per il passaggio!!! ^^
      Sono contenta che anche tu abbia avuto la stessa impressione a proposito del film, che comunque resta - in mancanza della lettura - un buono spunto sull'argomento!

      Un abbraccio e buona serata a te! ^_^

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  7. Non conosco questo autore, ma sembra veramente molto interessante... me lo procurerò

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    1. Ciao Prince! ^^ Grazie per essere passato qui!

      Lo è!!! *__* La storia è parecchio appassionante e articolata, affatto banale!

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  8. Dici che il film non è all'altezza del libro? Penso non fosse facile comunque rendere un messaggio che è costituito più da impressioni.

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    1. Ovviamente non è semplice rendere determinate impressioni, atmosfere pensate per un racconto scritto. In effetti credo che sia un pregio quando un film che si ispira a un libro non è poi troppo fedele e anzi si presenta come qualcosa di originale.
      Non è però questo il caso: il film è gradevole, ben fatto, ma punta - per me - troppo su elementi che facilmente catturano il grande pubblico (ecco, s'è capito vero? XD).

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  9. Mai sentito nominare né il libro né il film. Sarà perché l'argomento non è nelle mie corde....

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    1. Ciao TOM! Sicuramente si fa selezione, non può interessare tutto!!!
      E poi... mica vorrai essere onnisciente! XD

      Grazie del passaggio e a presto! ^_^

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  10. Eccomi! Ho visto il film ieri sera e non mi è dispiaciuto per nulla. Mi piace l'idea dell'indeterminatezza nel giudizio e nel fatto che le persone e le situazioni molto spesso non sono come appaiono. Forse l'unica pecca del film è che mi sembra che l'attore sia molto giovane per impersonare un professore universitario. Tu che hai letto il libro hai potuto constatare se vi fosse una discrepanza?

    Un'altra domanda che mi sono posta è a proposito del padre del protagonista, che sembrerebbe vivere soltanto dei proventi della sua opera di poeta. Mi sono chiesta se in Oriente sia possibile una cosa del genere, cioè i poeti continuino a godere di una considerazione tale da permettere loro di non svolgere una professione primaria.

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    1. Bello il film, eh! *_* Concordo sul fatto che l'attore appaia piuttosto giovane, nel libro ovviamente questo piccolo fastidio non ha riscontro. Considera che tutta la parte più "rosa" è completamente stravolta rispetto al romanzo, però nel film ha un suo senso rispetto al finale quasi edificante. Vero che trattare una tematica così complessa dopo quell'11 settembre e darne una rappresentazione cinematografica comporta necessariamente dei compromessi, quantomeno io mi son detta ciò ;)
      Il lungo monologo del libro sfocia in una indeterminatezza totale... mentre nel finale del film Changez ci risulta un "buono".

      Io ricordo che la famiglia di Changez pur godendo ancora di uno status prestigioso era entrata nella fase decadente, chissà, forse un cambiamento sociale in atto e quindi da lì la volontà di recarsi a studiare e impiegarsi all'estero.
      Vale la pena questo libro, veramente!

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