giovedì 26 febbraio 2015

Libro: "L'eredità di Eszter" di Sándor Márai



Titolo: L'eredità di Eszter
Autore: Sándor Márai 
Traduttore: Giacomo Bonetti
Edizione letta: Adelphi collana gli Adelphi, 2004 pagine 137

Non avevo ancora affrontato Márai, prima di questo piccolo libro: ma che peccato!
Una dolce tensione pervade tutto il romanzo, resa dalla bravura dello scrittore e, in particolar modo, attraverso la rassegnata pazienza della narratrice, Eszter stessa. Tutto è pacato e misurato, anche se si racconta una storia che ci scuote e ci fa indignare. Il ritmo è serrato, a momenti anche pieno di divertita amarezza; lo stile è pulito, coinvolgente, perfetto. Unico, in una parola! *__* 
La storia che Márai racconta direttamente dalla voce della protagonista, si svolge in un solo giorno; in questo arco di tempo, più che riferirci fatti e azioni, l'autore analizza l'interiorità dei suoi personaggi. Dunque, tutto si riduce ad un pretesto per riflessioni di più ampio respiro e di stampo psicologico.
L'incipit ci rivela che il dramma è già stato: quello che segue, ovvero la narrazione in prima persona compiuta da Eszter, ne è la possibile ricostruzione, per capirne cause e senso, sempre che senso vi sia. 
Non so che cosa mi riservi ancora il Signore. Ma prima di morire voglio narrare la storia del giorno in cui Lajos venne per l’ultima volta a trovarmi e mi spogliò di tutti i miei beni. Rimando ormai da tre anni la stesura di questi appunti.
La tematica, che percorre tutto il romanzo breve, è quella relativa alla vita come dovere, ed è affiancata strettamente da quella dell'ineluttabilità del proprio destino e dalla conseguente sopportazione della vita.
Indossai il mio abito lilla. Mi sembrò di essermi infilata una delle mie vecchie maschere, la maschera della vita.
Nonostante Márai indugi sulla vanità delle passioni, è pur evidente che l'amore, anche se distruttivo, inconcludente e menzognero, è la sola ragione che tiene in vita Eszter.
Talvolta Lajos, con l’occhio del regista, si accorgeva di qualche segno di stanchezza in uno dei gruppi; subito batteva le mani e correggeva il ritmo. Ma poi rimase solo con me nel giardino. Dalla veranda si udiva la voce esaltata di Laci, che si era lasciato completamente andare e dava libero sfogo al suo entusiasmo, perché era stato proprio lui il primo ad arrendersi, ad abbandonare ogni scrupolo per crogiolarsi beato e immemore sotto i raggi del flusso ipnotico emanato dalla presenza dell’amico. Le prime parole che questi mi rivolse furono:«Adesso mettiamo tutto a posto».A questa frase il mio cuore cominciò a battere forte, in preda a una grande agitazione. Non gli risposi. Rimasi in piedi di fronte a lui, sotto l’albero, accanto alla panchina di pietra dove mi aveva raccontato tante bugie, e lo esaminai finalmente dalla testa ai piedi.

Se il destino di Ezster ci sembra consistere nella sua rassegnazione, quello di Lajos, l'amato e l'eterno atteso, è altrettanto ineluttabile, ma assai più sfaccettato (e perfino divertente direi, con un po' di cattiveria! XD)
Lajos è un Peter Pan, il nomade, l'ingannatore, colui il quale cerca sempre e ovunque lusso, ozio, bella compagnia (che, se poi lo sovvenziona pure, diventa ottima), leggerezza e divertimento. 
Il fatto è che Marai lo dipinge come una figura che sa affascinare, o forse sarebbe meglio dire ammaliare, tutti coloro i quali lo circondano. Eppure queste persone "di contorno", sono consapevoli della fascinazione subita e sono anche sicure che si tratti fino in fondo di una recita, di una baracconata. Ma non possono ribellarsi.


È come se ci limitassimo a mimare una parvenza di vita: quella vera consiste nella nostra lotta con Lajos, nella passione che ci anima verso di lui.
E ancora
Lajos citava sovente un brano di Shakespeare che comincia così: «Tutto il mondo è teatro». Lajos recitava sul palcoscenico di questo teatro e interpretava sempre una delle parti principali nelle scene più importanti senza mai imparare in precedenza il copione.
Le vite dei due personaggi principali a un primo sguardo ci appaiono in contrapposizione, perché Eszter ha vissuto quasi isolata e in attesa, mentre Lajos è il viveur, l'uomo di mondo, proiettato all'esterno. Alla fine del romanzo, sarà chiaro che le loro sono entrambe vite sospese, trascinate, non compiute.

Ma perché ho aspettato così tanto tempo prima di leggere Márai??? o.O






L'eredità di Eszter (Eszter hagyatéka) è stato scritto nel 1939, quando Márai si trovava ancora a Budapest (abbandonerà l'Ungheria nel '48): la prima edizione italiana è quella Adelphi del 1999.









Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

23 commenti:

  1. L'ho letto... davvero!
    Quasi non riesco a crederci: cara Glo, sei assolutamente convincente con le tue proposte!
    Posso solo aggiungere che concordo con la tua recensione.
    Mi sono annotata alcuni passaggi bellissimi; mi permetto di riportare solo questo.
    "Le sue lacrime erano autentiche lacrime, che però dentro di lui non scioglievano né l’amarezza dei ricordi né i morsi del dolore; Lajos si rallegrava o si disperava sempre con il massimo impegno, ma in realtà non sentiva mai nulla. In tutto questo c’era qualcosa di disumano".
    Mi auguro che altri decidano di leggere questo "tesssoro", nonostante la "durezza" ne vale davvero la pena!
    Ancora grazie, Glò!

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    1. Grazie Gin per i complimenti! *__*
      Nonostante sia un romanzo brevissimo, è proporzionalmente assai "denso": anche io ho annotato parecchi passaggi!
      Spero davvero che molti lettori scoprano questo gioiello! *__*
      Ciao e grazie a te Gin! ^^

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  2. Mi hai convinto, voglio leggerlo.

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    1. Ne sono stra-felice, perché ci tengo moltissimo a questo libro! *__*
      L'ho letto a dicembre, ho atteso per parlarne qui, perché dovevo far sedimentare questa lettura, per me bellissima.
      Ciao Nick, grazieeee! ^^

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  3. Questo lo leggo di sicuro, ma devo trovarlo in lingua originale, perché ho da rinfrescare l'ungherese...

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    1. :O Sai anche l'ungherese!!! Io avevo letto (qua e là tra commenti e post) che padroneggiavi lingue del nord Europa!
      Certo che se puoi leggerlo in originale... *__*
      Sono certa che ti piacerà!
      Ciao Ivano e grazie! ^_^

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    2. Sono anni che cerco di andare in Ungheria, ma per un motivo o l'altro alla fine ho dovuto dirottare altrove. Questo 2015 dovrebbe essere l'anno buono. Per questo mi interessa rinfrescare il mio ungherese che ha messo su un po' di ragnatele :P

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    3. Uh che meraviglia! *__* Il viaggio, ovviamente :D

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  4. Spesse volte nei testi 'piccoli' risiede una capacità rappresentativa incredibile. Ricordo il Retablo di Consolo che nella sua edizione minuta racchiudeva tutta l'essenza del barocco e del sogno o anche il Palomar di Calvino, un testo breve ma pregno di un significato che mi ha cambiato la visione delle cose quando lo lessi!
    Penso anche alle 'Opinioni di un Clown' di Boll, che mi hai ricordato per il fatto che anche quella 'vicenda' si svolge all'interno di un solo giorno.
    Io ho appena finito il libro sugli indiani d'america e adesso ho diversi titoli in lista d'attesa, ma mi fai venire sempre appetito Glò! ç_ç Mannaggia a te! :°D
    Un salutissimo!

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    1. Hai perfettamente ragione: ci sono alcuni testi brevi che sono potentissimi! Opinioni di un Clown l'ho letto non troppo tempo fa, gran libro! *_* Ricordo pochissimo Calvino in genere, devo assolutamente rileggerlo :P (son passati troppi anni dalla lettura!)
      E sono molto felice di essere incuriosente! XD

      Grazie Alessia, un abbraccio e a presto presto (tra pochissimo arrivo sul tuo nuovo post! *__*)

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  5. Guarda la combinazione, ho recentemente finito di leggere un altro libro di Sándor Márai (il titolo è "Le braci"), la storia di un'amicizia tradita in gioventù, le cui conseguenza il protagonista cerca di risolvere negli ultimi anni della sua vita. Un romanzo intensissimo che si svolge quasi come un lungo monologo.... davvero pazzesco. Magari lo recensirò una di queste volte...

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    1. :O direi di sì! Le braci sarebbe un proposito di lettura a breve -_- (sono impegnata con una "letturona" :P)
      Me ne hanno detto cose meravigliose le solite amicizie-librose, delle quali mi fido ciecamente, quindi sono sempre più motivata *__* Da quel che ho letto, i due romanzi questo di cui ho parlato e Le braci, hanno alcuni elementi in comune.
      Attendo la tua recensione!!!

      Grazie e a presto TOM! ^^

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  6. Glo' ,sinceramene non conosco bene l'autore, e la tua recensione mi ha intrigato a scoprirlo maggiormente,anche se con questo libro avrò addosso una malinconia che si insinuerà nella mia anima, perchè la descrizione dei protagonisti mi ha così presa da farmi riconoscere in qualche sfumatura..
    Ti saprò dire..
    Un bacio speciale!

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    1. Ciao Nella!!! ^^
      Sono contenta che il mio post abbia sortito un effetto di curiosità, non solo in te ma anche in altri amici commentatori! Márai l'ho scoperto da pochissimo, sono convinta che la sua bella prosa ti colpirà! *__*
      La vena malinconica un po' c'è... ma prevalentemente sale una discreta rabbia e si avverte un certo fastidio nei confronti dei personaggi! XD
      Attendo tue considerazioni, dopo eventuale lettura!

      Un abbraccio e buon week end! ^_^

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    2. Lo farò Glo' cara..
      Un abbraccio serale!

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  7. Come sempre trascinante nelle tue recensioni Glò. Il probelma è che nella mia wish list non c'è più posto fino al 2018. Ma aggiungo anche questo visto che non conosco per nulla l'autore.

    Lo sai che ho dovuto ordinare Norwegian Wood?
    INCREDIBILE!!!

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    1. Mariella grazie! Gran complimento! Ci provo sempre, a indurre in tentazione XD
      Márai devi proprio inserirlo nella lista *__* (Questo titolo o Le braci, che leggerò assolutamente, sono imperdibili!).

      Non mi stupisco più di nulla, a livello di disponibilità di titoli nelle librerie: sarà che qui da me, un po' perché provincia smorta, un po' perché decentrata dal mondo, è abbastanza normale... caso vuole che si trovino però tutte le c..., ehm, le novità :P

      Un abbraccio!!! ^^

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  8. Di Márai per ora ho letto solo Le braci, all'inizio mi sembrava molto lento ma poi ho saputo apprezzarlo appieno...
    Credo che il prossimo suo libro che leggerò sarà proprio questo :)

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    1. Sicurissima che ti piacerà *__* Ed io, al contrario, leggerò Le braci! Me lo avete suggerito in moltissimi, tutti grandissimi lettori per altro!

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  9. Beh, presentato così, questo libro è davvero irresistibile! Lo metto in lista d'attesa.
    Non conoscevo questo autore, ammetto la mia ignoranza :(
    Grazie per la dritta!

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    1. Lisa, grazie mille! Mi fa davvero piacere che tu abbia apprezzato il post! Il romanzo è davvero "da leggere", e dell'autore tieni presente anche Le braci (più volte citato nei commenti, che io leggerò - spero - a breve :P).
      Ciao e a presto!!! ^_^

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  10. Ecco, perchè sto aspettando così tanto a leggere Màrai?
    Altrove ho letto spesso di Le braci, il suo più noto credo. Probabilmente comincerò da quello.

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    1. Non si può aspettare più *__*
      A breve (ovvero XD nelle mie intenzioni di lettura dei prossimi mesi!) leggerò Le braci!

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