giovedì 5 febbraio 2015

Libro: "Sonno" di Haruki Murakami


Titolo: Sonno
Autore: Haruki Murakami 
Illustrazioni: Kat Menschik
Traduttore: Antonietta Pastore
Edizione letta: Einaudi collana Supercoralli, 2014 pagine 88

Sonno è un racconto breve, già apparso all'interno della raccolta L'elefante scomparso e altri racconti, pubblicata nel 2001 da Baldini e Castoldi, in traduzione dall'inglese, e riproposta nel 2009, tradotta dal giapponese, da Einaudi. Questa nuova edizione è accompagnata dalle bellissime tavole di Kat Menschik e probabilmente interesserà soprattutto gli appassionati di Murakami e quelli di graphic novel/fumetti.
Sono già diciassette giorni che non riesco a dormire.
Non si tratta di insonnia.
Queste sono le prime parole pronunciate dalla protagonista di Sonno, una donna sulla trentina, che smette di dormire, senza che ce ne sia fornita una motivazione precisa. Dal suo racconto, in prima persona, scopriamo che è sposata con un dentista, scrupolosamente dedito al lavoro, che lei descrive come "né bello né brutto"; la coppia ha un figlio piccolo che frequenta la scuola elementare, segue i cartoni animati in tv, gioca ed è loquace. La sola descrizione fisica che ci viene fornita del bambino è che "il suo viso addormentato è identico a quello di suo padre".
Una vita tranquilla e serena, quindi, scandita dalla routine quotidiana, che non sembra pesare alla donna. Una famiglia normale, quella che ci descrive. Un episodio notturno fortemente simbolico, forse un sogno, destabilizza l'equilibrio della famiglia e coincide con l'inizio della veglia perenne della donna.
La protagonista, che fino ad allora aveva dedicato tutto il suo tempo alla famiglia, si riappropria di momenti dedicati esclusivamente a sé: durante il giorno vive la quotidianità con distacco, con poca lucidità, in attesa della notte, momento di consapevolezza, durante il quale beve brandy, mangia cioccolata e legge e rilegge Anna Karenina. 
Come non far riferimento all'incipit del celebre romanzo tolstojano
Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo
dal momento che le ore notturne sembrano qualificarsi come l'antitesi di quelle vissute durante il giorno?
I piani tra veglia e sonno si incastrano in una specie di gioco di specchi, all'interno del quale si muove il lettore, che dovrà mettere insieme i frammenti e gli indizi per ottenere la propria chiave di interpretazione del racconto.

Fino a questo momento, ho sempre considerato il sonno come un abbozzo della morte. Supponevo che la morte fosse un’estensione del sonno, un’assenza di coscienza molto piú profonda del solito... un riposo che dura per sempre, un distacco definitivo. Questa era la mia convinzione.
Invece può darsi che non sia cosí. Che la morte sia una condizione del tutto diversa dal sonno... come il buio senza fine, profondo e vigile che vedo ora. In queste tenebre, forse la morte rimarrà eternamente all’erta.
È una cosa troppo orrenda. Se la morte non è una condizione di riposo, che cosa riscatterà la nostra vita imperfetta e rosa dal logoramento? In realtà chi lo sa, cosa sia la morte? Qualcuno l’ha vista in faccia? Nessuno. Soltanto i morti. Nessuna delle persone viventi può dire nulla in proposito. Si possono solo fare supposizioni. Che per quanto elaborate, resteranno sempre e solo supposizioni. Anche dire che la morte deve essere un riposo non ha alcun fondamento logico. Per esserne sicuri bisogna morire. La morte può essere qualunque cosa.
A questo pensiero sono colta dal terrore. Una sensazione di gelo mi pervade fin nel midollo e mi paralizza. Di nuovo rimango ferma ad occhi chiusi. Non riesco piú ad aprirli, guardo il buio spesso che si erge davanti a me, un buio profondo e disperato come l’universo stesso. Sono sola. La mia coscienza si sta concentrando e dilatando. Ho l’impressione che volendo potrei vedere l’universo tutto intero, fino in fondo. Però non lo faccio. È troppo presto.
E se fosse questa la morte? Cosa devo fare, se morire significa restare eternamente sveglia a guardare il buio?
Alla fine riapro gli occhi, e bevo d’un fiato il cognac che resta nel bicchiere.


SPOILER
La svolta narrativa vera e propria si colloca all'altezza dell'esperienza onirica (e/o forse surreale) durante la quale, alla giovane, coricata e in uno stato di paralisi (reale o meno, non si può sapere), compare ai piedi del letto un vecchio, che le versa dell'acqua sui piedi. 
Da questo punto in poi, non sappiamo se la donna sia addormentata o in coma o morta; la sola cosa che si può dire è che tutto ciò che accade avviene nella sua coscienza. 
Forse l'episodio è un'immagine simbolica: potrebbe riferirsi alla morte della "vecchia vita" da perfetta casalinga e alla volontà di recuperare quello cui ha dovuto rinunciare.
Il finale è improvviso e straniante: la donna si trova nella propria auto, parcheggiata sotto la luce dei lampioni; è notte fonda e già altre volte si era recata lì. All'improvviso, due ombre si avvicinano, lei è colta da terrore: l'auto viene scossa fortemente da quelle presenze. Altro non ci è dato sapere.
Personalmente credo che quel luogo rappresenti il confine tra tra sonno/veglia, consapevolezza/inconscio. E che le ombre corrispondano al marito e al figlio, che tentano di risvegliarla. Ma questa è sola una delle possibili letture. 
FINE SPOILER





Kat Menshik (Luckenwalde, 1968) è grafica, illustratrice e autrice di fumetti; ha collaborato con riviste prestigiose come Frankfurter Allgemeine Zeitung, Stern e Brigitte.







Giudizio finale: il mio tesssoro



Glò

32 commenti:

  1. L'acqua, nello shintoismo, rappresenta la purificazione dalla morte. In questa logica l'acqua versata sui piedi potrebbe voler sottointendere che la protagonista è morta, ma è davvero un'interpretazione molto forzata....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è detto lo sia! :D
      Penso che Murakami abbia giocato appositamente sulla possibilità di muoversi su due piani paralleli, in modo tale da lasciar libero chi legge di dare la sua interpretazione. Effettivamente, nella piena coerenza della storia raccontata, la donna potrebbe essere morta.

      Stavolta ho spoilerato di brutto! XD
      Grazie TOM per il tuo contributo! ^^

      Elimina
  2. Non ho mai letto Murakami. E non so esattamente perché.
    E non penso di cominciare da questo racconto. Mi ha messo ansia leggere quelle poche righe che hai lasciato. Bravissima tu, ma io troppo fragile per affrontarlo ora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Mariella! *__*

      Forse ho trasmesso troppa ansia :P Il racconto è molto "soft", certamente fa riflettere e confonde abbastanza. Murakami è uno scrittore che non è mai lineare: se ci si aspetta da lui una storia "regolare", con finale bell'e pronto, si avranno parecchie difficoltà. Infatti spesso leggo recensioni o opinioni che, a parer mio, sono il frutto di una mancata o cattiva o viziata ricezione dell'autore. Considerando anche la distanza culturale non da poco che ci separa. Altra cosa che sento dire molto spesso è che Murakami sarebbe uno scrittore occidentale... ok, ma vale se detto dai suoi compaesani, non da noi occidentali!
      Il filtro c'è, eccome. A noi manca la familiarità con mentalità, simbologia, mitologia... di quel paese così ricco di tradizioni.
      Ciao a presto, un abbraccio! ^_^

      Elimina
    2. E allora, secondo te, quale sarebbe il modo migliore per approcciarsi a lui e da cosa partire? Così magari mi decido...

      Elimina
    3. Tendo a consigliare Norwegian Wood come prima lettura, è un romanzo con spunti autobiografici, ambientato nella Tokyo del '68, periodo universitario del protagonista (tutto ciò serve per la sola ambientazione della storia). Molto drammatico, ci sono ottimi spunti musicali (in Murakami quasi sempre si citano canzoni e/o libri), non è il semplice racconto di una storia d'amore come spesso viene sottolineato. Si affrontano tematiche abbastanza dure.
      Altrimenti, per mia esperienza di lettura (non ho letto TUTTO, assolutamente!) ti consiglierei La fine del mondo e il paese delle meraviglie, che è più tipico delle tematiche di Murakami. Ma decisamente si passa ad un altro livello: pe rcome la vedo io, lo scrittore scandaglia la coscienza umana e per farlo usa metafore, simbolismi, ecc.
      Il romanzo che ho preferito è L'uccello che girava le viti del mondo, bellissimo e impegnativo.
      Alcuni amici lettori mi hanno consigliato anche Kafka sulla spiaggia (potresti iniziare da questo, magari curiosa un po'...) e La ragazza dello Sputnik.
      Non ti consiglio, invece, di iniziare dal celebre 1Q84: pare non essere la giusta lettura per approcciare il Mura! :P

      Son sicura di averti confusa del tutto ^_^ Alè :P

      Elimina
    4. Allora si comincia con Norwegian Wood. Per una che ama i Beatles è quasi destino.
      Bacio.

      Elimina
    5. Buon Tokyo Blues allora ^^
      (Il titolo originale corrisponde all'attuale titolo Norwegian Wood, ma la prima edizione Feltrinelli, quella in mio possesso, letta eoni fa XD, si intitolava Tokyo Blues/Norwegian Wood: ah le traduzioni dei titoli! :D)
      Spero davvero che ti possa piacere Murakami! *__*
      Un abbraccio! ^^

      Elimina
  3. Oh, mai letto niente di Murakami e se dovessi cominciare da qualcosa comincerei da qui. I titoli blasonati mi chiamano poco :/
    Devo finire il libro sugli indiani d'america prima di cominciare altro, se no mi si ingolfa la testa! :°D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse non sarebbe male come primo approccio a Murakami iniziare dai racconti!
      Molto spesso si consiglia Norwegian Wood, considerato un romanzo più "normale" rispetto alla produzione di Murakami. Avendo letto le reazioni più comuni a tale lettura, non sono poi così certa che sia un buon inizio.
      Tieni presente che Murakami è - suo malgrado, secondo me - uno scrittore considerato trendy. Continuo a ribadire che ne esce "azzoppato": ha successo sicuramente, ma non credo sia realmente recepito.
      Grazie Alessia, un abbraccio! ^_^

      Elimina
  4. Murakami mi insegue da tempo e io lo fuggo mio malgrado. Questo potrebbe essere un buon inizio. Intanto, per sicurezza, ho saltato lo spoiler ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso dirti che questo racconto è stato apprezzato da amici lettori diffidenti verso Murakami. Temo che tu lo fugga per gli stessi motivi per i quali io ritengo sia altamente banalizzato e frainteso :P
      Lo spoiler è la mia interpretazione del racconto; potresti anche leggerlo, ma potrebbe condizionare la tua futura lettura!

      Ciao Ivano, abbandonati al Murakami suvvia! ^^

      Elimina
    2. No, no, lo fuggo per il solito motivo molto banale: ho la casa già piena di libri da leggere. Tutto qui :P

      Elimina
    3. Ma uno spazietto per un racconto son sicura che lo troverai XD

      Ciao e buon week end! ^_^

      Elimina
    4. Chissà. Forse. Altrettanto buon weekend a voi ^_^

      Elimina
  5. Mi ispira! Bellissima recensione, non ho letto lo spoiler ma ho apprezzato molto il resto, mi piace questo blog... giudizio finale: cinque stelline su cinque!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie *_*
      E pensa che è tutt'oggi che sto facendo piccole rivoluzioni con i widget e le loro disposizioni :D
      Grazie ancora, mi ha fatto piacere il tuo complimento ^_^

      Elimina
    2. Grazie Lisa *__* e benvenuta! ^^
      Hai fatto bene a non leggere lo spoiler se sei interessata al racconto!

      Alla prossima! ^_^

      Elimina
  6. Non so se sia il giusto periodo per leggerlo, ma l'ho trovato bellissimo mia cara, e in alcuni passi, ero proprio sprofondata dentro fino al midollo....
    Da consigliare assolutamente!
    Bacio mia cara!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nella!!! ^^

      Concordo su tutto! È un racconto che si legge d'un fiato, se cattura l'interesse di chi legge! E poi questa versione illustrata è davvero molto bella *__* Le tavole si sposano perfettamente alla storia, davvero un ottimo connubio.
      Un abbraccio, a presto! ^_^

      Elimina
  7. Murakami è un pezzo che m'incuriosisce però non ho mai avuto la possibilità di cominciare un suo libro, che dici comincio proprio con questo libro? Tu lo consiglieresti come giusto per avvicinarsi a questo autore?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ho capito almeno un poco quali sono i tuoi interessi per genere, questo racconto potrebbe piacerti! (Valuta anche l'edizione che comprende altri racconti, sicuramente più economica: questa presentata è "bella" eh, nulla da dire!)
      Oppure, se preferisci un romanzo, oso consigliarti La fine del mondo e il paese delle meraviglie! *__*

      Ciao Nick! ^^

      Elimina
  8. Che bello leggere Murakami... il duro è digerirlo!
    Ora l'ho letto e riletto anche la tua "interpretazione": ma davvero le "ombre" scuotono la "scatola" per svegliarla? O semplicemente nel "buio" che lei immagina essere un parcheggio, le "ombre", al momento di "deporre" la scatola se la contendono?... E poi, citando: "Invece può darsi che non sia cosí. Che la morte sia una condizione del tutto diversa dal sonno... come il buio senza fine, profondo e vigile che vedo ora. In queste tenebre, forse la morte rimarrà eternamente all’erta.
    È una cosa troppo orrenda. Se la morte non è una condizione di riposo, che cosa riscatterà la nostra vita imperfetta e rosa dal logoramento? In realtà chi lo sa, cosa sia la morte? Qualcuno l’ha vista in faccia? ..."
    Ecco, sarà una "digestione laboriosa....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gin e grazie per il tuo contributo! ^^
      La mia interpretazione "funziona" ammettendo in partenza che la donna sia addormentata (o alto, come detto nel post) e che qualcuno tenti di risvegliarla. Io credo che dall'episodio dell'apparizione del vecchio, lei sia "altrove", comunque non più nella realtà.

      Pensare che io ho trovato questo racconto abbastanza "soft" :P
      Buona digestione! XD

      Elimina
  9. di Murakami ho letto con piacere Sotto il segno della pecora. è uno scrittore che mi affascina, anche per le sue note biografiche, ma le sue cose continuano a sfuggirmi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me manca Sotto il segno... :P Ed è uno dei titoli che vorrei leggere prossimamente, assieme a La ragazza dello Sputnik e Kafka sulla spiaggia.
      Murakami ha una biografia particolarmente curiosa e affascinante, sia per interessi culturali che per passioni! Ama il jazz, i gatti e l'ottima letteratura *__*
      Non so in quale senso preciso dici che "ti sfugge": se è riferito alle cose che scrive, penso che sia voluto, per dare al lettore, a ciascun lettore, la possibilità di scavare su di sé e fare propria ogni storia raccontata.
      Spesso sconcerta sia il suo modo di trattare alcune tematiche (sesso, suicidio, amore...) sia la volontà di non dare una chiave di lettura precisa.

      Grazie Ferruccio! ^_^

      Elimina
  10. Ti riporto questo passaggio che ho letto oggi da Nostri amici da Frolix 8 di P.K. Dick a proposito del dormire e sognare.
    "Sprofondi verso un livello inferiore, molto più interno; incontri personaggi che non hai mai conosciuto, situazioni che non hai mai vissuto. Inizia una disintegrazione della tua persona, in quanto entità singola; ti fondi con entità primordiali dagli attributi divini, che possiedono un enorme potere..."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, questa è una delle possibili chiavi di lettura di Murakami, e intendo in senso più generale, non solo a proposito di "Sonno" *__*
      Inconscio, coscienza collettiva, territori da indagare...
      Dick lo ho decisamente trascurato! Prendo nota, sai? ^^

      Grazie mille Marco per la tua partecipazione! ^^

      Elimina
    2. Come se non avessi abbastanza stimoli riguardo i libri da leggere e rileggere! Ma proprio il grande Dick mi fate rispolverare? Cnq lo adoro e rileggerlo alle volte è una attività decisamente gradevole. E poi chissà, magari mi aiuta a digerire Murakami!

      Elimina
    3. Visto che tentazione? *__*

      Elimina
  11. Ciao Giò! Sembrerà assurdo, ma in questi ultimi mesi tra i vari recuperi c'è stata l'adorabilissima Banana, e vaneggia costantemente l'ombra del nome di Murakami. Ora poi, leggendo questa tua riflessione, sono più che mai convinta. E non vedo l'ora di conoscerlo meglio!
    A presto, bacio. :-*

    RispondiElimina
  12. Oh io ne sono particolarmente contenta! Murakami è tra i contemporanei che preferisco! Se ti va, trovi QUI un post su di lui: ho cercato di evidenziare alcuni degli aspetti caratteristici della sua scrittura e anche di spiegare perché mi è così caro!
    Un abbraccio a te!! Grazie mille e a presto! ^_^

    RispondiElimina