martedì 31 marzo 2015

Glò thinking - Dell'inutilità delle campagne di sensibilizzazione alla lettura (ma dai???! :O)

Vincent van Gogh, Die Romanleserin (1888), oil on canvas

Da qualche tempo leggo frequentemente articoli rivolti alla questione della promozione della lettura, in particolar modo legata alla più recente campagna #ioleggoperché.

Ecco.
Con tutte le buone intenzioni (mie), inizio con il sorprendermi della sorpresa: pare, si vocifera, si scrive, che la campagna non risolleverà le sorti dell'editoria e che nemmeno sposterà masse nelle librerie. Eh sì, dobbiamo farcene una ragione. 
Ma davvero c'era bisogno di spenderci così tanto tempo e articoli e parole?
Possibile che occorra concentrarsi sempre a far polemica (quasi sparando sulla Croce Rossa, come in questo caso) senza essere mai propositivi? Non è possibile criticare in modo costruttivo, dire se e come si poteva fare meglio, sostenere che sì, non sarà la panacea e nemmeno una brillantissima idea, ma che contribuirà comunque almeno a dare visibilità alla problematica?
Invece no. Diciamo e affermiamo che non servirà a nulla, che non si capisce come mai i titoli scelti non prevedano la saggistica, che gli autori scelti sono banali (e mi limito, con la scelta degli aggettivi, va' che è meglio), che chi leggerà quella "roba" non è e non sarà mai un lettore forte.
Ma dai??? :O Incredibile!
In effetti, se io ho l'intenzione di avvicinare al mondo della lettura chi non vi fa parte e nemmeno vi fa incursioni occasionali, farei bene a includere Guerra e pace di Tolstoj, I fratelli Karamazov di Dostoevskij, La nascita della tragedia di Nietzsche, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, Morfologia della fiaba di Propp, e via così.
Che poi, diciamocelo, se io cominciassi dal nulla ad ascoltare musica, opterei per un bel Berio o Stockhausen.

Dal sito minima&moralia ho appreso che #ioleggoperché ha ottenuto anche il patrocinio della CRUI e sembra che gli studenti che parteciperanno quali Messaggeri all'iniziativa, otterranno benefici relativamente ai crediti formativi.
Questa è una strumentalizzazione - e pessima - della campagna e ovviamente concordo con l'autore dell'articolo.
Ma credo che la problematica sia ad un altro livello, toccando questioni che vanno dalla trasformazione degli atenei (in imprese), all'assenza della meritocrazia in Italia, ecc.
Per finire, ecco l'elenco dei famigeratissimi libri scelti; vi pare una scelta così vergognosa, fermo restando il proposito spiccio dell'iniziativa? 
- Age & Scarpelli, Mario Monicelli, Brancaleone. Il romanzo, ed. Gallucci
- Alessandro Baricco, Oceano mare, ed. Feltrinelli
- Andrea De Carlo, Due di due, ed. Bompiani
- Andrea Vitali, Galeotto fu il collier, ed. Garzanti
- Cristiano Cavina, I frutti dimenticati, ed. Marcos y Marcos
- Daniel Pennac, Come un romanzo, ed. Feltrinelli
- Diego De Silva, Non avevo capito niente, ed. Einaudi
- Emily Lockhart, L'estate dei segreti perduti, ed. DeA
- Erin Hunter, Warrior cats. Il ritorno nella foresta, ed. Sonda
- Giuseppe Munforte, Nella casa di vetro, ed. Gaffi
- Kader Abdolah, Il corvo, ed. Iperborea
- Kamal Abdulla, Il manoscritto incompleto, ed. sandro Teti
- Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni, ed. Piemme
- Luis Sepulveda, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, ed. Guanda
- Marcello Simoni, Il mercante di libri maledetti, ed. Newton Compton
- Margaret Mazzantini, Splendore, ed. Mondadori
- Maria Pace Ottieri, Quando sei nato non puoi più nasconderti, ed. nottetempo
- Massimo Carlotto, La verità dell'alligatore, ed. e/o
- Paola Capriolo, L'ordine delle cose, ed. EL
- Roberto Riccardi, La foto sulla spiaggia, ed. Giuntina
- Ronald Everett Capps, Una canzone per Bobby Long, ed. Mattioli 1885
- Silvia Avallone, Acciaio, ed. Rizzoli
- Sveva Casati Modignani, Lo splendore della vita, ed. Sperling & Kupfer
- Yoko Ogawa, La formula del professore, ed. ilSaggiatore
Non solo a me sembrano ottimi titoli, scelti nell'ottica di avvicinare alla lettura, ma trovo che ci sia spazio per molte tipologie di potenziali fruitori, anche in base all'età.
Io sono una lettrice esigente, penso che la vera fortuna sia saper scegliere in libertà che cosa leggere. Ma non accade tutto per sola intenzione. Occorre tempo, curiosità, allenamento e pazienza.
Un lettore forte, insomma, non nasce sotto i cavoli, sappiatelo editori, criticoni e compagnia bella.


Glò

30 commenti:

  1. Uhm allora, qui entro un attimo in collegamento con ciò che ho detto da Ferruccio a proposito del suo post odierno e anche con quello che avevo scritto su 'Un baule pieno di gente' in merito credo ad una questione simile.
    Io credo che per avvicinare un pubblico vasto, come citavo in esempio oggi da Ferruccio (la signora semi-analfabeta che leggeva romanzi rosa), la letteratura da best-seller è quella che fa più centro: gente che non legge si appassiona di più a saghe come Harry Potter, le cinquanta sfumature o il ciclo di Avalon dell Breadley piuttosto che a Tolkien, a Dostoevskij etc. L'intelligenza sta nel cercare di capire che tipo di possibile lettore si ha davanti e quindi trovare una proposta a lui adatta.
    Le crociate in grande stile generalizzano troppo la questione o la ghettizzano ed indirizzano verso un determinato tipo di lettura, che non è adatta a tutti semplicemente perché ognuno conduce una vita diversa da altri individui ed ha bisogno di ritrovare se stesso nella lettura, non di perdersi in cose che gli sono estranee e lo annoiano.
    Se l'interesse è che la gente legga bisogna diventare capaci di curare l'individualità e l'individuo, se poi c'è un interesse da parte dell'interlocutore quello sappiamo tutti che comincerà a camminare da solo.

    Ovvio è che la qualità della lettura è differente ed in taluni casi dubbia, come appunto dicevo oggi per i best-sellers, però tant'è che se l'interesse è virato ad estendere il pubblico dei lettori allora bisogna fare un lavoro profondo di cura e comprensione, se l'interesse è quello di salvare le case editrici, beh, lì penso che di filantropia non ce ne sia poi così tanta. ^^

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    1. Ciao Alessia! ^^
      Hai toccato alcuni punti fondamentali, secondo me, dalla questione dell'eccessiva generalizzazione a discapito del potenziale fruitore, inteso come individuo e non come mero compratore, a quella della poca lungimiranza relativa al modo di salvare le CE.
      Sono ovviamente problematiche che richiederebbero approfondimenti, ma la tua conclusione è perfetta!
      Io non condanno le iniziative atte a invogliare la lettura: penso che, con tutti i limiti impliciti e anche relativi nei vari casi specifici, siano comunque una piccola possibilità (fosse solo di porre all'attenzione di un numero maggiore di persone).
      Non mi capacito nemmeno delle critiche a senso unico che sono state fatte alla campagna #ioleggoperché :P Tenendo presente che non può in alcun caso essere considerata una soluzione, ma un piccolo contributo.

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    2. Ritengo sia giusto far "pubblicità" alla lettura. Sono però d'accordo con voi che non si deve fare generalizazini assurde.
      Condivido il pensiero di Alessia.
      Cito L'intelligenza sta nel cercare di capire che tipo di possibile lettore si ha davanti e quindi trovare una proposta a lui adatta.
      Si deve dare ampia possibillità di scelta. Non è detto che chi non ha mai letto in vita sua inizi subito con Il nome della rosa. Magari parte da qualcosa di più leggero e poi col tempo cambia anche gusti.
      L'elenco presentato è discreto ma più varietà ancora....

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    3. Ciao Patricia! ^^
      Sì, la grande questione è quella legata al fatto che la lettura è comunque un'esperienza personale e, come tale, la scelta di un titolo deve tenere conto di moltissimi fattori.
      A me non è piaciuto l'eccessivo approccio critico-distruttivo verso l'iniziativa (notato in vari post e articoli), sarebbe meglio prenderla come un'occasione di dibattito, anche per proporre idee!
      L'elenco è passibile di molte osservazioni, per esempio non ci sono titoli per i bambini (non è mia idea, leggevo ieri nel bel blog della Lipperini). Il fatto è che la selezione risponderà a motivi "solitamente noti" XD Pubblicità, vendite, supporto ad alcune CE...

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    4. E' vero! Niente titoli per bambini e nemmeno grndi classici.
      In fondo il problema è proprio quello che evidenzi tu. Questo elenco sembra più una campagna pubblicitaria che un invito alla lettura
      Invito alla lettura che invece sarebbe ben accetto se fosse seguito da un rapporto alla pari tra chi vende e promoziona i libri e chi li legge o forse li leggerà. Io ti offro questo. Tu cosa vuoi?
      Messa così effettivamente sa più di operazione commerciale che culturale ed è un peccato

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  2. Ma guarda, in questo elenco che riporti ci sono almeno 3 libri che ho nella mia lista di letture prossime (che io sia un'analfabeta di ritorno? boh...) e un solo libro che ho letto. Per la precisione: Luis Sepulveda, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore. Quando uscì quel libro leggevo ancora i cartacei e allora comprai tutto quello che c'era in circolazione di Sepulveda.
    Mi sa che è meglio che io non entri nel merito della questione messa sul tappeto, vado a leggere "Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone" di Maurizio de Giovanni, autore che amo tantissimo!
    Aggiungo solo sottovoce che a me sembra che Glò abbia proprio ragione!
    Un abbraccio, cari!

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    1. Ciao Gin e grazie per il tuo commento!
      Infatti, come dici, non mi pare che l'elenco presentato sia, complessivamente, così pessimo. Direi che per il fine "generico" dell'iniziativa, c'è equilibrio, sia per autori che generi!
      Ricambio l'abbraccio! ^^

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  3. Capisco la cultura, ma perché voler rendere per forza tutti colti?
    Perché non spingere tutti, allora, a mangiare la pizza, a essere vegani, a diventare cacciatori?
    Io leggo perché mi piace, leggo il cazzo che mi pare. Se c'è gente a cui non piace leggere, amen. Magari amerà fare altro. E se leggere è una cosa figa e colta, e molti non leggono, molti non sono fighi e colti.
    Ci sta proporre la lettura a scuola e abituare la gente a leggere, ma per me poi deve finire lì.
    Che tra l'altro in giro c'è così tanta merda che è meglio non leggere affatto, a volte :)

    Moz-

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    1. Sì, io concordo con il tuo sfogo, perché sembra che la lettura, quantomeno nei termini in cui la si propone ultimamente, debba essere un dovere. Niente di peggio, se invece l'intento è quello di invogliare! E questo vale per qualsiasi passione.
      Tu tocchi un tasto, dolente e centrale, per come la vedo io: quello dell'abituare a leggere! Poi, da lì, ciascuno facesse il proprio percorso (anche di non lettore).
      E, ovviamente, sì, c'è tanta robaccia in giro; tanto che leggere o meno, a volte non fa differenza :P

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    2. Ho letto ieri il post, ma non ho avuto tempo di commentare. Vedo comunque che il succo di quello che volevo dire l'ha già espresso molto bene Miki.
      Secondo me è brutta solo l'idea di concepire una campagna così, indipendentemente dai titoli proposti... dimostra solo che chi la propone è afflitto da un complesso di superiorità nei confronti di chi non legge. Che si curino il loro complesso di superiorità! Di ragioni davvero valide per invogliare a leggere ne vedo solo una: vendere più libri e dare ossigeno a un settore in difficoltà.

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    3. Pensa a quelli che hanno criticato la campagna ritenendo i titoli troppo... commerciali o non facenti parte della buona letteratura! :P
      E siamo sempre al solito discorso: come non impantanarsi in discorsi snob infarciti di presunzione!
      È un'idea diffusa che chi legge sia superiore (più intelligente, leggo spesso) a chi non lo fa!
      Tanto per innalzare altri muri e ghettizzare... proprio quel che occorre!

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  4. Ma chi sono 'sti parrucconi criticoni? Sono nati con il Processo di Kafka sotto il cuscino? O come la maggior parte di noi son partiti a Piccole Donne e il Circolo Pickwick? O meglio ancora da Topolino e Paperino? Per dirti che sono completamente d'accordo con te ti lascio il link del mio amico Matteo Gamba a proposito della campagna incriminata. E aggiungo: leggiamo quello che ci pare e come ci pare. Come l'amore, farlo ognuno come gli va.
    PS: scusa se utilizzo un linguaggio semplice e poco forbito ma sai, ho imparato dal Piccolo Principe ;)

    http://diariodiadamo.vanityfair.it/2015/03/24/ioleggoperche-ultimo-mese-di-maratona-correndo-con-24-libri-in-mano/

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    1. Eh lo so, Il Piccolo Principe lì t'ha portato! XD
      Quello che è incomprensibile, per me, è notare una discreta arroganza che tende a distruggere ogni cosa. Ripeto... non siamo così sciocchi da credere che iniziative simili servano a chissà che, nemmeno che non abbiamo finalità commerciali. Però, da lì a fare altri discorsi (in primis sull'elenco proposto)...
      Grazie per il link! vado a curiosare *__*

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  5. Come si dice, i miei due cent.
    Perché si legge? Ci possono essere tante ragioni, si può leggere per studio per informarsi su di un argomento oppure perché te lo impone la scuola o, il fatto che "tutti l'hanno letto", ma la ragione principale che spinge chi già legge è una sola: il piacere di farlo.
    Parlo per esperienza personale, ho letto di tutto, e non l'ho mai fatto perché la cosa “mi amplia gli orizzonti”, ma perché sono curioso e sopratutto perché mi piaceva farlo, e leggere ha degli effetti collaterali positivi, così come fumare ha i suoi effetti negativi, ma come si fa a far venire la voglia di leggere?
    Ho dei dubbi che una campagna del tipo “leggi ti fa bene” risolva qualcosa, mi sembra di sentir dire “prendi la medicina che ti fa bene”, e di solito le medicine fanno schifo, poi tra le righe percepisco un “DEVI”, e quel devi mi irrita mi fa venir voglia di fare altro, così mi chiedo quanto possa servire una campagna simile, poi il libri col bollino blu “io leggo”? Stra-irritante!
    Non so quale sia la strada giusta, però mi ricordo l'aneddoto delle prugne letta sul libro -I persuasori occulti-, in quel caso in America avevano il problema di far mangiare prugne, poche richieste, e lo fecero trasformando le prugne in un alimento IN. Non più storie sui benefici nel regolamentare l'intestino, non più associazione a care nonnine che preparavano decotti di prugne, si stravolse la percezione del tutto ma non direttamente con un “mangia le prugne che ti fanno bene”, ma in modo indiretto associandole ai più svariati esempi positivi.
    E la cosa funzionò.
    Ora forse, ma dico forse eh!, anziché fare campagne “leggi che ti fa bene”, si potrebbe iniziare ad associare in modo indiretto l'idea di libro a situazioni positive, anche IN, così via i libri ma portare l'idea di ebook letti sul telefonino o sul tablet, l'idea di lettura non perché la cosa migliori ma perché è figo farlo, perché è bello, perché è divertente, quindi via l'idea di libro sofferenza quattrocchi con occhiali come fondi di bicchiere (anch'io porto gli occhiali eh!) e topi di biblioteca, ma associare il libro a tutto quello che ci può essere di piacevole e desiderabile, e allora chissà magari come tentativo potrebbe funzionare.

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    1. Ecco! Penso che il punto fondamentale sia quello che tu hai spiegato così bene!
      Possibile che tra la campagna troppo generalista, che sortisce scarso effetto, e la parte-snob che dice che se non si legge saggistica mai nulla cambierà, non si riesca a intravedere altro? :P
      Sembra quasi che il soggetto non sia il potenziale lettore, ma La Lettura (e le vendite???)!

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  6. Ciao Glò, arrivo fresco fresco da queste parti e trovo questo bel post con così tanti spunti di discussione. Intanto non so se esporre il mio parere da una posizione da lettore forte o meno, in un anno leggerò in media dai 12 ai 15 libri (e tonnellate di fumetto), e allora cosa sono? Forte, debole, boh? Comunque trovo che le iniziative a promozione della lettura siano sempre una buona cosa anche se, come già ipotizzava A.H.V., c'è sempre il dubbio che siano promosse più per vendere i libri che non per far leggere la gente e far loro provare l'immenso piacere che da questo atto scaturisce. In linea di massima concordo con il punto di vista di A.H.V., un'azione per invogliare alla lettura deve per forza essere mirata e conoscitiva della persona che vorremmo iniziare alla lettura stessa. Se poi presumiamo che ad avvicinarsi alla lettura deve essere qualcuno che legge poco o non ha mai letto prima, temo che i nomi da te proposti (Nice, Dostoevskij, Tolstoj, etc...) siano quanto di più difficile (e forse anche deleterio) si possa proporre a chi a leggere non è abituato. Meglio proporre autori magari anche molto validi ma decisamente più abbordabili e che possano conquistare da subito, magari pensando ai generi, allora perché non un King, un Camilleri, una Rowling, un P. K. Dick o alzando il tiro proporre cose più alte ma dal profumo molto più moderno come Roth, Lethem, Foster Wallace, Auster, Ellis e via discorrendo. Della lista presentata sopra io personalmente non ho letto nulla, di qualche autore ho letto altri libri (Carlotto, De Carlo, la Mazzantini), altri nemmeno li conosco, sinceramente è una lista che non mi attira troppo ma come dicevo prima le proposte dovrebbero inevitabilmente essere più mirate, cose che solo da un buon professore, un familiare, un buon amico possono arrivare con la giusta modalità.

    Primo intervento e ho già rotto le palle :)

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    1. Ciao Firma! Bentrovato e grazie per la tua presenza! ^^
      Sei un lettore forte? Non lo so, anche io a volte mi faccio questa domanda, soprattutto quando mi rendo conto di non leggere così tanto, come pare facciano altri!
      Aprirei volentieri una discussione su cosa significa essere lettori forti, ma penso sia sufficiente dire che la lettura non si fa a chilogrammi XD

      Concordo con te e con Alessia, sulla necessità di individuare letture mirate per invogliare a questa passione. Ovviamente ciò è possibile ad un livello differente rispetto a quello di campagne come quella citata, che, secondo me, pur risultando poco efficaci, rappresentano almeno un tentativo!

      P.S.1: ma si capiva che ero mooolto ironica circa le mie proposte per invogliare alla lettura??? Tolstoj, Nietsche & Co.? Lo spero! XD

      P.S.2: non hai rotto nulla! Ritenta! XD

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    2. Ah, cavolo, pensavo fossi seria... :)

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    3. Rilancio con Stockhausen XD Ahahahahah!

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  7. Ehm, ehm, ehm, ehm.... non dirò che la maggior parte dei libri nell'elenco non li conosco e quelli che conosco non li ho mai letti :( Devo dire che non leggo più molto e comunque, per quel poco che ancora dedico a questo sano passatempo, mi dedico praticamente solo a libri di etologia o tematiche ambientali (a questo proposito, qualche settimana, fa ne ho letto un brevissimo, ma, secondo me, molto significativo, e spero di poter fare una micro-recensione nel mio blog a breve...sempre ammesso e non concesso che mi riesca di scrivere due frasi di senso compiuto in fila). In passato mi sono dedicata di più ad altri generi ed ho letto un po' di tutto.

    Comunque, Glò, sono qui per comunicarti che vi ho "nominati" per il Liebster Award, nel post che potrete trovare al link: http://naturachecicirconda.blogspot.it/2015/03/secondo-liebster-award-per-la-natura.html
    Ora vado a nanna, che stanotte ho dormito due ore. Notte notte e a presto ^^
    Poiana

    P.S. non so che ho scritto e non rileggo... perdona se non fosse comprensibile ma sto praticamente dormendo sulla tastiera. Mi riservo di tradurre in seguito, nel caso in cui sia necessario. Baciiiiii ^^

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    1. Capita di tralasciare la lettura quando si è in fase di studi specialistici :P E comunque la saggistica che citi è parecchio interessante per argomenti! *__*
      Anni e anni fa avevo letto Lorenz, non ricordo esattamente quale suo libro (prestatomi): L'anello di Re Salomone, credo :P
      Attendiamo la tua recensione *__*

      Grazie per la menzione e corro a curiosare! ^_^
      Un abbraccio, a presto! ^^

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    2. Ecco, "L'anello di Re Salomone" è il penultimo che ho letto.
      Per quanto riguarda la recensione, non ti assicuro nulla perché in questo genere di cose sono totalmente negata. Intanto comincio con il creare la bozza per non dimenticarmene, poi vediamo... :P
      Di nulla; ti aspetto ^^

      Poiana

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  8. Secondo me se vogliono vendere la loro paccottiglia farebbero bene a fare uno spot con Paris Hilton che legge. Il punto è questo: noi vediamo la lettura come nutrimento per le nostre anime, gli editori devono vendere a tutti i costi anche cose abbastanza banali. Per sensibilizzare alla lettura bisogna creare questi eventi, ma perché? Ma non sarebbe meglio investire in cultura? Con la cultura non solo si magia, si vive! Un libro, un'opera d'ingegno, non è la maglietta di H&M ed in questa distinzione elementare non possiamo che dare l'esempio: prendere i nostri Dostoevskij, Pirandello, Pasolini, Hesse ecc, e leggerli per noi stessi e per il gusto di dire che l'editoria italiana è gestita da CAPRONI non ce lo deve togliere nessuno. Inoltre penso che si spinga molto sugli autori vivente, perché tanto Tolstoj me lo scarico gratis da liber liber. No money no party... quasi quasi mi viene la voglia di bicottare i titoli recenti, almeno così questa industria collasserà. Scherzo eh ;)

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    1. Ciao Prince!!! ^^
      Allora, per cominciare... gli spot con le Hilton, secondo me, in qualche misura già ci sono! XD E lo scopo degli editori è vendere, non ci piove. Chiederemmo, noi lettori, più rispetto e maggiore diversificazione nelle pubblicazioni decise. Il libro è sempre più inteso come oggetto, questo impone agli editori delle ulteriori scelte, che, a mio parere, portano marginalizzare determinate opere. Ecco, sarebbe bene che gli editori capissero di investire anche lì. Ma sarebbe bene, davvero...
      Non credere che il mercato spinga sui contemporanei più recenti perché i classici li trovi gratis:
      - intanto moltissimi lettori disdegnano - e di brutto - il digitale
      - ci sono moltissimi classici che in Italia sono fuori catalogo e puntualmente, quando sono ristampati, costano un botto (ultimo esempio che conosco: La valle dell'Eden di Steinbeck, recentemente ristampato da Bompiani, probabilmente sarà una nuova traduzione)
      L'industria collasserà, ma non per il boicottaggio, bensì per la propria miopia!

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  9. Non conosco la questione e non voglio nemmeno lontanamente entrare nel merito della campagna di sensibilizzazione che, come tutte le campagne, mi sembra più che altro solo del gran tempo perso, per non parlare di denaro (solitamente pubblico).
    Personalmente trovo insopportabili le liste di libri. Le trovo di pessimo gusto e anche molto offensive. In pratica mi si sta dicendo che io non sono in grado di scegliere con la mia testa e che, per tale motivo, qualcuno si sta offrendo per ragionare al posto mio. Ma scherziamo?
    Un libro è una questione personale, intima, deve esserci feeling, amore a prima vista. O perlomeno deve leggere tante recensioni, tutte diverse, e poi farmi un'idea che sia MIA!
    Se per esempio un libraio prova a consigliarmi un titolo può stare sicuro che non lo comprerò mai. Potrebbe però aver maggior fortuna raccontandomi qualcosa che mi incuriosisca, come per esempio un aneddoto sull'autore...

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    1. Ciao Tom! ^^
      Hai perfettamente ragione, ma in quello che dici è implicito che la persona sia un lettore abituale. E, in questo caso, concordo totalmente con te.
      Il tentativo, che, ripeto, non sarà ovviamente efficace, dell'iniziativa si rivolge a chi non legge abitualmente. Ecco il senso della lista (che mi pare assai generica, ma necessariamente per l'intento iniziale): avere titoli a disposizione da distribuire al "Messaggero", che, a sua volta, consegnerà - scegliendo tot titoli dall'elenco - ad altrettante persone il libro. Quindi, in teoria, chi affida il volume, potrebbe avere in mente i gusti possibili del ricevente.
      Non è che io voglia difendere la campagna! Era solo per precisare, che, nonostante creda sia inutile o poco efficace, potrebbe essere un'occasione almeno per sollevare la problematica.

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  10. Aneddoto. Sono sempre stato un forte lettore. Alla fine della quarta liceo, il mio prof di italiano ci fece un bel pistolotto su quale bel rapporto avesse instaurato con noi e tanto blabla. Al termine ci lascia una lista di libri da leggere per l'estate: tutti capolavori della letteratura di '800 e '900, ed erano 20 tomazzi così. Appena uscito dall'aula, ho appallottolato quella presa per i fondelli cartacea e l'ho buttato nel cestino e durante l'estate ho letto ciò che pareva a me. Ecco cosa penso delle liste e dei teste di pigna che le compilano: incentivare la lettura imponendo e scegliendo sempre i soliti "mattoni" è la direzione sbagliata. Anni fa feci questa stessa discussione in occasione di una presentazione a un liceo per un libro in cui compariva un mio racconto; la mia idea è di selezionare un numero ristretto di libri, metà dei quali a scelta dello studente, l'altra pensata dal docente, ma pensata con un minimo di cervello.
    La lista di sopra è meno peggio di altre, ma un po' più di fantasia, magari? Perchè non un bel Fahrenheit 451? O Alice nel Paese delle Meraviglie? O Il Mastino dei Baskerville?

    P.S. = Iniziare l'ascolto musicale da Stockhausen? Guarda che è così l'è dura! ;)

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    1. Allora... Sono d'accordo sulla difficoltà di scegliere letture da proporre a scuola. Ottima l'idea di proporre titoli a scelta del singolo studente tra una selezione (esattamente come hai scritto, pensata con ragionevolezza).
      La lista relativa alla campagna secondo me non è male. I criteri di scelta non sono quelli che utilizzerei io e credo nemmeno tu, visti i titoli che proponi. Rimane di fondo un'iniziativa "commerciale", quindi saranno stati proposti titoli per un motivo preciso, così come la scelta delle CE (e in quale proporzione le ritroviamo nell'elenco) non sarà di certo casuale.
      Il dubbio è, appunto, quale utilità possa avere un'iniziativa simile. Sempre meglio di nulla, almeno ne uscissero discussioni costruttive. Non amo le contro-campagne, ecco, che sono state fatte.
      Penso sia abbastanza assurdo sperare che dietro a tutto non ci siano interessi vari, ma la sola volontà di incentivare le persone a leggere. Sarò cinica, forse. Ma voglio dire... quelle stesse persone che hanno tanto demonizzato la campagna... sanno quali titoli si vendono per quantità?
      Noi possiamo discutere all'infinito, su ciò che sarebbe opportuno inserire in una lista (saggistica, per esempio, è stato detto). Ma se manca alla base un'educazione alla lettura (e non intendo necessariamente a livello scolastico), ovvero come diceva Coriolano, se non passa il messaggio che leggere è bello (non che si DEVE o che fa BENE), che cosa si può sperare?
      L'analogia con la musica sperimentale era proprio per dire che chi non legge abitualmente deve compiere un percorso personale prima di arrivare ad apprezzare determinate letture. Mettiamo in mano Grande Sertão a chi non ha mai letto? Direi che è più saggio scegliere uno qualsiasi dei titoli dell'elenco.

      Grazie mille per il tuo intervento Marco!!! ^_^

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  11. Bella riflessione. Hai fatto bene a dire la tua!

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    1. Ciao Romina, grazie per il passaggio! ^_^
      In effetti questa tematica è piuttosto "popolare" ultimamente :P Ho letto molti interventi - di blogger e non solo - inerenti: devo dire che più o meno tutti guardano(/iamo) con sospetto l'iniziativa e fin qui... Però, se ne sta parlando, e questo non è poco!

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