giovedì 16 aprile 2015

Glò thinking - Hans Castorp e la musica: alcune riflessioni su "La montagna incantata" di Thomas Mann


Il Berghotel Sanatorium Schatzalp (ex sanatorio Berghof) di Davos (Svizzera) citato nel romanro -Wikipedia-
Anche se lungo tutto il corso della narrazione ne La montagna incantata sono presenti riferimenti, alla musica è dedicata, in modo specifico, la sezione Profusione di armonie nell'ultimo capitolo.

L'amministrazione del sanatorio (in sostanza, luogo unico dove si svolge l'azione), il Berghof, ad un certo momento, decide di acquistare un grammofono per lo svago degli ospiti.
Hans Castorp, il protagonista del romanzo, prenderà molto seriamente questa nuova distrazione, tanto da proporre agli altri pazienti una serie di ascolti musicali. Il ragazzo è sì un appassionato di musica, ma a livello dilettantistico, ciò che ne fa un exemplum del tedesco medio.
Una caratteristica molto particolare che contraddistingue Hans è l'ossessione per la morte (di ciò abbiamo testimonianze lungo tutto il corso della vicenda narrata): questa precisazione va fatta perché essa è il leit-motif dei brani preferiti e perché il grammofono, non a caso, è paragonato ad una bara (Sarg). 


Thomas Mann, 1932 -Wikipedia-
I primi due pezzi scelti, non sono tra i preferiti di Castorp, ma hanno una funzione introduttiva.
Il primo brano proposto da Hans è Blick' ich umher in diesem edlen Kreise, dal Tannhäuser di Wagner: strettissimo è il legame, cui lo stesso Mann ha più volte accennato, tra opera e romanzo. 

Tra i temi comuni, tre sono particolarmente significativi nell'economia del taglio dato a questo post: 

  1. tema della perdita del senso del tempo da parte dei due protagonisti
  2. concetto di peccato (Sünde): se nel Tannhäuser è tema per eccellenza, nello Zauberberg manniano esso ricorre in particolar modo nelle ultime pagine del romanzo. Hans, in sostanza, è un peccatore per la sua scelta di "disertare" dal mondo borghese cui appartiene (scelta cui accenno successivamente).
  3. tema del dis-incanto subìto: il risveglio dei due protagonisti, infatti, non sembra essere un atto volontario. Castorp nel momento in cui abbandona finalmente il sanatorio, non è spinto da una decisione ponderata, ma dal "colpo di tuono" della guerra ormai scoppiata, evento esterno che agisce sui pazienti del Berghof come ennesima mania collettiva e che determina in loro sovraeccitazione. 

Vergogna e timore ci trattengono però dal menar vanto, in questo racconto, di ciò che rimbombò e accadde. Per carità, niente vanterie, niente spacconate! Moderiamo la voce nell’annunciare che, dunque, rimbombò il colpo di tuono che tutti sappiamo, l’assordante scoppio dello sciagurato miscuglio di stupidità e irritazione, accumulato da molto tempo,… un tuono storico, per dirla con attenuato rispetto, il quale scrollò le fondamenta della terra, per noi, invece, il tuono che spacca la montagna magica e mette bruscamente alla porta il dormiglione.
Risulta chiaro che la montagna magica è lo Zauberberg e il dormiglione è Hans.


Wikipedia

Il brano successivo, il secondo, è  Dammi il braccio mia piccina dalla Boheme di Puccini: in questo caso, il riferimento alla tisi è immediato. 
Ciò che porta Castorp al Berghof, sanatorio situato a Davos, sulle Alpi svizzere, è una visita al cugino Joachim Ziemssen, il quale è stato costretto a lasciare la carriera militare e a ricoverarsi a causa della tubercolosi.
Per una serie di motivi, alcuni dovuti all'occasione, altri ben più profondi e personali, Hans si fermerà per sette anni in quella struttura. Questa è una spiegazione minima e necessaria per procedere con l'analisi proposta.  
Ovviamente il tema della tisi, quindi della malattia e della morte, è quanto più di romantico ci sia:
definita anche mal sottile, diventa una sorta di segno distintivo dell'"aristocrazia dell’animo", ed è spesso messa in relazione con l'altro tema romantico per eccellenza, l'amore. L'esempio più calzante, in questo senso, è quello fornito da Tristano e Isotta di R. Wagner, dove l'amore è folle, quindi già contaminato in partenza e votato alla morte.
Anche Hans si innamora di una malata di tisi, Madame Chauchat, che simbolicamente rappresenta la lussuria e l'erotismo. Anche se il protagonista è attratto dal sentire proprio del Romanticismo (e ne avremo altre prove), qualcosa stride, a ricordargli, forse, che la Storia procede in altre direzioni. 

Segue, finalmente, la top five di Hans: 

Atto IV dell'Aida di Verdi:
in particolare Hans predilige il Finale dell'opera, con Aida e Radames che, finalmente insieme, e perciò stesso felici e disperati, vanno incontro al loro destino di morte nella tomba sotterranea.
Hans si identifica con Radames: tutti e due hanno tradito la patria per amore di una donna, una schiava, nel caso di Aida, una donna senza pregi e di bassa moralità, nel caso di Madame Chauchat.
"Radamès, Radamès" canta con insistenza il gran sacerdote rinfacciandogli aspramente il delitto di tradimento. "Discolpati!" chiedono in coro tutti i sacerdoti. E siccome il loro capo nota che Radamès tace, tutti unanimi lo dichiarano colpevole di fellonia.
"Radamès, Radamès" riprende il capo. "Tu disertasti il campo il dì che precede a la pugna."
Il giovane protagonista ha tradito nella misura in cui ha disertato la vita borghese, alla quale era destinato, rimanendo bloccato nel Berghof.
La scelta (perché di questo si tratta) di vivere nel sanatorio allontana Hans dal mondo dei vivi e lo immette in un percorso discendente verso quello dei morti.


Nijinsky in costume for L'après-midi d'un faune -Wikipedia-

Prelude à l'apres-midi d'un faune, poema sinfonico di Debussy:
Il sogno che Castorp vi sognava era il seguente: giaceva supino su un prato disseminato di asteri d’ogni colore, sotto i raggi del sole, la testa sopra un piccolo rialto di terra, una gamba un po’ piegata, l’altra sovrapposta,… ma quelle gambe accavallate erano gambe di caprone.
Hans si identifica completamente nel fauno, addirittura sogna di trasformarsi in esso.
L'inattività, l'immobilità e l'innocenza presenti nella scena descritta nel brano, scena che si colloca "fuori dal tempo", sono in parallelo con la vita condotta nel Berghof: il sanatorio è, infatti, il luogo senza tempo e dell'inattività, nel quale si è rifugiato Castorp compiendo la defezione dai "doveri" borghesi.
Il giovane fauno su quel prato estivo era molto felice. Là non c’era né un “discolpati!” né una responsabilità, non c’era un sacro tribunale di guerra contro uno che fosse dimentico dell’onore e scomparisse dal mondo. Là regnava l’oblio, la beata quiete, l’innocenza fuori del tempo: era la trascuratezza in piena coscienza, l’ideale apoteosi di ogni negazione della comandata attività occidentale, e la conseguente distensione rendeva questo disco molto più caro di altri al musicante notturno.
La trasfigurazione, sognata, in fauno è una sorta di ammissione di colpa che avviene inconsapevolmente in Castorp e rappresenta la sua regressione ad uno stato animale. Tale  regressione era stata preannunciata da Settembini, il mentore del ragazzo, nel primo terzo del romanzo
Eviti questa palude, quest’isola di Circe, dove lei non è abbastanza Ulisse da dimorare impunemente. Finirà col camminare a quattro zampe, già sta piegandosi sulle estremità anteriori, tra poco si metterà a grugnire. Stia in guardia!
La fleur que tu m'avais jetée, Aria di José, Atto Secondo della Carmen di Bizet:
l'elemento centrale dell'Aria, che ritroviamo ovviamente anche nello Zauberberg, è il conflitto amore/dovere.
José deve tornare presso la caserma nella quale presta servizio, le trombe gli annunciano la ritirata, ma è trattenuto all'osteria di Lillas Pastia. Qui, Carmen ha appena deciso di danzare per lui e non vuole sentire ragioni: di fronte alle parole sprezzanti della zingara, José tentenna un poco, ma alla fine diserta per lei.
Il parallelismo Hans/Madame Chauchat (Clawdia) e José/Carmen penso sia ormai è ben chiaro.


Marguerite (Marina Poplavskaya) and Valentin (Russell Braun), Faust opera, Metropolitan Opera House, New York, Dec. 2011 -Wikipedia-
Atto Secondo del Faust di Gounod: 
Valentin, che sta partendo per la guerra, rivolge, agli amici che restano, la preghiera di vegliare sulla sorella Margherita.
In questo caso chi parte, Valentin, è identificabile con Joachim, il cugino di Hans. Chi resta ed è da proteggere, è, naturalmente, lo stesso Castorp.
Valentin/Joachim ha compiuto il proprio dovere come militare di carriera, non ha cercato scorciatoie nella fuga verso l'immobilismo sicuro del sanatorio, ciò che invece ha fatto il protagonista.


Der "Brunnen vor dem Tore" in Allendorf (Bad Sooden-Allendorf), bekannt aus dem gleichnamigen Volklied "Am Brunnen vor dem Tore" -Wikipedia-

Der Lindenbaum (Il tiglio) D. 911,5 di Schubert, quinto Lied del ciclo della Winterreise:


"Presso il pozzo davanti al cancello
c'è un tiglio,
nella sua ombra sognai
molti dolci sogni.
Nella sua corteccia incisi
molte parole d'amore;
nella gioia e nel dolore
mi sentii sempre attratto da lui.
Anche oggi ho vagato
davanti a lui fino alla fine della notte
ed anche nell'oscurità
ho chiuso gli occhi.
E i suoi rami sussurravano,
come se mi stessero chiamando,
"Amico, vieni qui da me –
qui troverai il riposo".
I venti freddi soffiavano
proprio sul mio volto,
il cappello volò via dalla mia testa,
ma non mi voltai.
Ora sono a molte ore di viaggio
lontano da quel luogo,
ma sento sempre quel mormorio:
"Lì troveresti il riposo".

Willhelm Muller    


Questo brano ha funzione cognitiva, cioè offre - come già era accaduto in altra parte del romanzo, in occasione del sogno raccontato nello Schneekapitel - al protagonista una possibilità di cambiamento, di svolta del proprio destino. Resta da vedere se Hans saprà cogliere l'opportunità.
Dal momento che il Lied è espressione massima della musica romantica, esso diventa il simbolo del mondo verso il quale Hans si sente attratto e che ama, ovvero quello della morte. Il Romanticismo, del resto, è la corrente spirituale che ha considerato maggiormente i temi della malattia e della morte.
Sacrificare la propria vita, come atto d'amore, per il Lied (che rappresenta la spiritualità romantica) porterebbe Castorp al superamento di sé (in senso nietzscheano) e al risveglio dal torpore degli anni trascorsi nell'immobilismo del Berghof. 
Purtroppo il "risveglio" avverrà per il "colpo di tuono" della guerra, come accennato precedentemente, e non per scelta consapevole: Hans rimarrà legato alla Innerlichkeit romantica fino alla fine.
Sì, superamento di sé poteva essere la natura del superamento di questo amore, di questa magia dell’anima con tenebrose conseguenze! I pensieri o presaghi semipensieri di Hans Castorp prendevano voli sublimi, mentre nella solitudine notturna se ne stava davanti al piccolo feretro musicale, volavano più alto del suo intelletto, erano pensieri potenziati per alchimia. Oh, è potente la magia dell’anima! Noi tutti siamo figli suoi, e grandi cose possiamo compiere sulla terra se la vogliamo servire. Non occorre più genio, ma soltanto assai più ingegno di quanto non avesse l’autore della Canzone del Tiglio, per conferire, come mago dell’anima, proporzioni gigantesche alla canzone e con essa assoggettare il mondo. Probabilmente vi si possono fondare addirittura regni, regni terreni-troppo terreni, molto vigorosi e progressivi e, a rigore, niente affatto nostalgici,… nei quali la canzone si sciupa diventando musica da grammofono elettrico. Ma il suo figlio migliore deve essere colui che nel superamento di sé consuma la vita e muore, con sulle labbra la nuova parola dell’amore che non sa ancora pronunciare… Merita, la magica canzone, che per essa si muoia! Ma chi per essa muore, non muore già più per essa ed è un eroe soltanto perché, in fondo, muore per il nuovo, avendo in cuore la nuova parola dell’amore e dell’avvenire…






La fonte per questo post consiste nel bellissimo saggio, dal quale ho attinto soltanto per poche pagine (lo sottolineo per suggerire che è ricchissimo di ulteriori spunti e riflessioni), di Matteo Galli, La catabasi del Buonanulla. Saggio sullo "Zauberberg" di Thomas Mann, Campanotto Editore, 1993.







Glò

55 commenti:

  1. Un post incredibile, complimenti. L'ho letto da completo ignorante e non nascondo di aver googolato mille cose.
    Comunque mi hai fatto venire voglia di recuperare La montagna incantata subito (il mio portafogli non approva, ma fa lo stesso!).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Portento!!! Grazieeee! Sono strafelice di aver contribuito a incuriosirti!
      Ci son moltissimi livelli possibili di lettura nel romanzo, ciò non toglie che si possa affrontare tranquillamente, senza impazzirci. Questo è uno tra i libri che preferisco in assoluto (sono sempre quelle decine, comunque XD)
      Alla prossima! ^^ Buona serata!

      Elimina
  2. L'opera di Thomas Mann che preferisco in assoluto è Tonio Kroger, ma mi rimangono ancora da leggere questo e il "Felix Krull". La "Montagna" è appunto uno dei tanti libri in attesa negli scaffali della mia libreria di cui ti parlavo, e che teoricamente si frappongono fra me e Murakami.
    Il post è davvero interessante :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ivano, sono contenta che tu abbia apprezzato: detto da te, che il post è interessante, è moltissimo *__*
      Ho letto tutto (o quasi) Mann, La montagna incantata rimane il mio preferito, seguito da La morte a Venezia: per come Mann ha saputo rendere le atmosfere soffocanti e decadenti e malate, descrivendo in questo modo un preciso periodo storico.
      Ho apprezzato molto anche I Buddenbrook, ma è altro mondo, per stile principalmente.
      Grazie ancora e buona serata! ^_^

      Elimina
  3. Complimenti per l'articolo, davvero ben fatto e ricco di riflessioni e nozioni di cui tutti avremmo bisogno! =)
    P.S. Dalle mie parti c'è un Boomstick per voi. ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Valentina, troppo buona *__*
      Intanto ti ringrazio qui per la menzione per il Boomstick e arrivo presto sul tuo blog!!! ^_^

      Elimina
  4. Conosco La Montagna Incantata e Tonio Kroger di Mann, ma è uno di quegli esponenti della " alta " letteratura, che ho sempre paura ad approcciare, in quanto lontana dai miei gusti.
    Mai dire mai comunque. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pirkaf! ^^
      Non posso negare che il romanzo in questione sia piuttosto impegnativo, ma a volte questo non si rivela un limite: dipende da molti fattori, se si crea interesse, se si trova la chiave di lettura giusta per sé e se è il momento adatto!
      Ho letto molti libri tra alta/bassa, commerciali/di nicchia e ad ora mi sono piaciuti indipendentemente da queste caratteristiche!
      Buona serata, a presto!!! ^^

      Elimina
  5. Perchè mi sento infelice dopo aver letto i post precedenti?
    A quanto pare tutti riconoscono grande valore a questa opera di Thomas Mann.
    E allora perchè io, se tento di leggerla, mi addormento???
    Una delle opere più soporifere che abbia mai avvicinato!
    E il bello è che, pur essendo io una persona che ama da sempre la musica classica... pure leggendo "la sezione Profusione di armonie nell'ultimo capitolo" e tentando di ascoltare i brani citati, mi sono addormentata!
    D'accordo: appena finito di leggere Ian McDonald, torno a leggere Murakami, e rimando a tempi non meglio definiti il prossimo tentativo di leggere Mann!

    Solo una piccola nota: sei grande Glò! Con le schifezze di ogni genere che girano sul web, leggere le tue recensioni è sempre "vivificante"!
    Un abbraccio a te e un buffetto a Michele al quale questo posso dire, a dispetto della battuta sulla posologia, che i post di Glò vanno letti tutti interi, non hanno controindicazioni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me Mann piace, Ginevra, però trovo comprensibile la tua considerazione. Non faccio fatica a riconoscere che la sua scrittura è spesso ingolfata, soprattutto nei romanzi. Nei racconti è più agile.

      Elimina
    2. Ginevra, non sei l'unica ;)

      Elimina
    3. @ Tutti: La montagna incantata è un romanzo particolare: Mann dilata i tempi della narrazione per riprodurre l'immobilità e la situazione "fuori dal tempo e dal mondo" del sanatorio, e ovviamente dei suoi ospiti. La lentezza e il percorso non lineare, l'inserire altre storie, capitoli "speciali" e via così, ha una funzione precisa, quindi è tutto ben calibrato e voluto. Insomma... deve fare quell'effetto XD
      Effetto che nessuno deve però subire! Quindi, per come la penso io, non ci sono libri che DEVONO essere letti. E chissà che prima o poi lo Zauberberg non vi tenterà ;)

      @ Ginevra: Grazie sei troppo gentile! Un post - pippone ogni tanto lo si fa! XD Ma prometto di non esagerare :P Anche perché sennò il CapoPignolo mi licenzia -_-

      Elimina
  6. Ho affrontato anch'io serenamente, come altri qui sopra, "Tonio Kroger", così come "Cane e Padrone" e "Morte a Venezia" (racconti che di solito si trovano riuniti in un unico volume) ma la "Montagna" mi ha sempre messo addosso un po' di timore.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La montagna incantata è un libro che impegna in vario modo, anche per tempi di lettura: dipende molto dall'interesse che suscita, se davvero cattura ci sono moltissimi spunti nei quali perdersi. Pensa che questa parte di cui ho scritto, è contenuta in poche pagine :P Ho letto tre volte il romanzo, le prime due per esame di lett. tedesca (in italiano eh!) e perciò conosco bene il saggio che mi ha fornito il materiale per il post. Ma la terza lettura è stata voluta e volontaria: avevo bisogno di rileggere senza l'"ansia da prestazione" XD

      Elimina
  7. Glò, ho letto con molto interesse tutto il tuo post. Mi sono deliziata con le bellissime comparazioni che hai fatto grazie alla musica.
    Visto che lei ( a musica) ha il potere di rendere leggiadro ed evocativo qualunque argomento. Immagino ti somigli.
    Ma la Montagna Incantata, come ben sai, rimane quel mattone che non riesco a far scendere giù attraverso la carotide fino allo stomaco.
    E dire che, ci ho provato. E riprovato. Pensa che una volta sono pure partita dalla fine.
    Niente da fare. E' lì in alto, tra i libri letti molto ben nascosto.
    E resterà così penso, fino alla fine dei giorni.
    Magari potrei fare come Stoner, da anziana. Sedermi in giardino con il libro di Mann sulle gambe e riuscire a non leggerlo pure quella volta, facendomi distrarre dalla vita attorno mentre la mia scivola via.
    La recensione naturalmente, è magnifica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mariella!!! Grazie!!! *__*
      Ci tengo a sottolineare che tutto quel che ho scritto si basa su un'analisi del romanzo e del saggio citato, eh! Ho cercato di dare un taglio che potesse incuriosire chi non lo ha letto, anche perché dire tutto è impossibile, non solo per rischio spoiler :P
      A me la classica piace molto, non nascondo che, soprattutto in passato, mi son persa nel mondo wagneriano, senza troppa consapevolezza e sapere, proprio per piacere d'ascolto! Epperò ho anche un animo jazz/blues/rock, ricordiamolo! XD
      Se La montagna ti causa tali disturbi, io la lascerei decantare laddove si è infrattata :P
      Sai che non ho ancora letto Stoner? :P Se mi scrivi un pensiero così bello e profondo... *__*
      Un abbraccio e grazie ancora! ^^

      Elimina
    2. Glo' ma era chiaro a tutti penso, visto anche la postilla finale, che tu hai preso spunto dal saggio indicato! Hai incuriosito e hai interessato con un post ben fatto. Per quel che riguarda Stoner vorrà dire che toccherà a me, molto presto, incuriosire te! Buona giornata!!!

      Elimina
    3. Attendo tuo post su Stoner, così mi convinco del tutto e lo leggo! XD

      Elimina
  8. Grande Glò! Tutta questa musica mi ha fatto venire la voglia di leggere questo romanzo. Mann mi piace molto, ma la montagna incantata non sono mai riuscito a leggerlo: sarà la volta buona.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Prince!!! Grazie grazie grazie!!! ^^
      Sono contenta di avere acceso la tua curiosità: penso che questo sia un romanzo che merita di essere letto, pieno di percorsi, intuizioni, curiosità...
      Buonanotte e a presto ^_^ (Ransie m'aspetta XD)

      Elimina
  9. Questo libro di Mann mi manca... cioè.. è in libreria (era del marito) ma non l'ho mai letto.
    Tonio Kroger - Morte a Venezia li ho letti. I Buddenbrock li ho stra-amati
    Uh.... devo vedere dove l'ho messo sto benedetto libro... ora mi hai incuriosito davvero!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patricia! Ne sono molto contenta!!! ^_^ Se hai amato quei libri di Mann, sono sicura che questo ti sorprenderà ;)
      Grazie di essere passata!!! :D

      Elimina
    2. Prego!
      Mio marito conntinua a parlarmene bene... devo decidermi.
      A cercarlo prima di tutto. Là, in quella marea di libri c'è!!!!!

      Elimina
    3. Oh!!! Marea di libri: quali dolci e soavi parole! :D
      Buon week end!!! ^_^
      P.S.: marito fa benissimo a sollecitarti! XD

      Elimina
  10. Come molti di quelli che mi hanno preceduto conosco bene " I Buddembrock"; "Tonio Kroger" e "Morte a Venezia" ma "La Montagna Incantata" m'intimorisce abbastanza....
    Dovrò rimediare il prima possibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nick!!! ^_^
      In effetti pare essere un tomo che genera qualche timore. Secondo me la mole è un problema secondario, piuttosto bisogna capire se è il "buon momento", perché il romanzo richiede un po' di impegno, ma non perché difficile :P Si deve tentare l'approccio!
      Buon week end! ^^

      Elimina
  11. Mi sembra un capolavoro sopraffino, solo per questi rimandi che tu ci hai mostrato, il titolo mi ispira parecchio e non ho mai letto nulla di Mann, chi lo sa! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo è! *__* C'è da perdersi nello Zauberberg, volendo ci sono moltissime questioni da approfondire, ma la sola lettura è appagante, senza stare a scervellarsi!
      Non ho accennato all'ironia/parodia che Mann utilizza sapientemente lungo tutto il romanzo: già partendo da ciò, si ha una buona e possibile chiave di lettura!
      Ciao Alessia, un abbraccio e buon week end! ^_^

      Elimina
  12. Sono rimasta strabiliata da questa trattazione meravigliosa e scorrendo i commenti, anch'io penso di riprendere in mano " La monmtagna incantata" non tanto per tenerlo lì o leggerlo con una certa difficoltà, ma rivedere gli accostamenti musicali in tutta l'opera e alla caratterizzazione dei personaggi.
    Semplicemente magnifico!
    Complimenti..
    Un abbraccio fortissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Nella!!! ^_^
      Fai bene a fare un viaggio musicale attraverso questo romanzo! Ci sono molti percorsi possibili all'interno de La montagna incantata, uno è sicuramente quello legato alla musica.
      Un abbraccio e a presto!!! ^^

      Elimina
  13. Davvero una lettura (e una rilettura) molto curiosa e particolare, che ti fa sentire la narrazione anche con un senso in più.
    Non ho mai letto nulla di Thomas Mann, ricordo solo che il mio professore di italiano del liceo, che avrebbe letto, digerito e apprezzato qualsivoglia mattone letterario, di fronte a Morte a Venezia è stato costretto a dire che era pesantissimo e ammorbante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi vedo costretta a polemizzare: un ottimo insegnante quello, eh! o_O
      La morte a Venezia è un romanzo che trasmette il senso di decadenza, fisica e pure morale di un vecchio, cosa che in un senso più ampio andrebbe riferito alla fine di un periodo storico. Quindi, caso mai è un libro geniale, dal momento che ammorba. Quello deve fare. Mi stupisco sempre, come anche persone colte e del settore non riescano a porsi di fronte ai libri in senso neutro, o almeno ci si provassero. Aspettative, chiusure mentali, limiti propri... e sforziamoci un pochettino via! I neuroni ballano e se ne rallegrano!
      Bah...
      Grazie Marco per essere passato,e scusa per la tirata, ma non ho resistito! XD

      Elimina
    2. Oh, come mi piace quando tiri fuori la grinta!
      E te lo dico anche se io sono tra quelli che tiene i libri Thomas Mann in libreria, con la certezza che se sarò ispirata li potrò leggere. Ma per ora vado per altre vie, e mi faccio strapazzare i neuroni da altre follie letterarie... da Ian MacDonald ad esempio!

      Elimina
    3. Ma così deve essere! Se mi si parla di gusto personale, di poca affinità con tematiche o stile, non faccio obiezioni di sorta.
      Non sopporto le banalizzazioni: è un "mattone", che vuol dire? Non è meglio spostare il discorso e affermare che non piace, non lo si comprende, ecc.?

      Elimina
    4. Mai detto che sia stato uno di quegli insegnanti che abbiano influenzato positivamente la mia vita. :)
      Anzi, in effetti era lo stesso di cui avevo parlato in un commento precedente.
      Per carità, bravissima persona, ma di sicuro aveva i suoi limiti.

      Elimina
    5. Si capiva abbastanza XD Poi, tu sai sicuramente meglio di me che cosa significa essere un insegnante.
      Pare avesse limiti il professore, sì! :D
      Ciao Marco, grazie ancora e buonanotte!

      Elimina
    6. No, vabbè, spezziamo una lancia in suo favore: era un grande amante della letteratura italiana e avrebbe parlato in toni entusiastici di qualunque opera letteraria, ma Morte a Venezia non gli era proprio piaciuto, proprio per questa sua atmosfera decadente.
      I limiti a cui mi riferivo erano limiti umani, come girare la testa dall'altra parte quando sapeva bene che si era venuta a creare una situazione ingiusta, a cui avrebbe potuto cercare di porre rimedio, invece di fare finta di niente.

      Elimina
    7. Be' un professore rimane una persona, con propri limiti quello sì. Anzi, meno male, siamo tutti umani!
      Però... tu non hai mai letto Mann, magari anche per quel che vi disse quel professore, forse come informazione recepita inconsciamente. :P Peccato!!!

      Elimina
  14. Innanzitutto mi associo a Ginevra Calvi nel farti i complimenti per il tuo post.
    E poi devo ringraziarti perchè mi hai fatto capire che devo riprendere a leggere romanzi che ho lasciato un pò in disparte per i saggi.
    Abbraccio forte forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille!!! *__*
      Ci sono periodi in cui magari si predilige la saggistica, però a volte basta avere un input e torna la voglia di leggere i buoni romanzi!
      Ricambio l'abbraccio! Buonanotte! ^^

      Elimina
  15. Questo post è veramente interessantissimo!
    Sto leggendo “La Montagna Incantata” da una settimana e il mitico grammofono è appena stato portato nel salone del sanatorio! WOW! ;-) Thomas Mann descrive le reazioni dei pazienti che sono affascinati da questa nuova invenzione, da questo strumento "magico" che emette suoni fedeli alla realtà: il grammofono è stata un'invenzione veramente eccezionale (io non ne avrei potuto fare a meno, dato che amo la musica!) e, grazie a Mann, osserviamo le emozioni profonde che aveva suscitato nelle persone che ebbero il privilegio di farne esperienza. Come scrivi, Glò, il grammofono è un oggetto molto simbolico, che ci dice cose sul protagonista, Hans Castorp, e sulla società. Non ho ancora finito di leggere tutto il capitolo sulla musica, ma mi sono accorta del particolare atteggiamento, quasi ossessivo, del protagonista per il “balocco acustico”: Hans diventa molto possessivo, vuole esercitare il totale controllo del “balocco”, arriva a sognarlo anche di notte e alla fine si arroga il diritto di selezionare la musica per i pazienti del sanatorio, che considera “rozzi” (perché non avevano la sensibilità di Hans, per il quale la musica è amore, sofferenza e morte). Il legame di Hans al grammofono e alla musica è veramente particolare!
    Concludo con una battuta-domanda un po’ stupida: oggi Hans sarebbe un dj innamorato? Ahah ;-)
    Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e benvenuta Kiariel! ^_^
      Sono molto contenta che il post ti sia piaciuto, ho cercato di sviluppare (senza dare per scontato che chi lo legge conosca il libro e senza fare troppi spoiler) uno dei temi centrali: la musica. La tua analisi è perfetta, e questo rapporto così particolare tra Hans e la musica avrà il suo apice proprio alla fine del romanzo! Ho deciso di non trattare la questione, perché avrei rovinato la lettura, da vera carogna XD
      Probabilmente oggi Hans sarebbe un dj folle d'amore! ...lo immagino scrutare la sua Clawdia dietro a banalissimi occhiali scuri, forse con un iPhone per darsi un tono e proponendo i brani più alla moda! Perché, cosa che ci può apparire sconvolgente ora, i brani scelti dall'Hans del secolo scorso, erano quanto di più consueto, non dico banale, si potesse ascoltare al tempo!
      Grazie mille per il tuo passaggio! ^_^

      Elimina
  16. Wow! Bravissima! Non so che altro dire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Romina, grazie mille! *__*
      Sono contenta del riscontro avuto: quando mi sono messa all'opera, in fase di scrittura del post, ho avuto parecchi timori, ovvero di risultare ammorbante, tanto per sintetizzare :P
      Ciao e a presto, buona serata! ^^

      Elimina
  17. Glo' il tuo post è davvero prezioso! Mi è piaciuto moltissimo questo svisceramento del capitoletto sulla musica. Ho letto da pochissimo La montagna incantata e non solo mi è piaciuto, ma sicuramente lo rileggero'! Leggendo il tuo post ho chiarito delle zone d'ombra, i simboli e i significati mi sono apparsi nitidi! Grazie mille: )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Troppo generosa! ^^
      La Montagna è un libro eccezionale, ad ogni rilettura si riesce a trovare qualcosa che ci era sfuggito!
      Nonostante sia un'opera complessa, per me è comunque una lettura piacevolissima. Ci sono tantissime tematiche che meriterebbero un approfondimento simile, pensa alla questione di Hans come simbolo del tedesco medio, al ruolo di determinati personaggi (da Peeperkorn al "duo" Settembini-Naphta, agli stessi ospiti/malati del Berghof), al tema dei sogni, che forse sono il momento di maggiore lucidità per il ragazzo. E... ci sono troppe riflessioni da fare! *_*
      Grazie mille a te!!! ^_^

      Elimina
    2. Ne riparliamo alla prossima rilettura!! E non mi ringraziare, lo sai che sei la numero uno!

      Elimina
    3. Ne riparleremo, eccome! :D

      Elimina
  18. Bellissimo post che leggo girovagando solo ora attratta dal titolo. Sto leggendo ora La montagna incantata, ma sono ancora all'inizio, per ora sulla musica c'è lo sproloquio di Settembrini la domenica giorno in cui c'è la banda, Settembrini arrota dialettica e lingua, affermando che la musica non si può certo paragonare alla letteratura, la musica sola è pericolosa. Poi però c'è una bella riflessione, del cugino Joachim, sulla musica e il tempo che fa virare il discorso di Settembrini che trova in questo lato della musica ,il tempo, una moralità, ma conclude dicendo che per lui la musica è pericolosa. Verrò a rileggerlo quando avrò concluso a lettura, per fare un confronto con ciò che ho percepito ora dal tuo post e il dopo.
    Ciao Glò, buona estate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna Maria!!! ^__^
      Il tema della musica (uno dei tantissimi presenti nel romanzo!) è parecchio affascinante e vedrai che accompagna noi lettori e Hans per tutta la narrazione. Hans è legato al Romanticismo, movimento dal quale Settembrini prende decisamente le distanze. Non posso e voglio dire di più :D La montagna incantata è un libro che va goduto e letto secondo la propria sensibilità, anche se Mann stesso ci conduce garbatamente verso... il finale! :D Ne riparleremo sicuramente, se ti farà piacere ;)
      Grazie mille dell'apprezzamento e per aver lasciato il tuo contributo ^^
      Buona serata!

      Elimina
  19. Grazie per avermi risposto, la lettura continua, la scrittura attanaglia. Gli impulsi giovanili di Hans, l'essere attratto da Settembrini per approfondire e capire, per poi provare repulsione a certi sui assiomi, avvertendo solo per istinto che per lui non quadrano... mi piace. Ti scrivo a fine lettura, può essere molto tempo, come può essere poco, tutto dipende da quanto Birba e Bisnonna Uffa me ne lasciano, e qui non parlo di tempo relativo, ma di tempo scandito da tic, tac, tic, tac... ;)))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna Maria, scusa se rispondo con tanto ritardo!
      Se sei riuscita a procedere con la lettura, avrai notato che un altro mentore, quasi fosse la nemesi di Settembrini, cerca di condurre Hans dalla sua parte, diciamo ;) Per ora ne taccio il nome, non si sa mai!
      Attendo la tua opinione finale, con molto piacere! Ciao e grazie mille, è davvero un piacere trovare commenti su post "vecchi" ^^

      Elimina
    2. Ciao Glò, ho finito da un po' il libro e ne ho fatto un breve e scarno post, dove rimando a questo tuo più preciso sulla musica. Non sono brava e corretta come te e ho svelato un po' di cose che forse andavano taciute per chi non lo ha letto, ma credo che ci sia lo stesso spazio per il lettore di scoprire il romanzo e il personaggio.

      Elimina
    3. Cara Anna Maria, che bello! Deduco che il romanzo abbia rapito anche a te!
      Grazie per la citazione sul tuo blog, un vero onore! Questo post è nato grazie a studi fatti anni fa ;) Ecco perché è così dettagliato, ma quello che conta veramente sono le sensazioni che sappiamo trasmettere agli altri e mi pare che tu sia bravissima in questo ;)
      Per tutti gli amici in transito :D potete trovare il post di Anna Maria qui: http://sevuoiunavitadasognodormi.blogspot.it/2015/09/ecco-la-risposta.html

      Elimina