sabato 30 maggio 2015

Fumetto: Dylan Dog Magazine 2015


Ed eccoci al primo numero della nuova versione dell' Almanacco della Paura, Dylan Dog Magazine 2015.
Il cambiamento è stato radicale, a partire dal nome e proseguendo con l'aggiunta di una storia breve, una diversa impaginazione, un diverso modo di trattare gli argomenti e persino una diversa tipologia di carta, da plastificata lucida a simil-riciclata.
(Quindi la serie degli almanacchi è vendibile come serie conclusa (^_^;))
Non ci sono più le classiche liste di film e libri horror usciti l'anno precedente, ma informazioni sulle ultime novità. Fare il punto della situazione una volta l'anno fa sì che molte notizie fornite siano su argomenti vecchi, ma io lo preferivo, preferivo quell'elenco di libri e film belli e brutti, perché informazioni sulle novità le posso ottenere facilmente, un "vecchio" libro/film potrebbe essermi sfuggito, inoltre le news sono appunto news, nessun approfondimento, sono articoli da magazine mensile, non certo annuale.
Gli argomenti trattati sono in numero maggiore rispetto agli almanacchi e alcuni molto interessanti, ma su tutti pervade quella sensazione di "perché non è stato approfondito?"
Passiamo alle storie.
La prima è carina, a tratti banale, ma nel complesso passabile. Ottimi disegni e la tavola a pagina 94 l'ho trovata stupenda.
Seconda storia irritante :D, di buono c'è che è stata usata una diversa tecnica di disegno, è sempre in bianco e nero ma c'è la presenza costante del rosso, il rosso della camicia di Dylan.

In conclusione una delusione, per me il magazine dovrebbe essere senza storie, un albo dedicato al mondo dell'horror con liste sulle uscite e approfondimenti vari, ma d'altronde, non è più un almanacco ma un magazine.


Michele

13 commenti:

  1. Mh, non l'ho preso.
    Però L'Almanacco di solito conteneva una storia, penso ci vogliano, e mi piace la formula di due storie brevi. Forse dovrebbero esserlo ancora di più, tipo i DyD Color Fest. E... cavolo, odio quando gli articoli sembrano poco approfonditi!

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fossero state entrambi brevi, quasi quasi mi sarebbe andato bene, ma una sola è breve, la prima è sulla 90ina di pagine, troppe.

      Elimina
  2. E io malgrado i ricordi, questa edizione non la voglio perdere , quindi la compro e sono certa non me ne pentirò!
    Bacio Michele!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non fai il paragone con gli almanacchi potrebbe esser carina. Abbraccio ^^

      Elimina
  3. Bah! A me gli almanacchi piacevano così com'erano con tutti i loro approfondimenti.
    Oltre a quello di DyD, collezionavo anche quelli di Nathan Never e di Martin Mystere, temo che anche quelli adesso si trasformeranno in peggio. :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oltre alla delusione ci son rimasto male perché non mi aspettavo di un cambio così radicale per un albo ad uscita annuale

      Elimina
  4. Io non l'ho mai seguito quindi non saprei fare un paragone, ma recentemente ho letto un numero di Diabolik (mamma mia, non mi è piaciuto 'pe nniente!') e tre storie di Martin Hel e ti dirò che in questo invece ho trovato dei riferimenti molto carini accompagnati a disegni a tratti bellissimi e tratti alla ca**o totale! :°D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ormai è chiara la strada intrapresa dalla Bonelli per Dylan Dog, hanno deciso di allargare il bacino di utenza, perché passi levare le nudità delle ragazze di turno di Dylan, ma levare lo splatter significa snaturare il fumetto, cioè non è più un fumetto dell'horror.

      P.S. si dice ad minchiam ( ̄ー ̄)

      Elimina
  5. Scrivere senza approfondire è la logica che sta dietro il genere cosiddetto "divulgativo", e ciò non fa che confermare la volontà di raggiungere una platea più vasta. Orrendo e insopportabile (ma comprensibile dal punto di vista del business).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho visto per una rivista mensile che poco alla volta ha diminuito la qualità dei servizi, finché ho smesso di comprarla

      Elimina
    2. Credo di sapere di quale rivista parli...

      Elimina
  6. E' proprio cambiato il vecchio almanacco della paura. Io ho quello del 1999 e onestamente mi è sempre parsa una pubblicazione un po' scialba: OK la storia, ma certi servizi erano davvero due cenni invece di un approfondimento ampio, che sarebbe stato davvero interessante. Se dici che hanno ulteriormente stringato, cosa ne è rimasto: una nota a piè di pagina?
    Se Dyd era in crisi, non è in questo modo che si ritorna in vetta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'impaginazione sembra esser fatta per esser cool, trendy, appunto per conquistare il pubblico attuale, quel pubblico che guarda più all'aspetto esteriore che alla qualità

      Elimina