domenica 10 maggio 2015

Glò thinking - "Perché non ballate?" La dolce malinconia di Carver e qualche questione spinosa


Poche pagine che racchiudono una vita, come solo Raymond Carver ha saputo fare: mi riferisco al racconto Perché non ballate? contenuto nella raccolta Principianti.

Facciamo qualche considerazione sulla storia editoriale di questa raccolta.
Principianti edita nel 2010 da Einaudi, tradotta da Riccardo Duranti e curata da William L. Stull e Maureen P. Carroll, è la versione originale di Di cosa parliamo quando parliamo d'amore.
In appendice, l'edizione Einaudi riporta alcune lettere, assai significative, scritte da Carver al suo storico editor e amico, Gordon Lish, il quale, nel luglio del 1980, rispedisce all'autore il manoscritto di Principianti dopo aver effettuato le sue correzioni... 
Si tratta di un caso clamoroso, che mandò in profonda crisi Carver: Lish aveva cambiato parecchi titoli e finali dei racconti, tagliato il settanta percento circa di ciascun racconto, riducendo a circa la metà il libro e, per finire, aveva cambiato il titolo della raccolta in Di cosa parliamo quando parliamo d'amore.

Non ci sono parole, o forse non ce ne sono abbastanza. Da questo episodio scaturiscono moltissime riflessioni circa la figura e la funzione dell'editor, anche perché, non stiamo parlando di uno che si è improvvisato tale. E, ribadisco, trattasi di un amico dello scrittore.

Dopo aver ricevuto la seconda revisione, quella con i tagli più radicali, Carver subì un grave colpo, soprattutto tenendo conto del fatto che da un anno circa egli era riuscito a smettere di bere e a dare una svolta alla sua vita, anche dal punto di vista professionale. Così Carver intendeva la sua raccolta Principianti, un nuovo inizio.
Sappiamo che Gordon Lish, forte di certe clausole del contratto, che gli permettevano totale libertà nella revisione, e della debolezza psicologica dell'autore, riuscì a tenere testa alle rimostranze di quest'ultimo. Carver alla fine accettò di pubblicare la versione mutilata del suo lavoro. 
La sua compagna di vita, Tess Gallagher, al tempo pensò che rescindere il contratto e terminare i rapporti con Lish, potessero determinare una ricaduta nell'alcolismo, perciò consigliò all'autore di lasciar fare all'editor e di pensare a una futura ripubblicazione della raccolta in forma integrale. Questo progetto non fu mai portato a termine da Carver, che morì prematuramente nel 1988, all'età di cinquantanni.

La fine del racconto «Principianti» nella revisione di Lish. Su gentile concessione della Lilly Library/Indiana University

Lettera dell'8 luglio 1980
Carissimo Gordon,
Stavolta sono costretto a chiamarmi fuori. Per favore, stammi a sentire. Sono stato su tutta la notte a pensare a questo e a nient’altro, perciò dammi una mano. Ho esaminato la cosa da tutte le parti, ho confrontato entrambe le versioni del manoscritto corretto - e credo veramente che la prima sia migliore, specie se vi si riportano certe correzioni della seconda - fino al punto che quasi mi sono usciti gli occhi dalle orbite. 
[...]
Questa nuova vita che sto facendo, molti degli amici che ho ora, il lavoro che ho, devo tutto a te per via di Vuoi star zitta. Tu mi hai già assicurato un certo grado d’immortalità. Hai già migliorato molti dei racconti rispetto alla loro versione originale. E, forse, dipendesse solo da me e nessun altro li avesse letti, allora forse, sapendo che le tue versioni sono migliori di alcune di quelle che ti ho mandato io, forse potrei accettare questa cosa e buttarmici. Però c’è Tess che le ha viste ed esaminate tutte da vicino. Donald Hall ha letto alcuni dei racconti più recenti (e ne ha discusso parecchio con me e si è anche offerto di recensire la raccolta) e poi anche Richard Ford, Toby Wolff, Geoffrey Wolff ne hanno letti diversi... Come faccio a spiegare a questi colleghi quando li vedo, perché li vedrò senz’altro, cosa è successo a un certo racconto nel frattempo, quando il libro sarà pubblicato?
[...]
Gordon, i cambiamenti che hai fatto sono brillanti e, nella maggioranza dei casi, sono miglioramenti - se prendo «Di cosa parliamo...» (Principianti) e considero quello che ne hai fatto, quello che ne hai tirato fuori, resto stupefatto e impressionato, addirittura spiazzato dalle tue intuizioni. Però è ancora troppo vicino, quel racconto. Gran parte di questa cosa ha a che fare con la mia sobrietà e l’aver ritrovato il benessere e la salute mentale (anche se adesso mi rendo conto di quanto siano ancora fragili). Ti dico la verità, qui è in gioco il mio equilibrio mentale. Ora non vorrei fare il melodrammatico, ma davvero ho appena fatto ritorno dai morti per rimettermi a scrivere dei racconti. Credo tu sappia che ci avevo rinunciato di brutto, che avevo ormai gettato la spugna e non vedevo l’ora di morire, quel genere di liberazione.
[...]
E adesso ho una gran paura, una paura da morire, lo sento, che se il libro fosse pubblicato nella sua attuale forma revisionata, non riuscirei più a scrivere un altro racconto, Dio non voglia, per darti un’idea di quanto intimamente senta collegate alcune di quelle storie al rimettermi in salute e recuperare il benessere mentale.
Ti prego, dammi una mano, Gordon. Ho la sensazione che questa sia la decisione più importante che io abbia mai dovuto affrontare, dico sul serio. Chiedo tutta la tua comprensione. A parte mia moglie e ora Tess, tu sei stato e sei la persona più importante della mia vita, te lo giuro. Non voglio certo perdere la tua stima o il tuo affetto per questo, oddio, no. Sarebbe come se morisse una parte di me, una parte del mio spirito. Gesù, mi sono messo a straparlare adesso. Ma se la cosa ti causa eccessivo incomodo o dispiacere e di conseguenza, forse comprensibilmente, incazzatura e delusione nei miei confronti, be’, sono io che ci rimetto e la mia vita non sarà più la stessa. È vero. Ma d’altronde, se il libro esce e io non riuscirò a esserne fiero e soddisfatto come voglio, se avrò l’impressione di aver superato certi limiti, di essermi allontanato troppo da una certa linea, be’, allora non potrò stare bene con me stesso e forse addirittura non riuscirò più a scrivere; ecco fino a che punto è seria la cosa: ho la sensazione che se non riuscirò a sentirmi perfettamente a mio agio in questa faccenda, sarò finito.
[...]
Come ho detto, mi sento confuso, stanco, paranoico e ho paura, sí, ho paura delle conseguenze a cui andrei incontro se la raccolta uscisse nella forma attuale. Perciò, aiutami, ti prego, ancora una volta. Ti prego, non rendermi la situazione ancora più difficile, perché ci vuole poco prima che io vada in pezzi per la consapevolezza di averti contrariato e deluso. Dio onnipotente, Gordon.
Ray
Ti prego, prendi tutte le iniziative necessarie per bloccare la pubblicazione del libro. E, ti prego, cerca di perdonarmi questa rottura.
L'edizione di Lish, perché a tutti gli effetti è così, è soltanto SUA, è sciatta, senza sentimento, senza approfondimento psicologico e senza umanità nei personaggi.

Carver si riscattò ben presto con una nuova raccolta intitolata Cattedrale, che a detta di critici e lettori rappresentava il superamento degli eccessi del Minimalismo, cifra di Di cosa parliamo. A conti fatti, quella che fu salutata entusiasticamente come novità era invece la vera cifra stilistica di Carver, già presente in Principianti:  
- maggiore profondità e spessore nei racconti, 
- personaggi più complessi e sfaccettati, 
- generosità dei sentimenti dell'autore, come ha meravigliosamente detto la Gallagher.

I due curatori dell'edizione Einaudi, William L. Stull e Maureen P. Carroll, hanno compiuto un accurato lavoro di recupero dei testi originali basandosi, come fonte primaria, sul manoscritto che Carver consegnò a Lish nella primavera del 1980 e su altri documenti originali dell'autore e dell'editor. Fondamentale è stato anche il sostegno di Tess Gallagher, alla quale Carver aveva dedicato l'edizione del 1981 promettendole di ripubblicare successivamente i racconti nella loro interezza.

Questo grandioso intervento di restauro ha permesso di ripubblicare nel 2008 la raccolta nella sua forma pressoché originaria e con il titolo Beginners.

Riccardo Duranti, nell'appendice dedicata alle lettere, cerca di fornire una spiegazione circa l'intervento radicale, sul manoscritto, effettuato da Lish, definito un "finissimo stratega editoriale": l'editor probabilmente mirava a utilizzare l'autore come apripista del Minimalismo sul mercato letterario.

La premessa mi è sembrata necessaria e un atto dovuto, una sorta di omaggio alla memoria di Carver. Ma è anche un invito a preferire l'edizione Einaudi: l'altra, edita in Italia da Garzanti col titolo Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, leggetela soltanto per curiosità personale o se volete fare una comparazione.

Anzi, facciamo subito una collazione tra i due incipit:

 - Principianti, Perché non ballate?
In cucina si riversò da bere e guardò la camera da letto sistemata sul prato davanti a casa. Il materasso era scoperto e le lenzuola a righe bicolore erano piegate sul comò, accanto ai due cuscini. A parte ciò, aveva lo stesso aspetto di quando stava al chiuso - comodino e lampada da lettura dalla parte di lui, comodino e lampada da lettura dalla parte di lei. Di lui, di lei. Ci pensò un po’ su mentre sorseggiava il whiskey. 
 - Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Perché non ballate?
In cucina, si versò ancora da bere e guardò i mobili della camera da letto nello spiazzo davanti casa. Il materasso era nudo e le lenzuola a righe colorate erano sopra il comò, accanto ai guanciali. Per il resto, tutto aveva più o meno lo stesso aspetto che in camera da letto - comodino e lampada dalla parte di lui, comodino e lampada dalla parte di lei.
La parte di lei, la parte di lui.
A questo pensava mentre sorseggiava il whiskey.
Perché non ballate? è il racconto che apre la raccolta, in entrambe le edizioni, ed è anche quello che più mi ha colpito. C'è una capacità di rendere lo struggimento, la malinconia, e la dolcezza del passato che è potentissima, forse inarrivabile. Pochi tratti, poca azione, scenario minimale, eppure... *__* tocca l'anima! 

Non sappiamo quasi nulla delle vicende personali dei personaggi e, così, ogni possibilità rimane aperta: quello che conta davvero sono i momenti catturati da Carver, istantanee che hanno un valore pressoché universale. In molti hanno parlato di poesia delle piccole cose e delle piccole vite per connotare la scrittura dell'autore, che si caratterizza anche per la tecnica dell'omissione. I soggetti delle sue storie non sono eroi o personaggi eccezionali, spesso sono persone umili e comuni, che vivono esistenze grigie e sospese. Sono l'altra faccia dell'America luccicante, bella e ricca.
La descrizione quasi maniacale degli oggetti quotidiani, delle piccole cose quindi, serve a Carver per identificare i luoghi e le persone, per rappresentare l'isolamento e l'incomunicabilità della società americana.

Facile capire, ora, perché sia inevitabile immedesimarsi nelle storie che ci racconta: perché si tratta della realtà quotidiana vissuta dalla maggior parte di noi.
Lo stile dell'autore è quanto di più perfetto ci possa essere, nulla appare superfluo, i dialoghi sono incisivi, la parola è precisa e limpida. Un Maestro.

Fonte principale:
Principianti (Beginners), traduttore Riccardo Duranti, Einaudi Editore, collana Super ET, 2010


La seconda citazione dell'incipit del racconto Perché non ballate? è tratta dalla raccolta Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (What We Talk About When We Talk About Love), edita da Garzanti (prima edizione 1987) e tradotta da Livia Manera.






Glò

50 commenti:

  1. Ho fatto un passo in più: ho letto anche il secondo racconto della raccolta, quello intitolato "Mirino".
    E l'impressione è ulteriormente rafforzata rispetto al primo racconto: l'opera di Lish è "tranciante", perchè non è solo riduzione di testo, ma riduzione dell'espressione dell'autore che di suo, come tu ben concludi, "è quanto di più perfetto ci possa essere, nulla appare superfluo, i dialoghi sono incisivi, la parola è precisa e limpida. Un Maestro."
    E dopo aver letto i primi due racconti confrontandoli nelle due edizioni, penso di essere nel giusto se mi rifiuto di continuare a leggere l'edizione monca intitolata "Di cosa parliamo quando parliamo d’amore". Mi godrò l'edizione Einaudi intitolata "Principianti".
    E come sempre grazie a te per queste "suggestioni letterarie".
    Un abbraccio.

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    1. Ciao Gin e grazie per la tua presenza sempre preziosa!
      L'aver potuto ricostruire, più o meno, l'originale di Carver ha riscattato parecchio questa prima raccolta: l'edizione - Lish è stata davvero un'operazione drastica, ha eliminato la poetica insita negli scritti. Così, per lo meno, avverto leggendo le due versioni di uno stesso racconto.
      Ciao e buona serata! ^_^

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  2. Ci credo che è morto prematuramente, assurdo quanto un editor possa trasformarsi in un tiranno!
    Comunque sia, come sempre hai stuzzicato la mia curiosità, per non dire la mia ignoranza!
    Se il Dio pecunia sarà clemente recupererò anche questo a fine mese, anche se potrò dedicargli tempo solo dopo la dannata sessione d'esame...

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    1. Ciao Portento!!! ^^
      Be' la vicenda è parecchio "tragica", sì -_- Dalle lettere si legge tutta l'angoscia e la delusione di Carver, la sua impotenza e la paura di ricadere nella profonda crisi del periodo precedente.
      Sono assai contenta di aver ben sponsorizzato Carver! ^_^
      Grazie mille e a presto! Buona serata!!! ^_^

      P.S.: Attenzione che l'edizione Minimum Fax, Di cosa parliamo..., è tradotta da Duranti, ma sull'edizione Lish!

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  3. Questo è il motivo principale per cui da editor non mi fido degli editor. Io quando sono intervenuto nei miei lavori di editing ho sempre cercato di applicare il principio della massima invisibilità possibile.
    Purtroppo esistono invece editor che adattano, senza farsi troppi problemi, il testo al loro gusto personale, cambiando terminologia e anche punteggiatura dello scrittore. Oppure pretendono di decidere, sempre a loro gusto, quando una descrizione è troppo lunga o troppo corta, e così via. Questo tipo di editing secondo me è del tutto inaccettabile.
    Purtroppo gli scrittori sono facilmente ricattabili dagli editori, oppure non amano abbastanza la loro creatura da difenderla con i denti.

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    1. Ciao Ivano, mi fa piacere che tu possa dire la tua dal punto di vista "interno". Sicuramente, questo è un caso particolarissimo, che va oltre e al di là della funzione di editor: Lish spingeva in una certa direzione, a livello di strategia pubblicitaria. Sarebbe da approfondire, ma ho letto che egli stesso scriveva rifacendosi al Minimalismo, con esiti mediocri, mentre era apprezzatissimo come editor (ripeto, questo caso specifico è eclatante e forse unico). Lish ha effettivamente dato moltissimo a Carver, lo ha aiutato e supportato, ma creando un rapporto molto strano. Di dipendenza, forse. L'autore era in condizioni psicologiche talmente fragili, che "ricattarlo" deve essere stato facilissimo :P
      Grazie mille e buona serata!!! ^^

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    2. Quello che intendo dire io è che l'editor dovrebbe intervenire solo dove è assolutamente necessario, non dove sembra meglio a lui.
      In certi autori un uso particolare della punteggiatura può essere un marchio stilistico. Sta all'editor capire quando è necessario intervenire e quando no.

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    3. Questa dovrebbe essere l'idea normale di editor professionista, sì...

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  4. Ho letto Di cosa parliamo quando parliamo d'amore nell'edizione della Minimum Fax. Il titolo originale riportato nel colophon è What we talk about when we talk about love, deduco quindi che sia la traduzione della versione tranciata da Lish. Non avendo il termine di paragone della versione Einaudi con i pezzi completi devo ammettere di aver trovato i racconti comunque fantastici e di un'incisività eccezionale. Probabilmente la versione estesa sarà meglio, in ogni caso i racconti seppur accorciati hanno grandissima dignità e valenza.

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    1. Ciao Firma :D
      Allora, l'edizione Minimum Fax è basata sull'edizione Lish, sì, ma è stata tradotta da Duranti (lo stesso traduttore dell'ediz, Einaudi, quella "ripristinata"): io ho letto l'altra, la Garzanti :P Posso confrontare solo quelle lette, quindi, e ti assicuro che in più c'è moltissimo, in Principianti, ovvero c'è Carver stesso e penso sia avvertibile da chi legge, e immediatamente!
      Oltre ai tagli nella Lish-edizione, ci sono rimaneggiamenti pesanti, che hanno quantomeno indebolito la cifra dello stile di Carver.
      Grazie e buona serata, alla prossima! ^_^

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    2. Di Carver ho letto solo questo e quindi non ho termini di paragone validi. Comunque rimedierò al più presto, nella mia libreria in attesa c'è già Cattedrale.

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    3. Da quello che ho letto, dovresti notare già un discreta differenza con i racconti contenuti in Cattedrale! Infatti Carver pubblicò questa raccolta nel 1983, stabilendo, questa volta, che non avrebbe accettato stravolgimenti :P

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  5. Inutile dire che preferisco la versione di Carver a quella adattata da Lish.

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    1. Ciao Nick! ^_^
      Sì, penso che se si ha la possibilità di leggere entrambe le edizioni, ci si accorge subito che "qualcosa stona" :P
      Trovo l'edizione Lish molto più impersonale e fredda: certe correzioni sono limature eccessive, spesso si eliminano particolari descrittivi riducendoli, banalizzandoli...
      Grazie mille e buona serata!!! Ciaoooo! ^_^

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  6. La grandezza di Carver era proprio nella sua capacità di colpire al "cuore" il lettore con poche parole. Con frasi ad hoc che impedivano di osare il libro.
    In poche righe di diceva tutto quello che i suoi personaggi avevano nell'anima.
    Un editing così lo ha snaturato.
    Con tutto il rispetto dovuto a chi fa questo lavoro con passione.

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    1. Ciao Patricia, hai detto bene, perfettamente: Carver riesce a toccare nel profondo il lettore con la sua prosa immediata e diretta.
      Certamente questo caso di editing abbastanza selvaggio, è eclatante e si spera raro. I professionisti ci sono, eccome, e sono necessari, per come la vedo io, a chi scrive. E si tratta di un lavoro difficile, in cui - come diceva Ivano - bisogna esserci e non esserci :P
      Grazie mille e buona serata, a presto Pat!!! ^_^

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  7. Io credo che il contatto fra editore e scrittore debba essere delicato ma leale, nel senso che un editore capace e oggettivo dovrebbe consultare uno scrittore quando la sua opera gli sembra bella ma ancora grezza e lo scrittore dovrebbe accettare e comprendere quali consigli gli possano veramente essere utili. Avere una giuda non è di per sé una cosa negativa, ma questa guida deve avere coscienza.
    In questo caso c'è stato un abuso di autorità secondo me... a quel punto poteva scriverlo tutto Lish il libro e faceva prima! :°D

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    1. E infatti, Alessia, è quasi come dici: la versione Lish è SUA, c'è poco da fare :P Non sono tanto i tagli o i cambiamenti in sé, ma il modo stesso in cui sono stati apportati.
      Però, come suggerivo sopra in risposta ad altri commenti, Lish voleva ottenere qualcosa da questa raccolta di Carver, un lancio sul mercato del Minimalismo. E questo spiega o almeno dà alcune coordinate per interpretare la vicenda.
      Grazie mille, buona serata Alessia!!! ^_^

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  8. Vengono i brividi al pensare che alla fine noi crediamo di leggere un autore ma invece leggiamo nient'altro che un'elaborazione multipla di un qualcosa che è passata sotto mille mani diverse. L'editor innanzitutto e, in seconda battuta, il traduttore.
    Sarebbe interessante leggere l'incipit che hai riportato nella sua lingua originale per capire se le differenze sono solo una questione di traduzione (come sembra) o se c'è dell'altro.

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    1. Purtroppo, senza dubbio alcuno, le differenze non dipendono dalla sola traduzione: le due edizioni, quella rivisitata dall'editor, e quella ricomposta partendo dall'originale e da documentazione varia, sono profondamente diverse. La prima What We Talk About When We Talk About Love uscì nel 1981 e la successiva nel 2009, col titolo di Beginners [Wikipedia: Carver's widow, Tess Gallagher, fought with Knopf for permission to republish the 17 stories in What We Talk About When We Talk About Love as they were originally written by Carver. These original versions eventually appeared in Beginners, published by Jonathan Cape in 2009, and in the Library of America volume Collected Stories]

      Ciao TOM!!! Grazie e un abbraccio!!! ^^

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    2. Ho pensato esattamente la stessa cosa. A confrontare i due incipit si colgono in fondo solo alcune sfumature di differenza, oserei dire legate alla traduzione.

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    3. Sì, potrebbe sembrare: invece ci sono moltissimi tagli e rimaneggiamenti :P Ovviamente bisogna leggere almeno un intero racconto per avere un'idea precisa. Anche i finali alcune volte sono modificati in modo tale da "alterare" il significato stesso di quel che Carver voleva comunicare.

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  9. Mai letto nulla di Carver in tutta onestà.
    Lo vedo distante dai miei gusti, ma la faccenda dell'editor è qualcosa di assurda, quanto purtroppo prassi abbastanza comune.

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    1. Ciao Pirkaf ^^
      Preferenze a parte, più che legittime, le vicende editoriali di questa raccolta hanno davvero dell'incredibile: ho voluto dettagliare nel post, perché spesso si dà poco peso, inconsapevolmente, alle edizioni e alle traduzioni. Non sempre, e per fortuna, si arriva a situazioni così estreme, ma indubbiamente l'apprezzare o meno un testo può dipendere anche da quello.
      Non ho inserito altre citazioni, anche se avrei voluto, perché trattandosi di racconti, avrei rovinato la possibile lettura altrui. Ci sono differenze marcatissime, qui si va davvero oltre l'editing :P
      Grazie mille e a presto!!! ^_^

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  10. Molto più di cambiare una parola, quando a volte anche la presenza o l'assenza di una parola può cambiare un testo.
    Di Carver avevo letto qualcosa ma senza rimanerne colpito, ora mi chiedo se ho letto lui o la versione di Lish, e da quel che pare è quella di Lish, al che mi viene da pensare un'altra cosa, si diceva che Carver revisionasse e rivedesse tutto quello che scriveva, più e più volte e, era vero o alla fine non era altro che un tira e molla tra autore ed editor a colpi di revisione?

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  11. Non sono così preparata su Carver, ma credo che lui stesso fosse un "cesellatore", quindi revisionasse e soprattutto tendesse a "ripulire", togliere l'eccesso. Però, quantomeno nel caso di Principianti, il rimpallo ci fu eccome :P E l'esito è davvero sconcertante: nell'appendice ci sono altre lettere di Carver a Gordon, ne ricopio una brevissima

    10 luglio 1980

    Per favore scorri la copia allegata di Di cosa parliamo, la raccolta intera. Vedrai che quasi tutti i cambiamenti che suggerisco sono abbastanza piccoli, ma secondo me significativi e si ritrovano anche nella prima revisione del manoscritto che mi hai mandato. Si tratta solo, be’, non tanto solo, di reinserire alcune delle cose che sono state tagliate nella seconda versione. Comunque, ci tengo molto che alcune delle cose tagliate vengano rimesse nei racconti definitivi. In «Gazebo», per esempio. «Anche stavolta aveva ragione lei». Un finale così è di gran lunga migliore e dà al racconto la giusta chiusa, quella che ci vuole, con il senso di perdita del narratore e un finale tagliente e perfetto per il racconto. Altrimenti, il narratore viene fuori come uno zoticone, un figlio di puttana, completamente insensibile alle cose che ci è andato raccontando. Altrimenti, perché disturbarsi a raccontarla, la storia, mi chiedo.


    Ecco...

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  12. Di Carver volli leggere anni fa "Will You Please Be Quiet, Please?" nella versione di Einaudi, dopo essere rimasta folgorata dal film di Altman "America Oggi".
    Divenne uno dei miei autori preferiti. La sua stringatezza, essenzialità, il suo rigore, la sua contemporaneità, il suo quotidiano buttato addosso a chi legge, ci va sentire tutti molto vicini, simili.
    I personaggi, deboli, sciatti, problematici, egoisti, cinici, imperfetti, ci ricordano che la vita (la nostra, quella degli altri) è ben diversa da quello che appare superficialmente ad un occhio distratto. Sono come una lama di coltello affilata.
    Della sua storia personale conoscevo qualcosa. Ma di sicuro nulla a riguardo il ricatto a cui fu sottoposto dal suo editore e "amico" Lish.
    Direi che per fortuna, non tutti gli editor sono così. Ne conosco diversi che accompagnano e sostengono i propri autori senza calcare la mano, a volte consigliando ma senza diventare i loro carnefici. Straziante la lettera che ci hai fatto leggere. Viene fuori tutta l'anima sofferente del grande autore. Quell'anima che ci permette di vedere in fondo al suo bicchiere una parte di noi. Quella che teniamo ben nascosta.
    Segnato "Principianti" nella mia wish list :-)

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  13. Ciao Mariella!!! Sono andata a documentarmi sul sito Einaudi per la raccolta che hai citato e ho visto che proprio questo mese dovrebbe essere uscito America oggi in ET, con introduzione di Altman ("America oggi raccoglie i nove racconti e la poesia di Raymond Carver trasformati da Robert Altman nel film vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia del 1993") *__*
    Il film non l'ho visto, credo proprio che lo recupererò, Altman mi piace molto!
    Penso che il "caso Carver-Lish/Principianti" sia abbastanza peculiare e isolato: sicuramente ci sono editor di ogni tipo, da quelli "invasivi" ad altri ottimi "collaboratori". Forse esistono anche situazioni in cui l'editor "crea" un prodotto da vendere, e allo scrittore in questione va bene così... (se di scrittore si può parlare). Questa testimonianza è invece straziante, perché è lampante che l'editor, per un fine preciso (ambiguo, come ho scritto, che consisteva nel lanciare il Minimalismo sul mercato, per aiutare Carver ma forse anche per se stesso) abbia volutamente "tolto l'anima" dello scrittore ai suoi racconti.
    Grazie mille Mariella, i tuoi contributi sono sempre preziosi! ^_^

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  14. La poesia delle piccole cose , forse la più difficile da catturare , da percepire e soprattutto da scrivere...
    Felice che tu abbia fatto questo post , perchè conosco pochissimo questo scrittore e per me già il titolo del suo romanzo è altamente invitante..
    Grazie amica mia...Un bacio super!

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    1. Conoscendo la tua profonda sensibilità, Nella, penso che ti piacerà parecchio Carver!
      Contentissima di averti ispirato una lettura! ^^
      Ti abbraccio e buonanotte!!! ^_^

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    2. Ricambio e soave notte amica mia!

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  15. "– Per sempre –. Si guardò attorno. – Quanto dura, per sempre?"

    dal racconto "Un'avventura", sesto della raccolta "Principianti"...

    E adesso come faccio, non tanto a rispondere a questa domanda senza risposta, ma a dimenticarla?
    E' eccezionale la capacità dell'autore di raccontare in modo "semplice" come è facile distruggere le vite degli altri e autodistruggersi per un bicchiere di whiskey o una scopata "pruriginosa"...
    Sto "centellinando" questa lettura, credo sia il modo migliore per gustarla!

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    1. Ci sono molti passaggi simili, incisivi e pazzeschi! *__*
      Forse il modo migliore per leggere raccolte come questa, è soffermarsi su qualche racconto, lasciar decantare per un po' e poi riprendere.
      Grazie Gin per i tuoi interventi sempre graditissimi!

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  16. Non mi sono ancora addentrata in Carver, e ovviamente dovrò ovviare a questa mancanza (non servono anche a ciò questi nostri blog dispensatori di cultura? :-)
    Mi serve un titolo, a tuo parere, per cominciare.
    Una cosa: la risposta di Carver denota tutta la sua fragilità.

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    1. I blog sono una ricchezza spesso, concordo! Arrivano suggerimenti e dritte non da poco, in moltissimi ambiti, anzi... il bello è seguire anche chi è apparentemente molto lontano da noi, per gusti e mentalità!
      Non ho letto abbastanza per poterti consigliare un titolo :P Questo libro è ben curato e le lettere inserite possono aiutare a comprendere il Carver. So che Cattedrale - che ho solo spulciato - è considerata la sua miglior prova, forse la più "autentica".
      La sua fragilità emerge anche dai racconti, dove i personaggi presentano sicuramente alcuni rimandi biografici :P
      Ciao Luz e grazie!!! ^_^

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  17. non ho mai letto Carver...
    come ho potuto non leggere mai Carver?

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    1. Pata, non lo so!!! Consolati perché anche io l'ho scoperto tardivamente! Ma rimedieremo, o se rimedieremo! :D
      Il vantaggio - secondo me - di affrontare la lettura di racconti, sta nel poterne leggere quando e come mi pare. Difficilmente esaurisco subito una raccolta, come quando leggo poesie: salto qua e là.
      Grazie di essere passata, buon pomeriggio! ^_^

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  18. Andrò un po' controcorrente, spero mi perdonerete... :)
    Onestamente, piuttosto che leggere Carver sarei disposto a compiere qualche atto criminale e autodistruttivo come per esempio leggere Fabio Volo.
    Battute a parte, la storia con Lish è abbastanza celebre e rappresenta uno di quei casi emblematici di editor eccessivamente influenti.
    C'è però da dire (avevo assistito a una serata sull'argomento anni fa) che senza Lish non si avrebbero i lavori di Carver. Carver era abituato a buttare le cose lì come gli venivano, senza preoccuparsi di rileggerle e ricontrollarle. Lish ha sicuramente delle colpe nell'aver dato un'impronta personale al testo, al punto che l'anima di Carver ne sia stata in buona parte persa, ma bisogna tributargli il merito di aver trasformato robe probabilmente impubblicabili in qualcosa che oggi può essere fruito.
    Detto questo, non toccherei un suo libro nemmeno con un bastone da clown lungo tre metri. Non gli perdono il suo "manuale di scrittura", costantemente citato a sproposito da autorucoli che fanno propria la sua monocolore visione della scrittura creativa.
    Chiedo scusa se ho polemizzato (d'altro canto sono anche stressante e inquietante, no?)

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    1. Sono dell'idea che ciascuno sia (fortunatamente) libero di leggere ciò che gradisce, quindi buon Volo XD
      Che Lish sia stato un editor professionista, nessuno lo nega, anzi! Il problema è relativo soltanto alla raccolta Beginners, dove Lish ha letteralmente macellato il testo originale. Poi, per quello che riguarda la scrittura di Carver, da quello che so io s'intende, non mi risulta che "buttasse giù" senza ricontrollare, anzi :P Non credo che leggerò mai il suddetto manuale, perché non ho aspirazioni da scrittore ^^
      Per curiosità, chi era il relatore di tale conferenza?
      Marco, meno male che polemizziamo! E non scusarti! (Però inquietante sì, per tue frequentazioni ambigue - vedi mostri, robe chimiche e laboratori alchemici - ...ma stressante no! :O )
      Ciao e grazie mille!!! ^_^

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    2. Il relatore era uno degli autorucoli di cui sopra, chi nello specifico non lo ricordo perchè in quel periodo avevo assistito a un incontro con quattro autori piemontesi che parlavano in modi diversi di scrittura creativa, quindi anche di editing.
      Stressante è stato detto in un altro blog. Non ho la piena certezza che si riferisse a me... ma sono dell'idea che le coincidenze non esistano. Non ho gradito, visto che tempo prima dalla stessa persona mi era stato anche dato del polemico e dello scorretto.
      Ma pazienza! Io sono quello che sono, coi miei mostri, le mie reazioni, invenzioni, le stelle e quant'altro...
      Ciao Glò!

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    3. Quindi chi tenne la conferenza poteva anche non essere del tutto oggettivo.
      Può essere benissimo che sulla questione scrittura creativa avessero delle ragioni, ma per quel che riguarda la presunta non pubblicabilità, no, così come la questione dell'essere sbrigativo e facilone di Carver. A volte la presunzione (dei "conferenzieri", specifico) gioca brutti scherzi ;)

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    4. uno che è: supponente, scorretto, polemico, stressante è un commento ad un tuo post su g+; non so se si riferiva ad un altro commento che avevi ricevuto, non sono affari miei, ciò che tengo a chiarire è che tale frase non è stata scritta da me, da Glò e tantomeno dai "nostri" commentatori.

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    5. Penso si fosse capito Michele. :)
      Glò mi ha solo dato dell'inquietante. :p

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    6. E chiedo scusa se ogni tanto mi partono i due minuti anche a me. :)

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  19. Visto l'interesse suscitato dalla questione del rapporto con l'editor, riporto un'altro stralcio dalle lettere contenute nell'appendice. Si tratta dell'ultima presente:
    11 agosto 1982

    In questo momento non sono sicuro se riusciremo ad appianare alcune divergenze che emergeranno senz’altro in qualcuno di questi racconti che ho scritto e sto ancora scrivendo adesso. E il libro [Cattedrale] te lo consegnerò puntuale a novembre... In ogni caso tu sei il miglior editor che ci sia e sei uno scrittore anche tu, come no, e quindi devi giudicarli a modo tuo. È giusto così. Però posso non essere d’accordo con te ed è questo che mi preoccupa un po’ ora.
    Perdonami, però stammi bene a sentire. Voglio dirti che, nonostante tutto e a dispetto di tutto, ho scritto racconti dal primo momento in cui sono atterrato in questo angolo boscoso quaggiù. Ne ho cinque nuovi, anzi sei, se contiamo quello di cui ho appena finito di battere la seconda stesura poco fa e che spero di finire, o perlomeno di portare a qualche altra stesura, prima della fine della settimana. Ho scritto come se ne andasse della mia vita e come se non ci fosse domani. E sappiamo entrambi che la prima cosa è vera e la seconda è una possibilità sempre aperta. (E, cazzo no, non riesco proprio a rinunciare alle sigarette)... Però, una cosa è sicura: i racconti di questa raccolta saranno più pieni di quelli dei libri precedenti. E questa, Cristo santo, è una cosa buona. Non sono lo stesso scrittore di prima. Però so che tra questi 14 o 15 racconti che ti darò ce ne sono alcuni che ti faranno arricciare il naso, che non coincideranno con l’idea che la gente si è fatta di come deve essere un racconto di Carver - e per gente intendo te, me, i lettori in genere, i critici. Comunque, io non sono loro, non sono noi, sono io. Può darsi che alcuni di questi racconti non si adattino facilmente a starsene allineati in fila con gli altri, è inevitabile. Però, Gordon, giuro su Dio e tanto vale che te lo dica subito, non posso subire l’amputazione e il trapianto che in un modo o nell’altro servirebbero a farli entrare nella scatola, di modo che il coperchio chiuda bene. Può darsi che qualche braccio o qualche gamba, qualche ciuffo di capelli, debbano spuntar fuori. Il mio cuore non può accettare alternative. Scoppierebbe, sul serio. Carissimo amico, fratello, sai cosa voglio dire e io so che capirai. Anche se penserai che ho torto marcio.[...]

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  20. Carver rientra a buon titolo tra gli scrittori che apprezzo. Per quanto riguarda gli editor fanno il bello e il cattivo tempo

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    1. L'intento del post era anche quello di focalizzare alcune questioni relative alla figura dell'editor, senza demonizzare la categoria che, a mio avviso, ha un ruolo difficile ed essenziale. Romina, pochi, giorni fa ha ospitato nel suo blog un bellissimo guest post sull'argomento [http://tamerici-romina.blogspot.it/2015/05/editing-testo-importante-guest-post-gloria-zaffanella.html].
      Carver rientra tra i miei preferiti, senza dubbio! ^_^
      Grazie!

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  21. Ho finito di leggerlo: credo sia molto giusto che sia proprio "Principianti" a dare il titolo a questa raccolta.
    Confesso che alcuni racconti mi sono scivolati fuori dalla mente mentre altri non li dimenticherò facilmente.
    E' impressionante leggere le note ai testi, presenti alla fine della raccolta: riporto alcuni dati, che chiariscono il peso avuto da Lish come "editor":

    Viewfinder
    (Mirino)
    Stesso titolo in WWTA (pp. 11-15). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 6 pagine; GL ne taglia il 30% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Where Is Everyone?
    (Che fine hanno fatto tutti?)
    Titolo in WWTA: «Mr. Coffee and Mr. Fixit» (Il Signor Aggiustatutto e le macchinette del caffè) (pp. 17-20). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 15 pagine; GL ne taglia il 78% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Gazebo
    Stesso titolo in WWTA (pp. 21-29). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 13 pagine; GL ne taglia il 44% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Want to See Something?
    (La vuoi vedere una cosa?)
    Titolo in WWTA: «I Could See the Smallest Things» (Riuscivo a vedere ogni minimo dettaglio) (pp. 31-36). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 11 pagine; GL ne taglia il 56% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    The Fling
    (L’avventura)
    Titolo in WWTA: «Sacks» (Sacchetti) (pp. 37-45). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 21 pagine; GL ne taglia il 61% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    A Small, Good Thing
    (Una cosa piccola ma buona)
    Titolo in WWTA: «The Bath» (Il bagno) (pp. 47-56). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 37 pagine; GL ne taglia il 78% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Tell the Women We’re Going
    (Di’ alle donne che usciamo)
    Stesso titolo in WWTA (pp. 57-66). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 19 pagine; GL ne taglia il 55% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    continua...

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  22. ...continua
    If It Please You
    (Se cosí ti piace)
    Titolo in WWTA: «After the Denim» (Dopo i jeans) (pp. 67-78). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 26 pagine; GL ne taglia il 63% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    So Much Water So Close to Home
    (Con tanta di quell’acqua a due passi da casa)
    Stesso titolo in WWTA (pp. 79-88). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 27 pagine; GL ne taglia il 70% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Dummy
    Titolo in WWTA: «The Third Thing That Killed My Father Off» (La terza cosa che ha ucciso mio padre) (pp. 89-103). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 24 pagine; GL ne taglia il 40% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Pie
    (La torta)
    Titolo in WWTA: «A Serious Talk» (Un discorso serio) (pp. 105-13). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 11 pagine; GL ne taglia il 29% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    The Calm
    (La calma)
    Stesso titolo in WWTA (pp. 115-21). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 9 pagine; GL ne taglia il 25% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Mine
    (Mio)
    Titolo in WWTA: «Popular Mechanics» (Meccanica popolare) (pp. 123-25). Testo-base in Beginners: questo è l’unico racconto di cui non esiste un dattiloscritto della prima stesura apparsa in WWTA. Il testo-base si trova nel manoscritto della seconda stesura che corrisponde all’ultima revisione operata da GL. Il dattiloscritto di RC è lungo 3 pagine; GL ne taglia l’1% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Distance
    (Distanza)
    Titolo in WWTA: «Everything Stuck to Him» (Gli si è appiccicato tutto addosso) (pp. 127-35). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 13 pagine; GL ne taglia il 45% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Beginners
    (Principianti)
    Titolo in WWTA: «What We Talk About When We Talk About Love» (Di cosa parliamo quando parliamo d’amore) (pp. 137-54). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 33 pagine; GL ne taglia il 50% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    One More Thing
    (Un’altra cosa)
    Stesso titolo in WWTA (pp. 155-59). Testo-base in Beginners: il dattiloscritto di RC è lungo 7 pagine; GL ne taglia il 37% per la pubblicazione in WWTA mentre qui è riportato integralmente.

    Impressionanti questi dati.
    Ho voluto leggere un altro racconto nella versione "revisione Lish"; si tratta del racconto "Una cosa piccola ma buona" che nella raccolta WWTA diventa "Il bagno"... beh, la "cosa piccola ma buona" diventa davvero un "bagno" di tristezza!
    Fare questo confronto rende comprensibile il dolore espresso da Carver nelle sue lettere.

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    1. Ciao Gin! Ti ringrazio per aver dettagliato la questione dei tagli: le due edizioni non sembrano, ma sono, sostanzialmente, due opere differenti. :P
      Se si fa un confronto tra lo stesso racconto presente nelle due edizioni, si può facilmente notare quanto di "Carver" manchi, laddove Lish fu così impietoso nell'editing.

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