lunedì 25 maggio 2015

Libro: "Grande sertão" di João Guimarães Rosa



Titolo: Grande sertão
Autore: João Guimarães Rosa
Traduttore: Edoardo Bizzarri
Edizione letta: Feltrinelli collana Universale economica, 2003 pagine 499

Come mi sono imbattuta in questo romanzo strepitoso? Grazie ad un'intervista televisiva a Claudio Magris, che apprezzo notevolmente, durante la quale citò questo libro come imperdibile.
Un libro che io considero un capolavoro immortale e ancora troppo poco conosciuto , non è la prima volta che lo dico e nemmeno la seconda, è Grande sertão di Guimarães Rosa, che è uno dei libri più belli, in cui c'è tutto l'avventura, l'amore, la morte, l'epicità e così via.
Non amando, no, non è vero... non avendo letto molti autori latinoamericani, ho pensato fosse una buona occasione. Anche perché si era a ridosso del periodo natalizio ^_^  E infatti il titolo finì nella lista-Babbo 2006. 
Come aveva detto Magris, in Grande sertão c'è tutto: imprese e battaglie, amore e morte, dio e satana, il bene e il male.
E sì, è proprio così, c'è tutto *__*

Lettura difficile, per stile e per il lungo monologo che costituisce l'ossatura del libro. Non c'è successione temporale degli eventi, si potrebbe parlare di flusso di coscienza, ci sono digressioni con funzione centrifuga, tipiche dell'epica, pochissimi sono i dialoghi. 
L'inserimento di poesie popolari e canzoni ha la funzione di alleggerire la narrazione, a volte un po' opprimente.
Da una pagina introduttiva scritta da Edoardo Bizzarri, il traduttore, ho capito che il portoghese è una lingua magica, evocativa, e che la versione in italiano deve aver perduto parte di quelle caratteristiche. Ecco, affermo prepotentemente la mia non conoscenza della lingua e una discreta ignoranza sulla letteratura latino americana.
Nonostante i miei evidenti limiti, Grande sertão è un libro che ho interiorizzato, che ancora oggi mi evoca sensazioni e atmosfere particolari.
E mannaggia, potessi leggerlo in originale -_-
Lo stile, frammentario, è volto all'innovazione linguistica, sia a livello della punteggiatura che a livello sintattico e semantico. La parola a volte sembra "farsi viva".

Il protagonista indiscusso è il sertão, la terra selvaggia, in un senso quasi metafisico e con una discreta componente sentimentale che lega l'uomo alla natura.
Foto del Parque Nacional Grande Sertão Veredas (Parco nazione Grande Sertao Veredas), creato nel 1989 nel comune di Formoso (Minas Gerais), in omaggio a João Guimarães Rosa e al suo romanzo. Il parco cerca di proteggere l'ecosistema, formato da veredas e chapadões do cerrado.
Incipit:
Nonnulla. I colpi che vossignoria ha sentito non erano di rissa di uomini, no, Dio ne guardi. Ho sparato contro un albero, dietro la casa, dalla parte del torrente. Per esercizio. Lo faccio tutti i giorni, mi piace; fin da quando ero appena un ragazzo. E lì, sono venuti a chiamarmi. Per via di un vitello: un vitello bianco, erratico, gli occhi che manco un cristiano - che era apparso; e con faccia di cane. Così m'hanno detto; io non l'ho voluto vedere. E poi, con le labbra rovesciate in fuori, per difetto di nascita, quello sembrava ridere come una persona. Faccia di gente, faccia di cane: decisero - era il demonio. Popolo ignorante. L'hanno ammazzato. Il padrone non so neppure chi fosse. Erano venuti a chiedermi in prestito le armi, le ho date. Non sono superstizioso. Vossignoria ha ragione di ridere...
Veda: quando è sparatoria vera, per prima cosa i cani si mettono ad abbaiare, immediatamente - allora, poi, si va a vedere se ci sono scappati dei morti. Vossignoria deve compatire, questo è il sertão. C'è chi dice di no: il vero sertão, dicono quelli, è più avanti addentro nei Campos Gerais, fine di strade, terre alte, oltre l'Urucuia. Sciocchezze. E quelli di Corinto e di Curvelo, allora, non chiamano forse sertão questi posti qui? Ah, è maggiore! Il luogo sertão si riconosce: è dove i pascoli mancano di steccati; dove uno può andare dieci, quindici leghe, senza trovare una casa abitata; e dove il criminale vive a suo piacere, lontano dalle strette delle autorità. L'Urucuia viene dalle montagne di ponente. Ma, oggi, lungo il suo corso, c’è di tutto - signore fazende, pascoli di sponde fertili, tratti di greto coltivati, piantagioni che vanno da una macchia all'altra, foreste enormi, addirittura di vergini ce ne sono ancora, là. I Gerais corrono tutto all'intorno. Questi Gerais non hanno misura. Infine, ognuno trova buono quel che più gli fa comodo, vossignoria lo sa: cioce o scarponi, è questione di opinioni... Il sertão è in ogni parte.

 Per saperne di più potete consultare la scheda in Wikipedia.


Giudizio finaleil mio tesssoro


Glò

38 commenti:

  1. Ho già messo questo testo nella mia lunga "lista" di testi da leggere, fin da quando me ne hai parlato la prima volta.
    Eppure, appena risento la parola "sertão" mi torna in mente la mia passione per la letteratura a fumetti, e in questo caso, della serie "Un uomo, un'avventura": il n. 14, disegnato da Hugo Eugenio Pratt (Rimini, 15 giugno 1927 – Losanna, 20 agosto 1995) e intitolato proprio "L'uomo del sertão"...

    E concordo con te nel rammaricarmi di non conoscere il portoghese: se si ascolta un discorso fatto in quella lingua si può cogliere una "cadenza" con sonorità particolari, ricca di pathos che, IMHO, noi tendiamo ad eliminare dalla nostra parlata "civilizzata"...
    Ma forse è solo una mia impressione, chissà... o la consapevolezza che alle volte la "saudade" è una componente non estranea, anche se non meglio definita, dei miei umori quotidiani.

    Come sempre, grazie per avermi ricordato questa "lettura".
    Un abbraccio.

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    1. Probabile ci sia una qualche corrispondenza per atmosfere, sai?
      Sulla lingua, vorrei approfondire: devo vedere se trovo materiale in rete ;)
      Grazie mille Gin per la tua costante presenza, in questo periodo particolarmente gradita ^_^

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  2. Quando ho chiesto a Romana Petri di consigliare un libro ha citato questo. Anch'io me lo sono regalato per Natale ma non l'ho ancora letto...

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    1. Ciao Paola! ^^
      Avevo letto il tuo post infatti! E ti confesso che aspettavo tua opinione sul libro, dunque rimango sintonizzata! Questo è pane per i tuoi denti, non credo di sbagliare, sicuramente lo leggerai in maniera più "consona" (non so come altro dire!) di come ho fatto io: credo che ci sia davvero un mondo in questo sertão! *__*
      Grazie e a presto, buona serata! ^_^

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  3. Gli autori latinoamericani, per la poca esperienza che ho... sono proprio magici nell'intimo, almeno per gli esempi che mi sono trovata davanti nel corso degli anni, anche se da Ariano ho imparato che esiste parimenti un filone letterario più realista.

    Leggere di questo libro già mi evoca delle immagini, ma prima devo finire diverse cose che ho qui con me! Segno anche questo! *_*

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    1. In questo caso la "magia" è data dalla parola, perché la storia, anzi, meglio dire le storie, sono molto realistiche!
      Penso che potrebbe esserti di grande ispirazione per la tua arte, conoscendoti almeno un poco dai lavori che pubblichi! Quindi, è un "dovresti" leggerlo :D
      Grazie e un abbraccione! ^_^

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  4. Un libro fantastico! Sono contento che ti sia piaciuto.

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    1. Ciao Nick!!! ^_^ Bello condividere letture! Per me è davvero un libro speciale, non penso di avergli reso minimamente giustizia nel post, ma parlarne, per mia ignoranza XD, è piuttosto complicato!
      Buona serata e grazie! ^_^

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  5. I libri sudamericani che ho letto sono un paio e credo mi fermerò lì. Ricordo con piacere "Don Segundo Sombra" (che ha citato anche Ariano nel suo racconto in tre parti sulla sfida degli scrittori). E anche "Teresa si arrabbiò con dio" di Jodorowsky. Per la verità ho letto anche Borges, che però culturalmente mi sembra più appartenere all'Europa che all'America latina.

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    1. Mi mancano i due titoli citati e non ho ancora letto Borges, ma ho intenzione di farlo quanto prima!
      Io, invece, vorrei approfondire la letteratura sudamericana, che ho decisamente trascurato! Tu, ovviamente, sei giustificato, avendo già accumulato libri da leggere per il prossimo trentennio o.O
      Grazie Ivano e 'notte!!! ^_^

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  6. Un po' mi tenta, ma 499 pagine...

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    1. In questo caso, le tante pagine sono davvero "impegnative": mentirei dicendo che si legge d'un fiato :P
      Magari lo affronterai prima o poi, basta aspettare il momento giusto!
      Grazie Marco, alla prossima! ^^

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  7. Attratta dall'ipotesi di stile come "flusso di coscienza" - ah, quanto ho amato la Woolf de La signora Dalloway! - ho letto il brano a voce alta. BELLISSIMO. Si presterebbe in modo eccezionale a un'esperienza di reading.
    La scrittura ha bisogno di questo coraggio di non essere mai uguale o fine a se stessa. Ben vengano questi stili inediti, nuovi alle nostre menti. Interessantissimo.

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    1. Potrebbe interessarti parecchio in effetti! Ci sono parti meravigliose, che non si possono descrivere, bisogna leggerle!
      E mi sto convincendo, parlandone qui con tutti voi, che devo assolutamente rileggerlo :P
      Grazie Luz!!! ^^ Buonanotte! ^_^

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  8. Sembra intrigante.
    Io per quel che concerne la letteratura sudamericana, sono proprio radente allo zero assoluto.
    Prima o poi dovrò colmare anche questa lacuna.

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    1. Lo è! *__* La trama, densa e intensa, è sorprendente! Non amo mettere sinossi, perché è un peccato rivelare anche i minimi dettagli: leggendo si entra in contatto con quel mondo, quello del sertão, in modo profondo.
      Non so dirti se questo libro possa essere il migliore inizio, è una lettura che richiede attenzione, non è facile: ma se ti cattura... *__*
      Grazie mille e 'notte Pirkaf! ^_^

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  9. Indubbiamente adorabile Glo' , questo tesoro deve essere molto difficoltoso per me scoprirlo...
    Mi spingi con il tuo mood delicato a leggerlo, e non potrò fare a meno di farlo..
    Non chiedermi perchè, ma non l'avrei preso in considerazione e la mia ignoranza svetta sovrana..
    Grazie come sempre amica mia...Un bacio e buon pranzo!

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    1. Ciao Nella! Devo dire che questo libro non è abbastanza ricordato, purtroppo! Come dicevo nel post, l'ho scoperto per caso, anzi per fortuna! :D
      Chissà se potrà piacerti cara Nella!
      Un abbraccio e buonanotte! ^_^

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  10. Ho paura che per me siano passati i tempi in cui mi potevo avventurare in una "vasca" di 500 pagine. Ho letto e apprezzato molto i grandi sudamericani, principalmente Marquez e la Allende, più qualcosa di Jorge Amado.... e non faccio fatica a credere quanto sia davvero "Grande" questo "Sertao". Magari nella prossima vita?

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    1. Magari in questa vita! :D Ma tra un po' di tempo! ^^
      Al contrario, io ho davvero trascurato i sudamericani: ho letto ben poco e, carpendo vari suggerimenti disseminati dagli amici blogger, sto pensando a come rimediare! Vorrei leggere Il libro di sabbia di Borges a breve (breve è una categoria "speciale", credo si sia capito ormai! XD)
      Grazie TOM! Buonanotte e a presto! ^^

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  11. Adoro gli scrittori latino americani!!!
    Quasi tutti! Primo Jorge Amado a pari merito con Marquez e poi... no, tranquilli, non faccio l'elenco.
    Questo non lo conosco ancora ed è grave :))
    Provederò.
    Per me descrivono un mondo così diverso dal nostro che è come fare un viaggio reale ma non di quelli turistici e vedere Copacabana o Bahia. Vedere la realtà più cruda, quella più nascosta.
    La vità reale e non quella costruita per i turisti.
    Ciaooooo

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    1. Che belle parole Patricia! Le ritrovo pienamente in questo romanzo. Da quel che vedo, Guimarães Rosa è poco conosciuto qui, ed è un vero peccato. Penso che ti piacerà parecchio, perché sembra davvero di vivere quelle atmosfere e compiere le gesta di quei "banditi" protagonisti! Ci sono moltissime riflessioni, alcune suggerite nel post (vedi rapporto bene-male), tra le quali, in modo specifico, la questione della morale di tali jaguncos... Mondo a parte, altre regole.
      Grazie mille Patricia, a presto e buona serata! ^_^

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  12. Pensa che il mio rapporto con i latinoamericani è iniziato da pochissimo, e nel giro di un anno ho imparato ad amare Sepulveda, Marquez, la Serrano. Vorrà dire che questa sarà la prossima lettura. Segnato. E grazie del preziosissimo consiglio. ^_^

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    1. Ciao Valentina! ^^
      Ecco, tu mi hai appena ricordato la Serrano! *__* Altra autrice che avevo deciso di leggere... che leggerò, insomma, appena possibile XD
      Spero che Grande Sertao appassioni tutti quelli che decideranno di leggerlo, come è successo a me, altrimenti... (ne pagherò le conseguenze XD) :P
      Buona serata e grazie mille!!! ^_^

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  13. Anche io come te non amo (o non ne ho letti molti) e non sono attratto particolarmente dalla letteratura latino americana. L'ultimo tentativo lo feci qualche tempo fa con Cacao di Amado. Questo potrebbe essere un buon titolo per ritentare l'approccio.

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    1. Ciao Firma ^^ (ma va bene se ti chiamo così? o.O Oppure dimmi tu!)
      Il romanzo in questione è tosto, per stile, non c'è dubbio, eppure è anche un sacco avventuroso, epico, coinvolgente! Se prende nel modo giusto, non lo si posa fino alla fine *__*
      Amado non solo non l'ho ancora letto, ma me ne sono allegramente disinteressata :P Vorrei comunque - molto prossimamente, visti i progetti di lettura a breve - "tentare" alcuni tra i più noti autori latinoamericani, proprio per farmene un'idea precisa e, magari, riuscire a entrare in contatto con quel mondo!
      Grazie mille e 'notte! ^__^

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    2. Sono in molti a chiamarmi Firma, addirittura un caro amico ha abbandonato il mio nome anche nella vita reale e mi chiama Firma anche quando ci incontriamo di persona :)

      A me non dispiace, anzi, quindi puoi chiamarmi Firma anche tu :)

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    3. Allora Firma sia! XD Ciao e grazie ^^

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  14. questo autore non lo conosco particolarmente bene...
    ho sentito dire cose molto buone, che tu mi stai assolutamente confermando
    però non sarà una lettura che approccerò di qui a breve...
    mmmmh, no...

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    1. Ciao Patalice! ^^
      Verrà il momento anche per il Sertão, è una lettura particolare, uno di quei libri che segnano, secondo me, (o che si odiano: non posso negare di aver letto pareri assolutamente negativi, eh! :P) ma che richiedono giusta predisposizione.
      Buon week end!!! A presto, ciao!!! ^_^

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  15. Mi mancano poche pagine alla fine del libro! Ti ringrazio per aver postato questa recensione che mi ha stimolato a leggere il libro. Hai pubblicato la recensione nel momento ideale, ovvero all'apertura della stagione estiva, quando le temperature salgono e la calura ci può far vivere meglio il racconto del romanzo, ambientato nel caldo Brasile ;-). Come scrivi, Glò, la prosa è impegnativa, ma il fascino dei luoghi, della natura e dei personaggi pittoreschi davvero non ti fanno mollare il libro. Inoltre, il narratore-protagonista ti racconta la sua vita con grande emotività e bisogno di comunicare e non puoi far altro che "ascoltarlo" con curiosità e rispetto. Tra il lettore e il narratore-protagonista si instaura uno pseudo-rapporto di amicizia: il lettore riceve le confessioni del protagonista, come se avesse conquistato la sua fiducia…o_O
    Perciò credo che alla fine del libro avrò la sensazione di aver conosciuto veramente un vecchio bandito ;-)
    Ciao!

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    1. Ciao Kiariel! Sono immensamente felice che il mio post ti abbia ispirato questa lettura! Il Sertão è un grande libro, uno di quelli che ci porteremo sempre appresso! :D
      Il tuo commento - bellissimo *_* - fa da chiosa a quanto ho scritto: anch'io ho ascoltato il narratore-protagonista con dedizione, rispetto e curiosità. Ecco perché questo romanzo è un'esperienza vera e propria! Ti trovi con i banditi, vedi attraverso i loro occhi, pensi in base alla loro morale. E poi, sei affascinato e immerso in quella meravigliosa zona del Minas Gerais *__*
      Grazie mille per la tua partecipazione! Buonanotte ^_^

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  16. Ottimo. Mi piace immaginare che Bonelli abbia attinto a piene mani per caratterizzare i suoi personaggi in Mister No. Questo per illudermi che la cultura sia un evento circolare e non una composizione di scatole chiuse. Ma forse sono un vecchio romanticone...

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    1. Chissà! Certamente questo romanzo si può prestare all'operazione di ispirare atmosfere, paesaggi e ritratti umani indigeni... è una poesia, nel suo complesso *__*

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  17. Si, poesia. Tra l'altro la narrazione prende spunto da vicende storiche misconosciute i cui strascichi si sono ripercossi sulla più o meno democraticità del brasile e dell'intero sud america. Da noi i Jagucos li avremmo chiamati briganti, miseria e nobiltà, lotta contro il latifondo, onore e tradimento...

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    1. La base storica c'è sicuramente, qui ovviamente romanzata. Ed è vera la considerazione sul codice morale jagunco... un mondo a parte.

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  18. Che bello però, dovreste riproporlo questo post.

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  19. Grazie per l'apprezzamento!!! ^_^ Fa davvero piacere!

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