mercoledì 10 giugno 2015

Libro: "Piccoli suicidi tra amici" di Arto Paasilinna



Titolo: Piccoli suicidi tra amici
Autore: Arto Paasilinna
Traduttori, dal finlandese: Maria Antonietta Iannella e Nicola Rainò
Edizione letta: Iperborea, 2006 pagine 259

In questo periodo, per il poco tempo disponibile e una certa pesantezza che avverto, ho bisogno di letture brevi e stimolanti. 
Dove attingere? Per esempio tra le opere di un autore, Arto Paasilinna, che finora mi ha sempre divertito, nonostante le tematiche raccontate non siano prive di spessore.
Piccoli suicidi tra amici si è rivelato anche meglio di come lo avevo immaginato!
Una coincidenza folle (che non suggerirò, ovviamente :D), dà il via alle peripezie di un gruppo di finlandesi aspiranti suicidi. Gruppo che si costituisce dopo un attento esame dei candidati e che si prefigge, come fine ultimo, un suicidio di massa ma, potrei dire,"di classe": azione plateale, in luogo ameno, senza però perdere del tutto controllo e senza infrangere la legge (solo leggendo si capirà pienamente quanta ironia c'è in tutto ciò)!

Ogni membro del gruppo è aspirante suicida, vero, ma è anche una persona unica, con le proprie motivazioni che l'hanno spinto alla decisione ultima. E l'autore ci svela, sapientemente al momento più opportuno, le storie dei vari personaggi.
Paasilinna sa ritrarre garbatamente e con humor decisamente nordico, molte delle fobie della società finlandese, che non sono così distanti da quelle tipiche della nostra società. Per questo motivo, non avvertiamo un senso di distacco nei confronti di questo folle gruppo: ne ridiamo, eppure tutto quello che accade ci tocca nel profondo.
In effetti si tratta di un romanzo semi-corale, perché, anche se ci sono alcuni personaggi chiave, protagonista è l'assembramento degli aspiranti suicidi.
Midnight sun at Nordkapp, Norway, by Yan Zhang - Wikipedia
Per realizzare il progetto, il gruppo si ritrova a viaggiare prima attraverso la Finlandia, per poi procedere verso Capo Nord, e, successivamente, attraverso l'Europa: è un'occasione per cantare la bellezza della natura, un tema che è sempre presente e importantissimo in Paasilinna.
Tanto che, anche in questo libro, non manca la sottile polemica ambientalista.
L'altra polemica è quella, ben nota per chi conosce l'autore, rivolta alle istituzioni, alla società, alle sovrastrutture, perché l'individuo di Paasilinna è "libero e naturale".
Nel riverbero rutilante del sole di mezzanotte si accese una conversazione sulla patria che si erano lasciati alle spalle. Per la Finlandia non provavano una grande nostalgia; aveva trattato male i suoi figli.
La società finlandese, sostenevano, era fredda e dura come il ferro, e i finlandesi crudeli e invidiosi gli uni degli altri. Nell'ingordigia dilagante, tutti cercavano di accumulare disperatamente denaro. I finlandesi erano malvagi e cupi. Se ridevano, lo facevano malignando sui guai degli altri. Il paese era pieno di imbroglioni, bari, impostori. I ricchi opprimevano i poveri, si facevano pagare affitti esorbitanti estorcendo interessi salatissimi. La massa dei diseredati si dedicava a forme rumorose di vandalismo, e non si prendeva cura dei propri figli: erano la piaga del paese, imbrattavano case, oggetti, treni e auto. Frantumavano le finestre, vomitavano e facevano i loro bisogni negli ascensori.
Dal canto suo la burocrazia faceva a gara per inventarsi nuovi moduli con lo scopo di umiliare la popolazione e far correre il cittadino da uno sportello ad un altro. I commercianti e i grossisti spennavano la clientela spillandogli dalle tasche fino all'ultimo centesimo. Le società immobiliari costruivano gli appartamenti più cari del mondo. Se ci si ammalava, medici sgarbati trattavano i pazienti come ronzini da portare al macello. Se non riuscivi a reggere tutto questo e ti crollavano i nervi, qualche infermiere dalle maniere forti del reparto di psichiatria ti infilava la camicia di forza iniettandoti nelle vene della roba che ti spegneva in testa anche l'ultimo barlume.
Nell'amato paese natìo, l'industria e i proprietari di terreni oltraggiavano senza pietà le foreste nazionali, e quello che restava ci pensavano degli insetti xilofagi a ridurlo a legnetti rinsecchiti. Dal cielo cadeva pioggia acida che avvelenava e rendeva sterile la terra. Gli agricoltori spargevano quantità così copiose di fertilizzanti che i fiumi, i laghi e i litorali erano infestati di alghe velenose. Dalle ciminiere e dagli scarichi delle fabbriche uscivano prodotti che inquinavano l'aria e le acque. I pesci morivano, e gli uccellini uscivano pateticamente dal guscio prima del tempo. Sulle strade imperversavano idioti fanatici della velocità che riempivano di sventurati i cimiteri e i reparti di rianimazione degli ospedali.
Nelle fabbriche e negli uffici i lavoratori erano costretti a lavorare in concorrenza con le macchine, e se qualcuno si stancava, veniva messo da parte. I dirigenti pretendevano efficienza senza tregua, e si comportavano con i dipendenti in maniera degradante e umiliante. Le donne erano soggette a molestie, c'era sempre qualche gentiluomo che riteneva suo diritto pizzicare qualche didietro già tormentato di suo dalla cellulite. Agli uomini era riservato il fardello di una continua coazione al successo di cui non si liberavano neanche per una breve vacanza. Colleghi biliosi si spiavano l'un l'altro e beccavano i più deboli fino all'esasperazione, e anche oltre.
Se si beveva, fegato e pancreas andavano in malora. Se si mangiava bene, aumentavano i valori del colesterolo nel sangue. Se si fumava, nei polmoni attecchiva qualche tumore fatale. Ma qualunque cosa facesse, il finlandese arrivava sempre a scaricare la colpa su qualcun altro. C'era chi si dava allo jogging fino allo stremo, e crollava sulla pista sfinito dallo sforzo. Chi non andava a correre diventava obeso, soffriva di artrosi e problemi alla schiena e moriva all'improvviso di arresto cardiaco.
Dall'andamento della conversazione i candidati suicidi cominciarono a farsi l'idea di essere in una condizione tutto sommato migliore di quei connazionali condannati a condurre una grigia esistenza in quella patria miserabile. Un'osservazione che li rese - dopo tanto tempo - finalmente felici.
Nella follia generale della corsa attraverso mezza Europa, tra peripezie divertentissime e anche inverosimili, dove tutto a volte si incastra fin troppo perfettamente, l'autore ci spiazza raccontandoci il "reale": le salsicce, i coregonini, ovvero pesciolini di lago pescati e poi conservati sotto sale, la legna di betulla da ardere, le bottiglie di alcolici con cui stordirsi, il bagno chimico del pullman extra-lusso da svuotare, i pernottamenti all'aperto in una tenda comune...

Nessun elemento buonista, nessuna lacrima, nessun luogo comune: il tema del suicidio è maneggiato con capacità e bravura dall'autore, in maniera intelligente e con una certa leggerezza, resa possibile dall'ironia tipica del suo stile. Il risultato è una divertentissima tragicommedia

La comunione di intenti e la convivenza durante il folle viaggio, finiranno per avere un peso determinante nello sviluppo della storia.
Il finale, alla Paasilinna, è bellissimo, e peccato non possa dire di più -_- se non che

"Si può scherzare con la morte, con la vita no. Evviva!"
(Arto Paasilinna)

efficace pensiero dell'autore che fa da richiamo al proverbio che apre la Prima parte del romanzo
"In questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto"
(Proverbio)

Dal sito Iperborea:




Ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta, Arto Paasilinna è nato a Kittilä nel 1942. Autore di culto in Finlandia, è molto amato anche all'estero per il travolgente humour e la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche. Dopo L’anno della lepre, che ha superato le 120mila copie in Italia, Iperborea ha pubblicato altri tredici romanzi.








Giudizio finale: il mio tesssoro


Glò 

49 commenti:

  1. E pensare che secondo molte persone la Finlandia è una sorta di mondo dove tutto funziona e tutto è perfetto... ohibò! Allora ecco che anche lì le cose non sono come sembrano (che poi è naturale: tutti i Paesi che funzionano dal punto di vista economico soffrono crepe sociali incredibili).

    Questa casa editrice mi ha sempre ispirata da impazzire, però ricordo di non essere stata mai molto d'accordo con il rapporto prezzo-grandezza del libro! :°D
    Certe volte si fa una speculazione folle, soprattutto quando i formati sono strani o ridotti rispetto a quelli classici! ma non so adesso come sia gestito questo aspetto! ^^

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    1. Mi sono resa conto di non avere scritto che il libro è stato pubblicato nel 1990 in Finlandia. Dato che mi pare molto interessante, proprio in rapporto a quello che hai scritto sulla società finlandese.
      L'Iperborea, per come la vedo io, è un'ottima CE, con un catalogo curatissimo e selezionato. È una tra le CE di qualità e virtuose (pare almeno, finora). I libri che propone sono tutti inediti, quindi mette in gioco professionisti che traducono - per quanto io sappia - dalla lingua originale (non dalla traduzione inglese, per capirci) e, senza la sua presenza, in Italia non avremo mai letto autori come Paasilinna o Stefansson :P
      Costa di più (e credo che si possa intuirne i motivi), sì, ma vale mille volte di più di alcune tra le grandi e potenti CE nostrane.
      Grazie mille Alessia e buon pomeriggio! Un abbraccio! ^_^

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    2. Capito! :D
      Io ero proprio attratta dai titoli dell'autore che ha citato più sotto Ivano, quindi penso aspetterò gli sconti o qualche occasione simile per procurarmeli, che per fortuna almeno da questo punto di vista non possiamo lamentarci!
      Grazie per la gentilissima spiegazione! *_*

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    3. Anche io! *__* C'è, per esempio, Il corvo di Kader Abdolah, oltre al titolo citato da Ivano, che mi ispira tanto!

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  2. Ti confesso Glò che non ho mai letto autori nordici.
    Interessante questo tuo post (e disgraziato perchè vedo la lista dei desideri aumentare oltre i limiti consentiti... )
    Ci faccio un pensierino.

    ps ma che bell'hobbt in fotografia!!!! :)))))

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  3. Ciao Pat!!! ^_^ Molto contenta che il libro ti abbia convinto ad allungare la lista! :D
    Se non hai mai letto autori del nord Europa, l'Iperborea ti riserverà molte sorprese: prova a curiosare il catalogo! Ci sono moltissimi titoli interessanti. Non da molto ho iniziato a leggerne, ma sicuramente vale la pena. Di Paasilinna ho letto anche L'anno della lepre (pubblicato nel 1975!), che è considerato un vero e proprio cult book da quelle parti!
    Arto ha una bella facciotta! XD Ahahah!
    Buon pomeriggio e grazie! Un abbraccio! ^^

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  4. Voglio leggere L'anno della lepre, e dopo la tua recensione, capisco di voler leggere anche questo. Grazie del consiglio. P.S. capisco bene quei momenti!
    Bacio :-*

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    1. Ciao Valentina! ^^ L'anno della lepre è stato il mio primo Paasilinna! Molto bello: in particolare ci troverai la seconda tematica cui accennavo nel post, ovvero l'insofferenza verso le istituzioni! E la natura, sempre protagonista d'eccezione.
      Se leggerai anche Piccoli suicidi, vedrai come l'autore riesce ad accostare temi seri e gravi ad un'intelligentissima ironia ;) Direi davvero utile e terapeutico!
      Grazie e un abbraccio, a presto! ^_^

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  5. Io come al solito passo, per la ragione che sai. Comunque tra i libri in attesa nel famoso scaffale ne ho anche uno di Iperborea: "Scrittura cuneiforme" di Kader Abdolah, che però stranamente è un romanzo olandese, quindi non proprio iperboreo...

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    1. Ciao Ivano, io spero sempre di riuscire a tentarti, non si sa mai, e di farti deviare dalla retta via delle tue letture stabilite per decenni! XD
      Il titolo che citi, ha attirato la mia curiosità da un bel po' ed è possibile che lo legga!
      Cito dal sito ufficiale: oltre ai paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), Iperborea pubblica la narrativa dell'area nederlandese, estone, islandese (incluse le antiche saghe medioevali).
      Il catalogo è meraviglioso *__*
      Grazie Ivano! Buonanotte! ^_^

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    2. Concordo: il catalogo è meraviglioso *_*
      Buona giornata, Glò!

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  6. Considerando il mio attuale umore , e tutto quello che mi tocca fare per casa, lavoro etc etc...me l'hanno regalato perchè in ogni momento usavo la parola " ma io mi suicido"...ahahahah
    guarda la combinazione, però non ho avuto ancora il tempo di leggerlo e sono molto curiosa..Chissà non trovi ottimi spunti ...ahahaha
    Bacissimo mia cara!

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    1. Oh Nella! Devi leggerlo, allora, senza attendere: vedrai che ti ritroverai a girovagare come una folle per mezza Europa! XD
      Troverai ottimi spunti, anche se - fortunatamente - deluderanno ampiamente le idee nerissime di partenza!
      Un abbraccio e 'notte! ^_^

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    2. Girare come una fole per il mondo( ora per fortuna un po' meno...) ci pensa già il giornale , quindi per me questa non sarebbe una gran novità..sono le aspettative che mi intrigano...
      Bacissimo adorabile!

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    3. Folle ..naturalmente con due elle!!! sic!!!

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    4. E direi che ti divertiresti molto di più con la compagnia dei folli aspiranti suicidi di Paasilinna! XD

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    5. Non ho alcun dubbio...Bacio adorabile!

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  7. Sono stata in Finlandia tempo fa. Troppo breve la vacanza per capire che tutto quel rispetto, ordine e pulizia sono solo apparenti. Non ho mai letto nulla di Paasilinna, se così divertente e ironico come ce lo descrivi dovrò correre ai ripari.
    A parte che, fin dal titolo, sembra un libro da comprare e gustarsi!
    Abbraccio Glò.

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    1. L'idea che abbiamo dei paesi nordici, come luoghi idilliaci, direi anche esotici per noi, si basa sicuramente sull'ottimo che là c'è. Quell'ottimo, però, probabilmente viene pagato in altro modo dalle persone. Leggendo Paasilinna (pensa che ha scritto i primi romanzi dagli anni '70, eh!) si va oltre l'apparenza, si coglie qualche spunto più profondo relativamente a quella società. Ci sono parti bellissime sul rapporto uomo-natura, che finiscono per trattare l'argomento dell'inquinamento e che testimoniano come abbia inciso sulle persone, non solo in termini pratici o di salute, ma anche profondamente interiori.
      Ricambio l'abbraccio! Grazie e 'notte Mariella! ^_^

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    2. Non so dire per la Finlandia, ma io ho trascorso un bel po' di tempo in Svezia e evo dire che il rispetto, l'ordine e la pulizia in quel caso non sono apparenti. Sono rimasto sempre stupito dalla gentilezza delle persone. Una volta, per esempio, dopo che al mio arrivo a Stoccolma avevo perso un treno che avrebbe dovuto portarmi a destinazione, e mi sono trovato a cercare un ostello in un momento in cui c'era il tutto esaurito, la ragazza alla reception del primo ostello dove mi sono presentato (trovandolo al completo) ha cominciato a telefonare a tutti gli altri ostelli della città e non si è arresa finché non mi ha trovato un posto. E questa è la norma.
      Poi, nelle strade, perfino i punkabbestia, puliscono tutto dopo aver bivaccato.

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    3. Paasilinna parla prevalentemente di disagio interiore (oddio, usare il termine disagio di questi tempi, mi fa morir da ridere XD), di difficoltà personali, tematiche delicate come depressione e suicidio! Non ci sono accenni a disordini pubblici, eh! ;)

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    4. Anche io pensavo al disagio interno. Un po' come avviene nel paese del Sol Levante, dove la cultura della perfezione ha portato tantissima gente al suicidio.
      Sono stata in Svezia e concordo con quanto dice Ivano. Tutto estremamente gradevole, pulito, puntuale. Per non parlare della gentilezza e disponibilità delle persone. Ma cosa nasconde il sorriso altrui?
      Quanto riusciamo a coprire grazie all'apparenza.
      PS: sono estremamente gentili e disponibili pure i NYC, che preferisco. Provate ad aprire una cartina in strada e ve ne accorgerete!

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    5. Questo è l'incipit del libro:

      Il più formidabile nemico dei finlandesi? L'introversione, la malinconia, una sconfinata apatia. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato, tenendolo da migliaia di anni sotto il suo giogo, colorandone lo spirito di cupa seriosità. Il peso dell'afflizione è tale da indurre parecchi finlandesi a vedere nella morte l'unico sollievo. La malinconia è un avversario più spietato dell'Unione Sovietica.
      Ma i finlandesi sono al tempo stesso un popolo combattivo, che non cede mai, capace di ribellarsi ad ogni occasione contro il tiranno.

      Eh eh eh! XD

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    6. I punkabestia puliscono anche in Germania, lo so per certo.
      Invidio la compostezza, il senso civico e il modo di convivere socialmente di questi paesi. Poi, per carità, chissà quanti difetti anche loro, ma sono genti "di struttura".

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  8. Insomma: ho colto al volo la tua provocazione e mi sono letta il libro nel giro di 24 ore... e mi sono spanciata dal ridere! Alla faccia della "sottile ironia"! Con le lacrime agli occhi per il gran ridere mi è difficile accettare il termine "sottile ironia".
    E come promesso ometto le citazioni: questo è un titolo da leggere e non voglio anticipare nulla di più di quanto tu hai messo nel tuo post.
    Anzi no!
    Piccola citazione che spero tu mi perdonerai:
    "... come gli indiani d'America, quando cominciano a essere in due per chilometro quadrato di tundra, i finlandesi soffrono di claustrofobia."
    Questa è dalla postfazione di Diego Marani, quindi nulla aggiungo al tuo post, se non l'invito a leggere l'opera di Arto Paasilinna!
    Come sempre "Grazie a te!" per questi stimoli!
    Ho altre opere dell'autore in lista d'attesa e me le leggerò, pregustando già da ora la "sottile ironia" esplosiva!

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    1. Eh eh eh! Grazie Gin!!! ^_^
      Parlare di questo libro senza fare eccessive rivelazioni, è difficile! E anche rendergli pienamente giustizia!
      Credo che l'humor dell'autore sia molto particolare e sottile: se non è nelle corde di chi legge può sembrare "banale" (basta vedere una buona parte dei commenti dei lettori nel sito Ibs).
      Ci sono molte parti esilaranti e anche scorrette, con le quali Paasilinna mette in discussione l'ordine prestabilito ;)
      Grazie mille Gin, alla prossima lettura! XD

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    2. Eh no!
      Scusami cara ma mi rifiuto di prendere in considerazione le "opinioni dei lettori", sia dal sito Ibs, sia da aNobii sia da altri "luoghi del web" dove chiunque può starnazzare a volontà.
      Credo che questa sia una degenerazione orrenda della nostra civiltà: il "feedback" x tutto e tutti, e tutti hanno la stessa importanza....
      Ma non è vero!
      Posso capire il "feedback" dato ad un venditore, mai ad un libro.
      La tua opinione ha per me un alto valore, così come quella di poche altre persone che conosco e che so interessate alla letture come me.
      E queste sono le uniche opinioni che contano, oltre al mio "sesto senso e mezzo" ;-)
      Inoltre, io rispetto da sempre il "Patto con l'autore", e con Paasilinna mi riesce molto bene.
      ;-)

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    3. Gin, è vero quello che dici. Ma... le tipologie del lettore sono moltissime: c'è chi legge per passare il tempo, chi per non pensare, chi perché curioso, chi perché è cool, chi fa finta di leggere per darsi un tono, chi legge criticamente...
      Ognuno faccia quel che crede. E io, avendo uno spazio mio E aperto a tutti, ne devo tenere conto. Ti assicuro che Paasilinna è poco amato/capito/quel che vuoi da parecchi lettori!
      Penso che quando si leggono autori stranieri, non i classici più noti, si abbiano sempre delle mancanze (culturali, di empatia, ecc.): sta a chi legge colmare o cercare di comprendere. Poi, un libro può anche fare schifo, ma è un altro discorso ;)

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  9. Curioso che un autore finlandese abbia voglia di mettere in tragicommedia uno dei problemi più sentiti del suo paese. Credo che statisticamente la Finlandia si posizioni ai primissimi posti per tasso di suicidi tra i paesi dell'Europa Occidentale. D'altra parte credo che tutte quelle ore di buio in inverno siano difficili da gestire e favoriscano alla grande certi fenomeni di depressione.

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    1. Ciao TOM! ^^
      Per ovvi motivi, non ho riferito quasi nulla delle vicende raccontate: Paasilinna non ironizza sulle motivazioni della volontà di suicidarsi del folle gruppo, che, anzi, nasce con lo scopo di supportare gli "aspiranti". Durante le peregrinazioni/scorrerie per mezza Europa si sviluppa un forte spirito di comunione tra quelle persone, ciò che permetterà a molte di loro di decidere più attivamente e consapevolmente il prossimo futuro. Nella compagnia, vi sono mogli maltrattate, disoccupati, falliti, persone che non riescono più a trovare una collocazione sociale... Il viaggio mette tutti a un livello zero: non ci sono distinzioni effettive, si condivide l'esperienza e ci si aiuta reciprocamente. Tutti sono attivi, dunque. Un altro elemento importante è la presenza quasi costante della Natura, che ha un effetto benefico a più livelli.
      Credo che l'autore dimostri un profondissimo rispetto per la vita e forse attraverso questa tragicommedia ha voluto far emergere una problematica abbastanza taciuta tra la sua gente (ovvero, ok i numeri e le statistiche, ma da quel che ho capito il "finlandese" esterna poco, anche se questa è una generalizzazione brutale :P)
      Grazie e buon week end TOM! ^_^

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    2. Io credo vada oltre la "tragicommedia": in realtà è una "critica sociale" all'ennesima potenza! Sicuramente proprio partendo dal fatto che nel suo paese il problema "suicidio" è serissimo, riesce, mettendo in campo le forze della natura e del caso, a trattare l'argomento facendo spanciare dal ridere chi lo legge, e sicuramente non per l'argomento di base!
      I finlandesi devono essere un popolo strano, come fa rilevare l'unica citazione che mi sono permessa nel precedente post: non socializzano tra di loro, ma dato che sono consapevoli che ognuno di loro ama bere, comprano una bottiglia di superalcolico, ne bevono da metà a 2/3 e poi, ben tappata, la lanciano nel lago (inizio della storia) in modo che chi abita sulle sue coste possa raccoglierla e farsi una bevuta, che ovviamente si sentirà in dovere di ricambiare... e così via! Il lago è solcato in tutti i sensi da questi piccoli messaggi di "condivisione"...

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    3. Tom, il pensiero corre al mondo nipponico e al suo modo di rappresentare ritualmente il suicidio! :-)

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  10. Sarà che amo il genere, ma questo testo mi incuriosisce non poco.
    Ultimamente, a dire il vero negli ultimi 4 o 5 anni, mi sono imbattuta spesso in tante manifestazioni letterarie, cinematografiche, teatrali, sul tema della morte, che spesso è trattato ironicamente, con stile. In particolare il mondo british sa farlo molto bene.

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    1. Sicuramente apprezzerai questo libro! ^^ Avrei voluto citare tanti passaggi, esilaranti, ma sarebbe stato davvero crudele: avrei rovinato una lettura (anche) spassosissima!
      Paasilinna riesce a giocare in maniera intelligente con un tema tanto complesso come quello del suicidio e, per estensione, della morte. A mio avviso, ovviamente!
      Buona serata cara Luz! ^_^

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  11. Io di autori nordici per adesso seguo soltanto Lindqvist ( Lasciami Entrare - Il Porto Degli Spiriti ).
    L'incipit mi intriga, ma non è un libro che comprerei.
    Devo vedere se si trova a poco in e-book e nel caso ci faccio un pensierino. :-)

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    1. Di "Lasciami entrare" ho visto il film, bello!

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    2. Non ho ancora letto Lindqvist ed è parecchio che non leggo libri propriamente horror :P Annoto! :D
      So che Iperborea ha in catalogo anche ebook a prezzo più contenuto rispetto al cartaceo, buona politica!
      Ciao e grazie Pirkaff! ^_^

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  12. Inizialmente avevo pensato fosse "Piccoli omicidi fra amici", invece no!
    Per quanto riguarda la tematica, io ho letto "Le vergini suicide" di Eugenides, ma era un romanzo di tutt'altro tipo, niente ironia, ma una vicenda terribilmente drammatica.

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    1. Ciao Marco! Il titolo confonde, sì! :D
      Non ho letto il romanzo di Eugenides, ma ho visto il film della Coppola (che adoro come regista) e mi è piaciuto moltissimo, dalla scelta della OST all'ottimo cast! Non ho idea se ci sia effettiva corrispondenza con il libro, ma il film è struggente! *__*
      Grazie mille e a presto! ^^

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    2. Anche in questo caso ho visto il film: "Il giardino delle vergini suicide"

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  13. Questo libro l'ho sentito e me lo hanno consigliato. La bella analisi è un altro input

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    1. Secondo me è un buon titolo per approcciare Paasilinna! E, se piacerà per stile, sarà soltanto l'inizio! ^^
      E grazie mille ^_^

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  14. Sto cercando il libro. Oggi primo tentativo andato a vuoto. Ma non demordo;)

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    1. Spero sia di facile reperibilità :P Sarebbe un vero peccato in caso contrario!
      Qui da me c'è la sola libreria cittadina decente, che è abbastanza rifornita per quanto riguarda l'Iperborea, e per fortuna!

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  15. Ho incrociato diverse volte questo libro negli ultimi mesi, ma non mi sono mai convinta a leggerlo.
    Mi hai convinta! ;-)

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    1. Ciao Cheyenne! ^^ Questo è un ottimo titolo per intervallare certe letturone che fai (e che io so XD)
      Molto felice di aver suscitato la tua curiosità ;) Anche perché... che ho fatto poi a Capo Nord? XD
      Grazie mille! ^_^

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    2. Ahahaha! Giusto! Che ci facevi a capo Nord!? E così lo scopro! ;-)

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  16. spesso sentito nominare, mai letto... debbo sopperire

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    1. Se non hai mai letto nulla di Paasilinna, questo libro potrebbe essere un ottimo inizio ;)
      Molto divertente, ma affatto banale nelle tematiche!
      Ciao e grazie Pata! ^_^

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