giovedì 16 luglio 2015

Fumetto: Key of Z

Zombie stories are never really about zombies
(Claudio Sanchez)


Titolo: Key of Z
Autore: Claudio Sanchez - Chondra Echert
Disegni: Aaron Kuder - Nathan Fox (cover)
Traduzione: Giulia Prodiguerra
Edizione letta: Lion (RW Edizioni) collana Real World, 2015 pagine 112

Antefatto: bighellonavo sognante nella mia fumetteria di fiducia quando, distrattamente, passo davanti ad una pila di volumi dai colori accesi e mi trovo a pensare "cavoli, ed io che mi son sbattuto tantissimo per comprarlo in rete...", faccio altri 2 passi, mi fermo, gli stessi 2 passi in retromarcia da novello moonwalker, prendo un volumetto e aprendolo...
Bene, il volume che pochissimi mesi prima avevo acquistato in lingua originale sulla versione internazionale di un noto store online, era lì, in italiano, pronto a seguire le sorti del suo gemello straniero.

Tralasciando le considerazioni sulla compulsività dei collezionisti (si è trattato di un doppio regalo, ma non mi sarei comportato diversamente fosse stato per me), e prima di fare qualche considerazione sull'opera, sento la necessità di qualche altro piccolo excursus.

Che cos'è l'arte e chi può essere definito artista completo?
No, non ho domande più semplici :P però posso provare a dire la mia. Arte è espressione di un qualcosa che si ha dentro e che non si riesce a non tirar fuori, un qualcosa di astratto che deve avere una realizzazione pratica. Come sappiamo un po' tutti, i campi di detta concretizzazione sono innumerevoli e quindi la diretta conseguenza è che un artista è colui che riesce a dare almeno una forma al suo io interiore. Escludendo i cosiddetti geni, dal mio punto di vista (e sottolineo mio), l'artista completo è colui che riesce a spaziare e sgattaiolare tra più dei detti campi. Insomma, senza togliere niente agli artisti specializzati esclusivamente nei propri unici settori, ritengo che un artista si avvicini alla completezza quanti più rami dell'arte riesce a toccare (e scusate le continue ripetizioni).

In questo contesto mi sento di includere Claudio Sanchez e non mi sono fatto influenzare dalle sue ascendenze anche italiane U_U ma solo dal suo CV e mi limiterò a citare solo i campi che ci interessano in questa occasione: musicista, scrittore, editore e anche le tre cose insieme. Un piccolo esempio? Eccolo:


Quanto appena vissuto dai vostri sensi è il risultato dell'estro di questo ragazzo, giovane autore del fumetto "The Amory Wars", dei relativi concept album (e video "abbinati") del suo gruppo musicale Coheed and Cambria.

Con queste premesse, posso finalmente introdurvi l'argomento di questa mia opinione, partendo proprio dalla citazione nella didascalia della cover, dichiarazione rilasciata dallo stesso Sanchez nel corso di un'intervista: Key of Z non è una storia di zombie, questi ultimi sono solo una cornice per argomenti di tutt'altro spessore. Anche se dobbiamo ringraziare proprio la loro presenza se questo piccolo gioiellino è arrivato nel nostro Paese, spinto da una delle tante mode del momento (libri, film, telefim, ecc).

La trama, sicuramente semplice, ma non banale nè tantomeno così lineare, è raccontata in modo abbastanza originale, perlomeno rispetto ai miei standard. Si susseguono salti temporali e spaziali, specialmente nella prima parte, col chiaro intento di voler far ritrovare il lettore davanti al mondo con cui ha a che fare, quasi confondendolo per tutte le informazioni fornite. Ma nel corso della lettura, tutto trova una precisa collocazione, ogni flashback ha il suo riscontro, ogni minimo dettaglio ha il suo bel significato. Tra l'altro, siamo stati molto fortunati ad usufruire direttamente dell'opera completa: infatti in America, come consuetudine, sono stati pubblicati prima i 4 numeri singolarmente con cadenza mensile da ottobre 2011 a gennaio 2012, non avrei retto l'attesa tra un numero e l'altro!

Andando avanti nella lettura, scopriremo che Key of Z è una storia di vendetta nella sopravvivenza, l'atavico scontro tra il bene e il male dove le controparti non sono poi così nette e distinte, quasi machiavelliche (termine non usato a caso, lascio la curiosità ai lettori), il racconto da un punto di vista tutt'altro che immacolato, negli intenti e nelle azioni, dove le riflessioni personali hanno molto più peso rispetto alla crudezza dei dialoghi e delle scene. Il tutto contornato da un'ottima realizzazione grafica, coinvolgente nella sua espressività, e dall'azzeccata distribuzione dei balloon, non solo nei dialoghi, ma anche e soprattutto nel flusso dei pensieri.

In una parola? Coinvolgente, sia che siate cultori del genere, sia che ne siate solo incuriositi per una digressione dalle solite letture. Non sto sicuramente gridando al capolavoro, sia chiaro. Ma sono rimasto colpito molto positivamente da questa breve opera, scoprendo quanto, alle volte, questo tipo di comunicazione possa essere empatica, anche in scenari assolutamente lontani dalla nostra realtà.

E per finire, vi lascio con un altro brano della band dell'autore, che non è direttamente collegato con l'opera in questione, ma può avere qualche richiamo, considerando anche l'armonica che spunta in copertina... beh dai, vanno proprio di moda questi zombie!!!





PiGreco

17 commenti:

  1. Questo post è veramente un bel regalo che ci fai. L'ho gustato come si apprezza un bel ghiacciolo mentre l'afa ti divora. Questo artista lo conoscevo solo per la musica e nemmeno bene. Grazie e complimenti.

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    1. Fino a un annetto fa era uno sconosciuto anche per me. ma nella condivisione si scoprono sempre tante belle cose che normalmente rimarrebbero a noi ignote, basta essere curiosi e non partire prevenuti ;)

      Grazie per le belle parole, lo apprezzo molto ^_^

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    1. Ciao Patricia e grazie per essere passata ^_^

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    2. Ciao Pat!!! ^_^ 'notte e buona domenica :D

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    3. Ciao Passo e leggo ma di fumetti proprio non me ne intendo.... ops! non li amo troppo... :((
      Perdonata????

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    4. Già solo il fatto di passare e leggere, per quanto mi riguarda, ti fa perdonare alla stragrande ;)

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  3. Il mio è un percorso strano, volevo dedicarmi alla costruzione di un blog e più passa il tempo e più mi rendo conto che mi piace tantissimo leggere quelli degli altri....di alcuniiiiiiii.

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    1. Condivido la meraviglia della blogosfera e, non so gli altri 2 soggettoni, ma personalmente sono contento di essere tra quegli alcuniiiiiiii :D

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    2. Nella mia idea, la piacevolezza di avere un blog passa anche dall'apprezzare e dal partecipare a casa altrui: se c'è comunicazione e una bella atmosfera, se ne esce notevolmente arricchiti, per contenuti e non solo ;)

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  4. Sì, la cosa più bella di questo mondo è lo scambio di idee e prospettive.

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  5. Vanno di moda, si, soprattutto grazie al The walking dead fumettistico e televisivo altra opera dove gli zombie sono un pretesto per raccontare altro, la società, l'uomo, la capacita di bene e male di ognuno di noi, etc...

    I Coheed and Cambria li avevo anche ascoltati un po' di volte qualche anno fa, poi non li ho mai approfonditi.

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    1. Se arrivasse anche The Amory Wars in italiano sarebbe cosa molto gradita, considerando anche che la colonna sonora è già pronta, tutto diventerebbe molto più chiaro... ma non ci sono zombie, ci toccherà aspettare qualche altra moda :P

      E pensare che gli zombie non mi hanno mai detto molto :D

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  6. Ecco così svelato il mistero del Juggernaut! (ricordi? nel nostro scambio di commenti sul blog di Ferruccio).
    Io sono appassionatissimo di fumetti ma raramente mi spingo oltre gli anni '70. Proprio ieri però, mentre mi occupavo di Ellroy, ho scoperto l'esistenza di una graphic novel pubblicata da Einaudi e tratta dal suo Dalia nera, dove c'è di mezzo lo stesso Ellroy insieme al regista David Finch. Quello è uno stile di disegno che mi piace. La conosci?

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    1. Anche se la mia memoria è molto labile, aspettavo questo tuo commento :D mentre scrivevo mi son chiesto (testimoni Mik e Glò) se sottolineare la cosa o meno: alla fine ho deciso di lasciare a voi la citazione :P

      Aggiungo che nella parte successiva della storia (ricordo che le canzoni e gli interi concept album sono l'altra faccia della medaglia The Amory Wars) il Juggernaut diventa proprio un veicolo armato, molto imponente e pericoloso, e non aggiungo altro, facciamo gli scongiuri per una versione italiana prima.

      Io da appassionato di manga, mi sono leggermente allontanato dai fumetti, salvo qualche motivata eccezione. Le GN sono per me un campo nuovo, e apprezzo lo sforzo degli editori che le portano da noi, non è affatto un campo semplice, nonostante il fandom. E devo dire che sono anche abbastanza ignorante del genere, messo in quella sezione "to do" che presto o tardi vorrà la sua rivalsa :P

      L'opera da te citata -ovviamente- non la conosco, ho visto poco fa qualche immagine e non deve essere male, poi tu garantisci sulla storia... mi sa che va nella lista dei futuri acquisti :D

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  7. Pi Greco..che regalone, che curiosità , che genialità, che intrigo e chi se lo perde?
    Complimenti anche come musicista, niente male..
    Ho sempre pensato che il vero artista è quello che in un attimo ti può bucare l'anima...
    Grazie e un abbraccio!

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    1. Bellissima immagine, Nella!

      Grazie a te per essere passata e aver apprezzato ;)

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