giovedì 8 ottobre 2015

Libro: "Scorpio Baby Rose" di Sergio L. Duma

Scorpio Baby Rose di Sergio L. Duma


Titolo: Scorpio Baby Rose
Autore: Sergio L. Duma
Edizione letta: Eretica Edizioni, 2015 pagine 240
Versione cartacea: 13,40 €

Prima di entrare nel vivo della trattazione in oggetto, vorrei farvi mettere nei miei panni :P
In questa circostanza vorrei ribadire una delle cose che ho apprezzato fin dal primo istante di questo blog: la parola opinione.
Personalmente non ho né titoli specifici né ferrate competenze per formulare un giudizio in senso stretto, quindi quando scrivo su di un qualsiasi argomento, lo faccio con l'idea di esprimere un parere assolutamente soggettivo, niente di più e niente di meno.
E nella soggettività cerco di essere anche oggettivo, rispetto ai miei standard, ovviamente.
Tanti anni fa, ebbi la fortuna di affiancare, durante una gara di dressage, una signora giudice che, nel corso di un'esibizione non troppo positiva della figlia di un nome noto dell'ambiente, mi disse abbastanza francamente: "quando sei seduto da questa parte, dovresti valutare quello che vedi e immaginare il fantino senza testa".
Magari non era necessaria questa premessa, ma ci tenevo particolarmente.

Ma torniamo a noi e inizio subito dicendo che Skorpio Baby Rose mi è piaciuto!
Potrei dire che ci troviamo di fronte ad un buon thriller, potrei aggiungere che la trama è ricca e contorta quanto basta, potrei affermare che l'autore ci ha regalato un'ottima caratterizzazione dei personaggi, potrei anche cercare di descrivere le atmosfere evocate, potrei... ma probabilmente non renderei giustizia a quanto letto.
Chiariamo, ci sono delle pecche, o -meglio- quelle che definirei possibili limitazioni che permeano l'opera, avete presente i bollini televisivi? Ecco, sarebbe da bollino rosso :P ma andiamo con ordine.

Partiamo subito da questo mio piccolo paragone precedente: la trama, narrata in prima persona dal protagonista, ha un vago sentore di sceneggiatura, e non è solo il riferimento -contenuto nella sinossi- a Twin Peaks che me lo fa affermare. È un'impressione che ci accompagna durante tutta la lettura, vuoi per le descrizioni molto dettagliate, vuoi per i dialoghi diretti e sferzanti, vuoi per una fantomatica colonna sonora sempre presente, ma sembra davvero di immaginare le scene di un (tele)film. Quello che potrebbe far storcere un po' il naso è la crudezza dei dialoghi e dei fatti raccontati. Ovviamente questa non si esplica "a buon mercato" o per il solo gusto di andare controtendenza, non è gratuita: calza a pennello con tutto il contesto. Alcuni personaggi -tra cui il protagonista- sono molto giovani, altri di dubbia cultura/morale, quindi il loro registro linguistico è una diretta conseguenza del loro status e, inoltre, si adatta molto alle circostanze.

So che può risultare difficile immaginare senza leggere, ciò nonostante ritengo che sia stata una scelta autoriale coraggiosa che ha avuto come risultato un romanzo a tinte molto forti, forse non per tutti i palati, ma che mi auguro abbia il successo che -a mio parere- merita.

Non posso concludere la mia opinione senza fare un piccolo riferimento a quello che oso definire il maledetto mantra o mantra maledetto!
Per tutto il libro, ad intervalli molto variabili, ma sicuramente ben determinati, ricorre una frase, uguale solo nella cadenza, simile nelle parole, con qualche piccola variante nella sua espressione: un maledetto mantra! Se nelle prime ripetizioni si ha quasi l'impressione di una scelta forzata, con il passare delle pagine di trasforma, evolve nel mantra maledetto! Azzardo un paragone letterario (a costo di sembrar fissato con il libro da cui la citazione): avete presente l'addomesticamento richiesto dalla volpe al piccolo principe? Ecco, è questo l'effetto che si prova quando non compare per qualche pagina in più, lo ricerchi, ti chiedi perché non arrivi e ti senti sollevato quando finalmente -sorridendo compiaciuto- puoi leggerlo in modo quasi corale con il protagonista.

Per sfamare la vostra curiosità, sappiate che ci sarà un riferimento edulcorato nelle righe seguenti :P ebbene sì, ho approfittato della disponibilità di Sergio per confezionare questo interessante scambio di battute, ma bando alle ciance...


Signore e Signori, ecco a voi: Sergio L. Duma!

Dicci qualcosa di te che non sappiamo già dopo aver letto la segnalazione (tipo la L. nel tuo nome!!!).
La L sta per Luigi. Mi firmo con la elle appuntata semplicemente perché mi piace e non ci sono altre ragioni :-). Sono nato e vivo a Galatina, nel cuore del Salento. Amo la letteratura, il cinema, l’arte, il rock, i fumetti e tutto ciò che ha a che fare con la creatività. Sono interessato all’esoterismo e tale interesse è evidente in quello che scrivo. Da questo punto di vista Scorpio Baby Rose è forse un’eccezione e nel romanzo mi sono concentrato su atmosfere thriller/noir. Mi considero una persona abbastanza tranquilla e ho ritmi di vita metodici e rilassati, in contrasto con la mia immaginazione che è meno tranquilla e rilassante. Non so spiegarne la ragione. Mi limito a prenderne atto.

Per rimanere in tema "fatti tuoi", nella sinossi citi "Twin Peaks": altri riferimenti appartenenti al tuo background?
Be', David Lynch è una delle mie influenze fondamentali. Direi che è un’ossessione. Naturalmente la letteratura fa parte del mio background. Ho letto e leggo di tutto, dalla narrativa alla saggistica, e ho una predilezione per un certo tipo di letteratura americana. William Burroughs è uno dei miei miti ma posso aggiungere Thomas Pynchon, Bret Easton Ellis e tanti altri. Adoro pure l’inglese J.G. Ballard. Insomma, parliamo di scrittori caratterizzati da un’immaginazione estrema ed eversiva ed è a questi che mi sento vicino, perlomeno idealmente. In ambito artistico vado pazzo per i surrealisti. I paesaggi visionari di Ernst e di Dalì mi hanno sempre affascinato.

Entriamo nel vivo del tuo essere scrittore: come mai non l'auto-pubblicazione?
Onestamente non ci ho mai pensato e nemmeno mi interessa. Io la penso così: uno scrittore scrive un romanzo e lo propone a un editore. Se quest’ultimo lo ritiene valido lo pubblica. Se accade, è la conferma della qualità di ciò che hai fatto. L’auto-pubblicazione da un lato consente a chiunque di farsi conoscere ed è un’ottima cosa ma non è, secondo me, la dimostrazione di un talento. Intendiamoci: esistono auto-pubblicazioni di buon livello ma anche tanta spazzatura. In Italia si legge poco ma quasi tutti hanno il classico manoscritto nel cassetto. Nella stragrande maggioranza dei casi, sedicenti scrittori auto-pubblicano testi che non verrebbero presi in considerazione da nessuna casa editrice perché non lo meritano. Ecco, a rischio di sembrare spocchioso, non intendo essere confuso con questi personaggi. Preferisco quindi il percorso tradizionale: trovare una casa editrice seria (e per seria intendo non a pagamento) e farsi pubblicare. E se non ci riesco, pazienza.

E passiamo al romanzo in oggetto: dal mio punto di vista, hai osato parecchio (tematiche, linguaggio, ecc), non credi possa essere penalizzante? O pensi che sia un'arma in più per farsi largo in questo mondo ormai categorizzato?
Non saprei cosa dire, francamente. Scorpio Baby Rose, peraltro, è la cosa forse più "soft" che ho scritto. In passato ho pubblicato Tempi Terribili (Libro Aperto International Publishing) che era molto più estremo, sia per la struttura che per le tematiche affrontate. Ho poi pubblicato in e-book una raccolta di racconti, Il Mondo Dei Sogni (Teomedia), e un romanzo, Isteria.Com (Inspired Digital Publishing), più carichi di tensione di Scorpio Baby Rose. Non so se avrò difficoltà in futuro ma non riesco a concepire storie rilassanti e non sono politically correct. Questo potrebbe crearmi problemi in Italia? Può darsi. Tempo fa ho proposto a un'agente letteraria di un certo peso un romanzo in cui tra le altre cose tiravo in ballo la tragedia dell’undici settembre in maniera molto irriverente e mi ha detto che poche case editrici sarebbero state propense ad accettarlo senza profonde modifiche. E ha aggiunto: "Siamo in Italia e la scorrettezza politica non è ammessa. In America è diverso". In effetti, se ci pensi, negli Stati Uniti scrittori oltraggiosi come Dennis Cooper vengono pubblicati senza problemi; se analizziamo serial televisivi come "True Detective" o "Sons of Anarchy" nessuno si scandalizza. Da noi invece al massimo possiamo fare "Don Matteo" e se si cerca di proporre qualcosa di diverso, vedi "Gomorra", nascono subito polemiche assurde. Non penso sia un problema del pubblico, però, o almeno non completamente. Credo che siano coloro che detengono le redini del sistema editoriale, televisivo e comunicativo a non far passare determinate cose. Io non mi preoccupo: sono convinto che uno scrittore debba seguire l’ispirazione senza curarsi delle conseguenze e se ha talento troverà il modo di emergere malgrado tutto. Per ciò che mi concerne, l’ispirazione mi conduce verso lidi inquietanti e non mi reprimo. Finora ho trovato editori che non mi hanno creato difficoltà. Tra poco uscirà per Teomedia un’altra raccolta di racconti in formato e-book, I Libri degli Incubi, dalle tematiche molto forti. Nei prossimi mesi poi uscirà sempre in formato e-book un romanzo, Campo di Concentramento Senza Lacrime, per Panesi Editore. Anche in quel caso, le tematiche non sono per tutti: controllo e manipolazione mentale, satanismo, omicidi rituali, attori di Hollywood che vengono decapitati e amenità del genere.

Che mi dici dei luoghi raccontati? C'è mica qualche corrispondenza con posti realmente esistenti?
No. Lacrima è un posto immaginario. L'ho concepito come un tipico paese della provincia italiana, però. Potrebbe trovarsi dovunque, secondo me.

In Scorpio Baby Rose, la musica ha la sua notevole importanza: raccontaci dell'influenza della musica nella tua vita e nei tuoi romanzi, e chi, secondo te, potrebbe essere lei oggi.
Inizio da questo ultimo punto. Quando ho scritto il romanzo pensavo a una cantante stile Madonna. Potrebbe essere lei o uno dei suo tanti epigoni (Britney Spears, Christina Aguilera, Lady Gaga, ecc.). Tuttavia, non ci sono riferimenti a una cantante specifica, piuttosto a una tipologia di popstar. Quanto alla musica, certo, è stata molto importante per me sin da quando ero adolescente. Ho iniziato ascoltando il punk di Sex Pistols, Clash, Buzzcoks, poi sono passato alla new-wave e al post-punk di Joy Division, Magazine, Tubeway Army, Devo, B-52’s, Talking Heads. Amo molto i suoni elettronici e, oltre ai maestri Kraftwerk, ho adorato i primi Depeche Mode, gli Ultravox, gli Human League e in generale l’ondata techno-pop degli anni ottanta. Ho apprezzato pure il grunge di Nirvana e Soundgarden e oggi ascolto un po’ di tutto. Mi piacciono i Nine Inch Nails, Marilyn Manson e l’electroclash di Le Tigre e di Peaches. Tra le cose recenti che ho avuto modo di ascoltare, trovo interessanti i Royal Blood e Courtney Burnett. Avrai notato che ho citato solo nomi stranieri. La musica italiana mi lascia un po' freddino ma ho una predilezione per i gruppi prog degli anni settanta. Le Orme, in particolare, sono tra i miei musicisti preferiti. Questo interesse si riflette senza dubbio nelle mie opere.

Domanda mantra: ora che non c'è più niente da fare e la fine è arrivata, che farà Sergio L. Duma?
Continuerà a scrivere e a cercare di pubblicare. Delle cose in uscita ho già parlato. Ho un'idea in testa… l’idea di un romanzo, intendo. Non so se riuscirò a scriverlo e non so neanche se lo pubblicherò. Qualcosa mi dice che, qualora ciò avvenisse, potrebbero crocefiggermi, dal momento che intendo affrontare un tema controverso. Non aggiungo altro e, da buon fan di David Lynch, lascio tutto nel mistero e ti ringrazio dell'intervista e dello spazio che mi hai concesso! :-)


Ed io ringrazio nuovamente Sergio per avermi dato la possibilità di scoprire il suo romanzo, per l'opportunità di poterne parlare liberamente e per la gentilezza dimostrata, non solo in quanto leggete poco sopra. Con la speranza di incontrarlo presto ancora su queste pagine!


Giudizio finale: ottimo acquisto


la nostra Libreria (PiGreco)

22 commenti:

  1. Ma con tutti i riferimenti al serial culto della televisione e la musica anni '80 (mia preferita Depeche in testa) non posso non segnare il libro di Sergio nella mia wish list. Concordo con quanto dite sull'editoria e sugli sforzi che un bravo autore deve fare per farsi pubblicare da una casa editrice. Anche se, oggi come oggi, con uno "squalo" che sta diventando sempre più vorace, sono più preoccupata che mai per le piccole. Loro sono vere e proprie fucine di talento. Buona giornata.

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    1. Bello che questo libro inizialmente segnalato sempre da voi, sia poi stato recensito così bene!!!

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    2. Ciao Mariella,
      preparati perché ne leggerai delle belle (anche delle brutte, ma son belle a modo loro :P).
      Io non mi preoccuperei, fino a quando ci saranno scrittori talentuosi, presto o tardi avremo modo di immergeci in letture interessanti.
      Sono contento ti sia piaciuto il papirone sopra :D ma diamo a Cesare quel che è di Cesare... i ringraziamenti vanno in ordine di apparizione a:
      - Sergio che ha scritto questo bel romanzo
      - Ferruccio che l'ha invetrinato sul suo blog
      - un PG a caso che ha commentato in maniera interessata
      - ancora Sergio che è venuto a sfogliare la nostra Libreria
      e solo alla fine allo stesso PG che si è potuto dilettare nella lettura e poi nella scrittura :D

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    3. A proposito, dimenticavo (come mio solito -.-"), approfitto del tuo commento per spammare la fan fiction di Sergio sul personaggio di Leland Palmer:

      https://www.facebook.com/dimensionefobos

      tanto per rimanere in tema ;)

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    1. Grazie Ferruccio,

      ho avuto ottime motivazioni e soprattutto un bravo mentore ;)

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  3. Interessanti le considerazioni fatte dall'autore riguardo al'auto pubblicazione, credo davvero che sia una risposta molto saggia.

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    1. Ciao Nick e grazie per il commento ^_^

      In effetti ho dovuto fare una bella selezione per poi arrivare a fare proprio le domande che compaiono nell'intervista: avere un contatto con un autore, per di più navigato, è molto stimolante e ho dovuto combattere tra la mia voglia di saperne sempre di più e i limiti di spazio e di tempo (e di sopportazione XD). Tutto sommato mi ritengo estremamente soddisfatto.

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  4. Io com'è noto non mi fido degli editori (con poche eccezioni tipo Adelphi) e preferisco il self-publishing. Anche perché voglio scrivere quello che mi pare e piace senza che altri ci mettano il naso.
    Per il resto, finalmente uno che cita il più grande scrittore della nostra epoca: Thomas Pynchon *__*

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    1. Ciao Ivano,

      come sai, non sono né uno scrittore, né aspirante tale, anche se ho il pallino della scrittura, ma se mai volessi andare oltre questo status, avrò piacevolmente modo di confrontarmi con le tante voci del -e fuori dal- coro per poter riflettere su quello che pare essere il cruccio di tanti :D

      Sono davvero felice delle reazioni all'intervista nei vostri commenti, penso ce ne sia per tutti i gusti. Anzi, approfitto per dire che ho avuto modo di apprezzare la serie TV "Sons of Anarchy" citata da Sergio, un po' cruda in alcuni passaggi, ma molto realistica, la consiglio vivamente :D

      E visto il tuo entusiasmo, vedrò di informarmi meglio su Pynchon e reperire, magari, qualche sua opera ^_^

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  5. Sicuramente l'auto pubblicazione può essere una valida alternativa oppure pubblicare sotto una licenza Creative Commons.
    Saluti a presto.

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    1. Salve Cavaliere,

      in effetti di possibilità ce ne sono tante, ognuna con pro e contra, sta molto alle scelte dell'autore, e dalle proposte che vengono fatte, eventualmente, dalle case editrici.
      Son belle gatte da pelare :D

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  6. Ottimo lavoro di diffusione. Come sempre. Simpatica anche l'intervista.

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    1. Ciao Massimiliano,

      lieto ti sia piaciuto il tutto ^_^

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  7. Complimenti a intervistato e intervistatore. Siete riusciti ad incuriosirmi... soprattutto su quello che viene qui definito "manta maledetto", visto che viene citato più volte senza però spiegare nulla... ^_^

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    1. Ciao Tom e grazie per i complimenti, graditissimi :D

      sono stato volutamente criptico in generale: non ho fatto riferimento alla trama (presente nella nostra precedente segnalazione), ho evitato spoiler di qualsiasi tipo e anche citazioni dal testo, ma non potevo fare altrimenti! :D essendo un thriller, dove i particolari contano praticamente tutti, riportare qualsiasi cosa, diventava pericoloso :P quindi mi sono concentrato su tutti gli altri dettagli che mi hanno fatto apprezzare il libro.

      L'unica cosa che mi sono concesso è stata riportare -in maniera modificata- il mantra: era un'occasione troppo ghiotta, e non potevo non coglierla per la domanda finale!

      Spiegarlo metterebbe in moto tutto il meccanismo che porterebbe a raccontare il libro svelando troppo. Molto meglio scoprire tutto leggendolo ^_-

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  8. Ha ragione Obsidian M, il mantra è una bella esca, ma molto invitante è la tua presentazione di questo romanzo,
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana e grazie mille!

      Concordo sul mantra, anche se all'inizio -come ho riportato- mi dava quasi fastidio, soprattutto per la mia innata curiosità, poi tutto verrà spiegato :P

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  9. sergio l. duma9 ottobre 2015 12:41

    Ringrazio PiGreco della recensione e dello spazio concessomi e ringrazio anche gli utenti! :)
    Sergio.

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    1. Grazie a te per essere passato a trovarci :D

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  10. E come si può non leggere questo romanzo? Impossibilissimo..
    Per me sono bastati i riferimenti musicali , Kraftwerk compresi e già l'autore mi aveva conquistato....Quindi leggerò il libro con gusto e piacere e la musica senza alcun dubbio , dilettevole, mi accompagnerà per tutto il racconto...
    Abbraccioni!

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    1. Buona lettura e un abbraccio anche a te, Nella! ^_^

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