lunedì 23 novembre 2015

Glò thinking - La Cultura in gruppo: da Edith Wharton agli odierni social


Una delle mie amiche di lettura, Elisabetta, mi fornisce non solo lo spunto ma anche materiale per chiacchierare con voi dello snobismo del lettore grande esperto e conoscitore di tutto ciò che è stato edito e non.


"La signora Ballinger appartiene a quella categoria di signore che inseguono la Cultura in gruppo, quasi che fosse pericoloso imbattervisi da soli. A tale scopo, ella aveva fondato il Lunch Club, un'associazione composta oltre che da lei stessa, da diverse altre indomabili cacciatrici dell'erudizione".
Xingu è un racconto di una sessantina di pagine, del 1916, della scrittrice americana Edith Wharton. Un concentrato di humour esilarante, pungente e cattivissimo, nella sua onestà. E quale attualità, soprattutto per noi che facciamo parte di vari gruppi di lettura! ;)
Mi sono sentita totalmente coinvolta dalla trama e dai discorsi di queste signore così snob dell'alta società, che dettano fuffa dall'alto del loro piedistallo, sentenziando cosa leggere e chi: una sorta di eleganti vipere travestite da agnelli, o viceversa. Ma che soddisfazione quando le arcigne signore cadono vittime del loro stesso snobismo non appena entra in ballo Xingu (e non vi dico chi/cosa è… a voi la scoperta!). Perché la questione è: bisogna parlarne, far vedere che si conosce, anche quando non si conosce affatto la materia (un vero e proprio mestiere per alcuni, aggiungerei!)
In questo salotto bene il ridicolo è tangibile. Eppure… attenti a ridere troppo: non capita spesso anche a noi? O a persone che conosciamo? O nei vari gruppi di lettura che frequentiamo? Quanti si ergono a gran maestri del sapere senza aver letto il libro in questione, magari scopiazzando qualche frase da Wikipedia o parafrasando lo stesso commento di altri? Chi non si è imbattuto in almeno un paio di questi simpatici individui, sgamandoli?
Edit Wharton analizza ironicamente e crudelmente la società "bene" del suo tempo, con una lingua da vipera che non ha nulla da invidiare alle ridicole signore da lei descritte.
Un gioiellino che straconsiglio! :D
La riflessione di Elisabetta è anche un invito a recuperare il breve racconto della Wharton, cosa che farò anche io *_*

La Cultura in gruppo, interessante definizione che mi pare goda di un discreto vigore in questi tempi di gruppi Facebook, blog che si inseguono sull'autore e il genere del momento, lettori forti che si nutrono SOLO di adultromancedistoutoweird o.O
Eppure il valore di un libro è tale al di là delle etichette e delle chiacchiere, e dipende da fattori più oggettivi (sì, parlo di accademia, e garantisco che non ho l'orticaria come effetto collaterale nel tirarla in ballo) e altri personali.
E tutti questi fattori sono sacrosanti, qui sta la libertà del lettore, ma non venite a citarmi lo "stupido" elenco di Pennac.
Il diritto di non leggere: e che sarebbe? Come si può criticare, in senso proprio, un libro senza averlo letto, senza averlo detestato, senza aver avuto la nausea per lo stile che proprio non ci piace dell'autore? Il diritto di non terminare la lettura... occorre puntualizzarlo? Boh, a me sembra di una pochezza estrema tutto ciò.

Quello che forma come lettori e come persone, sono la curiosità, l'impegno e la pazienza che si mettono a monte. Se partiamo prevenuti, pieni di fisime e fissazioni, già escludiamo moltissimo, e intendo in termini quantitativi. 
C'è chi non toccherà mai un genere preciso, chi non legge in base al genere maschile o, più spesso, femminile dell'autore, chi non apprezza gli scrittori di una determinata area geografica, chi legge solo i classici perché "ah la lingua e lo stile! Vuoi mettere, rispetto alla sciatta prosa di un P. Roth o di un H. Murakami", chi legge solo i "disimpegnati contemporanei" pubblicizzati tra televisione e social. 
Ora, è logico che ognuno abbia predisposizioni differenti e tempo da dedicare in base alle proprie attività di vita pratica, quello che si dovrebbe evitare è essere passivi inconsapevolmente.
Per pigrizia, perché si segue la moda, perché si è schiavi di propri muri mentali involontariamente.
Per affermare che un libro ci ha fatto schifo, prima di tutto dobbiamo leggerlo e soprattutto dobbiamo sempre riferire la nostra esperienza personale, senza distribuire assoluti a destra e manca. È la nostra esperienza, non quella di tutti i lettori.
DeTroy, Lettura di Molière in un salotto letterario del '700 - Wikipedia
Particolari tendenze si accentuano, a mio avviso, in determinati spazi virtuali: il gruppo di lettura non sempre è luogo di confronto e incontro, ma più spesso segue la via usuale dei social. Piazze virtuali dove emerge chi è prepotente, chi sa tutto, chi ha sempre ragione.
Ed è divertente, come ha scritto Elisabetta sopra, accorgersi degli affanni di quelli che rincorrono mille letture in contemporanea, che postano commenti a metà tra wiki e quarta di copertina se non peggio ("scopiazzamenti" tra blog, giornali on line, siti), che invocano altisonanti nomi della critica spesso non a ragione, che millantano letture palesemente non fatte. E che fanno passare per originale e personale ciò che scrivono.

Forti lettori si diventa, non per numero di titoli letti in un mese, ma per ciò che ciascun libro letto ha lasciato dentro di noi, in negativo e/o in positivo.
Siamo curiosi e recettivi, osiamo e stupiamoci! Buone letture a tutti ^_^


Glò

32 commenti:

  1. Tutto sacrosanto ma... c'è davvero qualcuno che definisce la prosa di Roth sciatta? Mica ci posso credere io :)

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    1. Ho letto cose che voi umani non potreste mai immaginare... sappi che mi sono trattenuta e ho pure edulcorato su Murakami ;) Due esempi, assicuro che se ne leggono di ogni sorta :D
      Grazie mille e 'notte ^_^

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  2. Tu ed Elisabetta avete colto in pieno l'atmosfera che si respira a volte nei gruppi dedicati ai libri sui social! Sempre più persone che vogliono strafare o addirittura inventare pur di apparire, venendo quindi quasi ad assomigliare a vere e proprie caricature !
    Poi ognuno ha le sue pecche eh! Ci sta che non " si vada d'accordo" con un certo autore DOPO averlo letto! ;-)

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    1. Elisabetta è stata fondamentale perché mi ha fornito il "materiale" da cui sviluppare alcune riflessioni ;)
      Purtroppo anche io ho avuto esperienze simili, anche se non sono in discussioni i gruppi di lettura in sé, ma chi ne abusa personalmente.
      E certamente non può e non deve piacere tutto, acriticamente, ma abbastanza di frequente le opinioni sciorinate sono prive di fondamento: manca la lettura stessa XD Penso sia importante non farsi ingabbiare da moda o da qualsivoglia giudizio "di massa", positivo o negativo che sia.
      Grazie mille per essere passata! ^_^

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  3. Non ci posso credere, cara Glò! Sono d'accordo con te!
    ahahahahahahahahahahah
    Ma soprattutto non faccio e non farò mai parte dei "gruppi di lettura": mi viene ben di più dell'orticaria solo a sentirli nominare.
    Lettrice anarchica e solitaria: non potresti mai immaginare tutto quello che ho letto, e soprattutto non ho letto... sigh!
    Giuro che ho iniziato a leggere "La Sonata a Kreutzer" di Lev Tolstoj... e sai che non so nemmeno se sono riuscita a finirlo? Sicuramente ho ascoltato la Sonata a Kreutzer centinaia di volte, ma il libro... boh!
    Sai che amo Murakami, quindi non continuo questo discorso.
    E provo a dire che prima o poi ce la farò a leggere P. Roth! Promesso... forse.
    Un grandissimo abbraccio.

    PS: lo aggiungo che questo è un bellissimo e molto provocatorio post? Mi piace tantissimo!

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    1. Ciao Gin! Devo dire che la lettura "in gruppo" non mi dispiace affatto, si tratta di avere uno spazio dove poter chiacchierare su ciò che si legge. Ma appunto, a volte pare che più che l'atto in sé, conti l'"esserci", quindi far presenza e anche rumorosa, seppur scritta, in caso di condivisioni virtuali. Occasioni di scambio e crescita personale diventano vacui salottini snob dove elencare nuovi acquisti alla moda e criticare ferocemente ciò che più probabilmente non si è neppure letto, sull'onda del fenomeno di massa che tende a osannare o demolire generi, autori e titoli.
      P. Roth so che non ti ispira, ne abbiamo parlato già, eppure continuo a consigliarti di dargli una possibilità ;)
      Il post è provocatorio, dici? Mah, ho paura che sia pure molto "pacato" rispetto alla realtà (pure virtuale, certamente XD)
      Grazie mille! ^_^

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  4. Io sono tra quelli che sparlano di Murakami! Però ho letto due suoi libri.
    Comunque condivido la sensazione di grande attualità di questo messaggio, ma io non credo che quelli che oggi creano "sette" siano quelli che leggono young adult o romance, bensì quelli che vogliono darsi un tono con presunte letture ricercate. Ad esempio, di recente ho notato una moda che consiste nell'autoproclamarsi lettori impegnati solo perché si parla di case editrici indipendenti; ammetto che fino a un paio di anni fa io ero chiusa nel mio mondo di Adelphi-Einaudi-Feltrinelli ed è soprattutto grazie al blog se ho ampliato i miei orizzonti, però questo atteggiamento acritico di osannare a priori tutto ciò che è indipendente non mi piace.
    Ci sono tante tendenze, più o meno pericolose, e il lettore dopo tutto cerca un gruppo in cui riconoscersi; l'importante è mantenere la propria identità e non farsi sopraffare dalle mode.

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    1. Io e te abbiamo parlato di Murakami in molte occasioni, so che non lo apprezzi e ne hai sempre dato motivazione, non lo hai definito "paraculo" (sic) e bon XD Voglio dire che mi disturba l'etichettare senza dare la propria motivazione, non che ciascuno di noi abbia gusti e preferenze!
      Nemmeno io penso che chi crea le sette sia legato a quei generi in particolare, tanto che ho aggiunto anche distopico, ucronico e weird, per dire che chi legge SOLO "ad etichetta" del momento è per me incomprensibile nella stessa (non)scelta. E concordo quindi con tutto quello che segue nel tuo commento a proposito dei "lettori impegnati" da CE prestigiose diciamo XD Non nego di avere un passato di lettrice "da classici" in prevalenza, ora che dico che per fortuna son guarita e spazio!
      Tu hai detto perfettamente: incensare a priori è il vero limite. Si tratti di generi, CE ecc.
      Ti ringrazio moltissimo per il tuo commento, assai stimolante! Alla prossima ^_^

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  5. Ciao Glò, interessante libricino e interessanti anche le vostre riflessioni. Tutti noi siamo lettori differenti, ognuno mette il suo vissuto nei libri, impossibile ed ingiusto uniformarsi all'opinione comune. Detesto lo snobismo librario, sono una lettrice onnivora ed aperta a qualsiasi autore. Però ecco, diciamo che ho le mie idee che difendo con ardore, idee che però ho sviluppato sul campo: ad esempio, non comprerò mai più un libro di Fabio Volo, o del genere 50 sfumature. Ma lo dico con cognizione di causa. Le 50 sfumature, a dire il vero, le ho abbandonate a pag.50 del primo libro, annoiata come non mai...

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    1. Ciao Paola! Bentrovata ^^
      Grazie per aver apprezzato le riflessioni in corso! Effettivamente quel che mi preme è appunto sottolineare che il bello è essere lettori differenti con proprie peculiarità sia per ciò che riguarda le scelte (che non siano passive e dettate da moda del momento) che per gusti in senso più stretto, cercando però di non chiudersi eccessivamente.
      Mi capita ogni tanto di aver bisogno di qualche lettura disimpegnata e leggera, il punto è che c'è un mondo di possibilità tra cui scegliere, e ciò non passa esclusivamente tra Volo o le 50 sfumature appunto, o tra i "10 titoli più venduti"!
      Grazie ancora e buona serata! ^_^

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  6. Non ho mai partecipato ad un gruppo di lettura, ma diverse persone che conosco si e me ne hanno tracciato impressioni simili alle tue. E' vero che ognuno poi ci inserisce il suo vissuto, così come è vero che si possono trovare personaggi che sparlano degli autori (quella su Roth è fantastica!)...insomma, dai tutta questa pappardella per dire che in fondo per me l'esperienza della lettura rimarrà un'esperienza da solitario, non riuscirei a far parte di un gruppo, finirei per riempire di improperi chiunque sparli di Roth!

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    1. Ciao Nick! Ammetto che sentire/leggere determinati "giudizi" soprattutto rivolti ad autori che si amano, fa abbastanza alterare XD Confrontarsi e ragionare non equivale a farsi prendere dall'entusiasmo della partecipazione e quindi dire "tanto per" (darsi un tono, apparire...). In senso lato, a me il gruppo di lettura non dispiace, tanto dipende da chi ne fa parte!
      Grazie e buona serata ^_^

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  7. Ma lo sai che proprio in questi giorni mi sto domando se entrare o meno a far parte del gruppo di lettura delle biblioteca della mia città? Hanno sempre incontri interessanti e questa settimana parleranno di Ada Merini.
    Ora, dopo avere letto il tuo nuovo post però, il dubbio diventa davvero assillante. Farò bene? Mi sto buttando in un covo di serpi? Ahahahahah
    Penso che correrò il rischio, nel caso saprò tirarmi fuori in tempo!
    Tornando al tema:
    non mi piacciono i luoghi in cui, con la scusa dei progetti e delle idee, la maggior parte del tempo lo si passa ad impicciarsi dei fatti altrui e a far venire a galla il peggio di noi stessi.
    E questo vale, sia nella realtà che nel virtuale.
    Non mi piacciono i posti (soprattutto virtuali) dove si celebrano sempre le stesse idee e gli stessi attori. Dove, si condividono le celebrazioni e dove, le settimane passano a ricambiarsi favori. Io parlo bene di te e del tuo mondo e tu parli bene di me e del mio mondo.
    Io sono una che sta sempre fuori dal coro. Amo ragionare con la mia testa e non mi faccio condizionare dagli applausi plateali. Anzi diffido. Così come diffido di tutto quello che annuso quale poco originale e scopiazzato.
    E nel mondo virtuale siamo pieni. Pieni di vati, di incensatori, di prezzolati e di ...(senza parole).
    Per questo non mi meraviglio di quanto dici. L'ho visto e letto. Di quelli che riducono la letteratura contemporanea a poco più di spazzatura. Ma anche del contrario, sia chiaro.
    Io leggo per il puro piacere di farlo. E spazio, fin da quando ero bambina, dai classici ai fumetti.
    Ho sempre ritenuto che ci fosse da imparare ovunque. Da scoprire dovunque. E non smetterò di innamorarmi di una frase o di un pensiero chiunque l'abbia scritta. Perché se è stato capace di far vibrare un cuore è un artista. Questo è quello che conta.
    Un abbraccio.

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    1. Cara Mariella, il tuo commento è un contributo prezioso alla discussione!
      Sono d'accordo su tutto quello che hai scritto in particolare sulla tua chiusa, perché è bello e prezioso essere lettori ricettivi e curiosi, liberi da preconcetti.
      L'idea di quel gruppo non sembra affatto male ;) Caso mai... fuggirai! XD
      Un abbraccio e buona serata ^^

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  8. Brave Glò ed Elisabetta!! Sicuramente questo è un libro che dovrò inserire in libreria ;-).

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    1. Grazie mille Kiariel ^_^ Molto contenta ti sia piaciuta la riflessione! Anche io recupererò Xingu *__* troppo stuzzicante!
      Buona serata e alla prossima ^^

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  9. Io faccio parte di un gruppo di lettura. Ci troviamo ogni 2 settimane nella biblioteca della mia città, la volta precedente si sceglie un tema e ognuno deve portare e leggere un estratto di un libro coerente col tema scelto.
    Io non sono del tutto d'accordo che per non apprezzare un libro bisogna prima leggerlo. La vita è breve e c'è poco tempo per i libri che ci piacciono, quindi non c'è proprio tempo per i libri che non ci piacciono. Non ho rimorso a mollare anche dopo poche pagine un libro o un racconto che non mi convince. E sì, sono selettivo, ci sono autori che non toccherei nemmeno con un palo da clown lungo tre metri. Mi dichiaro colpevole, ma del resto la sola presenza di Fabio Volo nei best-seller un po' mi dà ragione.

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    1. Non apprezzare un libro prima di leggerlo rientra nella libertà di non sceglierlo: e qui sta tutto il discorso fatto. Se si sceglie consapevolmente, non andando appresso a moda o classifiche, nulla da obiettare. Differente se non avendo letto un libro se ne dice male: su quali basi? Oppure, se ne dice molto bene ;)
      Il discorso del "piacere" invece è un po' più complesso: potrebbe essere che per nostre abitudini o chiusure, si evitino letture che sarebbero tranquillamente nelle nostre corde. L'invito a sperimentare sta in questo, considerando che tra Dostoevskij e Volo ci sono moltissime possibilità di scelta.
      Anche io son molto selettiva, ma leggo di tutto tra generi, scrittori/scrittrici, letteratura impegnata e leggera, classici e contemporanei.
      E molto spesso mi faccio belle risate per le etichette attribuite in base ai sottogeneri del momento, ovviamente atte a spingere all'acquisto di un prodotto.
      Grazie mille Marco! ^^

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  10. Da buon misantropo aborro tutto ciò che fa gruppo! :-) Non partecipo a forum e dibattiti online, figuriamoci ai gruppi di lettura.
    Inoltre parto sempre prevenuto con gli autori che non conosco ma sono prontissimo a cambiare idea. Forse più che prevenuto direi scettico. Prima però leggo sempre e poi magari gongolo perché avevo ragione a esserlo. Una specie di: te l'avevo detto io!
    Ad essere sincero non è che poi ne parli particolarmente male (a meno che non si tratti di robaccia) al massimo dico che non mi piace. Anche perché non possiedo gli strumenti intellettivi e la formazione necessaria per atteggiarmi a critico letterario. Purtroppo il web (e anche le biblioteche, mi pare di aver capito) sono zeppe do cloni di Benedetto Croce...

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    1. Ciao Diego! Ma dai, tu misantropo? :O Non ti avverto così, affatto!
      Non disdegno il gruppo il lettura, tutto sta a trovarne uno congeniale a interessi personali e con modalità "ragionevoli".
      Partire scettici penso sia ottimo, anche se spesso a lettura ultimata non ci si ricrede XD Per come la vedo io conta l'intenzione iniziale, ovvero rimanere curiosi e recettivi e non fare selezione rigidissima e assoluta, precludendosi moltissime possibilità.
      E ti straquoto sulla questione critici de noantri (se così si scrive :D)
      Grazie mille e buona serata ^_^

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  11. L'unica esperienza di "gruppo di lettura" è quello che spesso nasce spontaneamente a casa mia con la mia ragazza. Sapessi quante volte iniziamo a leggere contemporaneamente lo stesso libro e, se all'inizio, è tutta una faticosa corsa a chi arriva primo ad accaparrarselo quando si entra in casa, quando poi entrambi ci lasciamo catturare dalla prosa dell'autore, ne vengono fuori delle belle discussioni.

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    1. Penso sia una cosa bellissima: avete un mini-gruppo di lettura tutto per voi *__* Condividere anche letture e conseguenti riflessioni è meraviglioso!
      Grazie mille per questo aneddoto personale ^_^ Buona serata!

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    2. Ci ho provato con mio marito. Esperienza disastrosa: il giorno in cui lui si è portato il libro a lavoro senza dirmi niente... ho meditato la mia vendetta: ho recuperato il gap... e gli ho raccontato la fine (cattivissima!) :D

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    3. Ma no! XD Punizione esemplare, scommetto che il marito non ha più osato! Ahahahah!

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  12. Anch'io da tre anni sto facendo una bellissima esperienza con un gruppo di lettura, ma non è un gruppo che si riunisce fisicamente, perché nasce da una forma di condivisione attuata via web: su Twitter, grazie a TwoRaders, leggiamo in tanti i libri proposti e li commentiamo secondo regole ben precise previste da un regolamento. Non sono mai stata scettica a riguardo, piuttosto curiosa: in fondo resta una lettura individuale che incontra i pareri altrui e si apre al confronto. La consiglio. Perché non vieni a vedere di che si tratta?

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    1. Ciao Marina, che piacere leggerti qui ^^
      Interessante l'esperienza di lettura condivisa cui accenni: curioserò senz'altro appena mi sarà possibile!
      La mia esperienza personale va da alcuni gruppi Fb a un più recente gruppetto di amiche di lettura, sempre via web. A livello di letture condivise, non posso lamentarmi di alcuna esperienza fatta: la lettura individuale si apre alla discussione con altre persone interessate. Sono capitati talvolta alcuni "disturbatori" nei gruppi più grandi, ma in sede di lettura comune i danni sono stati sempre contenuti XD
      Ti ringrazio moltissimo e alla prossima ^_^

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  13. L'ho letto , l'ho letto, GLO mia tra una pausa e l'altra di concerti e credi, ne sono rimasta affascinata totalmente..Prima sorridendo , ma poi son diventata seriosa e ho capito tutta la verità che è dentro questo libro( che tra l'altro scorre via veloce)
    In molti campi artistici ci sono i " saccenti" che ti devono spiegare , insegnare, fare precisazioni, contestare, far perdere insomma del tempo e la tragedia è che molti proprio per deferenza li devi anche stare a sentire...
    La vita quanti sacrifici spesso ti fa patire!!!
    Bacio super , ma gelato!

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    1. Cara Nella, ne sono molto contenta! E concordo sulla tua analisi relativa ai saccentoni, che abbondano nei vari ambiti, eccome :D Immagino che, incontrandone in fase lavorativa, sia molto penoso: quanta pazienza! :P
      Fa davvero freddo, hai ragione: probabilmente si avverte maggiormente per il brusco cambiamento o.O
      Un abbraccio e a presto ^_^

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  14. Ecco, il libricino è il mio genere... :)))... Su tutti il resto, riflessioni azzeccatissime: ma il saccente è una specie che non si estinguerà mai. Mai mai mai mai mai mai mai mai, purtroppo...

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    1. Ciao Regina! ^_^ Che piacerti leggerti qui nella mia rubrica!
      E sono assai contenta che tu sia in sintonia con quanto è emerso dalla discussione nel senso più generale. Abbiamo a che fare talvolta con persone saccenti e piene di sé: un peccato principalmente per loro, dal momento che la comunicazione è uno degli aspetti più importanti, a mio avviso, per la nostra crescita personale.
      Grazie mille e alla prossima ^_^

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  15. In generale i gruppi Fb di lettura o che si compongono per commentare libri di proprio gusto non mi piacciono. In primis per il numero di partecipanti, che rende il tutto piuttosto dispersivo. Non trovo utile spendere del tempo in una community dai post "usa e getta". E poi, sì, vi si fa sfoggio di conoscenza, come se chi legge non dovesse essere invece particolarmente sensibile.
    Sul denigrare certe pubblicazioni, mi trovo d'accordo con quanto mi è capitato di leggere in questi gruppi. Non leggerei mai Volo o altra carta stampata con storielle leggere e "scorrevoli", come amano definirle gli estimatori del genere. Ritengo che venga pubblicata molta roba più adatta alle pattumiere. Non credo di possedere abbastanza tempo per leggere quello che merita di essere letto, figuriamoci per queste pubblicazioni. :-)

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    1. Ciao Luz ^^ Mi ha fatto molto piacere che tu abbia avuto la pazienza di recuperare questo "vecchio" post, grazie!
      Penso che un numero eccessivo di partecipanti a una lettura condivisa produca effetti non troppo positivi, dalla dispersione al voler "esserci", anche a sproposito, come hai scritto :P Per mie esperienze personali, può capitare con gruppi ristretti di persone veramente interessate, di fare bellissime esperienze. Si danno però delle condizioni di base ben precise... che si legga veramente il libro XD, essere educati e voler contribuire, senza sopraffare o sciorinare conoscenze tanto per gonfiare l'ego (sia ciò avvenga con preparazione effettiva della persona, sia in caso opposto).
      Il problema della "robaccia", credo sia principalmente da attribuire alla cattiva abitudine di non costruire personalmente la propria vita di lettore, lasciandosi trasportare senza cognizione da mode o da consigli fuorvianti (penso a certi programmi tv, alle top ten con titoloni da pubblicizzare a prescindere dalla qualità, anche a una determinata tipologia di blog e siti).
      Ci sono moltissime proposte tra le quali SCEGLIERE, non mi capacito che si rinunci a tale libertà :P
      Un abbraccio ^_^

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