giovedì 11 febbraio 2016

Fumetto: Dylan Dog n. 350 - Lacrime di pietra (con addio)



Come potete vedere dalla cover, quel "con addio" non c'è nel titolo, sono io che dico addio a Dylan.

SPOILER

Albo regolare speciale, tutto a colori e come ogni albo di questo genere mi aspettavo una storia toccante, commovente, forte e invece mi son letto di Bloch che si innamora di una giovane prostituta cieca con la quale fa sesso, prostituta che è protetta da un demone che tutti credono essere una santa.
Questa è la trama per festeggiare il 350esimo numero, yuppi (-_-)
È stato avvilente vedere in una tavola lo studio dell'Indagatore dell'Incubo piccolino e in un'altra esser molto più grande, ancora peggio in una tavola si vede Dylan che per andare dallo studio al portone di casa compie un percorso ad L, ma in una tavola successiva tale percorso è dritto, il classico lungo corridoio di Craven Road 7.

E cosa vogliamo dire dell'unica scena splatter "censurata"? Inoltre da come la ragazza cade, la testa dovrebbe essere tagliata verticalmente e invece...
Delusione totale (._.)


Quando uscì il primo numero del "nuovo" Dylan stabilii di aspettare un annetto prima di prendere la decisione se continuare a leggerlo o smettere, anche perché l'idea di interrompere un rapporto lungo 24 anni mi intristiva un pochino. Un anno è passato e questo numero non ha fatto altro che spazzare via i dubbi (e quella sensazione di dispiacere) che avevo, inoltre era da qualche mese che si era insinuato il pensiero se smettessi di comprare Dylan Dog risparmierei soldi e spazio nella libreria.
Altro fattore negativo è l'avverarsi di ciò che temevo su John Ghost; quando vidi questo nuovo personaggio di lui scrissi questo: spiegarci chi sia John Ghost e lo fanno senza giri di parole, senza accenni né fraintendimenti, il carisma, il fascino e la potenza di questo nuovo antagonista di Dylan ci arrivano dritti in volto, veloci, facendoci dimenticare l'Old boy mentre osserviamo affascinati la maestosità di Ghost. Speravo di ritrovare tale personaggio più spesso di quello che accadde con Xabaras, e invece un desaparecido.
E quindi ecco che mi congedo dall'albo regolare senza rimpianti e senza alcuna tristezza. Continuerò a leggere le altre uscite che per vari motivi ancora sono letture abbastanza piacevoli. Il Color Fest perché a colori e ha storie molto brevi che spesso sono piccoli gioiellini. Il Magazine (ex Almanacco): anche se il primo numero non mi ha entusiasmato, gli concedo un altro paio di numeri prima di decidere. Il Maxi con le sue 3 storie vecchio stile (sperando che siano delle buon vecchie storie). Lo Speciale da 162 pagine in cui le storie narrate sono ambientate avanti nel tempo, con Dylan sui 55-60 anni che vive - solo - in un mondo infestato dai non-morti: una dimensione alternativa o un futuro possibile.

A rimarcare che non ho preso una decisione impulsiva, è stata la sensazione provata dopo aver letto, a distanza di giorni da tale albo, un catalogo comprato in una mostra (le cui guide erano Manfredi, Stano e Barbato) dedicata a Dylan Dog. Tale catalogo è una guida completa -a grandi linee- sulla nascita dell'Indagatore dell'Incubo, sul suo carattere, sugli oggetti che fanno parte della sua vita, sui comprimari, sui mostri e sugli amori; sullo stile narrativo, sulla nascita e sviluppo di una copertina, sulle citazioni presenti in ogni albo. Ebbene mi sono ritrovato in ogni singola frase letta, facendomi sentire estraneo alle storie lette negli ultimi anni.

Non dovendo più riempire la libreria come prima, la riordinerò e nel farlo riprenderò in mano i vecchi numeri, non per nostalgia, ma per rifarmi la bocca buona :D.



Michele

17 commenti:

  1. I vecchi numeri sono ben altra cosa, rispetto al nuovo corso.
    Saluti a presto.

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    1. È come per i film in cui i seguiti non sono meno belli, ma proprio brutti.
      Buona serata.

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  2. Il "Nuovo Corso" è una solenne fregatura e, come molti, ci sono cascato in pieno. Paradossalmente sono meglio le storie del trimestrale Old Boy che mantengono il legame col vecchio Dyd (ma è lecito parlare di vecchio, quando quello nuovo è identico?). E non male lo speciale.
    Cmq tutta roba da sufficienza e non oltre. Peccato.

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    1. Le vendite erano calate di brutto e ci sta perché cambiano i tempi, cambiano le persone, ma indubbiamente la colpa maggiore è della bassissima qualità delle storie. Un cambiamento ci stava, solo che lo hanno fatto malissimo, hanno voluto creare un "nuovo" Dylan che avesse dei caratteri in comune col vecchio per non perdere i vecchi lettori e alcune caratteristiche nuove per attrarre nuovi lettori appunto, ma così è venuto fuori un obbrobrio.

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  3. Sinceramente ti capisco in pieno, io ho aspettato molto meno tempo prima di decidere di mollare il "nuovo" DyD.
    Un consiglio?
    Se hai voglia Dampyr è ancora una serie decente, prova quello.

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    1. Mi son comportato come nei rapporti umani, aspetto fiducioso che il momento no sia passeggero prima di chiudere ogni rapporto.
      Su Dampyr ho letto buone recensioni, ma al momento la sfera fummettistica è in stand by.

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  4. Non posso che sottoscrivere ogni singola parola. Ormai il grado di noia è tale che non mi sono nemmeno accorto dei refusi grafici come te (e direi: mamma mia che roba!).
    Da un numero 350 mi aspettavo una storia superiore al solito, magari col ritorno di John Ghost, e invece cosa mi sono letto? Forse uno degli albi più brutti e confusi degli ultimi anni. Se lo leggessi gratuitamente in biblio, avrei da tempo abbandonato Il Fumetto un Tempo Conosciuto come Dylan Dog.

    A proposito: Recchioni parla spesso di "storie con una continuità" che non si esauriscono nell'albo ma proseguono. Finora ho visto un cattivo che tornava un paio di numeri dopo (la Morte non dimentica) e una fidanzata di Dyd che compare in quello stesso albo solo per morire. Alla faccia della continuità.

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    1. La non-continuità è un tipico esempio di modifica per accontentare vecchi e nuovi lettori che alla fine è risultata una schifezza. O si lasciava Dylan come prima con un nemico per albo (salvo rarissime eccezioni) o si sarebbero dovuti introdurre nemici che comparivano in maniera più frequente.

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  5. Quante volte mio caro in passato ho ascoltato queste parole, molto simili con varie critiche e delusioni quando si ama e si è affezionati ad un personaggio. Ci si fermava per un pochino e poi si ricominciava..Attendo sviluppi..
    Bacioni!

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    1. Quasi sicuramente non avrò ripensamenti, parlo del mensile, però al momento le altre uscite ancora mi attirano. Speriamo bene.
      Abbraccio serale ^^

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  6. Posso dire una cosa? Per me Recchioni è fuffa, uno che ha saputo vendersi bene e a cui la Bonelli ha mollato il timone sperando di recuperare. Ma si vedeva dalla prima storia del "nuovo corso"che non c'era da aspettarsi nulla di buono. Mi sono fermato alla storia di Rathigher, apprezzatissimo con Trama, disastroso su DD.

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    1. Concordo. Ero convinto che gli si doveva dare tempo per ingranare, per fargli sviluppare al meglio le idee, invece così non è stato, le prime brutte storie uscite con la sua gestione sono il suo modo di concepire Dylan.

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  7. Ecco, mi hai dato la mazzata finale. Diversamente da te non compravo più Dylan da tempo, se non sporadicamente.
    Ma le brutture che mi hai raccontato negli ultimi mesi ed ora, dopo la tua recensione sull'ultimo "gioiello" uscito, non fanno che confermarmi di avere preso la decisione giusta.
    Ce ne faremo una ragione;)
    Lo spazio in libreria è importante... si può sempre dare una chance a qualcos'altro.

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    1. Ce ne faremo una ragione;)
      Sicuramente, senza alcun problema. Dylan Dog ha fatto il suo tempo e bon.
      Per lo spazio recuperato in libreria chissà come lo riempirò ^^

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  8. @ Tutti!
    Michele ha problemi tecnici con il Pc e per questo motivo per il momento è impossibilitato a rispondere e ad essere presente nel Web :P
    Faccio quindi da portavoce nel porgervi i suoi saluti!

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  9. Comprendo quel momento in cui avviene un certo distacco da qualcosa che si è molto amato, e per tanto tempo. Forse non c'entra con il tema del post ma mi capitò molti anni fa con la serie di mensili Ciak, la rivista specializzata di cinema che nei primi anni Novanta era al suo apice di successo.
    Ci fu un cambiamento di gestione editoriale e cambiò totalmente stile e intenti. Mi disamorai completamente.

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    1. Nel caso di Dylan Dog il cambiamento era stato annunciato come rivoluzionario, al punto che avrebbe dato nuovo splendore all'albo.

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