venerdì 26 febbraio 2016

La non utilità delle librerie indipendenti - dentro la libreria di catena



Nel post precedente (link) vi ho fornito un assaggio dei motivi che mi hanno portato a prendere la decisione di cambiare libreria; abito in una città piccola, che ci sia una libreria indipendente è già tanto, esclusa quella l'unica alternativa sono quelle di catena.

Non dirò quale ho scelto, ma tanto lo si capirà dopo che ne avrò elencato le caratteristiche.
Entro nella libreria e inizio a girare, non ha il fascino di quella indipendente, ma è bella e fa orario continuato. Vado alla cassa per fare la tessera sapendo l'esistenza di 2 tipologie: tradizionale e virtuale (un'app per smartphone); con disappunto vengo informato che in quella della mia città si usa solo quella virtuale, problematico per me (e non solo), bastardata per tutti.

Il cellulare lo uso per telefonate e gli sms, per tale motivo ho uno smartphone base pagato poco che non ha gps nè umts, posso accedere al web solo tramite wi-fi, non mi resta che scaricare l'app a casa. L'app permette di sapere quale sia la libreria più vicina, ma come detto il cellulare è privo del gps, lo store quindi non mi fa scaricare l'app. Non mi resta che cercare nel web come fare per scaricare applicazioni "non adatte", trovo la guida, scarico l'app su pc; per trasferirla sul cellulare lo posso fare solo tramite un'altra applicazione (a pagamento) che sfrutta il wifi, perché lo smartphone non ha cavi per collegarlo al pc.. che fatica! Alla fine riesco ad installare l'app che funziona perfettamente per quello che mi serve, ovvero mostrare il codice della tessera al momento di pagare alla cassa. Questa è una mia disavventura, ma quanti clienti potrebbero non avere un smartphone o non saperlo usare a dovere? E soprattutto perché bastardata per tutti?

Perché la classica tessera può essere prestata senza problemi, ma come fare a prestare un cellulare? Non si rischia di dimenticarla a casa, però il cliente molto occasionale non avrà tessera, punti che andranno persi. Ma i punti si perdono anche in altro modo, se è vero che si riceve un punto ogni 3 euro di spesa (nella libreria indipendente è solo ogni 10 euro), la libreria di catena è piena di offerte e promozioni (c'è persino un specie di gratta e vinci), sia degli editori (ciò non avviene sempre nella indipendente) sia della libreria stessa, ma libri in offerta non danno punti, regola che ho scoperto a mie spese. Però è possibile bypassare tale regola comprando online, perché questa catena ha stipulato accordo con Amazon.

Comprando tramite loro su Amazon si ricevono punti sempre, anche per libri in offerta e in più su Amazon i libri sono sempre scontati, meglio di così?
Volendo gli acquisti possono essere spediti nella libreria e ritirati lì, così da evitare il problema del corriere che non trova nessuno a casa, più comodo di così?
La tessera ha durata annuale che si rinnova ad ogni acquisto, ne basta quindi uno solo all'anno (in negozio o online) per rinnovarla, più semplice di cosi?
I buoni sconto generati dai punti possono essere usati solo all'interno delle librerie, ma su qualsiasi prodotto, anche in offerta, ottimo.

Questo secondo post vi è sembrato piatto rispetto al precedente? Privo di quella passione per la lettura? Privo dell'aspetto umano a discapito di quello pratico ed economico? Spero proprio di sì, perché qui ho parlato della libreria di catena e di store online.


Continua...



Michele

38 commenti:

  1. Lo scopo secondo me è proprio quello: impedire che la tessera venga prestata. It's the economy, baby.
    Comunque, sì, indubbiamente le librerie delle grandi catene sono piuttosto asettiche e simili a un supermercato.

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    1. Sicuramente è come dici e oltre allo svantaggio per il cliente, in quel modo la libreria sembra ancora di meno un negozio di libri.

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  2. Anch'io ultimamente ho avuto delle disavventure con la piccola libreria sotto casa, che non voglio più sostenere per una serie di motivi, e da anni frequento il meno possibile quei supermercati del libro che sono le grandi catene. Le bancarelle, gli acquisti online e gli ebook hanno cambiato molto le mie abitudini. Sono curioso di leggere la tua conclusione.

    P.S. non ho capito di quale libreria parli, ma in una famosa catena mi hanno spiegato che i libri scontati non permettono di accumulare punti a causa della famosa legge anti-amazon (Levi) che impedisce sconti superiori al 15%: in pratica è illegale in Italia scontare il libro E metterti dei punti sulla tessera.

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    1. Tornando alle librerie indipendenti: sono più scomode perché non hanno tutto (il mio rifiuta la fantascienza) e devi spesso ordinare e aspettare settimane. Ma uno ci va per i rapporti con il libraio: se il libraio non è interessato a (o capace di) chiacchierare, consigliare le SUE letture, se non trasmette passione per i libri che ti vuole vendere; se la libreria non fa scelte d'identità (il mio vende principalmente gli editori che trovi ovunque) diventa solo una versione piccola della catena. Una bottega di alimentari contro il supermercato.

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    2. Non ho scritto nel post la catena per non farle pubblicità non essendo mio interesse, ma nei commenti posso dirlo :D si tratta di Giunti al Punto.
      Qualche volta ho comprato anche io nelle bancherelle, ma sono stati eventi rari, mentre da un anno a questa parte online ed ebook.
      Di quella legge non sapevo nulla, che però a quanto pare è aggirabile visto che ho ricevuto punti acquistando su Amazon anche quando lo sconto è stato del 30% e non era sconto dell'editore ma proprio di Amazon.

      Quoto in pieno il tuo pensiero sulle librerie indipendenti e mi sorprendo che quella che frequentavi sia ancora aperta.

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    3. Guarda, ti parlo di una zona centrale di Torino, ma a sentire il libraio ha aperto nel Bronx. Poi ha ignorato i residenti e chiama scrittori e editori invitando solo i suoi amici (recentemente ha invitato una mia amica a uno di questi incontri, raccomandandosi di non spargere la voce). Che ci fosse una tessera l'ho scoperto dopo parecchi acquisti, non da lui ma da un commesso. Mi sorprendo anch'io che sia ancora aperto, se non mi dispiacesse perdere una libreria di quartiere l'avrei già mollato da prima.
      Insomma, i tuoi librai mi sembrano anche bravi in confronto!

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    4. :O
      Effettivamente dove andavo io è un bijoux a confronto

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  3. Per quel che mi riguarda, non sento nessun particolare bisogno di intrattenere rapporti sociali con qualcuno che mi vende qualcosa. Quindi viva le librerie supermercato, dove entro da anonimo e me ne esco da anonimo ^_^

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    1. Col passamontagna? :P
      Io e la socialità siamo 2 entità distinte :D però in più di una occasione quando ho chiesto consiglio non ho ricevuto risposta e anche quando ero fermo davanti ad uno scaffale a leggere i titoli dei libri, mai una volta "cerchi qualcosa in particolare? posso aiutarti?"

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    2. Ecco, se a me qualcuno mi si avvicinasse mentre guardo un libro davanti a uno scaffale e mi chiedesse qualcosa del genere, lo depenno dal mondo insieme alla libreria.

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  4. Punti e tessere non mi invogliano a entrare in un'affollata libreria di catena. Tra l'altro per farlo dovrei prima entrare in un affollato centro commerciale, dopo aver trascorso un sacco di tempo in un'affollata tangenziale di Milano.
    Questo perché, sembra incredibile, nella mia città anche la libreria di catena che avevamo ha chiuso (e sto parlando di una città di 35.000 abitanti, mica di un gruppo di case in cima al monte)

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    1. Il mio comune è sui 45 mila abitanti (quanti escludendo le frazioni non lo so), son fortunato che ho tutto e dico tutto a non più di 20 minuti di bici. Anni fa c'era la Feltrineli, non la catena, ma un librario che si era appoggiato ad essa, come un franchising ed è durato poco.

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  5. Devo dire che ultimamente sono in linea con Ivano, sono anche io per "l'entra ed esci" senza tante menate. Non mi interessano neppure le tessere. Poi da quando ho il kindle... Però una volta con una libreria di catena mi è capitata una cosa molto carina, entro dalla feltrinelli alla ricerca di una particolare biografia di Silla e non trovo nulla (la volevo di quell'autore con la traduzione specifica di un altro autore Italiano), mi rivolgo al commesso e pur essendo subissato dalle richieste di aiuto dai soliti astanti che cercavano libri facilmente reperibili (bastava guardarsi in giro...ma la gente è pigra), si è dedicato a me. Libro Einaudi fuori catalogo, ricerca infruttuosa, mi chiede il numero di cell, dopo poco più di una settimana mi telefonano e me lo fanno avere, al prezzo di copertina senza ricarichi. Fantastico.

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    1. Guardo sempre l'aspetto economico di un acquisto e del luogo in cui lo faccio, infatti compro su amazon e non ibs perché il limite di spesa per non pagare le spese di spedizione su amazon è inferiore, però non mi faccio nemmeno problemi a spendere se voglio qualcosa, come quando spesi 80 euro per quattro fumetti ad una fiera, li volevo e forse altre occasioni non ne avrei avute.

      Un commesso disponibile e premuroso, è rarità :D

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    2. Qualsiasi lavoro ti offre la possibilità di essere professionale, deve essere avvilente svolgere un'attività con svogliatezza e pressapochismo. Sarà che io ho un carattere impetuoso e anche quando ho svolto lavori umilissimi ho cercato di dare il meglio...

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    3. Ciò che dovrebbe essere la normalità invece è l'eccezione.

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  6. Io frequento entrambe le librerie, più che altro è difficile trovare determinati testi e molte volte si segue la moda del momento.
    Saluti a presto.

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    1. Se si segue la moda con oculatezza, non è mai sbagliato.
      A rileggerci

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  7. Quella tra catena e indipendente è una lotta che ho abbandonato tempo fa, la soluzione è una: Amazon. Continuo a frequentare le librerie, ma solo per il gusto di farmi un giro, di dare uno sguardo alla classifica di vendite, ma niente di più.
    Mi piacerebbe tanto contribuire allo sviluppo dell'indipendente, ma quelle che sono qui a Napoli sono per lo più specializzate nella vendita di libri scolastici e universitari.

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    1. Anche per me amazon e l'online in generale sono la soluzione, di più però non dico perché lo motiverò meglio nel terzo post.

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  8. Ormai compro praticamente solo on line.
    SE voglio qualcosa di particolare faccio ricerca su internet e vedo dove lo vendono.
    Nella libreria di catena in ASti, certe case editrici concorrenti non le tengono nemmeno....

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    1. Comprare online non è assolutamente sbagliato... mi fermo perché mi spiegherò meglio nel terzo post.
      Come per il mio commento di risposta al tuo nel post precedente mi devo censurare :D

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  9. Quello che purtroppo non sottolineiamo mai abbastanza spesso in queste discussioni è che sì, Amazon ha un servizio economico e molto comodo e affidabile, però per permettersi questo fa lavorare i suoi dipendenti in maniera quasi disumana. Personalmente cerco il più possibile di non acquistare su Amazon (che tra l'altro non versa un centesimo di tasse nel nostro paese rispetto agli introiti che crea con noi italiani) prediligendo altre catene online o la libreria fisica. Certo, è un discorso che si potrebbe fare con tutto, è difficile consumare con coscienza oggi, mi premeva dire solo che Amazon non è un modello da seguire, tutt'altro.

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    1. Amazon non è il modello perfetto, ma non è solo colpa di Amazon e lo dico nel terzo post. Inoltre tieni presente che se i dipendenti vengono sfruttati è anche perché ci sono clienti che si lamentano se il pacco ordinato è arrivato loro con 1-2 giorni di ritardo.
      Quando sono andato nelle libreria di catena non sapevo della sua affiliazione con Amazon.

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  10. Nella mia ridentissima (tipo iena) città ci sono librerie di catena, nelle quali si vendono le "sfumature", i libri di cucina, l'ultimo dei vespa di turno: prova a chiedere un Dostoevskij, son pretese. Che te ne fai del resto?
    Non ci entro proprio :P
    Esiste anche una Feltrinelli, ma non si discosta da quanto detto. Le tessere non hanno quindi alcun potere su di me :D

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    1. Le "sfumature", i primi piatti, i vespa e i volo li ho trovati in bella mostra sia nella libraria di catena che in quella indipendente, a parità quindi di qualità e varietà proposta, preferisco la quantità (non dover sempre ordinare) e il risparmio economico.

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  11. Uso lo smartphone nello stesso modo (ho anche ricevuto più volte critiche per non avere un piano dati... ed essere sempre rintracciabile? bah!)
    Personalmente quando compro qualcosa non sento il bisogno di qualcuno che si interessi a me di sua sponte, al massimo se mi serve chiedo, la vedrei come un'ingerenza. Per quanto riguarda libri in particolare, ne compro davvero pochissimi, perchè saccheggio le biblioteche di tutto il torinese. :)

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    1. A me scoccia (e mi è capitato in qualche supermercato di elettronica e del fai da te) il dover girare minuti per cercare il dipendente del reparto a cui fare domande, per questo che preferisco l'interessamento anche se poi spesso non mi serve l'aiuto.

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  12. Da noi solo la Giunti applica la politica che di cui hai parlato ed è il punto Amazon della zona.
    Con tutto quel discorso di punti o meno mi hai fatto venire il mal di testa.
    Io che frequento sia le grandi catene che le piccole librerie indipendenti ( claro che nella grande città ho più possibilità) ti dirò che le prime le frequento per necessità, le seconde per puro piacere.
    Ma lo so che sono fortunata.

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    1. E pensa che non ho detto nulla sui punti dell'altra libreria di catena :D
      Negli ultimi mesi di frequentazione della indipendente, ci ho comprato più volte delle caramelle alla menta artigianali molto buone. Non c'entra nulla, o meglio, per dire che se trovavo piacere più a comprare caramelle che libri in una libreria, qualcosa non andava :D

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  13. Non posso credere che esistano app per le tessere dei punti. Mi mancava... ma vabbè io e la tecnologia non andiamo molto d'accordo (per intenderci le uniche app mai scaricate sul mio telefono sono state per i quiz della patente e per le ricette). Ecco delle libre a catena una cosa odio tremendamente: lo spazio dedicato al pattume "letterario", ossia alle nuove uscite di autori che da condividere con il mondo non hanno proprio nulla. Che cavolo, trovo sempre tutti i libri di D' Avenia, Fallaci e altre porcate ma se cerco io un libro di Kundera non lo trovo nemmeno tra gli autori sugli scaffali, che rabbia -.-"

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    1. Oltre a quelle app che ho detto, ho skype solamente per avvisare le persone (che sento tramite skype appunto) che ho linea adsl non funzionante o come l'ultima volta il pc mezzo andato e poi da poco ho scaricato il gioco della dama da utilizzare nelle sala d'attesa :D

      Sui libri fuffa hai ragione, però quanto è colpa delle librerie? È lo stesso discorso dei programmi tv, se ce ne sono tanti brutti e di basso livello neuronale, è anche colpa della massa a cui piacciono tali programmi, idem per i libri. Ci sta pubblicare libretti che però vendono, ma una parte di quei ricavi andrebbe usata per foraggiare una letteratura migliore.

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    2. Come me, io sto avendo mille problemi del diamine con la linea (e per dire il 90% della mia connessione è quella dell' uni o del bar sotto casa), siamo in due xD
      Purtroppo hai ragione, le librerie però ricevono molti sconti sui libri cretini (c'è una percentuale di sconto ogni tot copie per intenderci, o ogni ordine alla stessa casa editrice). E purtroppo va così :/

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  14. Nelle librerie di catena non trovo mai nulla tranne nel caso dell'ultima uscita di un libro dei pochi autori contemporanei che seguo.
    Compro prevalentemente nelle bancarelle o su internet ( Ibs e Ebay sono i miei siti di riferimento ), quindi non ho una vera e proprio libreria di riferimento.
    L'unica libreria privata che conosco ha visto l'apertura del colosso editoriale per eccellenza aprire a pochi metri.
    Inutile dire che quando devo comprare l'ultimo King, Martin o vattelapesca, preferisco sempre portare soldi al vecchio libraio che alla algida ed asettica libreria di catena.

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    1. Il reparto fantasy e horror l'ho trovato più rifornito nella libreria di catena che in quella indipendente e qualche libro non dei soliti editori l'ho visto nella catena.
      Quando frequentavo la indipendente, andavo sempre lì, nel momento in cui ho smesso ho iniziato a valutare i vantaggi dei vari sconti e tessere di quelle di catena (amazon compreso) ignorando totalmente l'aspetto morale.

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  15. Menestrellino caro, avrai già capito che sono contraria a questo genere di cose. Entro in una normale libreria( ho la mia piccolina a tana di topo) guardo , ordino , mi servo , pago e me ne vado....
    Mi sembra più semplice no?
    Bacione amorevole!

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    1. È indubbiamente più semplice e ti dico pure che mi piace più la classica tessera col timbro che quella digitale.
      Ciò che mi manca di quella indipendente è il libro comprato perché attirato dalla sua copertina e titolo. Prima di comprarlo andavo a leggere le varie recensione nel web :D ma se erano positive poi tornavo in libreria a comprarlo. Ora ogni tanto vado nei siti degli editori per vedere le novità... fa molto tristezza così, lo so.
      Bacio della buonanotte ^^

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  16. Scusate per il ritardo nel rispondervi, ma come ho scritto qui (http://lanostralibreria.blogspot.it/2016/02/comunicazione-di-servizio.html) ho problemi al pc che mi rendono latitante.

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