domenica 21 febbraio 2016

La non utilità delle librerie indipendenti - le mie disavventure


In realtà il titolo è una domanda che mi son posto poco tempo fa dopo aver letto un articolo e per aver risposta ho pensato di condividere il mio pensiero con voi sul tema libreria indipendente vs libreria di catena.

Il mio semplice argomentare sarà diviso in 3 post: nel primo (questo) vi renderò partecipi delle mie disavventure in una libreria indipendente, nel secondo esporrò i vantaggi che ho ricevuto dalla libreria di catena, nel terzo cercherò di fare il punto della situazione basandomi sulla mia pochissima conoscenza.
Ma cominciamo dal principio.
Mi rifornivo (esatto, al passato) in un libreria indipendente, due titolari e due dipendenti, sempre gentili e cordiali. Come in tutte le librerie c'è la possibilità di fare una tessera, ogni 10 euro di spesa un timbro, dopo 10 timbri si hanno 10 euro di sconto; gli acquisti li facevo sempre cumulativi per "rimetterci il meno possibile". Una libreria piena di editori, poche copie dei singoli libri, ma tanti editori: da quelli più grandi e commerciali come Mondadori e Feltrinelli, a quelli più di genere come Nord e Fanucci, agli editori "eleganti" come Adelphi e Einaudi, a quelli "sociali" come Chiarelettere, passando per Marcos y Marcos, Iperborea, Nutrimenti, minimum fax, ecc. Poi la crisi.

Diminuzione drastica dello spazio dedicato ai libri per aumentare quello dedicato alle letture per bambini e inaugurare il mercatino dell'usato. Idea carina di base, si portano libri, si decide assieme alla titolare di turno il prezzo di vendita, metà incasso alla libreria e metà come buono sconto, ci guadagnano tutti. Se però non ci sono cartelli ad indicare che c'è mercatino e che i libri in quella zona della libreria hanno prezzi stracciati, ebè, ebè.

Ordinato un libro, al ritiro mi viene detto che ci sono da pagare le spese di spedizione, un paio di euro, non è per il costo che è ridicolo, ma per il gesto, o meglio il non gesto, non ero stato avvisato che avrei dovuto pagare io la spedizione, sono cliente fisso, la gentilezza di non farmele pagare?

Chiedo informazioni su pubblicazioni sci-fi prettamente action, spiego che vorrei leggere storie che siano alla Star Wars e Star Trek, avevo voglia di quel genere lì, ma non ne sanno nulla, però fortuna vuole che in quel momento entri un loro amico che ne sa e mi viene presentato; la biblioteca di una frazione della mia città ha organizzato un concorso su romanzi sci-fi e tale persona "i vincitori hanno scritto romanzi di qualità, non sono quelle schifezze con gli omini verdi, sono romanzi che affrontano temi sociali...ti piaceranno di sicuro, 16 euro l'uno". Peccato che avevo chiesto solo info e mi son ritrovato un venditore di ciò che non mi interessava.

A gennaio dell'anno scorso un mio libro del mercatino viene venduto, chiedo il buono "niente buono, mettiamo timbri, ma ora non posso, tu compri ogni tanto, no?" e da quel momento, nell'arco del 2015,  ho richiesto di farmi mettere i timbri almeno 5 volte, sempre quando non c'era nessuno e se entravo che c'era gente aspettavo che uscisse. Finalmente a metà novembre riesco a farmi mettere i timbri e scopro che i libri venduti sono 2, 5 timbri in totale. Peccato che nella tessera mi mancavano solo 2 timbri, quindi i 3 timbri in eccesso vanno in una nuova tessera che potrò usare solo dopo aver speso almeno 70 euro.

Esce un libro, edito dalla casa editrice di una delle titolari, su un evento tragico accaduto nella mia città, lo compro per leggere le testimonianze ivi riportate per poi scoprire che le storie raccontate sono di fantasia, l'evento tragico è usato come ambientazione per racconti di fantasia.

Questi gli aneddoti negativi principali, ce ne sono altri che nell'insieme mi hanno portato alla decisione di non andarci più, di rivolgermi ad una libreria di catena.

Continua...



Michele

45 commenti:

  1. E' un peccato, oramai le librerie di catena hanno preso piede e i piccoli tendono a sparire. In effetti c'è più organizzazione. Anche se ultimamente devo dire grazie a una piccola libreria di quartiere che si sbatte tantissimo per promuovere e vendere il mio romanzo, questo grazie a una mia collega che era andata a ordinarne cinque o sei copie per altri colleghi, da lì è nato tutto e mi dice bene in termini di visibilità. Per contro le librerie di catena non sanno nemmeno che esisto.

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    1. Nella mia visione ideale le librerie di catena dovrebbero avere libri delle grandi Case Editrici, mentre le librerie indipendenti promuovere le piccole CE, ma così non può essere e accenno al perché nel terzo post, quello delle conclusioni.

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  2. Peccato, perdersi in dettagli (saranno davvero dettagli?) così grossolani come il papocchio dei timbri o, peggio, il pagamento delle spese di spedizione, significa perdere clienti, significa non recuperarli più (quando ci si disaffeziona è dura!), significa... chiudere, alla lunga! Non che gliela stia buttando, :), ma nella mia città è accaduto esattamente questo: una libreria indipendente poco attenta alle esigenze del cliente ha chiuso battenti dopo un paio di anni di incapacità tollerate, tollerate fino a un certo punto!

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    1. Penso che tante piccole mancanze le abbiano avute perché sono l'unica indipendente della mia città e contano su tale fatto. Peggio è stata anni fa una libreria, l'unica che c'era e che ora si è affiliata con una catena, che vendeva i libri ad un prezzo più alto di quello di listino

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  3. Anche io, a essere onesto, da tempo ho smesso di frequentare le librerie indipendenti, più che altro perché assomigliano sempre più a cartolerie e gli unici libri che vendono sono i testi scolastici, roba usata raccolta senza alcun criterio e i romanzi presentati da Fazio a "Che tempo fa"... Francamente l'esatto contrario dell'oasi letteraria che molti sostengono essere la cosiddetta "libreria indipendente"...

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    1. Nella "mia" ho trovato in vendita portachiavi, carillon, tè, agendine, cuffie per la musica, caramelle e altro che ora non ricordo.

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  4. Io compro prevalentemente online e nelle rivendite d'usato, però generalmente libri sullo scaffale.
    E' capitato che mi facessi ordinare libri e fumetti, ma poi ho pensato che questo posso farlo anche da solo e quindi bypasso quasi sempre questa opportunità quando entro in una libreria.
    Nessuno mi ha mai fatto pagare le spese di spedizione, potrei capirlo per un prodotto estero sottoposto alla dogana, ma nel tuo caso è un errore del libraio che doveva avvertirti ( anche se io domando sempre il prezzo prima pagando un acconto ).
    Ti dirò che con le librerie ho in genere un rapporto d'amore/odio, ci passerei ore a scegliere e sfogliare libri, ma in molti casi ho trovato commessi/padroni molto irritanti e spesso maleducati, alcuni che mi trattavano quasi alla stregua di un potenziale ladro, visto con quanto zelo mi controllavano. :-P
    Rapporto pessimo con le librerie di catena, dove per lo più compro solo libri appena usciti, visto che non trovo altro.
    Però se posso scegliere cerco sempre di premiare una libreria indipendente che una di catena, che è sempre la proverbiale ultima spiaggia.
    I miei siti di riferimento per gli acquisti continuano comunque ad essere i mercatini e le librerie online, che rappresentano un po' il mio paradiso fiscale. :-P

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    1. Scusa per il commento incomprensibile, ma scrivere con il tablet è una vera rogna.

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    2. Ti dovrei rispondere con ciò che ho scritto nel secondo e terzo post, mi farei auto spoiler :D quindi evito :P
      La libreria di catena vende libri come oggetti e per questo pure io ci ho trovato soprattutto autori e CE famosi, anche se avevo notato che il reparto fantasy, sci-fi e horror era molto più rifornito di quella indipendente.

      L'acconto non me lo hanno mai chiesto e sul prezzo quando ordino il libro dico anche "dovrebbe costare..." per avere conferma, conferma che mi diedero.

      Non ho tablet, se mi dici che è complicato mi fido :D

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  5. Ti capisco benissimo. Dove vivo io c'è solo una libreria indipendente (più una cattolica che per me fa poco testo). Per trovare librerie di catene devo prendere il tram e andare in centro. Cosa che mi succede regolarmente di fare le rare volte che decido per l'acquisto di una novità, perché la suddetta libreria indipendente ordina una sola copia di ciascun libro e di regola non faccio neanche in tempo a vederla. Per riaverla devo farla ordinare... allora meglio il tram.

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    1. Anche da me ce ne è una cattolica e pure una new age :D
      Per gli spostamenti sono fortunato, in 10 -15 minuti sono ovunque (mi sembra di averlo scritto in un commento da te), dalla campagna al mare, alla stazione, alla rocca, al centro storico, al cinema e centro commerciale; quindi non mi pesava andare in libreria sapendo che non avrei comprato, ma ordinato.

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    2. A me non piace ordinare libri, se posso evitarlo. Per questo preferisco prendere il tram e andare in centro, da Feltrinelli o Ibs.

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    3. Timore che ti arrivino un po' rovinati? Un paio di volte mi è successo, per fortuna niente di che, copertina leggermente rovinata.

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  6. Le librerie indipendenti sono veramente poche e quella delle catene, non ti riescono a fornire titoli specifici. Speriamo in un’inversione di tendenza.
    Saluti a presto.

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    1. Hai perfettamente ragione, ma ho trovato una soluzione per ovviare a tale problema e ne parlerò nei prossimi post.
      Ai prossimi post quindi :D

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  7. Qui da me di librerie indipendenti ormai ce ne sono pochissime e comunque vendono più cancelleria che libri. Quella dove mi servivo normalmente e dove potevo ordinare qualunque "follia" mi passasse per la testa ha chiuso da anni.
    Acquisti? Cliente fissa ibs (possono quasi mettermi il tappeto rosso ormai :( ) e poi eventualmente salone di Torino.
    In libreria vado ormai soltanto più se vedo che è uscito l'ultimo libro del commissario Montalbano, che non posso assolutamente lasciarmi sfuggire :)))

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    1. Ho visto l'interno di alcune librerie ibs e wow wow wow
      Degli store online ne parlo nei prossimi post, pertanto mi censuro (・へ・)

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    2. Michele, mi hai fatto venire voglia di parlare di quella libreria.... La mia libreria di fiducia... quella che purtroppo ormai ha chiuso i battenti da tempo.
      Bottega del Libro si chiamava e con Roberto, il libraio, si era instaurato un rapporto particolare.
      Molto piccola, col soppalco ci trovavi di tutto e quello che mancava lo trovavi pochi giorni dopo.
      A volte passavo solo per chiacchierare e finivo di trovare lo stesso un libro che mi interessava. Ma c'era un rapporto quasi di amicizia.
      Quasi quasi faccio un post altrimenti ti scrivo un commento che non finisce più e mi peli ahahahahha
      Librerie ibs mai viste. In Asti non ci sono e forse nemmeno a Torino.

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    3. Già è brutto quando chiude un negozio in cui ci recavamo abitualmente, se poi si era instaurato un bel rapporto coi titolari/dipendete, è ancora peggio.
      Sì sì scrivilo il post.

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    4. Certo! Quelle due chiacchiere fatte a volte solo perchè passavo di lì senza cercare libri, facevano sì che la volta successiva cercassi davvero i libri.
      FAtto il post!
      Ciaoooo

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  8. Caspita che brutto quadro ci hai fatto.
    Ti dirò che io, abitando alle porte di una grande città, ho nostalgia delle piccole librerie di una volta.Quelle che coccolavano i loro clienti consigliandoli al meglio e che erano sempre disponibili qualsiasi ricerca avessero da fare.Diciamo che le grandi catene. con la loro concorrenza sleale, hanno contribuito alla scomparsa.
    Ultimamente noto un rifiorire discreto e ho riscoperto il gusto di entrare per caso in luoghi insoliti e dal sapore antico e trattenermi,seduta ad un tavolino con un caffè in mano, a leggere o ad assistere ad incontri.Ancora utili e propositive. Io sono per il sì.

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    1. Nella tipologia ideale di libreria indipendente, avrei continuato a frequentarla, perché mi piaceva.
      Tu parli di concorrenza sleale delle catene e son d'accordo, ma non è solo colpa loro, ma non aggiungo altro perché ne parlo del terzo post.

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  9. Non lo farei mai, odio le tessere( che poi perdo regolarmente o dimentico di farle timbrare) e allora a cosa servono?
    Disguidi, promesse non mantenute,edizioni speciali che npn arriveranno mai etc etc..
    No, basta, desidero una libreria normale, anche topaia ma normale...
    Bacio bello!|

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    1. Se mi dici così sulle tessera, cosa mi scriverai quando leggerai il problema che ho avuto con quella della libreria di catena? (-_-)
      Notte ^^

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    2. Sicuramente qualcosa scriverò, forse con lo stesso tono, forse diverso, forse manterrò le stesse idee, forse potrei anche cambiarle..
      Giusto adorabile Menestrello mio?
      Bacissimo!

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    3. Va bene tutto ma niente parolacce :D
      Bacio bacio.

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    4. Adorabilissimo... come no -_-

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  10. Purtroppo credo che il problema si ponga non solo per le librerie, ma per molti negozi di quartiere che sono ormai disarmati difronte alla maggiore possibilità, anche organizzativa, di realtà più grandi. Il danno maggiore a mio avviso è che questa tendenza, che potrà non piacere ma sembra ormai inevitabile, abbruttisce le città, lasciando tristi vuoti e diminuendo quel brulichio sociale e commerciale che contribuisce a tenerle vive. Un peccato.

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    1. Nel centro storico molti locali in cui ci stavano attività commerciali sono vuoti da anni e le attività aprono e chiudono in continuazione.
      Pochi giorni fa ha chiuso l'ennesima cartoleria; a parte le 2 tecniche che vendono anche materiale per ufficio, forse ci sono ancora un paio di cartolerie tradizionali. I testi scolastici li vende anche la Coop

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  11. Io vorrei tanto sostenere le piccole librerie, realtà indipendenti, spesso gestite con molta umiltà e intenzioni serie, ma come acquirente di libri mi sono trovata in situazioni simili, oltre ad assoluta mancanza di offerte allettanti che di solito portano a fare più acquisti in una sola volta.
    Lo ammetto, le frequento poco o nulla.

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    1. Quando la libreria indipendente era quel luogo che dovrebbe essere, ci ho portato conoscenti per i loro acquisti occasionali e si son trovati bene. La penso come te su sostenerle, ma devono meritarselo.

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  12. Uno scenario desolante al quale non stento a credere. Davvero è un peccato vedere le piccole realtà suicidarsi in questo modo ma d'altra parte provo a mettermi anche nei panni di chi cerca di sopravvivere con quei due euro che magari a loro fanno la differenza tra il pagare e il non pagare una bolletta.
    Il vero problema di questo esodo inarrestabile verso le grandi catene è, mi pare ovvio, la limitata offerta e l'assenza di una vera differenziazione. A che serve tenere l'ultimo best seller del momento, se lo stesso libro lo puoi trovare alla Mondadori scontato del 25%? Quello su cui dovrebbero puntare le piccole librerie è la specializzazione. Un solo genere, magari di nicchia, ma che sia un paradiso per gli appassionati di quel genere.

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    1. D'accordissimo, comprendo che il best seller ci vuole, lo devono avere, sappiamo quali sono i libri più venduti da noi, purtroppo, però come dici tu, poi la libreria indipendente si deve specializzare in una tipologia di libri che non sitrovano facilmente altrove.
      Dirò la mia su tale argomento nel terzo post.

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  13. Ho sempre frequentato sia librerie di catena che indipendenti, debbo dire però che nelle prime trovavo solo offerte mass market o dei libri cosidetti best seller (i vari Vespa per intenderci) nelle seconde cancelleria o commessi che parevano farti loro un favore a considerarti ( non ti dico poi nelle fumetterie) Rimangono però alcune oasi, e dopo anni debbo dirti che frequento ormai solo quelle due o tre eccezioni e da loro ordino i libri che compro.

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    1. Ti racconto un altro episodio.
      Come da prassi non si possono usare più sconti sullo stesso acquisto.
      Vado alla cassa e nel pagare usufruisco di un buono sconto di 5 euro avuto tramite una loro iniziativa, la dipendente batte lo scontrino, allorché fornisco la tessera per i timbri. Se non avessi avuto quel buono sconto avrei potuto usare la tessera, ma appunto sapendo di non poterlo fare ho aspettato lo scontrino (la tessera va presentata prima della battuta dello scontrino). La commessa "se mi avessi dato la tessera prima avresti potuto avere ulteriore sconto" e la titolare che era lì si gira verso di me e guardandomi brutto "hai già usufruito del buono sconto, la tessera non la puoi usare" (゜_゜)

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  14. Leggendo post e commenti, posso ritenermi assai fortunata: abito in provincia, nella provincia desolata culturalmente XD Però! Per adesso esiste e resiste una libreria di quartiere ottima, i cui librai ci mettono passione e, accanto ai vari best schif necessari per esigenze di mera sopravvivenza, propone manualistica, guide turistiche locali, fumetti, musica colta, dvd di film "vari"... Ecco, la questione è che tale gestione funziona e che i proprietari per primi stanno al banco e instaurano un rapporto con chi entra... e non solo compra! Nessuno ti sta col fiato sul collo, è possibile girare per ore, magari il commesso, gentile, ti dice "Ehi, ci sono se hai bisogno!". Un paradiso, sì. Ci sono però da tener presenti problematiche che vanno oltre, cioè che non dipendono dalla gestione in sé. E parlo di cattiva e mancata distribuzione soprattutto per le piccole realtà di provincia. Mi capita di utilizzare come canale primario la libreria in questione per ordinare titoli non disponibili o di CE non presenti in negozio... oh che dolore, per me e per i gestori! Penso che la questione distribuzione sia troppo complicata da capire pienamente per un semplice cliente come lo sono io: per quello che mi è stato possibile mettere insieme, alcune volte proprio non sono "considerate" le richieste delle piccole indipendenti (penso per numero di copie ordinate, non saprei altrimenti...). Dunque alla fine si è costretti ad affidarsi al web, non c'è altra soluzione. Attenzione, parlo nello specifico della situazione pratica nei piccoli centri urbani o nelle province più provinciali (come è la mia città XD).
    Devo riconoscere che vi sono state (e vi sono) altre librerie indipendenti, ma finora hanno avuto alterne vicende, passando da proprietario a proprietario, chiudendo definitivamente, e via così.
    C'è la crisi, c'è poco interesse per la cultura, è vero... ma tanto dipende dalla capacità gestionale particolare, caso per caso.

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    1. Eccerto! leggo 'sto pippotto a quest'ora, ma oh! (゜-゜)
      Vado a nanna, leggo domani. (=_=)

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    2. È tutta la logica editoriale che è assurda, pensa agli sconti. Per ogni altro prodotto, se il commerciante/supermercato/store fa sconto, è egli stesso a guadagnarci di meno, per i libri invece anche l'editore (il produttore) percepisce di meno.

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  15. Ma non metterci più piede!! :)
    Comunque nelle librerie indipendenti spesso non trovi le piccole CE, solo qualche assaggio, assieme a paccottiglia, e il resto sono fumetti e libri di grosse CE:

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    1. Ma sicuramente. E mi scocciano quei 3 timbri nella nuova tessera, non per il valore che è di 3 euro, ma non usandoli equivale ad aver regalato il libro, allora me lo sarei tenuto.
      Piccole CE non ne ho mai viste e quelle "particolari" (esempio iperborea) le tengono per un po', anche un anno, ma poi basta e passano mesi prima di riempire lo scaffale con altra CE "particolare" che avrà anch'essa vita breve.

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  16. Guarda Michele, le librerie indipendenti hanno vita breve e devono riuscire a sopravvivere alla pressione delle catene. Te lo dico per esperienza: lavorando in un negozio di fumetti (con anche dei libri) ti ritrovi con mille magagne con le case editrici, sconti, leggi e perdite di tempo varie che ti fanno perdere la voglia di lavorare. Ma francamente sei un deficiente se ti permetti di trattare un cliente male, come è successo a te. Il successo di un negozio di libri (ma non solo) sta appunto nella clientela, nel prendersi cura di tutti da chi è solo di passaggio al cliente storico che ha voglia di cambiare letture, condividendo le proprie opinioni e mantenendo però una certa professionalità, anche se ti ritrovi un cliente che fanculizzeresti a vista (e quanti me ne sono capitati!). E se nasce un rapporto di amicizia con un cliente ancora meglio! Lavorare diventa molto più sopportabile e i profitti migliorano. Davvero certe persone non le capisco proprio. Hasta la vista venditori furbetti!

    Io ormai per i libri mi affido a catene o a una libreria dove conosco i proprietari da anni, andando sempre da loro con i miei “buoni libro” che ricavavo dal volontariato in biblioteca. A parte qualche edizione spettacolare che ho trovato e preso direttamente da me (come “Lo Hobbit” illustrato da Jemima Catlin, bellissimo, preso per leggerlo ai miei futuri bambini :3).
    Oppure semplicemente vivo dei regali e dell’eredità di mia nonna che mi fornisce sempre letture ottime :)

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    1. C'è stato un periodo in cui la libreria era mezza vuota e ho pensato che chiudesse, ora si è un po' ripresa. Va avanti perché è l'unica indipendente dalla città, è in pieno centro storico e ancora gli acquisti online (e il web in generale) dalle mie parti non sanno cosa siano. Certo è che continuando così la vedo dura per i prossimi anni.
      Ora compro solo con gli sconti o vado occasionalmente di epub

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  17. Comprendo queste disavventure, non mi stupisco nemmeno. Purtroppo io non ho la fortuna di avere il mio libraio di fiducia, vedo di rimando questa figura in tutti i miei amici e colleghi che al momento giusto sanno indicarmi la "via": ;-)
    Non vivo in una grande città, in provincia di Roma sì, ma per le grandi catene devo comunque fare almeno trenta chilometri. Quindi, a quel punto, compro online. Ma il piacere di entrare in libreria non me lo nego, anzi. Sfrutto ogni occasione per capire come funzionano le cose e, da quando ho pubblicato il mio romanzo, mi faccio diverse chiacchierate con i titolari delle poche librerie presenti qui in zona. Una Giunti in un centro commerciale, una Feltrinelli in altro centro commerciale (che ora ha chiuso!!!), e una libreria indipendente scoperta da poco che se la cava, sembrerebbe, piuttosto bene. A giudicare dai titoli vedo poco spazio per la piccola e media editoria. Salvo alcuni casi. Tipo autori che hanno presentato lì e sono amici di e che hanno amici di. Diciamo che ormai, quando entro in una libreria guardo più gli editori che i titoli o gli autori. XD
    E poi ogni tanto dico a mio marito o ad alta voce come una scema: "Iiiih, guarda io questo lo conosco. E' mio amico su facebook!" XD

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    1. Però è più raffinato dire "è un mio collega di blog" :D
      Quando andavo nella indipendente ero solito ignorare l'editore, poi quando ha iniziato ad avere più libri delle grandi CE che di quelle medio-piccole, ho fatto esattamente come te, ignoravo sistematicamente gli scaffali con le solite CE, non perché sono razzista, ma semplicemente perché quelli delle grandi CE li si trova ovunque, anche alle poste.

      Risposto tardi per problemi al pc (-_-)

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