martedì 8 marzo 2016

La non utilità delle librerie indipendenti - conclusioni



Nei post precedenti ho parlato dei motivi che mi hanno allontanato da una libreria indipendente (link) e i vantaggi che ho scoperto nella libreria di catena (link). In questo ultimo post tirerò le somme sulla mia modestissima esperienza a riguardo.

Lo spunto per questi 3 post è nato dalla lettura di un articolo in cui venivano elargiti consigli per aiutare l'editoria italiana, ma senza distinzione tra libreria indipendente o di catena, tra piccolo editore o colosso dell'editoria, in pratica tutti i consigli vertevano sull'evitare i negozi generalisti in rete. E ho subito pensato ad Amazon, ma perché scagliarsi solo contro tale azienda? Per aiutare l'editoria italiana non basta il dove si compra, ma anche il che cosa; se si comprassero i soliti autori dei soliti editori non si aiuterebbero di certo le librerie indipendenti, né tanto meno le piccole case editrici. La crisi è dovuta solo ad Amazon o anche al sistema editoriale? O anche al fatto che i libri si vendono nei supermercati (anche quelli di elettronica ed elettrodomestici) e in edicola? In sostanza tale articolo mi è sembrato scontato, pieno di consigli ovvi per gente stupida.

Mi è capitato di leggere vari articoli sulla ripresa delle librerie indipendenti e sul cartaceo rispetto al digitale e sul secondo punto ho sempre visto paragonati i dati di vendita dei libri con gli ereader, mah! Il confronto deve essere fatto tra libro cartaceo e libro digitale e non tra cartaceo e supporto tecnologico per leggere gli ebook. Lasciamo perdere i dati statistici che è meglio (come diceva quel rompiballe di puffo Quattrocchi :D).

Mi piaceva entrare nella "piccola" libreria, girare tra gli scaffali pieni di libri di editori "sconosciuti", adocchiare quel particolare libro per titolo e copertina, come trovavo molto interessanti gli eventi organizzati: dai giochi educativi per bambini, a letture di poesie, a presentazioni di libri di autori locali, persino con annessa degustazione di cibi preparati da un cuoco lì sul posto.
Nella libreria di catena tutto ciò non c'è, nemmeno quel piacere di girare in mezzo ai libri, mi sembra di essere in un supermercato, per non parlare poi degli acquisti online, in tale occasione il libro perde tutto il suo fascino, diventa un semplice oggetto da comprare. Sia chiaro che in ordine di preferenza mi piace comprare in un negozio, poi in un supermercato e infine online, ma se posso risparmiare lo faccio senza indugi e per tale motivo non frequento più nemmeno la libreria di catena, ma acquisto tutto online: Amazon e molto occasionalmente Ibs per avere sempre libri scontati.

Niente libreria in cui girare sfogliando libri, nessun librario a cui chiedere consigli, negli store online compare in bella mostra la top ten dei libri più venduti, quindi via a comprare quelli... se fossi una delle persone stupide a cui si rivolge l'articolo citato ad inizio post. Ma prima di acquistare mi informo nel web, ho avuto più informazioni girando per blog e siti che domandando ai librari della libreria indipendente che frequentavo, e aspetto ancor più vantaggioso è l'aver scoperto tante case editrici interessanti, CE la cui esistenza avrei ignorato fino a che la libreria indipendente non avesse esposto i loro libri, ammesso di farlo. Considerando anche quelle case editrici che vendono prevalentemente ebook, impossibile quindi trovarli in libreria.

E quindi vi domando: "Sto penalizzando l'editoria italiana?"


P.S. Qualcuno mi sa spiegare il senso di comprare libri (reperibili in ogni libreria e store online) su ebay, tenendo presente che tali libri non sono scontati come nei siti e si pagano le spese di spedizione che non ci sono se ordinati nelle librerie?



Michele

34 commenti:

  1. Mah, ebay è escluso in partenza, a meno che non voglia cercare dell'usato fuori catalogo, vale anche per i fumetti. L'editoria è in crisi perché in Italia siamo tra gli ultimi in classifica, si legge meno che in altri posti. I come e i dove conterebbero poco se si leggesse di più.

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    1. Si legge meno e male.
      Ebay l'ho usato qualche volta per ciò che non ho trovato da nessuna altra parte.

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  2. A me sinceramente, lo ribadisco per la terza volta, le librerie indipendenti non piacevano neanche prima del dilagare delle librerie a catena. I locali in genere erano/sono claustrofobici e i gestori/commessi di umore variabile a seconda di come andavano/vanno gli affari o di come si erano/sono alzati al mattino.
    Ma ormai il confronto mi interessa poco, perché a parte quelle rarissime novità che considero imperdibili, per il resto acquisto o in edicola o ai mercatini dell'usato e del collezionismo.

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    1. Mi è capitato di comprare in edicola, ma sono stati eventi eccezionali.
      Come ho scritto nel post, comprando online anche per me il confronto tra libreria indipendente e di catena non mi interessa più, almeno per il momento.

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  3. In realtà la crisi delle librerie tradizionali rientra nel più vasto discorso della crisi dei negozi tradizionali travolti dalle grandi catene e dai centri commerciali. Nessuno si preoccupa se chiudono i piccoli spacci alimentari e i negozietti di intimo perché vengono sostituiti da un punto vendita Lidl o da un franchising Calzedonia. Le librerie indipendenti, alla fine, sono negozi, e il proprietario non era necessariamente un esperto di letteratura ma solo un negoziante.

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    1. Da me è una continua apertura e chiusura di negozi. Oltre al menefreghismo di cui parli c'è anche molta superficialità/ignoranza/pigrizia, non so bene cosa sia, ma ci sono supermercati in cui molti prodotti costano più del negozietto, eppure la gente li compra lì convinta di risparmiare.

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  4. Se gli web store mettessero a disposizione dei clienti un servizio di "consulenza virtuale" per farsi consigliare i titoli più adatti, forse per le librerie sarebbe la fine...

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    1. Hai ragione, non ci avevo pensato. È vero che ti suggeriscono i libri (e non solo), ma basandosi sempre e solo su gli acquisti e sulle ricerche effettuate, che più o meno equivale a libri che troveresti facendo una semplice ricerca per genere nello store. Quindi abbastanza inutile alla fine.

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  5. Un senso c'è.
    Spesso su Ebay ho trovato degli Adelphi che in una normale libreria costavano più del doppio.
    Bisogna semplicemente fare attenzione ed aspettare il momento giusto per comprare.
    Lì ho trovato anche fumetti scontatissimi e molto altro.
    Chiaramente l'ultimo di King, Ammaniti o tizio e Caio li vado a prendere in libreria, ma Ebay è l'equivalente di una bancarella virtuale.
    Si fanno affari e si prendono sole, come in tutti i negozi virtuali e non.
    Poi dal punto di vista dei fuori catalogo è il mio paradiso visto che certi autori con il cavolo che li trovi altrove.

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    1. Rileggendo il commento sembro acido come uno yougurt andato a male, sorry.
      Scrivendo di getto con il tablet vengono fuori robe assurde. :-p

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    2. Il mio primo approccio, anni fa, con Ebay è stato appunto come mercatino dell'usato, trovandoci ciò che non trovavo altrove. Però ci sono tipologie di prodotti (non solo libri) che non hanno senso l'esser comprati lì. Ognuno è liberissimo di comprare dove vuole ma in quel caso sono soldi buttati.

      Non conoscevo questa controindicazione nell'uso del tablet :D

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  6. Non penso che il problema delle librerie vada ricercato in come sono strutturate. Le grandi catene offrono indiscutibili vantaggi se si guarda alla quantità di libri proposti e in quelle delle grandi città si trova praticamente di tutto. La libreria indipendente se si specializza in un determinato settore può ancora dire la sua. Mi viene in mente la Miskatonic che è specializzata in letteratura weird. Ma è un discorso che può funzionare con un elevato bacino d'utenza; nei piccoli centri difficilmente una libreria "di genere" riuscirebbe a sopravvivere. La libreria indipendente generalista riesce comunque a salvarsi nelle piccole città in cui la grande distribuzione non ha ancora allungato le sue lunghe braccia al di fuori dei supermercati. Dove vivo ci sono due librerie che se la cavano alla grande e si tratta di una cittadina di trentamila abitanti. Il problema è che in Italia ci sono più scrittori che lettori! :-)
    E se tra i lettori bisogna cercare un colpevole per la crisi delle librerie allora mi faccio avanti, per i seguenti motivi:
    1)Leggiamo (mia moglie ed io) quasi solo ebook. Perché? Perché siamo due lettori cosiddetti "forti" (ho una medie di un paio di libri al mese, mia moglie uno a settimana). Il prezzo del cartaceo è proibitivo e con il digitale risparmiamo e non poco. Per non parlare del poco spazio a disposizione dove poter eventualmente mettere il cartaceo.
    2)I pochi libri cartacei li compro su Amazon o direttamente sul sito delle case editrici e il perchè è preso detto: costano meno.

    Si tratta di una mera questione economica...

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    1. Esattamente come me, perché spendere di più quando puoi spendere molto meno? Così senza dubbio si penalizzano le librerie (soprattutto quelle indipendenti), ma non l'editoria e per questo non mi sento colpevole. Se comprassi in libreria aiuterei una libreria, ma a discapito di meno libri comprati e quindi meno introiti per le piccole e medie case editrici, comprando online ed epub invece, il mio supporto è rivolto a più di una casa editrice.

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  7. Come dice sopra Pirkaf, eBay è una bancarella e come tale ci posso trovare vecchie edizioni, rarità ma anche occasioni sui titoli più recenti.

    Quanto al discorso nel complesso, posso ammettere con franchezza che ho smesso di frequentare con assiduità le librerie indipendenti per gli sconti e ho continuato per pigrizia. Attualmente compro molto usato e agli eventi pubblici (fiere etc., quindi direttamente dagli editori) oltre che, in misura minore, nelle librerie di catena e online (però con lo stesso nome). Il digitale c'è anche questo, ma ultimamente non saprei quantificarlo. Mi spiace tanto per le librerie indipendenti, perché di competenti e rifornite ne ho trovate ma sono poco comode per il sottoscritto. Simpatizzo per loro ma compro altrove - e dovrei comprare di meno, perché non riesco a leggere tutto! Il discrimine comunque non è il prezzo, anche se fa piacere risparmiare quel tot ogni tanto. Perché se il problema fosse il prezzo, ritornerei un assiduo frequentatore di biblioteche.

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    1. Io invece non riesco, per nessun acquisto, a non considerare l'eventuale risparmio, che però non è un paletto, se ciò che desidero molto è caro lo compro senza patemi d'animo :D (alla fiera del fumetto 4 dylan dog a 20 euro l'uno).
      Più volte ho valutato l'ipotesi di andare in biblioteca, ma per varie ragioni ho sempre rimandato, anche se per altre ragioni son quasi sicuro che inizierò ad andarci.

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  8. Dubito che siano gli acquirenti/lettori a penalizzare l'editoria italiana, che a mio avviso si penalizza da sola grazie a scelte commerciali che funzionano unicamente nel breve periodo.

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    1. Esagero se dico che vale un po' per tutti i settori?

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  9. Credo:che editori, librai e librerie italiane si penalizzino da soli, con l'aiuto della politica che per penalizzare Amazon ha colpito i lettori (parlo sempre della legge Levi). Personalmente da anni i miei canali sono online e bancarelle, con prevalenza di ebook, e questo anche perché vado in cerca di libri e autori di cui l'editore dopo pochi anni si dimentica e non ristampa più. Sinceramente: viva l'ebook, che finirà per premiare i piccoli editori liberandoli dalla soffocante distribuzione! E viva quei librai indipendenti che riusciranno a pensare diversamente dalla catena e offrire qualcosa di unico.

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    1. Al giorno d'oggi rendere un libro non reperibile avendo l'opportunità, grazie all'ebook, di avere scorte infinite a costo zero, altro che darsi la zappa sui piedi.

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  10. Il "giro turistico" che tu dici Michele, io lo faccio al salone del libro.
    Quel grandissimo mercato, ogni bancarella una casa editrice diversa, tutti quei volumi di prendere in mano, sfogliare, leggiucchiare...
    E, sono sincera, non entro mai negli stand delle CE famose. In quelle piccole, semisconosciute.
    Io non so che dire sul fattore pochi lettori. Ogni anno al salone vedo persone a non finire e tutte con borse di libri.... non so se fanno la scorta per tutto l'anno oppure no, però di libri ne comperano.

    Per il resto dell'anno, ibs. Se noon ho in mente un titolo o un autore particolare curioso sul sito per ore. La lista dei più venduti? Se non è l'ultimo di Montalbano a cui non resisto, no grazie. Scelgo quello che voglio

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    1. Mai stato al salone del libro, mi piacerebbe.
      La lista dei più venduti manco la guardo più :D, ho la mia di lista e quando ho accumulato qualche libro faccio l'ordine, come te.

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    2. Ahahah ibs può mettermi il tappeto rosso.....

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  11. Per rispondere al tuo quesito finale: no, non credo affatto che tu stia uccidendo l'editoria italiana, anche perché credo che non è importante il "dove" ma il "cosa", come hai fatto notare tu stesso nel post.
    Capisco l'attaccamento al fascino della libreria indipendente, io sono riuscito a ovviare con la fumetteria: gente con cui parlare di fumetto e letteratura, possibilità di sfogliare qualsiasi cosa, anche piccole perle ingiallite.
    Amazon ormai è una costante in questi discorsi, ma non ci dimentichiamo che Amazon da la possibilità a scrittori indipendenti di pubblicare le proprie opere e di commercializzarle, insomma non è poi il vero villain della vicenda dell'editoria italiana. Piuttosto punterei, come al solito oserei dire, il dito contro la pirateria. Ormai è possibile trovare di tutto online, tutti gli ebook che si vuole, talvolta anche quelli dei poveri scrittori indipendenti che magari reinvestono quel poco che guadagnano nell'opera successiva.
    Ritornando a noi: non importa dove si acquista, le librerie indipendenti muoiono anche per il poco interesse che il nostro bel paese ha nella letteratura, ma è importante come e cosa si compra.

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    1. La pirateria ha fatto la fortuna dei produttori di ereader, anche se non tutti i libri piratati equivalgono a libri non venduti e ciò vale per ogni forma di intrattenimento ottenuta illegalmente.
      Quando una attività commerciale chiude è brutto e ancor di più quando è l'intera categoria a rischio di estinzione, però tra le varie cause a volte c'è anche l'evoluzione dei sistemi di vendita. Altro tipico esempio sono i videonoleggi, certo la pirateria ha contribuito molto alla loro chiusura, ma la "colpa" è anche delle nuove tecnologie che permettono di guardare film in streaming, o di mettere in pausa la visione tramite decoder-parabola e dei bassi prezzi dei film in vendita.
      Tornando alle librerie indipendenti, perché quindi non potrebbero essere destinate alla estinzione anche (e soprattutto) per cause di selezione naturale?

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  12. Il problema nasce a monte: compriamo ma non sempre leggiamo. È il nostro modo di essere, da supermercato e non da panettiere di fiducia. Siamo degli economisti e non siamo in grado di dare valore ai libri. Se non quello puramente economico... come per tutto: compriamo tanto per risparmiare nel lungo periodo, in percentuale. L'ebook potrebbe essere una soluzione....

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    1. non siamo in grado di dare valore ai libri
      Su questa frase ci si potrebbero scrivere altri tre post, ma intanto butto giù 2 considerazioni.
      La massa non si fa problemi a comprare l'ultimo modello di cellulare da 500 euro, non si fa problemi a comprare videogiochi da 50-60 euro, non si fa problemi a spendere il centone il sabato sera, invece i libri vengono considerati sempre troppo cari e da qui mi allaccio alla seconda osservazione.
      Quanto deve valere un libro? Prendendo in considerazione i film, non valutiamo mai il costo del film in base alla sua durata, invece per i libri confrontiamo il prezzo con il numero di pagine, sbagliando ovviamente, ma in parte è anche perché non c'è uno standard come avviene per i film/videogiochi/musica in cui più o meno il prezzo lo sappiamo in partenza.
      Se per più di i libri più comprati sono fuffa...

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  13. Mio adorabile Menestrello tu mi faresti fuori subito, perchè da anni frequento la solita scardinata, disordinata , originale , ammuffita libreria dove trovo di tutto e di più..Non so come definirla,si entra in un mondo incantato dove ti si spalancano mille porte sorseggiando un ottimo caffè, parlando di cose diverse con simpatia e leggerezza e facendo scoperte magnifiche.
    Unica contro indicazione non essere allergici alla polvere!!!!
    Bacione speciale!

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    1. Ma non conta, quella non è una libreria ma un'oasi ^^
      Buona notte.

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    2. Meno male ..credevo di essere espulsa....

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  14. Sono, come saprai, un ex-libraio indipendente che ha chiuso la sua libreria nel 2012, dopo trantasei anni di attività. Gulp! Avrei un paio di chilometri di riflessioni da fare in proposito sl tuo intervento e alla ricca discussione che he è seguita. Mi limiterò a osservare che in qualche caso è vero che il libraio è soltanto, in fondo, un bottegaio, ma che bottegaio... Non posso - né voglio - difendere i miei colleghi, ma posso dire che era un elemento fortemente caratterizzante per me esporre anche i libri dei piccoli editori. Con tutti i dovuti distinguo, sia chiaro, perché essere piccoli non significa automaticamente essere bravi e meritevoli. Spesso era l'esatto contrario. Ma adesso il panorama è profondamente cambiato. Acquisto i libri su IBS, dal momento che le librerie di catena a Torino sono una peggio dell'altra, sia come offerta che come varietà che per il livello di proposta. Sono semplici passacarte che non hanno né la competenza né l'autonomia per tentare qualcosa di diverso. Per fare un libraio ci vogliono molti anni, in realtà, e l'indipendenza, soprattutto di giudizio, di un libraio è la peste dei grandi (e di molti piccoli) editori. Solo che la profonda crisi dell'editoria è anche una conseguenza della scomparsa dei librai e, più in generale, di tutti i rompip... che criticavano certi libri e certi personaggi. Comunque aveva ragione qualcuno che notava che l'umore dei librai è molto variabile e che alcuni non amano parlare. Io sono un buon esempio di libraio che non amava parlare, preferivo che a parlare fosse la libreria, la sua varietà e i suoi titoli.

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    1. Grazie Massimo per questa testimonianza da "addetto ai lavori", arricchisce tutti noi! Io sono abbastanza filo-libreria indipendente, ma, come avevo accennato in altro commento, me lo posso permettere, perché ne ho una, cittadina, notevole, sia per competenza del personale sia per qualità dei titoli presenti! Nel caso in cui tale libreria dovesse sparire, non avrei altri punti riferimenti qui in zona :P

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    2. Almeno 7 anni ho frequentato la libreria indipendente, ma ero arrivato al limite ed essendo l'unica, rivolgendomi altrove ho solo quelle di catena e lì l'unica considerazione da ponderare è il vantaggio economico.
      L'ideale sarebbe non ci fossero le librerie di catena: store online per chi vuole risparmiare e librerie indipendenti per il rapporto umano.

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  15. Bah, l'editoria si sta massacrando da sola. Calpestando l'intelligenza e la capacità di giudizio dei lettori. Proponendo spesso e volentieri spazzatura. Ubbidendo solo ad una regola: il profitto.
    Io ribadisco il concetto che acquisto quello che voglio dove voglio.
    Che non ho pregiudizi sia sulle grandi catene che sulle piccole indipendenti.
    Certo, vorrei più spazio per le CE poco conosciute, ma non ho grossi problemi.
    Sarà che leggo tanto e qualcosa che mi piace la trovo sempre.
    E me ne frego abbastanza, di punti, librai scontrosi e quant'altro.
    Non amo acquistare in internet, perché un libro prima lo devo sfogliare e assaggiare.
    E solo dopo, lo compro. Se non trovo un libro che sto cercando ( mi capita qualche volta con libri consigliati) solo allora li cerco sul web.
    Ma è raro.
    Per il resto, continuerò ad acquistare compulsivamente, senza regole, solo per passione.

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    1. Comprare su internet non è un peso; come detto mi manca il poter girare nella libreria, ma non l'entrare in contatto con il libro prima del suo acquisto, perché è sempre stata mia abitudine (con eccezioni ovviamente) andare in libreria sapendo già cosa comprare e compravo solo quello.

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