martedì 12 aprile 2016

Fumetto: Dylan Dog Color Fest n. 16



E anche il Color Fest passa alla fase 2.0

Ebbene sì, la rivoluzione decisa da Recchioni ha coinvolto anche questo albo per numero di pagine (da 132 a 98), per periodicità (ora è trimestrale), per numero di storie (non saranno più quattro, varieranno di volta in volta con la possibilità anche di una sola storia per albo come nel prossimo numero), per qualità di carta (che dovrebbe restituire colori più naturali) e per prezzo (sceso a 4,50 euro).
Il Color Fest è l'albo delle sperimentazioni e ciò va tenuto sempre in considerazione, altrimenti si corre il rischio di non apprezzarlo. Esempio sono le 2 seguenti tavole in cui abbiamo la camera da letto di Dylan che non è la sua solita e peggio, un Dylan che ho riconosciuto solo quando è stato chiamato per nome.

    

Le 3 storie sono carine, niente di eccezionale, ma la prima è disegnata con un tratto stilistico molto particolare e che mi è piaciuto molto; si ha la sensazione di guardare delle vecchie foto, o meglio ancora, quei vecchi film che non sono stati restaurati presentando così le classiche righe da pellicola usurata dal tempo.


Una nota sul Magazine 2016: per il precedente albo avevo scritto qui "non ci sono più le classiche liste di film e libri horror usciti l'anno precedente... per me il magazine dovrebbe essere senza storie, un albo dedicato al mondo dell'horror con liste sulle uscite e approfondimenti vari" e lo confermo anche per il magazine di quest'anno; l'ho ricomprato per avere conferma che questa nuova formula non mi piace e così è.
Pure per questo albo pongo la parola fine.


Michele

13 commenti:

  1. Ho abbandonato il Color Fest da molto tempo, causa a mio avviso di un cattivo rapporto qualità prezzo. Ho preso per abitudine l'almanacco che, come dici giustamente, dovrebbe essere un almanacco e quindi un compendio dell'anno trascorso. Non credo che lo prenderò ancora. Della serie regolare non parlo perché la copertina brillantante al buio parla da sé.
    Come forse già dicevo in un altro commento trovo che la "vecchia" serie Old Boy sia quella qualitativamente più alta e l'unica che continuerò ad acquistare.
    Purtroppo il nuovo corso "recchioniano" sembra essere un meritato buco nell'acqua. Dico meritato perché ai pomposi proclami non è seguito ciò che il pubblico si aspettava. A dimostrarlo c'è anche il calo delle vendite, sembra che Dyd non se la passi molto bene...

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    1. L'ultimo numero comprato della serie regolare è il 350.
      Tra tutti i cambiamenti apportati da Recchioni considero quello all'almanacco il peggiore, perché è stato stravolto l'albo; hanno voluto trasformarlo in magazine? Ok ma allora uscita mensile non annuale.
      Per il momento il color fest continuerò a comprarlo anche se penso non per molto, invece il maxi come dici tu è l'unico ancora valido.

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  2. Dylan Dog è in ribasso, purtroppo. Recchioni non mi sembra in linea con quello che considero il vero Dylan. Bravissimo, per l'amor di Dio, ma non per il nostro amico.

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    1. Apportare cambiamenti per rilanciare un personaggio che era in declino va bene, andava fatto, ma stravolgere tutti gli albi lo considero assurdo, ancora peggio eliminarne uno come l'albo gigante.

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  3. Io ero affezionato ai vecchi almanacchi, proprio perché, come è stato già abbondantemente detto da altri, l'Almanacco funzionava in quanto compendio di quanto accaduto nell'anno precedente. Con questa nuova veste però, almeno per il sottoscritto, il discorso non vale la candela.

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    1. Senza contare la qualità del materiale. Si è passati da una carta lucisa (quasi pregiata) degli anni d'oro a una sorta di carta da volantino discount...

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    2. Perché di base non è più un almanacco, ma possibile che non si siano resi conti che un almanacco è diverso da un magazine?
      Sulla carta penso che lo abbiano fatto per risparmiare, lo spero perché se così non fosse sarebbe l'ennesima scelta sbagliata.

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  4. "Un Dylan che ho riconosciuto solo quando è stato chiamato per nome". Cosa aggiungere oltre la parola fine?
    Ah sì: addio per sempre.

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    1. Vediamo a fine anno quale altro albo avrò depennato :D

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  5. Deluso anche io dal Magazine, però questo color fest mi è piaciuto e lo sai. Alla fine il color fest serve proprio a sperimentare e questo numero 16 è la quintessenza degli esperimenti stilistici.

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    1. Sì, sullo sperimentare concordo, però con dei limiti (^_^;)

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  6. Il Dylan di quel disegno è urendo! Sembra fatto da uno Stano che non c'ha voglia e al quarto chupito.
    Non ho mai letto il Color Fest anche se la formula mi sembrava intrigante. Peccato che Recchioni ci abbia messo lì le grinfie, dopo tutti i danni già fatti con la serie regolare.

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    1. L'approccio al Color Fest fu per leggere finalmente le storie di Dylan a colori anche se la brevità delle pagine a disposizione spesso non permetteva di sviluppare per bene la trama; poi venne la sperimentazione e anche in questo caso ne rimasi entusiasta; ora invece sono molto dubbioso, certo continuerò a comprarlo anche se avendo ormai capito che le innovazioni di Recchioni non mi piacciono, quasi sicuramente abbandonerò anche questo albo.

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