domenica 15 maggio 2016

Glò thinking - "Violette", il biopic di Martin Provost dedicato alla Leduc


Violette Leduc nasce ad Arras nel 1907, figlia di Berthe Leduc, una cameriera, con la quale avrà sempre un rapporto difficile. Il padre, André Debaralle, un "figlio di papà", appartenente all'alta borghesia di Valenciennes, non la riconosce, ciò che peserà come un marchio e un'onta sulla sua vita fin dalla nascita.


Si forma a livello scolastico presso il Collège de Valenciennes, ma a causa dello scoppio della prima Guerra Mondiale nel 1913 deve interrompere gli studi, successivamente ripresi presso il Collège de Douai. In questo periodo si consolida il suo amore per la letteratura: dai classici russi, a Cocteau, Duhamel, Gide, Proust e Rimbaud. 
Durante gli anni al Collège de Douai ha due relazioni passionali con una compagna Isabelle P. e con Denise Hertgès, sorvegliante e fine musicista: quest'ultimo rapporto, venuto alla luce, fa grande scandalo e determina l'espulsione delle due, che rimangono legate sentimentalmente.
Dal 1926 si trova a Parigi, dove frequenta il Licée Racine: non riesce a superare l'esame di maturità e, di conseguenza, inizia a lavorare, per mantenersi, per la casa editrice Plon.
Intanto, dopo una convivenza durata ben nove anni, Denise lascia Violette, la quale,  dopo pochi anni, si innamora perdutamente di Maurice Sachs, scrittore, libertino e omosessuale, conosciuto nel '38 presso Synops, dove la scrittrice aveva trovato impiego come sceneggiatrice.
Olivier Py (Maurice Sachs) e Emmanuelle Devos (Violette Leduc)
A partire dal '39 e fino all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, Violette è segretaria presso la casa editrice la Nouvelle Revue Critique, diretta dai fratelli Keller.
Nel giro di un anno si separa da Jacques Mercier, vecchio amico, fotografo e pittore dilettante, che aveva sposato nel '39: rimasta incinta, Violette decide di abortire a gravidanza inoltrata e rischia la vita (questo tragico episodio sarà lungamente descritto in Ravages, sua terza opera pubblicata nel '55). 

Dopo alcune collaborazioni con riviste e quotidiani parigini, nel '42 Violette passa tre mesi ad Anceins, in Normandia, e qui, grazie al sostegno di Maurice Sachs, del quale è ancora innamorata ma invano, comincia a scrivere L'asphyxie, che inizia con una frase esemplare:
"Ma mère ne m'a jamais donné la main".
In questa fase della sua vita, sopravvive grazie a piccoli traffici al mercato nero.



È nel '44 che la Leduc inizia a subire il fascino di Simone de Beauvoir attraverso le pagine del romanzo L'invitée, nel quale è evidente la componente omosessuale dell'autrice. L'anno successivo, riesce a farsi ricevere dalla de Beauvoir, che accetta di leggere il manoscritto de L'asphyxie e ne riconosce immediatamente il valore. E nel '46 questo suo primo romanzo è pubblicato dalle edizioni Gallimard nella collezione "Espoir" diretta da Camus.

Il libro non è un successo di pubblico, ma le vale la stima e l'amicizia di moltissimi pensatori del tempo, dalla stessa de Beauvoir a Jean Cocteau, Jean Genet, Marcel Jouhandeau, Nathalie Sarraute e Jean-Paul Sartre.

Sempre infatuata dalla de Beauvoir, Violette scrive un poema in prosa, intitolato L'affamée, una sorta di diario onirico di un'innamorata solitaria consacrata all'amore non corrisposto verso "Elle", ossia la sua stessa protettrice.
Inizia a lavorare al romanzo Ravages, che sarà pubblicato nel '55 presso Gallimard dopo censura: l'editore elimina le prime centocinquanta pagine. Con uno stile descrittivo, crudo, erotico, anticonformista per l'epoca, Violette narra l'amore saffico tra due collegiali, Thérèse e Isabelle.

Tutta la sua produzione mira a raccontare il più esattamente possibile le sensazioni provate durante l'amore fisico. Ciò che dà la misura della forza innovativa della sua scrittura.
Tra '56-'57 soggiorna in clinica e poi casa di cura, a causa delle sue tendenze paranoiche.
Violette Leduc
Il suo titolo più famoso è La bâtarde, del '64, opera autobiografica e successo immediato: si contraddistingue per l'estrema franchezza con la quale l'autrice racconta la propria omosessualità e vince il Premio Goncourt.
Muore in seguito a grave malattia nel 1972.

"Durante quell'istante di immobilità, tutto nostro, la terra smise di girare, gli uomini cessarono di nascere, di vivere e di morire. Il tempo, lo spazio, gli oggetti, la coscienza di noi stesse, erano stati aboliti. Esistevamo solo nelle nostre labbra unite. Come sonnambuli che non dormono."

da Thérèse e Isabelle - Wikiquote

La pellicola è bellissima, delicata, struggente e spietata, sicuramente grazie alla magia della regia di Martin Provost, che riesce a "far parlare" la scrittura della Leduc, la sua vera bellezza, in contrasto con l'aspetto fisico:

"La bruttezza in una donna è un peccato mortale: siete bella, vi guarderanno per strada per la vostra bellezza, siete brutta, vi guarderanno per strada per la vostra bruttezza".

Emmanuelle Devos è immensa nel ruolo principale, riesce a rendere il genio, il talento, la passione per la scrittura, gli eccessi, l'anticonformismo, la debolezza e la solitudine di Violette. La sua natura distruttiva e volta all'autocommiserazione emerge soprattutto nel rapporto con Simone de Beauvoir, interpretata da un'elegante e composta Sandrine Kiberlain, perfetta nel ruolo.
La Leduc adora e insegue da vera e propria stalker la sua benefattrice, che mai le farà mancare appoggio e aiuto, anche economico, ciò che genererà risentimento per la carità avuta e l'amore non corrisposto, in una spirale di dolore.

Nonostante la bruttezza (sì ok, il trucco... :P), le tendenze paranoiche, la vera e propria agonia per non riuscire a trovare l'amore, la Devos riesce a rendere il suo personaggio sexy e carismatico.
Qui trovate il trailer ufficiale: Violette di Martin Provost
In Italia i romanzi più noti, La bastarda (autobiografico) e Teresa e Isabella (titolo originale Ravages) sono attualmente fuori catalogo. Un motivo in più per vedere il biopic Violette di Martin Provost, distribuito da Movies Inspired.

Per la biografia, la fonte è Wikipedia Francia.
Glò

12 commenti:

  1. Amo molto la letteratura francese ed anche il Cinema di quella nazione, specialmente quello che descrive il periodo tra gli anni 30 ed i 70 del secolo scorso, quindi questo non me lo perdo.

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    1. Ciao Nick! Ti piacerà moltissimo, allora *__* Le atmosfere ci sono tutte ed è veramente una bella realizzazione tra regia, cast, fotografia...
      A fine visione rimane la curiosità di approfondire e leggere la Leduc.

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  2. Qui c'è da scoprire un film,ma anche dei libri *_* ...
    Grazie! ;-)

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    1. Ciao Kiariel! Sono assolutamente d'accordo :D Prossimamente tenterò un recupero di qualche titolo della Leduc (anche se pare difficoltoso) ;)
      Grazie a te e alla prossima ^__^

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  3. A me è piaciuto moltissimo, forse perchè adoro le biografie, ancor più se tormentate ( sarà desiderio di flagellarmi!!??)..
    Da vedere, l'interpretazione e l'ambientazione sono sublimi..
    E pensare che non ho mai letto nulla di questa scrittrice!
    Bacio domenicale!

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    1. Vero, Nella? Tutti elementi che fanno del film un piccolo capolavoro *__*
      Nemmeno io ho mai letto alcun libro della scrittrice, probabilmente la censura in qualche modo ha pesato anche a livello internazionale :P
      Un grande abbraccio ^_^

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  4. Mi sa che devo scoprire qualcosa in più su questa donna :) sembra interessante.
    (che poi essere messi in casa di cura per paranoie? Davvero? Mi chiedo allora perchè non mi abbiano già rinchiusa...)

    Sinceramente mi ispirano di più i suoi libri che il film, ma magari ci faccio un pensiero comunque :)

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    1. Ciao Anna! Credo che i soggiorni nelle cliniche siano stati scelti dalla stessa Leduc, ma non prendere per certo quello che dico essendo la mia fonte Wiki :P Non so nemmeno dirti quali fossero esattamente le sue problematiche, quel che si capisce è che, tra insicurezza, depressione, tendenza all'autocommiserazione, doveva essere molto fragile. Anche l'attaccamento morboso ad alcune persone rientra in tutto ciò.

      Anche io sarei tentata di leggere qualcosa di suo *_*

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  5. Mio. Lo vedrò, sicuramente. Provo a vedere se riesco a scaricarlo.

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    1. Poi mi saprai dire! Penso di interesserà parecchio conoscendo un po' i tuoi gusti!
      Ciao e buona serata ^^

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  6. Non so se riuscirò a vederlo. Spero in Sky.
    Un abbraccio e buona giornata.

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    1. Se ti capitasse, non perderlo! *_*
      Ciao Mariella, un grande abbraccio ^_^

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