martedì 10 maggio 2016

Libro: "Purity" di Jonathan Franzen


Titolo: Purity
Autore: Jonathan Franzen
Traduttore: Silvia Pareschi
Edizione letta: Einaudi collana Supercoralli, 2016 pagine 656


Purity è il mio secondo Franzen, ho cominciato con il bellissimo Libertà, che già mi aveva stregata, adesso sono passata allo stadio della fascinazione XD

Come al solito, e chi ha la pazienza di leggermi ormai lo sa, non scrivo recensioni sui libri letti, cerco di mettere insieme qualche idea, esprimere le mie motivazioni o perplessità e, magari, attraverso la mia visione, fornire uno spunto in più, così come io ne ho spesso leggendo qua e là nella blogosfera.
Sul romanzo, ho notato che sono state scritte molte critiche, anche radicali; in verità, mi è sembrato si volesse colpire più direttamente l'autore. Harold Bloom con Franzen ci va giù pesante da sempre, ad esempio. Ma qui si dovrebbe aprire un lungo discorso che non saprei neppure condurre in maniera soddisfacente. Però... caro Bloom, la letteratura non è statica grazie al cielo, evolve e cambia, si avvale della lingua, che fa altrettanto. Abbiamo il patrimonio mondiale di scrittori eterni, fermo e solido, che nessuno, tranne i folli, contesta. Pensare che sia tutto finito, che non ci sarà altro, a breve o in futuro, che le idee e le tecniche abbiano raggiunto un punto massimo in passato, equivale a dichiarare la morte della stessa letteratura: non mi piace nemmeno un po' :P

Franzen è un autore difficile perché provoca continuamente il lettore contemporaneo: questa è la vera questione. Lo pungola fino a fargli perdere la pazienza, gli ricorda le fobie e paranoie diffuse, lo scuote dallo stato catatonico per mostrare la realtà di oggi.
Ma attenzione, la realtà che viene disegnata dall'autore è un distillato, una concentrazione dolorosa: da un microcosmo di situazioni personali, Franzen intesse un mondo, il nostro mondo, in una prospettiva "macro". Le storie dei singoli personaggi hanno un senso solo se si arriva alla fine del libro, e allora, e solo allora, ci si rende conto dell'organicità.

La parola chiave è il titolo stesso, Purity, purezza e nome della protagonista effettiva, che, per sfuggirne importanza e peso, preferisce il soprannome Pip (se pensate a Dickens, fate bene, ma non per presunte somiglianze nella tipologia del romanzo, come ho letto in alcuni articoli, e non dirò altro perché chi leggerà non merita spoiler).

Una tematica forte e allo stesso tempo disturbante del libro è la purezza intesa come capacità di essere sempre se stessi e dire ciò cui si crede (o la verità :D), nonostante... nonostante la nostra società si regga sull'apparenza, nelle forme più svariate. 

Questa problematica permette a Franzen di mostrarci il fallimento di internet, quantomeno in rapporto alle derive dei social, all'apparire o non esistere (dai selfie alla creazione di una realtà alternativa, ahimè non espressamente virtuale). Così purezza finisce per coincidere con il mostrarsi perfetti, puliti, belli e politicamente corretti. Uno strumento di potere nelle mani di alcuni, che devono però mantenere lo standard elevatissimo a tutti i costi, quindi insabbiare, controllare e tremare forte. Andreas Wolf è il leaker del romanzo, che si contrappone, dichiaratamente, ad Assange e Snowden. L'immagine di Andreas è quanto di più pulito e puro ci possa essere, ma il lettore sa qualcosa in più...

A quest'altezza entra in causa una seconda tematica interessante: il giornalismo attivo, quello d'inchiesta non si fa che sul campo, in netto contrasto con quello del web, passivo e statico. Una stoccata mica da poco alla situazione attuale!


Jonathan Franzen, Frankfurt Book Fair 2010, Wikipedia
A proposito delle odierne fobie e velleità di vita eterna, Franzen ci regala un personaggio secondario strepitoso: “Tad Milliken [...] il capitalista di ventura della Silicon Valley che si era ritirato in Belize per evitare la seccatura dell’accusa per stupro di minorenne che pendeva su di lui in California.” il quale filma senza posa la sua quotidianità e crede fermamente nell'eternità garantita dal cloud!

Tad era un autodocumentarista. Aveva una macchina fotografica ad attivazione automatica inserita nel berretto degli Yankees che portava sempre, e una minuscola videocamera appesa al collo con un cordoncino. Durante il pranzo, servito in riva alla piscina da una bellezza scalza di nome Carolina, presumibilmente almeno sedicenne, Andreas gli chiese se poteva, per una volta, spegnere quegli aggeggi. Tad, che indossava una camicia hawaiana sbottonata per mostrare la pancia da tartaruga marina, con gli addominali abbronzati e scolpiti, scoppiò a ridere e rispose: – Hai qualcosa da nascondere, oggi?
– Mi sto solo chiedendo dove finiscano tutte queste informazioni.
– Forza, lascia entrare il sole. Sei su Candid Camera –. Rise di nuovo.
– Non è che non mi fidi di te. Ma se dovesse succederti qualcosa…
– Se morissi, vuoi dire? Io non morirò mai. È per questo che registro tutto.
– Giusto.
– I dati sono nel cloud, e il cloud si autorinnova in eterno. Il tasso di errore in confronto all’autoreplicazione del Dna? Cinque ordini di grandezza più basso. Sarà tutto là, perfettamente conservato, quando mi riavvieranno. Voglio ricordare questo pranzo. Voglio ricordare i piedini di Carolina.
– Capisco cosa ci guadagni tu. Ma dal mio punto di vista…
– Non ti piace la nuvola.
– Non molto.
– È ancora agli inizi. Quando ti riavvieranno ti piacerà un sacco.
– Passo già le giornate a ripescare la roba sgradevole che ci finisce dentro.
– Ah, a proposito di pesca…

Purity è anche il romanzo della difficoltà di amare, di essere genitori e figli, di intessere rapporti genuini e duraturi. E c'è una dose massiccia di sesso - con qualche racconto kitsch divertentissimo - anche in rapporto alla pornografia online e a disturbi psicologici.
La struttura a macrocapitoli, che raccontano fasi della vita dei vari personaggi, anche con flashback, permette a Franzen di condurci attraverso momenti storici e paesi differenti. La parte che si incentra sulla ex DDR, il controllo e la limitazione delle libertà, la Stasi, è veramente coinvolgente.

Con l'intenzione di non rovinare la lettura a nessuno, spendo alcune parole per il personaggio  di Leila Helou: la sua storia, pur inserendosi pienamente in quella "totale", è la più autonoma a mio avviso. Franzen ce la presenta come una donna in carriera e volitiva, una giornalista "all'antica" perché lavora sul campo, con una vita movimentata e assai particolare in quanto ad affetti. E Leila è anche questo, sicuramente. Pian piano i suoi pensieri ci rivelano le motivazioni per le quali ha intrapreso la carriera, le sue fragilità e le sue insicurezze, quasi in modo ossessivo, al di là del velo dell'apparenza.

Di solito Leila era felice di viaggiare per lavoro. Non si sentiva mai così professionale, così giustificatamente esonerata dai suoi doveri di assistenza a Denver, come quando si chiudeva in una stanza d’albergo con le sue bustine di tè verde, la connessione Wi-Fi protetta, le penne a sfera di due colori, la scorta di Ambien. Ma dal momento in cui era arrivata ad Amarillo, su un piccolo aereo proveniente da Denver, qualcosa era cambiato. Era come se non volesse neppure trovarsi lì. I vantaggi garantiti dalla sua competenza, di norma così piacevoli – il trattamento preferenziale ricevuto all’autonoleggio, il percorso ottimale che scelse per raggiungere la casetta di Janelle Flayner, la rapidità con cui conquistò la fiducia di Janelle e la fece parlare –, non le diedero alcun piacere. Verso sera si fermò in un supermercato Toot’n Totum e comprò un’insalata dello chef in una confezione di polietilene. Nella sua stanza d’albergo, dove qualcuno aveva fumato di recente, aprì la coppetta del condimento e si sentì inchiodata al segmento di mercato a cui era rivolto il prodotto: l’ultracinquantenne solitaria in cerca di qualcosa di pratico da mangiare. Si rese conto che il suo non era un generico senso di solitudine. Leila aveva una nuova assistente, Pip Tyler, e si rammaricava di non averla portata con sé.

Franzen è riuscito a colorare ciascun personaggio rendendolo unico e assolutamente identificabile, anche attraverso la prosa stessa. 

Non avendo la minima competenza tecnica a proposito di "traduzioni", esprimo un'opinione: come ho scritto in apertura del post, questo è il secondo libro di Franzen che leggo e ho ritrovato tutta la cifra stilistica dell'autore, resa anche questa volta dalle fatiche di Silvia Pareschi. Il solo micetta, scelto per tradurre il vezzeggiativo pussycat attribuito a Pip dalla madre, è esemplare: alla fine del libro, quando si tirano davvero le somme (ma attenzione che gli addendi sono cambiati assai :D), questo soprannome non sarà più utilizzato, e finalmente Pip sarà semplicemente Purity. Quello che c'è stato nel mezzo, beh sta a voi scoprirlo! Questa evoluzione approda a una riappropriazione di sé, con il lungo viaggio compiuto ormai alle spalle: un percorso di formazione che non necessariamente sappiamo essere del tutto positivo. Proprio come accade nella vita di tutti noi.

– Ciao, mamma –. Si preparò a un Micetta!
– Sí, – disse sua madre.
– Allora, scusa se non ti chiamo da un sacco di tempo, ma stavo pensando di venire a trovarti.
– Va bene.
– Mamma?
– Tu vai e vieni come ti pare. Se vuoi venire, vieni. Ovviamente non posso impedirtelo. Ovviamente sarò qui.
– Mamma, mi dispiace tanto.
Ci fu un clic, una cessazione.
– Porca vacca, – disse Pip. – Mi ha chiuso il telefono in faccia.

Per interessanti approfondimenti vi consiglio di curiosare sul blog della traduttrice, Silvia PareschiNine hours of separation.

Tra tutte le stramberie/manie/fobie grazie alle quali ho sorriso durante la lettura, vi saluto con questa:

Dreyfuss era sdraiato sul divano del soggiorno a guardare una partita degli A’s. Si stava riprendendo dalle cure per un parassita intestinale, di cui probabilmente era responsabile il freeganismo dei suoi coinquilini Garth ed Erik, che al momento si trovavano nella prigione della contea di Alameda.

Giudizio finale: il mio tesssoro
Glò

36 commenti:

  1. Questo autore mi frulla nella testa da un po', non l'ho ancora avvicinato, bah, vedremo... Brava Glò.

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    1. Ciao Massimiliano! Potresti partire da Le correzioni (non l'ho ancora letto e ne ha parlato benissimo la Leggivendola!) e poi procedere col resto. Penso sia da leggere Franzen, soprattutto per chi è interessato alla scrittura.
      Buona serata e grazie mille ^_^

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    2. Grazie a te Glò, prima o poi lo farò, ultimamente sono indietro con un casino di cose. Per fortuna i libri sono l'unica cosa che non scappa.

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    3. Non scappano ok, ma aumentano in modo esponenziale quelli da leggere, d'oh! -_-
      Buonanotte ^_^

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  2. Mai letto Glò.
    Concordo con quanto hai detto a Bloom. Tutto evolve, modo di scrivere e lettori e guai se non fosse così!
    Gli intoccabili son e restano intoccabili ma il mondo cambia, le tecnologie, il modo di vivere e vedere le cose anche. Non sempre in bene magari ma questo è un altro discorso. :)

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    1. Hai visto come le ho cantate a Bloom? Tanto non mi legge XD
      Quello che noto a volte, anche tra i lettori forti, è una sorta di repulsione e diffidenza verso autori attuali, probabilmente le motivazioni sono moltissime ma non riguardano il solo gusto personale. Fa male leggere qualcosa che ci riguarda oggi, fa meno male e c'è di mezzo lo spazio per la riflessione se ci riferiamo al passato.
      Anche per quel che riguarda le tecniche... dobbiamo farci i conti, nonostante i grandi del passato.
      Grazie Pat e spero di averti ispirato a recuperare "un" Franzen :D

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  3. Grazie! Sì perchè quando leggo il nome di Pip, le mie SPERANZE si riaccendono e mi auguro di poter leggere un altro libro che mi emozioni quanto quello di Dickens.Allora ero una ragazza e quel romanzo è stata la prima tessera di un pizzle che ha dato il via alla mia passione per la lettura.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana!!! Quindi... è Franzen che si prende la responsabilità, eh, non io sia chiaro! XD
      Tornando seria, spero che questo romanzo possa trasmetterti quanto ha dato a me! Anche se probabilmente non potrà eguagliare quella tua lettura di Dickens, così importante!
      Grazie mille e buona serata ^_^

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  4. Intanto ho controllato se c'era in calce la tua firma ^_^
    Ripasso domani, che ho già le batterie scariche... le mie non quelle del notebook.

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    1. Con questo tuo commento fornirai ulteriore materiale a Michele e PG per "perculamenti", ovviamente a me XD
      Notata la mia "firma" in calce, Ivano scappa e necessita di ricarica prima di affrontare il mio delirio :O Perbacco!
      P.S.: scherzo, eh! Grazie e ci rileggiamo ^_^

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  5. Franzen dev'essere un autore affascinante, in libreria ho il suo Le correzioni che però ancora non ho letto. Spero di rimediare presto perché, insieme ad altri, è uno di quegli autori che mi incuriosisce da tempo.

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    1. Rimedia, rimedia *__* Conoscendo un po' - da blog :D - la tipologia delle tue letture, penso potrebbe piacerti/interessarti assai. Per me Franzen è un autore che si apprezza maggiormente "conoscendolo", questo è stato l'effetto al suo secondo libro! Vedremo se confermare dopo aver letto Le correzioni (mi manca!) ^^
      Grazie e a presto!

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  6. Devo ammettere di non conoscere molto Franzen come autore ma, si sa, il mio campo d'azione è un altro.
    Ci farò un pensierino comunque.
    A presto.

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    1. Ciao Nick!
      Sicuramente i romanzi di Franzen sono un po' lontani dalle tue letture abituali, ma probabilmente questo libro sviluppa tematiche che possono catturarti. C'è molta attenzione all'influenza dei social e, per esteso di Internet, nella nostra stessa mentalità.
      Grazie e buona serata ^^

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  7. Purity è in cima alla lista, dopo avere letto quella decina di libri che mi aspettano nei prossimi due mesi.
    Di Franzen ho letto tutto come sai, che poi non è che sia un autore che sforna un libro all'anno ahahah.
    So che anche questa volta la lettura non sarà facile. Complessa come suo solito, ispiratrice di riflessioni e spingente verso la rabbia. Sarà potente nelle immagini come è capace di essere.
    La traduzione di Silvia Pareschi sarà al solito accogliente e precisa. Ho avuto la fortuna di conoscerla alla presentazione di un libro del mio amico Nicola Pezzoli. Mi è parsa una persona squisita.
    Un abbraccio a te e al resto della compagnia :)
    PS: ma dove lo hai spedito Michele? ahahah

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    1. Vedrai che le oltre 600 pagine scorreranno anche troppo velocemente :P Capito l'impianto narrativo, superate le prime impasse (Franzen è terribile verso il lettore eh :D), non resta che leggere e leggere e ancora leggere, per far quadrare il tutto! *__*
      In quanto al post lettura, tante riflessioni e un po' di malinconia :D
      Grazie Mariella e ricambio l'abbraccio ^^
      @P.S.: la vera domanda è: dove ti ha rinchiusa il Capo, fuggito in uno dei soliti paradisi che lui sa? -_- E s'è portato forse anche il freelancer/cheerleader PG? D'oh! o.O
      Portatemi dei viveri, please!!!

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    2. Non ti credo.... Escilooooo!

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  8. Molte cose di quello che mi hai scritto mi ricordano Pynchon... il particolare utilizzo dei nomi dei personaggi da parte dell'autore; la massiccia dose di sesso con racconti kitsch; i particolari rapporti dei personaggi con l'amore e la morte. Probabilmente condividono una stessa idea di letteratura, che è forse più diffusa di quanto io possa sapere leggendo pochissimi autori contemporanei.

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    1. Nomini Pynchon *__* autore che "cerco" di leggere da almeno un anno! Devo trovare il modo di iniziarlo :D
      Non posso quindi avvalorare quel che noti, ma ne sono parecchio incuriosita. Bloom ha detto ciò: “Non capisco l’entusiasmo per ‘Libertà’: mi sembra Pynchon in versione annacquata”. A me fa un po' ridere, sinceramente, perché il grande critico sembra avere un problema personale con Franzen (non soltanto per questa citazione, si capisce, basta leggere nel web per farsi un'idea :D) Però, evidentemente, qualche legame tra i due autori ci sarà ;)
      Grazie mille Ivano alla prossima! ^_^

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    2. "Pynchon in versione annacquata". Pynchon mi sembra talmente inarrivabile, almeno in confronto agli altri autori contemporanei che ho letto, che non escludo che la critica di Bloom possa essere fondata, ma ovviamente per saperlo dovrei leggere almeno un romanzo di Franzen.

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    3. Io invece penso che invece di fare confronti inutili, sarebbe meglio cercare la cifra di ciascun autore, dal momento che Franzen non è certamente uno scrittore tipo Glenn Cooper ;) Del resto Bloom vorrebbe che si smettesse di scrivere! XD Ammettendo l'inarrivabilità di Pynchon (che poi, questo vale in che senso e fino a quando?), vorrei capire la necessità di prenderlo come unica possibilità di Scrittura e quindi come grado zero cui rapportare altri.
      E sono sicura che Pynchon sia un grandissimo eh!

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    4. Ripeto che, non conoscendo Franzen, non ho modo di stabilire se valga per lui, ma io pensavo in particolare al caso, non infrequente, di scrittori che ammirando molto un autore ne assorbono stile e tematiche restituendoli però in una "versione annacquata".

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    5. Sono nella tua stessa situazione non avendo mai letto Pynchon :D Rimango però ferma nella mia idea relativamente a Bloom, per quanto riguarda l'attribuire eccessivo peso a determinati elementi - che, a mio avviso, possono assolutamente ricorrere in autori successivi ai "padri" (qui stiamo parlando del postmodernismo) - senza coglierne la cifra originale. Ecco, diciamo che a questo punto DEVO leggere Pynchon :D
      Grazie Ivano per il tuo stimolante contributo ^^

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  9. Ciao! Ho letto questo libro da poco e condivido tutte le tue osservazioni!
    Franzen provoca il lettore raccontando gli aspetti più privati e grotteschi dei personaggi, aspetti che non vorresti che fossero raccontati :-P !
    Ha creato personaggi con un concentrato (appunto un "distillato") di problemi, insicurezze e patologie che mi avevano irritata non poco! Sono stata tentata di abbandonare il libro più volte, ma poi, perseverando nella lettura, ho ricomposto la storia e mi sono resa conto proprio dell'organicità del romanzo, di cui hai scritto.
    L'aspetto più interessante di Purity è la rappresentazione dei rapporti sociali via internet, attraverso i social, che ormai influenzano ogni attività umana e arrivano a rovinare anche i rapporti interpersonali nella vita reale: ad esempio, mi viene in mente l'incontro disastroso di Pip con il primo ragazzo o la storia di Andreas che non può più avere un buon rapporto con la donna che ama, a causa della pornografia via web...
    Questo romanzo mostra che su internet ci si può fingere qualcuno che non si è; il caso di Adreas è un esempio inquietante della tanta falsità che c'è in giro per il web! Purtroppo, ora che il web è accessibile a tutti ed è diventato un medium di massa, ci si può ritrovare a chattare veramente con chiunque, anche con un assassino: basta lasciarsi ingannare dall'identità "pura" che ha creato online ;-)
    by Kiariel86

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    1. Ciao Kiariel! Il tuo lungo e articolato commento mi trova in completa sintonia: la parte che riguarda il peso dei social nella nostra vita è notevole, non banale, anzi mette in luce le derive possibili. Con ciò, questo romanzo non è neppure "contro" Internet in senso stretto, ma appunto cerca di esplorare le derive attuali dovute a un cattivo uso e approccio con questo mezzo.
      Grazie mille e alla prossima ^_^

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  10. Non conosco molto bene l'autore, comunque mi fido di voi.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Cavaliere, ti ringrazio per la tua gentilezza e la fiducia! Fa sempre piacere :D
      Buona serata e a presto ^_^

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  11. Io avevo letto "Le correzioni" e mi era piaciuto molto. Uno spaccato della realtà americana (e non solo) davvero desolante.
    Ad ogni modo mi piacciono moltissimo queste recensioni che stuzzicano interesse e curiosità senza fare dello spoiler. Come si diceva di recente, ho letto sia delle quarte che delle recensioni da mettersi le mani nei capelli: in pratica ti raccontano tutto! :-(

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    1. Ciao Cristina ^^
      Le correzioni mi attende *__* Credo che Franzen incentri i suoi lavori principalmente sulle desolazioni umane :P Però, non è un esercizio gratuito, a mio parere è un autore che cerca di risvegliare i suoi lettori! Libertà, ad esempio, è una sorta di variazione sul tema: che cosa è oggi la Libertà di fronte alle "libertà personali" e non solo... Una lunga riflessione, post fatti relativi all'11 settembre (che è uno spartiacque forte nella mentalità e società americana, c'è poco da fare), il tutto condotto attraverso la quotidianità di una famiglia della classe media.
      Sono felicissima di quello che hai scritto a proposito delle mie elucubrazioni XD Cerco di non dare troppe informazioni, evitare gli spoiler e, soprattutto, di trasmettere quello che mi ha lasciato una lettura. Ci si prova :D
      Buon week end e a presto!!! ^_^

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  12. Ciao Glò e ciao anche agli altri librai. Chi non muore si rivede XD
    Ho sentito molto nominare questo libro, ma non l'ho mai letto. Chissà che non sia la volta buona... se sopravvivo all'università.
    Un abbraccio di gruppo :)

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    1. Ciao Valentina! ^_^
      So che sei impegnata con l'università, e quindi il tempo è ben poco, per bloggheggiare :D
      Ricambio l'abbraccio - da parte di tutti noi - e a presto! ^_^

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    2. Sì, infatti mi sono presa una pausa, ma da lunedì dovrei ricominciare fino a luglio 😱
      Poi pausa lunga! Ho deciso che salterò la sessione di settembre per riprendere fiato e magari fare un viaggetto. È pesante ma magari con questo ritmo riuscirò a laurearmi in tempi decenti...
      Buona notte :)

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    3. E allora: forza!!! Un grande abbraccio a sostegno del periodo di studio ^_^

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  13. Non ho mai sentito questo autore, ma Glò lo ammetto: hai suscitato il mio interesse. Non mi sembra affatto una lettura leggera, e mi pare quasi influenzata dall'eredità di Kundera, per quanto risguarda soprattutto il pungolare il lettore e svestire la realtà, cruda, fatta di fobie e paure.
    Pane per i miei denti! :)

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    1. Ciao Anna! ^^ Sono sempre soddisfattissima quando mi dite che ho invogliato a scoprire un nuovo autore, è veramente il massimo per me!
      Diciamo che Franzen sa essere "fastidioso" :D
      Grazie mille e a presto, buona serata ^__^

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