lunedì 4 luglio 2016

Consigliando: L'Ispettore Kajetan di Robert Hültner


Del Vecchio Editore è una delle CE indipendenti più interessanti nel panorama italiano: per qualità del catalogo proposto, per impegno verso il lettore (qualità del testo, grafica, costi), per l'investimento in autori mai pubblicati e tradotti prima, così come per il recupero di testi da tempo fuori circolazione.
Nei primi mesi di quest'anno mi sono imbattuta, assolutamente per caso come spesso mi capita, in Robert Hültner (biografia dal sito della CE):

Robert Hültner è  nato nel 1950 a Inzell (Chiemgau, Baviera), è stato assistente alla regia, drammaturgo e regista di cortometraggi e documentari. Ha viaggiato con un cinema ambulante in paesi privi di sale cinematografiche e ricostruito filmati storici per il Museo del Cinema di Monaco. Nel 1993 esce Un’indagine senza importanza, il primo romanzo giallo della serie dell’ispettore Kajetan, cui seguono La dea madrina e L'ispettore Kajetan e gli impostori. I suoi successivi romanzi hanno vinto numerosi premi fra cui il DEUTSCHER KRIMI PREIS e il PREMIO GLAUSER.


Questa volta la magia delle copertine, bellissime e perfette, ha contribuito ad attirare la mia attenzione sui quattro volumi finora pubblicati, che vi consiglio fortemente, dedicati alla figura di un ispettore abbastanza atipico, Paul Kajetan.
I romanzi potrebbero essere letti anche autonomamente, ma si perderebbe il filo che via via ci fa conoscere meglio l'ispettore stesso: dettagli personali, sfumature legate al carattere, tasselli che si vanno ricomponendo...
Ciascun libro si incentra su di un'indagine, caratterizzata da un fatto spesso violento, che determina sviluppi inattesi: la cornice è quella bavarese, dalle piccole comunità montane alla grande Monaco, ma il quadro generale tocca un periodo storico difficile e complesso, che ci è raccontato da Hültner in modo intelligente e appropriato.
È assolutamente opportuno che io sottolinei ciò, perché lo scrittore, avvalendosi anche di documentazione storica, cerca di ricostruire il sostrato locale nel quale si iniziò a respirare la successiva deriva nazionalsocialista: siamo nella Baviera degli anni '20.

L'ottima cura del testo prevede alcuni approfondimenti, che agevolano i lettori, sulle vicende storiche cui si accenna nei libri.
Monaco di Baviera - centro storico
Sul sito ufficiale dell'autore è disponibile una galleria fotografica che può aiutarci a comprendere quali fossero le condizioni di vita all'epoca dell'ispettore Kajetan.

Le indagini di Kajetan sono appassionanti, piene di suspense, sostenute da un ritmo veloce e da un taglio quasi scenografico (e per questo aspetto si ricordi la biografia dell'autore): non si riesce a posare il libro *_*
Hültner è bravissimo a concertare il tutto e a farne emergere la figura umanissima di Kajetan, che diventa un "amico" con il quale condividiamo avventure e dolori. La scrittura è notevole, curatissima, elegante per descrizioni di vicende e per atmosfere; i dialoghi sono altrettanto efficaci e ben costruiti; da segnalare anche l'attenzione per la traduzione (si vedano anche in questo caso le note dedicate).

Per finire, la natura, la bellezza delle Alpi Bavaresi e dei suoi paesaggi hanno un posto di primo piano.
Alpi Bavaresi (Zugspitze) - Wikipedia
Il sole declinante toccava già le cime delle montagne a occidente, ma il cielo di un blu intenso senza sbavature si stendeva ancora sulla valle di Zellach. Sulle pendici rivolte a est era già calato il crepuscolo, quando il pullman giallo sporco ansimò su per l’ultima salita prima del paese, poco dopo piegò nella piazza principale e rallentò fino a fermarsi accanto al muro del camposanto. [...]
Kajetan respirò profondamente. Un freddo umido gli invase la bocca pungendogli il palato come una serie di microscopici spilli fino a farlo starnutire con forza. Un anziano escursionista, che percorreva la salita della strada principale a passi pesanti, guardò verso di lui, ma si voltò non appena i loro sguardi si incrociarono. Un alito di vento gelido attraversò la piazza del paese mischiato all'odore dolciastro di letame fumante. Una quiete serena si era posata sul villaggio, ormai c’era poca gente in giro. Sopra i tetti di alcune case, schierate a più livelli intorno alla chiesa parrocchiale dall'intonaco giallo sbiadito, si alzava la sottile colonna di fumo dei focolari domestici. I campi sul fondo stretto della valle erano stati mietuti, qualche sottile striscia di terreno mostrava già le zolle nere di terra rivoltata. Il rumore sgraziato di un campanaccio giunse alle orecchie di Kajetan; da un mulino situato nella parte bassa del paese si avvicinava il rumore stridulo di una sega da legno; da qualche parte delle persone parlavano tra loro; tutti i suoni si mischiavano al continuo scrosciare del ruscello color verde latteo, i cui flutti saltellavano intorno ai massi levigati di pietra calcarea. Alzò la testa. A est e a ovest il bosco di conifere si riversava come uno scuro esercito armato di lance sui pendii scoscesi, ai piedi dei quali cedeva il passo al bosco di latifoglie e pini silvestri infuocato dai colori autunnali, per poi infrangersi contro i declivi sassosi cosparsi di massi. Al di sopra svettavano, ergendosi quasi verticalmente a una altezza vertiginosa, le cime spoglie dell’alta montagna. A sud, alta sopra il fondovalle, si scorgeva la sella non alberata di una montagna sulla quale si snodava il nastro grigio di una strada. Nel suo punto più alto un edificio di intonaco chiaro catturava l’ultima luce del sole al tramonto. La stazione di frontiera.
da La tempesta di neve. Il ritorno dell’ispettore Kajetan

Titolo: Un’indagine senza importanza
Titolo originale: Walching
Autore: Robert Hültner
Traduttore: Paola Del Zoppo
Edizione letta: Del Vecchio Editore, 2008 pagine 192

"Dalle vette, a cui più nessuna via conduceva, i pastori e i cacciatori potevano vedere l’infinità delle catene montuose a sud immerse nel mare di nuvole, si potevano scorgere le torri rosseggianti delle Dolomiti, si poteva sognare la calata delle montagne nel territorio lombardo, fino ai porti di Trieste e Venezia. Di tanto in tanto il vento sulle creste portava suoni dalle valli, e lì, dove la mano poteva toccare il cielo e dove solo dopo pochi passi si aprivano le fenditure nella roccia, dalle quali spirava l’aria fredda delle nevi perenni, sembra di esser giunti alla fine del mondo. Eppure nessuna radura, nessuna conca, nessuna fonte e nessun muro in rovina erano dimenticati. La valle appariva tanto deserta agli stranieri, quanto si era rivelata rifugio e nascondiglio per gli uomini della valle in tempi in cui infuriavano guerre e persecuzioni, in cui truppe di fuoriusciti dell’esercito austro-ungarico saccheggiavano e davano alle fiamme le fattorie o quando benpensanti setacciavano il villaggio a caccia di streghe e maghi."


Titolo: La dea madrina. Un'indagine personale di Kajetan
Titolo originale: Die Godin
Autore: Robert Hültner
Traduttore: Paola Del Zoppo
Edizione letta: Del Vecchio Editore, 2010 pagine 304

"Per giorni Kajetan aveva cercato lavoro con animo imperturbabile. Ma lavoro non ce n’era. Il numero dei disoccupati cresceva anche se, se si credeva all'euforia dei quotidiani borghesi, l’economia era in crescita da quando l’inflazione s’era fermata. Kajetan si sentiva perduto. La sua rabbia non aveva alcuno scopo, si ammorbidì diventando vergogna, sensazione di essere un perdente, e ogni gesto gentile e compassionevole nei suoi confronti, compiuto con buone intenzioni, non faceva che rafforzare quella strana sensazione.
Erano giorni che non riusciva a dormire bene. Quella sera si alzò, accese la luce con gli occhi ancora semichiusi, si sedette disperato al tavolo e cercò di riordinare i pensieri. Sentiva solo il silenzio, che sembrava attendere da lui la prossima idea inutile. Andò in giro per la stanza per scacciarlo, ma quando si risedette tornò ad avvolgerlo. Sembrava stare lì in agguato, beffardo, studiando le mosse con cui Kajetan cercava di sopraffarlo. Finalmente la stanchezza lo vinse."



Titolo: L'ispettore Kajetan e gli impostori
Titolo originale: Inspektor Kajetan und die Betrüger
Autore: Robert Hültner
Traduttori: Chiara Caradonna e Flavia Pantanella
Edizione letta: Del Vecchio Editore, 2012 pagine 336

"Un giorno però il Lord aveva trasmesso via radio da Londra: «Meet herr hitler coming man of german politics approval given expect results in two weeks». Che non se la prendesse per il tono perentorio del vecchio, aveva cercato di rabbonirlo il direttore, giacché proveniva dal suo passato militare, a suo avviso oltremodo glorioso. Di fronte allo stupore di Baines per il fatto che l’incontro fosse stato evidentemente organizzato da Londra, il direttore aveva reagito dicendo che il vecchio era pazzo di questo "Herr Hitler", e, tra l’altro, non era certo l’unico."



Titolo: La tempesta di neve. Il ritorno dell’ispettore Kajetan
Titolo originale: Inspektor Kajetan kehrt zurück
Autore: Robert Hültner
Traduttori: Chiara Caradonna e Flavia Pantanella
Edizione letta: Del Vecchio Editore, 2013 pagine 320

"– E secondo te da ora in poi andrà tutto meglio? – Kajetan rise amaramente. – E anche alla Befana ci credi ancora? Va bene, magari ne dimettono qualcuno. Ma guarda che ne arrivano subito di nuovi che non sono un filo migliori.
– Può essere, – ammise Glaser. – Ma intanto se ne staranno a testa bassa per un po’, capito? È così che sono, i veri tedeschi, se le cose filano belle lisce, allora il petto da eroi gli scoppia quasi a forza di tirarsela, altrimenti infilano la coda tra le gambe e non fanno che piagnucolare. E per quanto riguarda il loro capo, Hitler, quello sa perfettamente che non è cittadino tedesco e che lo possono estradare se si mette a far troppo lo spaccone. Credimi, non ci vorrà più molto e la gente capirà che è tutta una messinscena. Kajetan rivolse al commissario un’occhiata piena di dubbio.
– Lo pensi davvero?
– Ma certo. Lo vedo tutti i giorni qui da noi nel distretto. Chi è che corre dietro ai nazi? Un paio di morti di fame a cui non frega niente di chi è che li paga, ragazzetti viziati che vogliono giocare a fare gli eroi, un pugno di accademici e insegnanti pieni di sé. Meno roba hanno nei pantaloni e più fanno i gradassi. – Glaser annuì fiducioso. – La conosco troppo bene la gente di qui, Kajetan, per credere che vuol essere governata da dei buffoni del genere.
– Vorrei tanto crederci anch’io."


Glò

16 commenti:

  1. Interessante e metto in lista. Passo anche il tuo link a Flo che non legge, divora libri :) ed è sempre alla ricerca di autori nuovi.
    Ciao Glò

    ps e i tuoi due uomini???? Li hai mangiati che non si vedono più in giro? ahahahahhah

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    1. Pat, quando l'ho scoperto, Kajetan dico, ho subito pensato a te che ami ispettori & Co.: è veramente un ciclo da leggere *__*
      L'autore secondo me merita molta pubblicità e molta eco!

      P.S.: Essi sono lì (al link) -_- a me manco un cocco fresco...

      https://www.youtube.com/watch?v=WYX0sjP6Za8

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    2. Oh...che bello! Qualcuno che mi pensa!!! ahahahahhaa

      Ma con George Michael????? aahahhahah Anche senza cocco fresco va bene lo stesso ahahahhh peccato che non sappia cosa farsene di me...

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    3. Vabbè rimane un'icona di belloccio! All'epoca mica aveva ancora fatto outing :D

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  2. Lo consiglierò a mia moglie, visto che anche lei adora Commissari & Co.

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    1. Ciao Nick! Non sono un'esperta di noir/gialli, leggo veramente di tutto a prescindere dal genere, basandomi su ispirazione del momento e consigli. Però questo Hültner è veramente bravo, scrive benissimo *__*
      Grazie e buona serata ^_^

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  3. Sembra interessante, sia come autore che come casa editrice. Magari provo a proporne l'acquisto alla biblioteca della mia città.

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    1. Sì, direi che un'ottima idea! La CE è notevole, per i miei interessi quale lettore, ovviamente!
      E se si è interessati alla storia recente, il ciclo-Kajetan può essere un modo per allargare la visuale ad aspetti meno noti delle vicende a cavallo tra le due GM: atmosfere, cambiamenti sociali, percezione di ciò che stava accadendo da parte delle persone comuni.
      Grazie mille Marco! ^_^

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  4. Glo' cara questa è proprio una chicca che i era oscurissima io amante della Alpi Bavaresi come posso non immergermi in questo ideale? Obbedirò ciecamente come spesso faccio con te, fidandomi alla cieca..
    Bacio adorabile!

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    1. Sì Nella, a mi parere è un ciclo noir da non sottovalutare! Non è il "solito" Ispettore arcinoto a essere protagonista, in più c'è l'approfondimento - non pesante - di una parte della storia recente che è bene tenere a mente...
      Un abbraccio fortissimo e buona serata! ^_^

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  5. La scrittura è davvero curatissima. Nel brano sulle Alpi Bavaresi che hai proposto nel post noto l'importanza data ai suoni: sembra proprio un concerto! Potrebbe piacere al marito giallista, sicuramente.

    Invece l'estratto dell'ultimo libro "La tempesta di neve. Il ritorno dell’ispettore Kajetan" fa venire i brividi se si pensa a che cosa è successo:
    "Chi è che corre dietro ai nazi? Un paio di morti di fame a cui non frega niente di chi è che li paga, ..."

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    1. Ciao Cristina ^_^ Sono molto soddisfatta che tu abbia notato quanto sia pregevole la scrittura di Hültner: temo di non aver reso adeguatamente giustizia :P Non vorrei scatenare polemiche, ma... alla faccia dei più gettonati giallisti presenti nelle classifiche di vendita!
      Tutta la parte prettamente "storica", che è evidentemente filtrata e funzionale al "noir", è interessante e inquietante... fornisce una conoscenza dei fatti direi "dal di dentro" o "dal basso", in seno alla società bavarese del tempo.
      Grazie mille, a presto! ^_^

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  6. Non deve essere facile immedesimarsi in un contesto storico, quello bavarese del secolo scorso, per un lettore che non ne sa nulla. Sbaglio?

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    1. Ciao Tom! Non sbagli, con la precisazione d'obbligo: "dipende da chi legge" :D
      Personalmente ho un interesse particolare per la storia, per cui posso essere facilitata quando mi capitano letture che si ispirano a fatti concreti. In questo caso, però, il dipende va riferito più alla sensibilità per determinate tematiche che non alla conoscenza storica in sé (la CE è ottima in questo senso: si forniscono dettagliate informazioni su nomi ed eventi rivelanti nelle Note). Quello che è veramente illuminante emerge piuttosto dalle atmosfere e dalla mentalità del tempo, che Hültner riesce a rappresentare senza appesantire il "giallo" in sé. Diciamo che di noir colto si tratta!
      Grazie e buon week end ^_^

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  7. E se invece che su di una storia d'amore mi concentrassi su di una sana e stimolante indagine???... mmmmmmmmhhhhhhh... è che le tue recensioni sono magistrali, Glò!...quasi quasi...
    Un abbraccio domenicale... <3

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    1. C'è anche la storia d'amore, tzè (¬‿¬) (Hültner ci fa conoscere Kajetan, ispettore e uomo, piano piano... a me è sembrato si possa sviluppare, in futuro con altri titoli della serie, una qualche carrambata o.O della quale, ovviamente, taccio!)
      Posso dire che pur trattandosi di "giallo", in questo ciclo l'attenzione è anche per i dettagli: dal protagonista alle descrizioni della natura e degli ambienti, fino alle vicende storiche filtrate attraverso gli occhi di chi le visse (è ovvio che si tratta di un romanzo, dunque nessuna pretesa di assoluta veridicità ;) )
      Grazie mille e ricambio l'abbraccio ^_^

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