venerdì 19 agosto 2016

Libro: "A un passo dalla vita" di Thomas Melis


Titolo: A un passo dalla vita
Autore: Thomas Melis
Edizione letta: Lettere Animate Editore, 2014 pagine 324
Versione cartacea: € 17,00 - digitale€ 0,99 (epub, kindle)


A un passo dalla vita del giovane autore Thomas Melis è una prima opera ben riuscita. Durante la lettura ho apprezzato la buona scrittura e la capacità di padroneggiare determinate tematiche in modo intelligente, ciò che mi ha fatto decidere di scriverne sul blog.

Sinossi
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza patinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privé del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. 
Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della "generazione perduta", schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

La cosa che ho più gradito - e che forse non è poi così evidente - è l'assoluta imparzialità dell'autore verso i suoi personaggi: nessuno è messo alla gogna, non si tifa per nessuno, le vittime sono anche carnefici, tutto acquisisce credibilità proprio in virtù di un'analisi impietosa verso situazioni limite e verso abitudini e peculiarità sociali a noi contemporanee.
L'ambiente che fa da sfondo alle vicende decisamente nere e sopra le righe vissute dai personaggi è una Firenze vista nella sua complessità, una città che si distingue per arte e cultura ma che ha anche angoli bui: un mondo parallelo nel quale si destreggiano immigrati, malviventi, persone "rispettabili" (all'apparenza, ovviamente), idealisti. Così capita che la morale diventi una questione complessa... "La Tati", ragazza intraprendente e apparentemente fuori dalla morale intesa in senso comune, si rivelerà la sola alleata in grado di far aprire gli occhi a Calisto (vero e proprio protagonista), troppo impegnato a "raccontarsela da solo", almeno fino ad un certo punto della storia. Perché anche Holli, la brava ragazza della quale Calisto si innamora (con tempi lunghi eh XD), quella piena di buoni sentimenti, impegnata nel sociale, spontanea e onesta, fallisce nell'impresa: lei è un'ispirazione, ma non così potente da far prendere consapevolezza al ragazzo di ciò che gli sta accadendo e dei rischi concreti che la sua visione della vita comporta.
Wikipedia
Inizialmente ho temuto si procedesse per stereotipi: gli studenti universitari "del sud" che per collocarsi in una realtà da sempre ambita si dedicano ad attività illecite, ad esempio. Beh, sono stata smentita ben presto. L'analisi che Melis tenta di fare va in altra direzione, decisamente. Attraverso brevi approfondimenti che esulano, in senso stretto, dalle storie del microcosmo protagonista del romanzo, l'autore cerca di delineare la grande crisi di oggi, che non è soltanto quella economica, ma quella che ha investito le generazioni più giovani che si sono viste rubare un futuro possibile e, spesso, la speranza. 
Ci sono alcune cose che non ho apprezzato, lo dico da semplice lettore quindi mi auguro che possano essere soltanto uno sprone e un nuovo punto di analisi per l'autore, ossia troppo sesso - a mio parere, sia chiaro! E aggiungo che ho una soglia di tolleranza assai bassa e che nel contesto del libro ha il suo perché - e alcune lungaggini nella parte centrale (penso che snellire avrebbe giovato).
Interessante l'uso del registro della lingua, che l'autore padroneggia senza dubbio: i personaggi sono ben caratterizzati anche grazie all'utilizzo dello slang e del dialetto.

Nel complesso il mio parere è buono, penso che Melis abbia potenzialità e attendo novità che riguardino la sua scrittura *_*

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell'anno 2008. Nella vita si occupa di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale per lo sviluppo. Ha collaborato con diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. A un passo dalla vita è il romanzo con il quale esordisce per Lettere Animate Editore.

Giudizio finale: ottimo acquisto
la nostra Libreria (Glò)

30 commenti:

  1. Beh, a proposito del sesso: anche Philip Roth abusa delle scene di sesso ed è considerato uno dei migliori autori americani ,-) Magari hai appena scoperto il nostro Roth italiano :-)
    Mi incuriosisce davvero questo libro, mi piacerebbe vedere come sono stati rappresentati gli studenti del sud :-P...
    Sempre interessanti le tue segnalazione sugli scrittori emergenti, grazie super-Glò, che ci fai scoprire letture e autori! Ciao e a presto!
    -Kiariel86

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    1. Lo auguro a Melis! :D Soprattutto che sappia (e possa) avere la stessa visione dello scrittore quale ha Philip :D E dallo scambio epistolare-digitale avuto con lui (Thomas eh, non Philip!) mi è sembrato un onesto lavoratore della scrittura (talento, costanza e impegno) ;)
      Preciso che la questione "troppo sesso" è assai personale, per mia percezione e che non stona nel contesto!
      Non voglio svelare troppo, ma appunto, come raccontavo nel post, certe idee preconfezionate vengono quantomeno messe in discussione: questo a proposito degli studenti "immigrati" ma vale anche per altre categorie ;)
      Grazie mille, anche per apprezzamenti ^_^

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  2. Non lo conosco, bene, vedremo. Figurati, è il pane mio. Sempre attenta alle novità Glò, fantastico.

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    1. Massimiliano, sì devi leggerlo *_* Penso ti potrebbe piacere e incuriosire parecchio sia per i tuoi gusti in fatto di letture sia per la tua stessa sensibilità di scrittura!
      Grazie mille!!! :D

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  3. Un romanzo che tocca tanti temi e problemi reali.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Cavaliere, hai condensato perfettamente! Il noir è accompagnato da molto di più ;)
      Buon week end e grazie ^_^

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  4. Paradossalmente però, allo stato attuale delle cose, il discorso è invertito. A Firenze è il centro, il salotto buono, la parte più degradata della città. Nelle periferie, ancora un po' si respira.

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    1. Io toglierei il peròiniziale, nel senso che la storia portante gioca parecchio su una duplicità dell'apparire (dei personaggi, ma che vale anche per la città stessa, perché Firenze rimane un simbolo forte e positivo di arte e cultura, in Italia e all'estero) e la non necessaria corrispondenza reale. E la cosa convincente è che non si esclude né la "gente bene" né quella ricca e potente né alcuni ambienti al margine della società, in un quadro ben più complesso e quindi realistico. Poi... questo è comunque un romanzo! Che sia "Firenze" - che non è eppure direttamente citata, ma è "lei" inequivocabilmente - o altra città "benestante", poco conta alla fine.
      Qui da me dalla periferia al centro ci son più o meno gli stessi problemi, ma la mia è una realtà ben più provinciale :P
      Grazie Ivano ^_^

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    2. Proprio così, Gloria. Anche in questo caso hai colto perfettamente il messaggio che ho cercato di veicolare attraverso la storia di AUPDV. Aggiungo, per doverosa precisazione, che il "degrado" del centro storico di Firenze - con le sue vetrine dorate e il tangibile fiume di soldi che vi scorre ogni giorno, ragioni per cui, non a caso, gli autoctoni chiamano "La bomboniera" -,è ben diverso dal degrado dei casermoni dormitorio di Firenze Ovest, dai distributori di siringhe e lacci emostatici davanti alle farmacie di altre zone e dal racket della prostituzione che compare appena il sole tramonta in tutta l'area fuori dai Viali. Certo, poi ci sono tanti altri bei quartieri ordinati e puliti... sopra i colli. Ecco, la gente che popola le pagine del romanzo viene da entrambi questi mondi! ;)

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    3. Ciao Thomas, bentrovato! ^_^ Mi fa molto piacere leggere questo tuo intervento che impreziosisce le mie riflessioni e lo scambio con chi commenta!
      Il tuo libro presenta tanti spunti ed è un delitto raccontare troppo in un post :D Sempre di noir si tratta! La concertazione d'insieme a mio parere è ottima e va scoperta leggendo ;)
      Buon week end ^_^

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    4. Certo Gloria! Spero che questi spunti di discussione possano suscitare la curiosità dei vostri lettori verso il mio romanzo ;)
      Buon weekend :)

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    5. P.S.: ho sempre il terrore di fare spoiler nei miei post XD Molti non li apprezzano XD Così ho imparato a dar maggior spazio alle mie impressioni di lettura, tanto se si cercano maggiori dettagli basta curiosare nel web :D

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  5. Moderno e attuale ma con un indirizzo preciso quindi. Farci conoscere la realtà senza cadere nella banalità degli stereotipi.
    Uhm... pensierino! :)

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    1. Pat, hai centrato pienamente! Pensaci sì, perché a te piace il genere noir e qui ci sguazzeresti :D Melis merita una lettura!
      Ciao e grazie mille! ^_^

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    1. Grazie Enrico e bentrovato ^_^ Spero che il blog possa incuriosirti, a rileggerci e buona serata!

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  7. A un passo dalla vita... a un passo dall'acquisto.

    Ben ritrovata, cara Glò! :)

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    1. Marina!!! :D Bello rileggerti (anche se ho intuito da altro lido la tua malinconia post rientro:P) e grazie mille!

      Un abbraccio!!! ^_^

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    2. Hai intuito bene! :)
      È l'effetto "lontananza dalla mia terra": mi frega sempre!
      Giusto il tempo di riprendere le misure e torna tutto a posto! :)

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    3. Basta rimettersi a bloggar ♩♪♫♬ e passa (almeno un po'! :D)

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  8. Dalla sinossi non sembra uno dei libri che leggo di solito, ma potrei darci un'occhiata, non sembra male e mi fa sempre piacere scoprire nuovi autori :) grazie della segnalazione Glò!

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    1. Per me è stata una sorpresa, davvero! Non sono particolarmente attratta dal "genere" (virgoletto, perché sì ok, è un noir ma non soltanto) e scelgo le mie letture principalmente per ispirazione del momento! Questo è uno di quegli incontri inattesi e assai piacevoli. Non mi dispiace leggere autori esordienti e da qualche tempo mi è possibile anche grazie al blog: mi rendo conto che è ottimo per me, per allargare gli orizzonti e aprire la mente. Anche non volendo, siamo tutti abituati a preferire determinate letture (chiamiamole chiusure, essere prevenuti) e questo implica perdere molto altro.
      Grazie Anna! ^_^

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    2. Ah ma nemmeno io vado a generi, di solito mi tengo sui classici, poi regali e titoli interessanti o che suscitano la mia attenzione. O anche libri di amici, visto che qualcuno ha ben deciso di mettersi a scrivere :)
      Però hai ragione, ognuno alla fine preferisce determinate letture (es. fantascienza, o il mio tanto amato Kundera). Bisogna lasciarsi andare però ogni tanto :)

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    3. Sai che Kundera non l'ho ancora letto? :P (Già sono stata rampognata dall'amico blogger Senzapretese XD ma fai pure anche tu ahahahah!)
      Penso sia normale avere determinate predisposizioni rispetto a un genere o ad alcuni autori, però a volte nel tempo tendiamo a concentrarci troppo e finiamo per "dimenticare" il resto: ho avuto una fase di svariati anni nella quale ho letto praticamente solo autori inglesi e statunitensi, niente di male, sono state letture grandiose. Ma... poi mi sono resa conto che stavo tralasciando molto ;)
      Ciao Anna ^_^

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  9. Per me interessante soprattutto l'uso della lingua, visto che io con l'italiano ci lavoro. Grazie!

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    1. Questo è il libro d'esordio di Melis e a mio avviso ha fatto centro soprattutto per la capacità di utilizzare la lingua: non ho poi dettagliato molto, come suggerivo i personaggi sono anche caratterizzati per "come parlano": dialetti, slang - anche giovanile, che io fatico a decifrare XD - "italiano" degli immigrati zeppo di termini stranieri. Ne viene fuori un ritratto piuttosto fedele di come è oggi la nostra società.
      Grazie mille e ciao, alla prossima ^_^

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  10. Glò, l'ho finito ieri sera.. stanotte, anzi!
    Che ti devo dire? Wow!!!! Bello e intrigante. Forse un po' "lungo" nella prima parte. Diciamo che se il grande salto lo avessero fatto prima sarebbe corso meglio.
    Comunque pensiero mio personale ;)
    Di certo i personaggi sono ben caratterizzati. Trovo che l'uso del dialetto anhe se a volte ostico per me sia stata la trovata d'ingegno per rendere più reali i vari personaggi, tutto sull'orlo del baratro, tutti invischiati nella stessa vicenda ma ognuno diverso e a modo suo.
    Complimenti a Thomas e grazie a te di averne parlato.

    Adesso penso alla mia recensione ma credo che la pubblicherò nel 2017.
    Ciaooooo

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    1. Cara Pat, intanto grazie per essere passata a lasciare il tuo contributo dopo la lettura! ^_^ Ti rispondo con ritardo perché sono in fase malaticcia e poco attiva (virus delle festività, nulla di che :D).
      Le osservazioni che hai mosso mi convincono, sia per ciò che riguarda la possibilità di "tagli" opportuni che per la bella prova di scrittura di Thomas. E non vedo l'ora di leggere la tua riflessione in proposito ^_^
      Un abbraccio e ancora grazie!

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    2. Ahia... per capodanno non ci si ammala..... disse quella che il 2 gennaio 2016 aveva la febbre :)))
      Spero che tu stia meglio e che ti rimetta in piena forma in fretta.
      Il mio post sarà pubblicato il 4 gennaio.
      Ciao bella. BUON ANNOOOOOOOOOOO!

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    3. Fa nulla, son malanni stagionali ;) Io poi son per il Capodanno inesistente XD
      Buon 2017 anche a te Pat ^^

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