lunedì 19 settembre 2016

Consigliando: La trilogia del Ratto di Haruki Murakami (e, forse, il pozzo primigenio)


Nonostante io mi dichiari lettrice onnivora (cosa verissima, in rapporto a generi, letterature del mondo, periodizzazioni), non posso tacere alcune fisime che mi appartengono, tra le quali la rigidità della cronologia. Potete raccontarmela come vi pare, ma se un ciclo, una serie anche definita ideale, desta la mia attenzione, non esiste che io non rispetti l'ordine cronologico di scrittura.

Non parlo volutamente di pubblicazione, soprattutto quando si ha a che fare con letteratura straniera proposta in traduzione secondo oscuri (... sì vabbè XD) principi editoriali per i quali il 5° volume è edito come primo e spesso non si completa neppure la pubblicazione dell'intero arco narrativo.
Capita così che si debba piangere sul ciclo Canopus in Argos della Lessing (curiosare per credere), che la Trilogia della pianura di Haruf sia pubblicata, in un tempo ravvicinato, seguendo criteri che lasciano interdetti per uscita cronologica dei volumi.

Un caso differente, ma che non mi ha comunque dissuasa dalla fisima in questione XD, è rappresentato dalla trilogia del Ratto di Murakami. Sotto il segno della pecora, terzo e ultimo volume del ciclo, per molti anni mi ha tentata rendendosi ben manifesto sugli scaffali della liberia di fiducia, nei post dei blogger che seguo, nel passaparola tra lettori. Eppure non l'ha mai spuntata!
Paziente e fiduciosa, ma anche forte della consolazione di quei millemila titoli da leggere che ho sempre con me (in parte concretamente, in parte nella lista mentale), ho atteso e, finalmente, pochi mesi fa, è stato pubblicato da Einaudi un volume con i due romanzi brevi, Vento & Flipper, che completano la trilogia.

L'entusiasmo alle stelle, ho letto con grandissima curiosità questi libri, i primi in assoluto scritti da Murakami.
studiotriangular-DeviantArt

E ho trovato quel che avrei voluto: una scrittura genuina e onesta, ricolma di tutto quel che poi sarebbe stato lo stile proprio dell'autore. Si deve sottolineare che, leggendoli adesso, dopo aver conosciuto Murakami per i suoi romanzi più maturi, si sorride come davanti a un bambino che muove i primi passi? Ecco che cosa accade a chi ama lo scrittore giapponese quando si immerge nelle storie di Vento & Flipper.
Tra tutte le suggestioni che ci vengono regalate, quelle in nuce rispetto alla produzione successiva dello scrittore, spenderò alcune righe per argomentare del POZZO, che tanto fa breccia in noi lettori :D Ecco, io credo che il pozzo originario, il protoPozzo in senso murakamiano, sia descritto proprio in Vento, dove l'autore riporta un racconto particolare...

Fra le opere di Heartfield c’è un racconto intitolato I pozzi di Marte. È un testo inusuale per lui, che prelude in qualche modo ai romanzi di Ray Bradbury. L’ho letto molto tempo fa e ho dimenticato i dettagli, ma nelle linee generali ne ricordo la trama.
C’è un ragazzo che scende in uno degli innumerevoli pozzi senza fondo sulla superficie di Marte. I pozzi erano stati scavati dai marziani decine di migliaia di anni prima, ma stranamente in ognuno di essi si era attentamente evitato di incrociare le vene d’acqua. Nessuno sapeva cosa li avessero scavati a fare. In realtà, a parte i pozzi, i marziani non avevano lasciato nient’altro. Niente documenti scritti, abitazioni, vasellame, utensili in ferro, tombe, astronavi, città, distributori automatici, nemmeno conchiglie. Solo pozzi. Poteva veramente definirsi una civiltà? Gli studiosi terrestri avevano molta difficoltà a stabilirlo. Dovevano però ammettere che i pozzi erano stati costruiti con grande abilità: dopo migliaia di anni, non c’era un solo mattone fuori posto.
Piú di un avventuriero e piú di un esploratore vi si erano calati, naturalmente. La loro profondità e la lunghezza dei corridoi laterali erano tali che tutti coloro che vi erano scesi legati a una corda avevano dovuto fare marcia indietro. Di quelli che non avevano preso la precauzione di legarsi, non ne era tornato nessuno.
Un giorno, questo ragazzo che vagabonda per il cosmo salta giú. È stanco della vastità dell’universo e vuole solo morire in un posto dove non lo trovi nessuno. Piú scende, tuttavia, meglio si sente, portato da una meravigliosa energia. Dopo un chilometro, si introduce in un corridoio laterale e ne segue senza motivo il percorso sinuoso. Va avanti per un tempo che non riesce a calcolare nemmeno lui. Il suo orologio si è fermato già da un bel po’. Possono essere trascorse due ore come due giorni. Non prova né fame né fatica, solo questa inspiegabile energia che lo pervade.
Ed ecco che a un certo punto intravede un raggio di luce. Il corridoio laterale sbuca in un altro pozzo. Riesce ad arrampicarsi su per il tunnel e a riemergere sulla superficie del pianeta. Seduto sul bordo del pozzo, contempla la vasta distesa deserta di Marte, poi alza lo sguardo. C’è qualcosa di diverso. L’odore del vento, il sole… è ancora alto nel cielo, però è diventato arancione come al tramonto, si è trasformato in una gigantesca massa arancione.
– Tra duecentocinquantamila anni il sole esploderà, – gli sussurra il vento. – Bang… OFF! Duecentocinquantamila anni! Non molto tempo, no?… Non far caso a me, sono solo il vento. Se vuoi, puoi chiamarmi marziano. Non suona male. Inoltre, sai, per me le parole non hanno significato.
– Sí, però stai parlando.
– Io? Sei tu che parli. Io do solo dei suggerimenti alla tua mente.
– Ma cosa è successo al sole?
– Sta invecchiando. Sta morendo. Non possiamo farci nulla né tu né io.
– Perché all’improvviso…?
– No, non all’improvviso. Per passare attraverso i pozzi ti ci sono voluti un miliardo e mezzo di anni. Sono volati in un attimo… non dite cosí voi umani? I corridoi che hai percorso sono stati scavati lungo la curva del tempo. Insomma, noi siamo vagabondi del tempo, dalla nascita dell’universo fino alla sua estinzione. Per questo per noi non c’è né vita né morte.
– Posso farti una domanda?
– Ti ascolto con gioia.
– C’è qualcosa che hai imparato?
L’aria vibrò leggermente, il vento rise. E di nuovo una tranquillità eterna calò sulla superficie di Marte. Il ragazzo prese di tasca la sua pistola, se la puntò contro la tempia e premette il grilletto.

L'idea del pozzo come condotto che vince spazio e tempo, torna in una forma più complessa nelle opere mature di Murakami: spesso l'autore utilizza questa figurazione per riferirsi all'interiorità, alla scatola nera, alla coscienza (alcuni amici lettori mi hanno suggerito di pensare a quella "collettiva" ed effettivamente è interessante anche questa lettura) di ciascuno di noi. E quindi per me leggere i suoi romanzi è, spesso, fare un'esperienza vera e propria, che è possibile nella misura in cui il lettore si mette in gioco in prima persona.
Non di rado mi è capitato di leggere pareri molto più immediati - leciti, perché ciascuna interpretazione personale è tale - per i quali le storie narrate diventano favole, ad esempio. Non nascondo che ne ho provato fastidio, penso da "lettore appassionato", perché  mi pare una via troppo scoperta e accessibile, questa. Penso che Murakami sia molto più giapponese di quello che ci appare letto attraverso le lenti della nostra cultura occidentale, ciò che è nello stesso tempo un arricchimento e un limite. A me piace indagare e cercare di cogliere ciò che lo rende uno scrittore unico. 

Rimando al futuro un approfondimento sulla questione del "pozzo", per il momento consiglio fortemente a chi ama l'autore di leggere i suoi primi lavori *__*

Titolo: Vento & Flipper
Titolo originale: Kaze no uta o kike/Ascolta la canzone del vento; 1973-nen no pinbōru/Il flipper del '73
Autore: Haruki Murakami
Traduttore: Antonietta Pastore
Edizione letta: Einaudi, 2016 pagine 240

Volume tanto atteso che mi ha riservato la bellissima sorpresa di uno scritto introduttivo dell'autore, Romanzi nati sul tavolo della cucina - Introduzione a due romanzi brevi, del giugno 2014. Murakami qui ripercorre la sua storia di scrittore e la ammanta di una luce magica:
"Un pomeriggio di aprile del 1978, stavo guardando una partita di baseball al Jingū Stadium, non lontano da casa mia. Era l’inizio della stagione della Central League, gli Yakult Swallows contro gli Hiroshima Carp. Io ero già un tifoso degli Swallows, cosí ogni tanto, invece di fare una passeggiata, andavo a vederli." E così incomincia tutto.



Titolo: Sotto il segno della pecora
Titolo originale: Hitsuji o meguru bōken
Autore: Haruki Murakami
Traduttore: Anna Rusconi (dall'inglese)
Edizione letta: Longanesi, 1992 pagine 352

Sotto il segno della pecora è un romanzo più complesso rispetto a Vento & Flipper e si inserisce nella trilogia grazie al ricorrere del personaggio del Ratto, un ragazzo tormentato che fa della fuga e del rifiuto di avere legami due punti fermi della propria vita. In questo terzo volume il protagonista, del quale non sapremo mai il nome, si trova in una situazione tale da essere costretto a mettersi sulle tracce del Ratto - che nel frattempo è scomparso - e a cambiare radicalmente vita. Lascia il lavoro e si dà a una sorta di quête, di caccia ad una Pecora molto speciale: un animale terribile e innocuo allo stesso tempo, una sorta di divinità (e leggetelo se volete sapere XD). In questo caso, è la stessa Pecora a permettere l'accesso all'Altro, che sia inteso nel senso più confuso possibile (mondo, dimensione, mente...), perché sono convinta che ciascun lettore vi troverà una sua motivazione peculiare.

Alcuni dettagli sulla trilogia del Ratto da Wikipedia:
"Murakami fino a questo momento ha vissuto interessandosi alle sue due passioni: la musica e la letteratura, concentrandosi però prevalentemente sulla prima, consapevole di non avere ancora l'esperienza necessaria per scrivere un libro. Nell'aprile del 1978 scopre però improvvisamente la sua vocazione letteraria, e inizia così la redazione del suo romanzo d'esordio, Ascolta la canzone nel vento (Kaze no uta o kike), pubblicato nel 1979. Grazie a esso vince il premio Gunzo come migliore esordiente. L'anno seguente dà alle stampe Il flipper del 1973 (1973-nen no pinbōru), mentre risale al 1982 la pubblicazione di Sotto il segno della pecora (Hitsuji o meguru bōken), che gli vale il premio Noma per scrittori emergenti.
I tre libri vengono solitamente riuniti sotto il nome de La trilogia del Ratto perché uno dei personaggi principali si chiama appunto "il Ratto". Nel 1981 Murakami vende il jazz bar e comincia a vivere dei proventi ricavati dalla vendita dei suoi libri."


Glò

35 commenti:

  1. Sotto il segno delle pecora lo considero il romanzo più bello che ho letto negli anni novanta. Ne ho parlato diverse volte sul mio blog. Poi ho letto anche qualche racconto qua è là ma non ho mai approfondito in maniera particolare l'opera di questo scrittore

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    1. Ma dai! Ora vado a cercare sul tuo blog, non ricordo di aver letto nulla in proposito :O
      Se ti è piaciuto molto questo libro come dici, almeno L'uccello che girava le viti del mondo potresti recuperarlo :P
      Grazie mille e buona serata ^_^

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    2. Ho esagerato un po': uno dei più bei romanzi degli anni novanta.

      Be' se mi capita tra le mani, non me lo lascio scappare

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    3. Avevo inteso il senso :D Spesso anche io in fase di esaltazione definisco un romanzo come meraviglioso magari in riferimento a un periodo... poi però ci rifletto e mi accorgo che ne devo aggiungere molti altri!
      E allora... non farti scappare neppure La fine del mondo e il paese delle meraviglie *__*

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  2. Autore che di principio mi affascina, ma che non si è ancora insinuato fra i millemila libri che ho in casa da leggere. Come ho detto altre volte, non so se e quando avrò il piacere.

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    1. Continuerò a scrivere post su Murakami finché non capitolerai XD
      Come già detto in varie occasioni, penso che sia parecchio nelle tue corde!
      Grazie Ivano e buona serata!

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  3. Non ho mai approfondito molto Murakami, ma già il fatto che provenga dal mondo del jazz me lo rende simpatico.

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    1. Murakami ama il jazz (e non solo) ancora oggi, tanto che i sui libri sono sempre ricchi di riferimenti musicali e tanto da aver scritto un libro - che non ho ancora letto - dedicato al genere, Ritratti in jazz *__*
      Ciao Nick e grazie mille ^_^

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  4. Murakami è uno degli scrittori che apprezzo di più in assoluto. I libri che mi hanno più estasiato sono 'Dance Dance Dance', 'L'Uccello che Girava le Viti del Mondo,'Kafka sulla Spiaggia', 'La Ragazza dello Sputnik', 'L'Elefante Scomparso e Altri Racconti'... lo considero una specie di corrispettivo letterario e giapponese di David Lynch... un Lynch surreale ma meno oscuro e dark... è uno dei miei punti di riferimento.

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    1. Ciao Sergio, mi piace molto l'idea dell'accostare Murakami a Lynch, così come hai precisato! E ovviamente sono stra-felice di incontrare appassionati dell'autore con cui scambiare opinioni. Devo leggere ancora parecchi titoli, per adesso il mio preferito è il meraviglioso "L'uccello che girava le viti...": penso che in futuro lo rileggerò, ho idea che dopo un periodo di sedimentazione mi riserverà molto "altro".
      Grazie e buona serata :D

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  5. Con me sfondi non una porta ma un portone aperto, che te lo dico a fare!
    In tante altre occasioni ti ho manifestato il mio amore incondizionato per Murakami e la letteratura giapponese in generale.
    Sotto il segno della pecora è l'unico dei suoi libri più conosciuti che non ho ancora letto. E ora aggiungo anche Vento & Flipper.
    Tra poco avrò bisogno di una nuovo piano nella libreria dedicato solo al made in Japan !

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    1. Marina, questa è un'altra passione che abbiamo in comune ^_^ Visto che non hai ancora letto "la Pecora", potresti farlo precedere dai due Vento & Flipper: penso che per noi "fans" del Muracoso possa essere illuminante leggere quell'introduzione cui ho accennato nel post!
      I ripiani, soprattutto per i giappi, non son mai abbastanza XD
      Grazie mille e buona serata ^__^

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  6. Mi sono affacciata da poco sul mondo di Murakami grazie a te. Approfondirò la conoscenza continuando la lettura dei suoi romanzi più maturi ma terrò in considerazione quello che ci consigli relativamente alle opere prime.
    Io non sono così "talebana" ahahah.
    Pensa che con De Giovanni, la mia ultima insana passione letteraria, ho cominciato nel mezzo.
    Ed ora sgambetto tranquillamente dove capita, tra il ciclo "Ricciardi" e quello "Pizzofalcone".
    Amandolo assurdamente e sempre di più.
    Dici che sono malata?
    Un bacio ragazza bella.

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    1. Cara Mariella, sinceramente mi sembra molto più agevole il tuo modo di affrontare alcuni cicli XD Riconosco di essere davvero fobica per quel che riguarda le questioni cronologiche :D Però... se mi trovassi davanti la produzione di un Wilbur Smith... no, farei lo stesso XD Ahahahahah!
      Un grande abbraccio e buona serata ^_^

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  7. Ciao Glò, come ben sai ho letto anch'io la Trilogia del Ratto, come mi hai consigliato!
    ;-)
    Mi sono piaciuti i primi libri (Vento & Flipper), ma ho trovato "Sotto il segno della pecora" un po' così così.
    Del primo libro ho apprezzato il racconto semplice, essenziale e onesto (come anche tu hai scritto) che permette di conoscere aspetti biografici di Murakami e anche il suo carattere; nel secondo, ho apprezzato il sentimento/legame dell'autore per i Flipper che mi ha ricordato il mio amore sfrenato per le vecchie console di videogiochi (quelle in cui mettevi il gettone, spariti dalla circolazione a fine anni '90, peccato!).
    Invece, "Sotto il segno della pecora" mi ha lasciata perplessa: l'ho trovato un po' troppo surreale per i miei gusti. Mi sono lasciata piacevolmente sorprendere da alcuni elementi magici del libro, come le orecchie della ragazza e le curiose manifestazioni della "pecora", ma a fine lettura, ho avuto la sensazione che il racconto fosse troppo poco credibile, troppo assurdo.
    E' sicuramente un racconto che lascia spazio a molte interpretazioni, che stuzzica la fantasia e lascia un certo senso di angoscia, ma penso anche che troppe cose fossero un po' "campate per aria". Probabilmente, non conoscendo abbastanza la cultura giapponese, non ho potuto apprezzare a pieno "Sotto il segno della pecora" quanto merita: sicuramente alcuni significati mi sono sfuggiti! :-(
    Comunque, Murakami ha conquistato la mia simpatia e in futuro leggerò altro di suo, specialmente quando avrò voglia di lasciarmi trasportare in un mondo surreale e un po' onirico...
    Ps: d'ora in poi starò attenta a non "impecorarmi"!
    Paese che vai, pozzi che trovi! LOL
    Ciao
    -kiariel86

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    1. Ciao Kiariel, forse la trilogia non rappresenta il miglior primo approccio con Murakami :P Tu hai letto il racconto Sonno (non ricordo)? Ecco, forse per iniziare a perlustrare il mondo murakamiano si può partire da lì.
      Tenendo presente che la sua può essere una tipologia di scrittura che non rientra nelle tue corde, perché il credibile in Murakami è ben lontano dal concetto che ne abbiamo normalmente. La storia in sé, anche nel caso della "Pecora", è soltanto la partenza o lo spunto per leggervi altro.
      Attendo altre tue future letture e impressioni su questo autore ^_^
      Grazie mille e buona serata ^^

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  8. Anch'io come te, Glò, se leggo una saga/serie, chiamala come vuoi, mi impunto di partire dal principio. E' più forte di me! Voglio una prosecuzione temporale, un qualcosa che mi ricolleghi ai libri precedenti.
    Per i romanzi "singoli", no.
    Parlando di Murakami infatti ho iniziato (lo sto leggendo ora) Kafka sulla spiaggia. Ne avevo letto da te e non mi ricordo più su quale altro blog e... ne sono affascinata. Una storia piena, ricca. Una realtà fantastica che prende e va a fondo dell'anima.
    Ti dirò meglio quando lo avrò finito ma... intanto segno questi di cui parli tu :))

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    1. Oh bene Pat, sia perché sei fobica come me, sia per il tuo apprezzamento a Murakami :D
      Attendo le tue impressioni su "Kafka" (che non ho ancora letto), libro in genere molto apprezzato anche da chi non è fissato col Muracoso :D
      La trilogia è molto "immatura" rispetto a ciò che ho letto dell'autore, ma ha il pregio di chiarire alcuni aspetti della sua vita e scrittura, assai interessanti per me *_*
      Grazie Pat, un abbraccione^_^

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  9. Murakami mi affascina al di là di quello che scrive. Secondo me usa l'ipnosi perché in un altro scrittore non perdonerei certe cose, invece con lui sorrido beatamente neanche fossi diventata ebete.

    Ho letto parecchio di Murakami, incluso "Il segno della pecora". A dire la verità ho letto prima "Dance dance dance", che costituisce una sorta di seguito e che mi ha conquistata definitivamente dopo la trilogia "1Q84" e "Norwegian Wood". Poi ne ho letto altri due, e presto parlerò di uno di questi in un post dedicato, dando un taglio un po' particolare. Grazie per l'articolo sulle altre chicche di questo ineffabile scrittore! :-)

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    1. Su Murakami ho letto di tutto, dagli eccessi critici alle esaltazioni - per me - forzate: credo tu abbia ragione, questo autore in qualche mondo incanta, sempre si sia disposti in tal senso!
      Procederò con Dance dance dance, vista la mia fissa per l'ordine XD Invece 1Q84 è ancora lontano dalle mie intenzione di lettura (ma chissà eh!).
      Capirai che non vedo l'ora di leggere il tuo post *__*
      Grazie mille e buona serata Cristina! ^_^

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  10. Murakami ne sento sempre parlare ma non l'ho mai letto, anche se forse un po' mi tenta quello del ghost-writer (argomento di cui ho letto un libro molto carino quest'estate).

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    1. Ciao Marco! Non sono in grado di dirti se la tua eventuale scelta sia un buon inizio per approcciare l'autore (1Q84 come dicevo poco sopra rimane in lista per il futuro), però... ci sono anche raccolte di racconti, magari per testare!
      Murakami piace molto o affatto, mi pare che più spesso esista questa spaccatura tra i lettori :D Mi saprai dire la tua!

      Quale è il titolo del libro estivo sul ghostwriter??? Son curiosa :P
      Grazie e a presto! ^_^

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    2. Che ne pensi se te lo dico in privato? Mi è venuta in mente un'idea in questo proposito e volevo sentire cosa ne pensi. Hangout va bene?

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    3. Sì, certamente! Messaggi in G+ vanno benissimo ^^

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    4. Ok, ti ho mandato l'invito, ma temo di aver fatto qualche pasticcio... hangout è un po' cambiato... -_-

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  11. Una folgorazione, io che amo la letteratura giapponese, la cinematografia , la ,oro cjltura e religione e ho avuto la grande fortuna praticando per diverso tempo Aikido e Kendo di ascoltare senza imparare nulla, conferenze interessantissime di giapponesi che amavano a dismisura la musica ma non conoscevo questo artista che tu ci presenti. E leggere lo stralcio del racconto è stato un tutt'uno , il classico colpo di fulmine....l'ho cercherò ovunque!
    Grazie mia cara Glo', buona notte fiorellino, bacio soave!

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    1. Sapevo di alcune tue passioni - le discipline in particolare - legate alla cultura giapponese, ma ad esempio non ricordavo amassi anche la letteratura! Quindi, Murakami va letto XD Penso che ti piacerà parecchio, sapendo la sensibilità che ti contraddistingue: i suoi libri non sono semplici storie, presuppongono che chi legge ci metta (almeno) un po' di sé.
      Un grande abbraccio e grazie ^_^

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  12. Murakami è un maestro assoluto della narrazione. Sono trascorsi molti mesi dalla mia ultima lettura di uno dei suoi libri, e ancora te lo senti sulla pelle. Potente, immenso.
    Questo post mi sfrucuglia il desiderio di ampliare il mio "parco Murakami" nella mia libreria, ma... ho da leggere la trilogia della Howard!!

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    1. Sai che, con tutto questo parlarne, proprio ieri ho avuto l'impulso violento di mollare quel che sto leggendo (libro bellissimo, veramente :D) e abbandonarmi a Dance dance dance (in qualche modo legato alla trilogia del Ratto)??? Devo resistere XD
      Ogni tanto ho la necessità di riprendere la lettura di autori giapponesi, ma il feeling che ho con Murakami al momento è unico.
      La trilogia della Howard interessa molto anche me, ma per il momento deve attendere che esaurisca alcune letture! :P

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  13. Non ho mai letto niente di Murakami, ma ho visto tutte recensioni positive e potrebbe essere un buon invito alla lettura.
    Serena giornata.

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    1. Contageremo tutti! XD In effetti ho la prova che Murakami sia un autore particolarmente apprezzato tra gli amici blogger!
      Grazie Cavaliere ^^
      Una buona domenica e a presto!

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  14. Io ho fatto indigestione di Murakami, ne ho letti sei o sette uno dopo l'altro e poi mi sono stufata :-D

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    1. Eh eh eh, capisco la "sindrome" :D Ho avuto periodi "solo Capote", "solo Banana Yoshimoto" ed altri: ora cerco di variare e non leggere un autore di continuo, per apprezzare (o meno eh) nel miglior modo le letture.
      Ciao Silvia e buona domenica ^_^

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  15. La demenza senile avanza, sono finito a commentare un tuo post su Banana Yishimoto del 2014 hahahahaaha. Vabbè su Murakami ne abbiamo parlato abbondantemente su fb 😂😂😂😂😂😂

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    1. Ma è meraviglioso ricevere commenti sui post vecchi! :O Grazie mille! ^_^

      Ora però ti tocca leggere i giappi, sappilo!

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