sabato 15 ottobre 2016

Libro: "Le volpi vengono di notte" di Cees Nooteboom


Titolo: Le volpi vengono di notte
Autore: Cees Nooteboom
Traduttore: Fulvio Ferrari
Edizione letta: Iperborea, 2010 pagine 160


Da qualche tempo qui, su la nostra Libreria, si parla del genere racconto in modo piuttosto entusiastico e anche chi ha lasciato un'opinione si è quasi sempre espresso positivamente sulla narrativa breve.
La raccolta Le volpi vengono di notte dell'autore olandese Cees Nooteboom, letta nella primavera scorsa, mi ha totalmente stravolta: credo che mai mi sia capitato un libro che trasudi cotanta Bellezza e Poesia.

Le trame sono poca cosa, perché ciascuna storia è fatta dalle parole, dalle descrizioni, dall'indagine interiore: la prosa dell'autore è poetica, preziosa e ammaliante.
La tematica che accompagna tutti i racconti è quella dell'assenza nelle sue varie accezioni, sia come lontananza che come cessazione della vita: l'uomo è nudo, messo davanti alla propria caducità, di fronte all'inconoscibile.
Tutto è sublimato e potente, provvisorio e vago, melanconico. L'importanza del ricordare, per recuperare persone andate o per riappropriarsi del senso dell'esistere, emerge con una forza incredibile attraverso i paesaggi mediterranei che sono molto più di semplici ambientazioni: la voce di chi racconta si fonde con essi, in un'esperienza talvolta panica, più spesso in un tentativo di recuperare attraverso un'istantanea quello che non c'è più.
E infatti fotografie, scorci paesaggistici, immagini fermate nell'eternità dell'immobilità sono l'altro filo che compone assieme le parti di questo libro.
Claude Monet, Cap d'Antibes (1888)
Il mare è una presenza costante e non troppo rassicurante, perché col suo moto ricorda la provvisorietà della vita: le coste liguri richiamano direttamente il Montale di Ossi di seppia (in Heinz, strepitoso racconto che ho sentito mio, della mia terra, in modo viscerale); la tempesta de Il punto estremo conduce verso l'abisso ma nello stesso tempo vivifica; la mollezza della laguna, decadente e crepuscolare, in Gondole sembra annullare il tempo, sembra...

"Un tempo dal faro un sentiero scendeva all'insenatura dove il mare infuria giù in basso sotto di te. Ora è rimasta solo una vaga traccia perché non viene più nessuno, si fatica a camminare per via delle pietre insidiose. Non c’è niente a cui aggrapparsi, ma voglio arrivare fino al bordo, voglio penetrare in quella furia estatica. Mareggiare, ecco cos'è, guerra, pericolo. Grandi superfici grigie sollevate e scagliate contro gli scogli. Si levano in alto con uno slancio gigantesco e si svuotano poi all'esterno, come per prendere il volo. Sono molti i colori che si nascondono in quel grigio, ora è azzurrognolo e manda un bagliore falso, come petrolio, poi è di nuovo nero e opaco come un sudario. Rabbia, schiuma che batte contro gli scogli e sembra fermarsi per un attimo in verticale contro il cielo grigio, per poi tornare ad abbattersi e a scomparire nel nero che si ritrae per sferrare un nuovo attacco, ancora più selvaggio. Colpi di frusta, urla di giganti. È per questo che vengo, per quelle urla. In un primo momento mi manca ancora il coraggio – so che non c'è nessuno che mi possa vedere o sentire – ma poi comincio a rispondere alle urla."
da Il punto estremo

Sinossi
La Liguria montaliana, Minorca, le coste spagnole, Venezia: i protagonisti di questi otto racconti si muovono tra città e isole del Mediterraneo, raccogliendo e ricomponendo frammenti di vite intense ormai perdute, cristallizzate nel ricordo, nel dettaglio di una fotografia. Ed è proprio dalla contemplazione di vecchie foto che i personaggi riprendono corpo e vita, come se quella scioccante "presenza di un'assenza" permettesse loro di trovare le vie del passato. Heinz, console onorario in un paesino ligure a picco sul mare, come un personaggio di Hemingway nato per perdersi, con la sua disperata vitalità, i suoi tuffi perfetti, i litri di gin contro la nostalgia, e il sogno di trasferirsi sull'isola di Tonga, dove si può con un passo superare la linea immaginaria che separa l’oggi dallo ieri. Paula, dalla bellezza sensuale e sfrontata, un tempo copertina di Vogue, insuperabile giocatrice d’azzardo di cui tutti si innamorano. Un critico d’arte che torna a Venezia dopo molti anni, alla ricerca del desiderio di quella ragazza americana dai capelli rossi e dagli occhi di ardesia che credeva di leggere il suo destino nelle stelle. Attraverso personaggi irrequieti, storie di amore, di perdita, di gioco e di nostalgia, la scrittura di Nooteboom asseconda le vibrazioni delle immagini, come se nelle divagazioni del pensiero si rivelasse quell'enigma inspiegabile che è la vita.

Una sinossi perfetta - tratta dal sito ufficiale della CE Iperborea così come la biografia a seguire dell'autore - che rende appieno la magia dei racconti di questo scrittore olandese troppo poco conosciuto anche tra i lettori "forti" (quantomeno questo risulta dalle mie indagini).
Cees Nooteboom at Literaktum, 2015
Cees Nooteboom: Autore di romanzi, poesie, saggi e libri di viaggio, è ritenuto «una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei» (The New York Times), tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, paragonato dalla critica a Borges, Calvino e Nabokov. Nato all'Aia ed eterno viaggiatore, si è rivelato a soli ventidue anni con Philip e gli altri e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come Rituali e Il canto dell'essere e dell'apparire. Tra le ultime sue opere pubblicate da Iperborea, Le volpi vengono di notte, Avevo mille vite e ne ho preso una sola e Tumbas.

Segnalo la Postfazione di Marta Morazzoni, un piccolo e splendido omaggio alla raccolta. Se volete fare un'esperienza forte, leggete questa struggente Bellezza!

Giudizio finale: il mio tesssoro
Glò

38 commenti:

  1. Non leggo molte raccolte di racconti, però questa estate in spiaggia mi è capitato di leggere "Il canto delle sirene" di Patricia Highsmith. E ne ho tratto sensazioni analoghe. Ricordo di averne parlato con una blogger in termini vicini a quelli che hai usato qui: "Le trame sono poca cosa, perché ciascuna storia è fatta dalle parole, dalle descrizioni, dall'indagine interiore". La differenza, a quel che ho capito (anche dalla copertina del libro), è che in Noteboom le situazioni sono più liriche rispetto alla Highsmith, che ha un occhio più clinico.

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    1. Intanto annoto il titolo della Highsmith, che conosco poco e soltanto per il personaggio di Ripley :P Il titolo già cattura e se ne parli così bene...
      Nooteboom è pura lirica: suggestioni, sospensioni, atmosfere rarefatte. E scrive divinamente *_*
      Grazie Ivano! ^_^

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    2. Ho ritrovato, in una bozza, una parte del mio commento sul libro della Highsmith:
      All'inizio sono rimasto perplesso da tutti quei finali aperti, da quelle trame scarne in cui le cose succedono e non succedono, ma pian piano, racconto dopo racconto, ne sono rimasto affascinato.

      Grazie a te e buona domenica ^_^

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    3. Hai fatto benissimo a riportare lo stralcio del commento, che mi convince definitivamente a futura lettura *__*

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  2. Sì. Credo che mi piacerà. Lo avrei preso oggi su Amazon ma ho letto recensioni negative non sula raccolta ma sulla scarsa qualità dell'ebook. Lo recupero nella versione cartacea.Mi sembra interessante. Ottimo consiglio.

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    1. Vale la pena averlo cartaceo, senza dubbio! Però non mi stupisce quello che scrivi: ho curiosato su Amazon e gli utenti si lamentano per la presenza di font che rendono poco fruibile il file...
      Basterebbe poco per creare ebook leggibili senza problemi: font standard e senza grazie, copertine di dimensioni ragionevoli, no colori, fogli di stile semplici, note richiamabili... L'ebook deve essere letto su supporto adatto, ovvero l'e-reader che non necessita di "abbellimenti" inutili. E dico questo perché gli epub originali, sottolineo, ben fatti si contano sulle dita...
      E so che ti piacerà, soprattutto il racconto Heinz: facciamo scommessa??? XD

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    2. Intanto ho finito Gondole. Come direbbe un fine dicitore: "stica..."
      Mi piace. Sì.

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    3. Contenta! *__* E sì, direi che stica... è espressione perfetta :D
      E sei soltanto all'inizio!

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  3. Temo che questo finirà presto i lista dei desideri.. mannaggia a te Glò.
    Io adoro i racconti. Carver, Romagnoli.... queste deve essere "potente" nel regaare emozioni anche forti.
    E'mio!

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    1. Pat, tu che ami la poesia ne sarai affascinata *_* Dopo aver finito la raccolta sono rimasta inebetita per alcuni giorni e non ho avuto cuore di iniziare un'altra lettura XD
      Mi farà piacere leggere le tue impressioni ;)
      Grazie mille e buon domenica ^_^

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    2. Per Nooteboom ho passato l'incarico alla figlia. Vuole ordinare degli ebook per lei e quindi.. :))
      Che sfruttatrice sono! ahahahahahahah

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    3. ...e quindi già che si fa l'ordine, meglio approfittare XD
      E poi vi racconterai la tua esperienza con questo autore *_* Ho deciso che prossimamente leggerò il suo Tumbas [http://iperborea.com/titolo/429/] che sembra essere interessantissimo e ricco!

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    4. Ti dirò appena la figlia fare l'ordine. Domani? Una settimana? Mah!

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  4. Quel brano è di grande bellezza.
    Fra i libri da farmi regalare per il prossimo Natale. ;-)

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    1. Ora lo dichiaro: quella citazione è una sorta di omaggio a te, Luz! Quando ho letto Il punto estremo ho pensato che ti sarebbe piaciuto infinitamente per la potenza, il coinvolgimento e le emozioni che regala. Mi ha fatto pensare a un possibile monologo teatrale.
      Felice di averti ispirato questa lettura ^^

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    2. Ma dai, che splendido pensiero... grazie!!!

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  5. Sono certa che questo libro e la maniera di scrivere dell'autore mi toccherebbe profondamente , io alla ricerca perpetua dell'essere non ancora ritrovato.
    Mi aiuterebbe o mi farebbe perdere per sempre?
    La curiosità resta molto forte.
    Lo leggerò Glo', quanti libri che mi hai segnalato ho appuntato nella mia agenda...quando avrò il tempo di leggere? quando me lo prenderò questo tempo che mi sfugge di mano senza trovare a volte quasi nulla?
    Cercherò e poi ti saprò dire..
    Come sempre grazie di cuore..
    Un bacio enorme!

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    1. Cara Nella, credo di capire che cosa vuoi dire, ormai un po' ti conosco. Penso che il tema dell'assenza sia reso dall'autore in un modo delicato e nello stesso tempo "onesto", perché non suggerisce consolazione ma invita ad affrontarla. Personalmente credo possa essere d'aiuto a tutti noi, un libro come questo.
      Grazie a te, per la tua presenza! Un grande abbraccio ^_^

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  6. Sarà anche il mio tesssoro, so già che mi piacerà. Poi io amo le edizioni Iperborea.
    Grazie per questo bellissimo consiglio.
    Buona domenica.

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    1. Ciao Marina, sono anche io un'amante delle edizioni Iperborea *_* Sto collezionando, ad esempio, la serie dedicata alle fiabe del nord Europa: volumetti bellissimi!
      Penso che Nooteboom ti piacerà, tanto! E grazie mille a te ^_^

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  7. I racconti spesso e volentieri mi deludono. Non ho apprezzato perfino la premio Nobel Munro che è osannata in cielo e in terra. Certo se però penso a Carver tutto si ricompone.
    Proverò a cercare il libro e a sfogliarlo, del resto non si può rimanere indifferenti alle tue recensioni sempre lucide, pacate e coinvolgenti.
    Un abbraccio e buona domenica.

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    1. Cara Mariella, a Carver non si resiste! La Munro per adesso mi manca, non so perché ma appena decido che potrei leggerla trovo subito un sostituto :P
      Non ho altri riferimenti per questo autore, ma credo che andrebbe letto: la sua scrittura è incredibile! Sicuramente leggerò altro, magari se ne riparlerà ;)
      Un grande abbraccio a te ^_^

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  8. Ottima e interessante raccolta.
    Saluti a presto.

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    1. Grazie Cavaliere ^^ Sono contenta di aver finalmente chiacchierato con voi di questa lettura, fatta tanti mesi fa!
      Una buona settimana a te ^_^

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  9. Quella della fascinazione per il Mediterraneo ed i suoi panorami sembra essere una costante per gli autori olandesi, mi è capitato di conoscerne due o tre e tutti avevano nella loro produzione (che si trattasse di fumetti o di romanzi) questo stesso tipo di richiami.

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    1. Il Mediterraneo probabilmente è un'area che affascina per colori, atmosfere, storia... noi lo apprezziamo ma, essendo nostro, non del tutto, credo per abitudine. Interessante questa tua riflessione.
      Grazie mille Nick ^^

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  10. Noto che anche tu sei arrivata al punto dal leggere un libro in primavera e a riuscire a scriverne in autunno....
    Il frammento che hai riportato è molto bello ma il mio budget 2016 è già ampiamente terminato (e comunque il formato cartaceo della Iperborea non si può proprio guardare).

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    1. Caro TOM, risparmio i dettagli sul tempo che non è mai abbastanza, ho alcuni libri letti ormai anni fa dei quali voglio parlare qui XD Prima o poi realizzerò :D Per fortuna non dimentico facilmente ciò che ho letto, ovviamente ricorro alle note e ai passi segnati...

      Il brano citato è tratto dal racconto che ho amato di più, però il livello è altissimo in tutta la raccolta *_*
      Sul cartaceo: intendi proprio la struttura fisica o il costo? Nel primo caso a me piace molto :D So che a molti lettori infastidisce la dimensione, ridotta e -si dice- poco maneggevole. Per quel che riguarda il costo... è vero che non è da sottovalutare, ma si tratta di una CE indipendente che porta avanti un bel progetto e a qualità, tra materiali e cura per traduzioni e quant'altro, è a un livello decisamente alto.
      Grazie e a presto ^_^

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    2. Mi riferivo alla struttura fisica: impossibile leggerli senza distruggerli.

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    3. Però son tanto bellini *__* Il restyling recente a mio avviso ha ridotto di molto le difficoltà precedenti (effettivamente non si poteva "aprire" il libro... problema che non mi riguarda visto che a maneggiare i volumi mi mancano solo i guanti XD ma io son fobica :P): è tutto molto più "plastico"!
      Buona serata ^^

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  11. Attualmente sto leggendo proprio una raccolta di racconti di Murakami Haruki, dal titolo "I salici ciechi e la donna addormentata". Anche lì la presenza del mare è molto forte, quasi irresistibile. In questo senso c'è un racconto che fa venire i brividi, "Il settimo uomo." Il tuo consiglio è senz'altro da tener presente, comunque ribadisco: a che punto siamo con la fabbricazione dei nostri dieci cloni? ;-)

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    1. Cristina, questa raccolta di Murakami mi è stata già proposta da altri amici... e considerando quanto hai scritto, quasi quasi affido ad uno dei cloni la lettura a breve *__* Dieci bastano, siamo sicure? XD
      Ad ora ho letto soltanto il racconto Sonno dell'amato autore giapponese, che mi è piaciuto moltissimo *__*
      Grazie e buon serata! ^_^

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  12. Io ho trovato curiosa la copertina. Forse è solo dovuta all'essenzialità del tratteggio, ma mi ha fatto venire in mente le leggende sugli incubi (o sui gatti...)

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    1. Le copertine della Iperborea sono sempre curate e "speciali": colpiscono abbastanza, sono scelte dopo attenta ricerca, lo si capisce subito.
      Ma... perché mi parli di gatti? o.O LOL!
      In ogni caso, la copertina richiama il titolo della raccolta: la volpe è presente in una frase racchiusa nel racconto Paula, non ho volutamente detto nulla in proposito per non rovinare l'eventuale lettura ;)

      P.S.: l'immagine è un particolare del dipinto La perdita della verginità di Paul Gauguin *_*

      Ciao e grazie! ^_^

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    2. Secondo un'antica credenza, i gatti durante la notte si posano sul petto dei dormienti, per suggere loro il respiro e portarli alla morte. Per cui la tradizione dice che di notte il gatto deve dormire fuori di casa.
      Spiegazione antropologica: il mito serve a giustificare la morte in culla, un fenomeno su cui ancora la scienza moderna si sta interrogando.
      Spiegazione zoologica: spesso si sono trovati gatti posarsi sul petto dei lattanti; non per suggere loro il respiro, ma per leccare tracce di latte rimaste loro sul viso dopo la poppata.
      Peraltro su questo leggenda era basato uno dei racconti del mio primo libro.

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    3. Ah ecco, ora ho capito l'associazione con il dipinto! Interessanti leggenda e spiegazioni, che ignoravo :O

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  13. Quindi bravissimo anche il traduttore! ;-)

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    1. Direi senza ombra di dubbio bravissimo! :O A volte un libro si legge nel momento perfetto, lo apprezziamo ancora di più, ma in questo caso sfido chiunque a non ritrovare la Bellezza, anche della stessa scrittura, nella raccolta! *_* Per cui, grande merito a chi traduce, sì!

      Ciao Silvia e grazie ^_^

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