sabato 17 dicembre 2016

Libro: "Non hai mai capito niente" di Marco Freccero


Titolo: Non hai mai capito niente
Autore: Marco Freccero
Editore: Marco Freccero, 2014 pagine 172
Versione digitale: €1.99 Bookrepublic, Amazon e soliti e-shop

Il mio percorso attraverso la narrativa breve pare non arrestarsi ancora, almeno per questo 2016!
La raccolta di cui chiacchiero questa volta è Non hai mai capito niente di Marco Freccero.


Attraverso sapienti e decise pennellate l'autore dettaglia una realtà, collocabile tra la provincia e i piccoli borghi liguri, che fa da scenario a quella delle piccole cose e degli affanni quotidiani. E quando Marco racconta le sue erbacce, ecco che quei dettagli insignificanti e banali acquisiscono un altro valore e nell'insieme disegnano l'emotività dei suoi personaggi.

Riuscire a toccare profondamente/empaticamente il lettore, in ciascuno dei racconti compresi nella raccolta, non può essere una casualità: l'autore è capace di quella magia che appartiene solo ad alcuni scrittori, o la si ha o meno. Lo stile - che pure è ben definito in questo caso - si può perfezionare, conquistare, limare nel tempo, con l'esperienza. Potrei ovviamente fare parallelismi con nomi noti della letteratura, per quell'attenzione minimale, che dice tutto però, verso le piccole cose: io ritengo che sarebbe uno spostare l'attenzione altrove.
Nella prefazione Morena Fanti tira in ballo Carver per forma, per concisione e incisività della parola e per alcune suggestioni tematiche, ed è assolutamente calzante. Ma non abbastanza. Perché le erbacce di Freccero sono personaggi assai vivi e collocabili per appartenenza a una terra che ha davanti agli occhi il mare, la speranza e l'infinito, ciò che fa perdere la testa e vagare, e alle spalle una montagna aspra e dura, che non regala nulla e tiene ancorati alla realtà, quella delle abitudini e dei problemi quotidiani. 
Le erbacce sono un campionario dell'interiorità dei liguri, ne disegnano le asprezze e spigolosità, l'orgoglio e la testardaggine nel non voler chiedere aiuto, l'animo talvolta generoso e solidale ma sempre tenuto a bada, perché alle spalle c'è la montagna brulla e non facile da valicare...

Ad un certo momento, durante la lettura, ho avuto una suggestione musicale: ho ripensato ad una certa parte della produzione di un immenso compositore, Paolo Conte, che con il suo tinello maron e altri versi trasmette l'anima stessa della zona che varca i confini regionali, allargandosi verso il Piemonte.
A volte in uno scritto ci si ritrova, ovvero si delinea un'appartenenza a lungo cercata e forse sfiorata troppo spesso, non colta certamente. Probabilmente la mia riflessione risente dell'essere ligure, pertanto se ne tenga conto, perché i racconti suggeriranno molto altro a chiunque li leggerà. E fatelo, mi raccomando.

Sinossi
Il primo ebook della Trilogia delle Erbacce. “Si è alzato dal letto un paio di ore fa e se ne sta disteso sul divano, a guardare la televisione.” Questo è l’incipit di La gioia che ci hanno tolto, uno dei racconti con i quali Marco Freccero esordisce nella narrativa breve. Uno spaccato di vita quotidiana, una coppia divorata dalla crisi, che cerca di restare a galla. I protagonisti di questi 13 racconti (anzi: 12+1), hanno in comune la nostalgia per un passato o una condizione che sembra compromessa per sempre. L'imprenditore fallito, che vede l'azienda andare all'asta; la moglie abbandonata dal marito, che col figlio ricostruisce un poco di serenità; una coppia che si separa e che prova a rimettersi assieme; un'altra che vede la propria armonia spezzarsi all'improvviso, in una sera d'estate dolce e tranquilla; i due coniugi destinati a “tappare i buchi”; Cinzia che lotta per non precipitare. Con uno sguardo disincantato, senza giudicare, l'autore mostra la caparbietà dell'individuo, il suo desiderio di sperare oltre ogni logica. Perché vale sempre la pena di rialzarsi e riprendere a lottare e, come pensa il protagonista dell'ultimo racconto, ci sono ancora delle cose da proteggere: cose importanti, di valore.

Passo ora a qualche analisi di carattere meno personale, perché sia chiaro che le storie della raccolta sono di ampio respiro e godibili da tutti: quanto scritto finora corrisponde unicamente alla mia esperienza durante la lettura.
Marco Freccero nel suo blog personale racconta genesi, idee e lavoro che sono alla base del progetto della Trilogia delle erbacce, il cui primo "capitolo" consiste nel volume oggetto del mio post.

A proposito della trilogia l'autore scrive nella pagina omonima
E il filo rosso era il seguente: tutti quei racconti avevano come protagonisti le “erbacce”. Uomini e donne che ci provano; perdono il lavoro, oppure la moglie o il marito. Individui che non hanno qualità straordinarie ma che all'improvviso si trovano “sotto la ruota”. E io, scrivendo quei racconti, celebravo queste persone.
Sì, celebravo.
Al giorno d’oggi, il circo della comunicazione tende a trasformare questi esseri in “casi umani”. In modo da commuovere, o indignare. A me questo non interessava affatto.
Era mia intenzione raffigurarli come sono, come erano: vigliacchi, sgradevoli, forse stupidi: ma reali. Soprattutto non avevo e non ho alcun intento pedagogico, né desidero che il lettore sia “ammaestrato”, o che impari. Voglio che legga la storia, e poi quella dopo, e quella dopo ancora… Per il piacere di farlo. Per riacquistare il piacere della lettura, e basta. E per ricordare a quanti disprezzano queste erbacce brutte, sporche e cattive, e pure politicamente scorrette, che basta un nonnulla per finire “sotto la ruota”. E allora?
Allora è meglio imparare la compassione, e abbandonare la presunzione.

Ecco, questa non è una dichiarazione di intenti ma una lucida analisi di quello che le erbacce sono: capirete ora il motivo di tanta partecipazione emotiva personale, cui accennavo. Se si è lettori recettivi e disposti, questi racconti troveranno la strada dentro di noi e, a fine lettura, avremo quel "qualcosa in più" che solo le belle lettere sanno lasciare.
Una tematica che percorre le 13 storie è quella dell'incomunicabilità che caratterizza il nostro tempo: un'atmosfera direi, che sta alla base e accompagna le erbacce e le loro storie di vita quotidiana, fatta di problemi economici, angosce, rapporti famigliari che si fanno difficili, senza alcun intento moralisticheggiante. Non è possibile giudicare i personaggi, perché Freccero è tanto bravo da farci patire con loro, verso una comprensione delle situazioni peculiari che li riguardano.

Sospensione di ogni "Verità" personale, nessuna giustificazione, un grande pugno nello stomaco, di quelli che fanno bene a tutti: perché sintonizzarci sulla nostra realtà, ogni tanto almeno, aiuta a destarci dalla sedazione in cui siamo immersi.

Marco Freccero è un auto-editore e QUI trovate altre informazioni su di lui; i successivi due volumi della Trilogia delle erbacce sono Cardiologia e il recentissimo La follia del mondo. Buone letture!

Giudizio finale: ottimo acquisto

la nostra Libreria (Glò)

32 commenti:

  1. Cara Glò, ottima la recensione, encomiabile il tuo gesto. Seguo Marco Freccero, ho acquistato il suo ultimo lavoro, per quel che vale ha tutto il mio apprezzamento. Ci vedo molto altro dietro questa recensione, molto altro. La voglia di conoscere, sperimentare, il desiderio di uscire dai comodi schemi che riportano sempre agli stessi grandi nomi, così facili da argomentare è così sicuri in termini di riscontri. Brava, bravissima Glò. Ancora complimenti a Marco e tanti auguri di cuore per il difficilissimo percorso che ha intrapreso.
    Firmato
    Massimiliano Riccardi
    scribacchino esordiente che racconta di tutto e niente.

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    1. Un genovese che fa i complimenti a un savonese è merce rara; meglio approfittare ;)

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    2. Ciao Max, grazie e di cuore! Credo davvero in quello che sto facendo con il blog, sono consapevole di avere numeri piccini, di non essere un critico letterario, spero solo di aiutare chi scrive, chi pubblica e chi legge a SCEGLIERE anche titoli che non siano supportati da marketing forte ecc.
      E comunque incasso i complimentoni anche a proposito del post *__* Ma sei sicuro? Nessuna osservazione-critica? Ti ritrovi nelle "cose da liguri" che ho scritto?

      @ Marco: bentrovato e grazie della tua presenza qui ^^ Rappresentiamo tutta la Liguria, essendo io dell'est :D

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    3. No, nessuna osservazione critica. Mi ritrovo in quello che dici, mi rendo conto che per un non-ligure sia difficile capire, ma noi siamo proprio così, imprigionati (o difesi) dagli appennini alle spalle e con lo spazio immenso davanti agli occhi rappresentato dal mare, di nuovo prigione o motivo per immaginare nuovi mondi. Spigolosi, chiusi, con l'istinto per la lotta marchiato a fuoco nel codice genetico. Oramai la liguria è la terra delle erbacce, però, cazzo, le erbacce non si fanno fermare nemmeno dal cemento.

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    4. Grazie per essere ripassato! E son contenta che ti ritrovi in queste riflessioni, anche per non sembrare in qualche modo "anti-ligure" :D

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  2. Cara Glò, massimiliano riccardi ha già detto tutto. Per quanto mi riguarda aggiungo al mia di stima ed il mio apprezzamento sia per te che per Marco Freccero ed il suo percorso.

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    1. Ciao Nick e un grazie immenso: fa davvero bene sapere che ho il tuo supporto *_* E Marco è davvero bravo, una voce particolare da tenere d'occhio!
      Grazie stra-mille e buona domenica ^_^

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  3. Sembra interessante e voglio rinnovare i miei complimenti a tutti voi che gestite un blog dove si tratta editoria indipendente.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Cavaliere! Ogni volta che riesco a incuriosire sono al settimo cielo: l'importante per noi è riuscire a portare avanti il nostro intento. E tra esordienti e CE indipendenti il mio bilancio annuale è niente affatto male: ho letto e presentato bei titoli (a mio gusto, questo sempre!).
      Buona serata e grazie ancora ^^

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  4. Proprio in questi giorni ho terminato di leggere il volume di racconti che hai recensito, Glò, e approfitto dell'occasione per inviare un grande "Bravo" a Marco. Avevo già letto la recensione e l'intervista sul blog di "Anima di carta" e quindi ero già fiduciosa nella qualità dei racconti, ma sono stata comunque gradevolmente colpita.

    Sono del tutto d'accordo con quanto dici, a partire dallo stile. Quando si arriva alla pulizia e alla semplicità - che non è banalità, beninteso - come quella della scrittura di "Non hai mai capito niente", significa che c'è stato un grandissimo lavoro a monte. Il lettore magari non lo percepisce a livello conscio, ma lo "sente". E io l'ho sentito pienamente.

    Mi ha colpito anche la totale assenza di un punto di vista non giudicante, così come dovrebbe essere in ogni opera: da una raccolta di racconti a un thriller, da un romanzo storico al diario di viaggio e così via. Sta al lettore trarre le sue conclusioni. Ho riconosciuto anche le realtà di esistenze che vivono tra perdita di lavoro, sconquassi sentimentali, incapacità di ascolto dell'altro, fatica di vivere. Quelle esistenze cui ben pochi sanno dare voce.

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    1. Cara Cristina, avere un commento simile, articolato e positivo, da chi ha già letto la raccolta rende felice me e rafforza quanto scritto nel post: così che non sembri si facciano complimenti o concessioni (non si sa mai).
      Bravo davvero Marco!
      Le erbacce sono perfettamente ritratte, senza buonismo o intenti di giudizio... e poi, come dicevo, ho ritrovato in loro tanta parte dell'essere liguri, per atmosfere e modi di fare/essere.
      Grazie mille!!!

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    2. Cara Glò, di solito se un'opera non mi è piaciuta, cado in un silenzio assordante come si dice. ;-) Se poi l'autore sollecita un riscontro, glielo do in privato, com'è ovvio argomentando le mie critiche. La cosa straordinaria è che spesso queste critiche sono apprezzate!

      Mi è venuto in mente un solo punto in cui mi discosto un po' dalla tua recensione. Pur riconoscendo luoghi di chiara impronta ligure, io trovo che molte di queste storie potrebbero essere ambientate nella "Brianza profonda" o anche nei luoghi desolati di certe periferie europee e americane. Ad esempio il racconto "Patatine" con quei dialoghi così stringati tra i due vecchi coniugi... l'ho proprio visualizzato in modo cinematografico.

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    3. Effettivamente la questione dell'appartenenza alla mia regione è difficile da spiegare, perché concordo assolutamente con la tua osservazione: di periferie e non solo italiane si può trattare.
      Eppure, c'è una sorta di quid che mi fa pensare a una specificità locale che è probabilmente impossibile spiegare. Però è bene ribadire quello che hai scritto, proprio perché le storie sono godibilissime da tutti! ^_^
      Grazie mille carissima!

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  5. Veramente ottimo acquisto che farò mia cara Glo' come mio regalo natalizio , perchè con un pochino di superbia, penso di capire da ligure come te "le erbacce" di Freccero...autore che ho già apprezzato in qualche racconto.
    Chiamare erbacce i casi della vita nella loro totalità è già geniala, ed io ruberò questa parola dal suo vocabolario, perchè senza enfatizzare nulla ti dà l'esatta configurazione della realtà con il timore di essere calpestati solo da una ruota.
    Meraviglia!
    Grazie mia cara, un bacio specialissimo

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    1. Hai colto l'essenza delle "erbacce", penso per tua sensibilità personale e perché pure tu sei ligure :D Una bellissima lettura, molto coinvolgente e anche "dolorosa", perché fa riflettere su determinate situazioni di oggi.
      Grazie mille, sei sempre generosa! Un grande abbraccio! ^^

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  6. E la lista si allunga.... spero proprio a Natale di leggere altrimenti come faccio a comperarne altri? 😆

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    1. Cara Pat, a Natale meriteresti del tempo per te, questo ti auguro... Comunque le liste infinite ci danno conforto e un'idea di eternità XD Quindi hanno valore più che positivo!
      E te lo consiglio tantissimo, questo libro, perché son certa che apprezzerai!
      Ciao e grazie, un abbraccio ^^

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  7. Non conosco l'autore e come Patricia allungo la mia wish list aggiungendo questo nuovo e interessante titolo. Con i racconti ho un rapporto di amore e odio. Ma vista la tua recensione che mi ha colpito positivamente e letto anche il parere di altri amici ( e scrittori ) di blog che stimo molto, non ho dubbi sul da farsi.
    Un abbraccio bella fanciulla.

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    1. Mariella cara, come ho scritto a Pat... evviva le nostre liste infinite XD
      Per come ti conosco, credo che ti affezionerai a queste "erbacce", anche per la bella prosa di Marco, essenziale ma che dice moltissimo.
      Ricambio l'abbraccio! ^_^

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  8. Hai scritto una bellissima recensione, Glò e stavolta lo dico con cognizione di causa, visto che ho letto il libro di Marco e anche il secondo e anche il terzo, che, a questo punto, non posso che consigliarti caldamente. Per me è stata una gran bella scoperta. ^_^

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    1. Cara Marina :3 gongolo abbastanza! XD Grazie mille! Il merito è pure di Marco che con i suoi racconti mi ha ispirata parecchio, credo si sia capito! E sicuramente continuerò con le "erbacce" *_*
      Buona serata, a presto!!! ^_^

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  9. Da autore io ho osservato che tutti in rete dicono di apprezzare i racconti (alcuni ne scrivono anche), ma alla fin fine leggono poi solo romanzi.

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    1. Ciao Marco! Tutti no, molti dicono che il racconto non soddisfa le loro esigenze di lettori. E non sono pochi...
      Personalmente non faccio caso alla forma narrativa, breve o lunga, ma è vero che a seconda delle mie esigenze di tempo evito i romanzoni lunghi, riservandoli a periodi in cui so di potermi dedicare tranquillamente alla lettura.
      Ultimamente mi è capitato di leggere più raccolte che romanzi, chissà magari è un periodo particolare. Come ho già detto più volte, il racconto dà moltissimo a chi legge ma forse costa anche un po' più di fatica, perché "dice meno" a livello di storia e impegna chi legge in altro modo.

      Poi non so, se tu ti riferisci a contesti social, beh sinceramente le chiacchiere a me interessano poco ;) Si millanta di tutto, figurarsi a proposito delle letture fatte :D

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    2. Dico che (per esempio) quando qui presenti una raccolta di racconti, io vedo tanti commenti di apprezzamento sul genere, ma poi le stesse persone parlano solo di romanzi. In altri blog sento dire "preferisco i romanzi" (ok, va benissimo), però li vedi scrivere racconti. Insomma, c'è un po' di dissonanza tra il dire e il fare. Non sarebbe più semplice essere più coerenti? Nessuno qui giudica nessuno!

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    3. Sì, dissonanze tra il dire e il fare ce ne sono molte, a volte anche tra chi commenta. Quello che succede su altri blog non mi interessa, presento una raccolta di racconti, non faccio gossip.

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    4. Beh, allora non commento ulteriormente, non essendo cosa gradita. Io il mio pensiero comunque l'ho espresso.

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    5. Avrei gradito un pensiero sul mio post, non su che cosa fanno gli altri. E ti ho scritto in pvt.

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  10. Sì, la narrativa breve sta vivendo una rinascita in Italia, c'è persino una casa editrice che pubblica solo racconti. Avanti così, e grazie della bella recensione.

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    1. Grazie a te Silvia per l'incoraggiamento! Fa davvero piacere ed è motivante avere riscontri simili ^^
      La casa editrice che citi è forse Racconti edizioni? (ho cercato su google-amico :P )
      Sulla narrativa breve abbiamo già chiacchierato sia qui che nel tuo blog e la intendiamo allo stesso modo: speriamo veramente che rinascita sia!
      Alla prossima e buona serata ^^

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  11. Nei miei commenti sopra ho fatto torto a questo blog, i commentatori e l'autore del libro. Sono dispiaciuto del mio comportamento e per fare almeno un po' d'ammenda ci tenevo a esprimere meglio il mio pensiero.
    A livello editoriale le raccolte di racconti non sono molto apprezzate, a meno di essere un autore già famoso. Per chi come me e Marco vuole cimentarsi nel nobilissimo racconto restano le piccole case editrici o il self. In rete mi capita spesso di sentir dire "preferisco i romanzi". Ecco perché questo blog, che ha dedicato spazio alle raccolte di racconti, fa un lavoro importante nel far conoscere chi vi si dedica. E magari poi chi dice di leggere solo romanzi potrebbe cominciare da qui a (ri)scoprire questo modo letterario.

    La Liguria per noi piemontesi è il mare, insomma sono i nostri cugini col mare, e per questo ci assomigliamo anche: ironici, orgogliosi, teste dure come il legno. Ma mentre noi piemontesi tendiamo a chiuderci in noi, per la chiusura della nostra terra, i liguri, col mare di fronte, sono invece più aperti. Penso quindi che Glò abbia tratteggiato alla perfezione le erbacce di Marco Freccero. Le erbacce crescono ovunque, perché sono forti, caparbie e resistenti. Non ti fanno sconti. Proprio come i liguri.

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    1. Grazie Marco, ti abbraccio ;) Qui sei sempre il benvenuto!

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