domenica 12 febbraio 2017

Glò thinking - Ma che vi ha fatto Anna Karenina (il libro)


Da che frequento il web, e non sono una veterana, ciclicamente mi imbatto in una serie di giudizi su determinate opere o autori che mi portano a credere, ma io sono cinica e lo si sa, che chi li diffonde non padroneggi la materia. Traduzione: ma li avete letti 'sti libri e 'sti autori? Perché a me pare di no.

Indugio ora sul caso Karenina, uno tra i più dolorosi per me, ne soffro acutamente! 😆

Nel caso di un'opinione leggermente acida, si potrà leggere che si tratta di un romanzo rosa, adatto alle svenevoli signore, non è mica roba maschia! Si passa poi al grado: beh, è la storia di una che si butta sotto il treno perché credeva di essere la sola (con censura, ma si dovrebbe intuire la versione goliardica cui alludo). Per finire al massimo grado: polpettone rosa, letto con i miei occhi quale commento da sedicente amante dei classici.

Ora, io sui gusti personali non solo non discuto, anzi trovo che sia sano e costruttivo non voler leggere un genere, un autore che ci sta sulle scatole, una tipologia di letteratura (alta, bassa, snob, popolare, ceca, russa, quelchevipare). Mi preoccupa però chi si arrocca in una posizione di chiusura quasi totale verso l'esperienza della lettura. Come si fa a non sentire il desiderio irrefrenabile di andare oltre: noi stessi e i nostri gusti un po' incartapecoriti, le proposte delle top di vendita, i libri che sono la moda del momento, i libri che leggono tutti perché così si deve fare?

Fa sorridere la guerra delle letterature, dei generi, delle specificità geografiche: non perché ciascuno non debba avere preferenze, ma ritenere in toto una parte superiore e perfetta rispetto alle altre è preoccupante.
Ma ancora più preoccupante è notare la guerra interna, grado successivo. Così, se io mi professo amante dei classici, massima espressione della letteratura, valore eterno e blàblàblà, e affermo "però ragazzi, che libro Anna Karenina!" genererò immantinente una lotta tra fazioni. E, al solito, è qui che io mi perdo...

La sciagurata se l'è cercata, sinceramente con le dovute differenze anche il mio giudizio non è tenero verso Annina (QUI ne blatero), e con ciò? Un romanzo di centinaia di pagine, scritto da un qualsiasi Leone, si risolve in una adultera suicida. Non ci siamo proprio.
Dredd vs. Anna Karenina, Brunez Comics
Quale idea mi sono fatta? Che i vari film e serie ispirati al libro abbiano reso un pessimo servizio e che il titolo sia infelice, dal momento che c'è un coprotagonista (Konstantin Lëvin). Che pare essere un fantasma, visto che raramente viene considerato.
Incredibile (sarcastico, sì), eppure questo romanzo comprende numerose tematiche, da spunti per riflessioni sociali, politiche e di costume, a possibili considerazioni sulla guerra e addirittura sull'umanesimo di quel Leone scrittore tra realismo e modernità.

Perché Annina è sì personaggio, solido e ben costruito psicologicamente, temo con troppa finezza visti gli esiti della mancata comprensione, ma è soprattutto un simbolo.
Lei racchiude al massimo grado, nella massima concentrazione, una tematica centrale del romanzo, ovvero la mancata realizzazione della donna come persona nella società aristocratica russa dell'epoca: o moglie o moglie. Ad Anna non è sufficiente atteggiarsi come tutte le "altre": fare sacrificio di sé e vivere in società, farsi un amante, partecipare alle occasioni mondane, essere un soprammobile che dà prestigio a una casa. Anna ha dentro di sé il demone, espresso da quel treno sciagurato e ravvisabile nel corso della narrazione (le ombre, i sogni, la droga), dell'incompletezza, dell'insoddisfazione. Non è affatto un'eroina, perché la sua non è una ribellione vittoriosa: il lettore attento percepisce quasi da subito che qualcosa non va, che l'idealizzazione della felicità attraverso l'idea dell'Amore è in verità una corsa verso l'abisso, quello interiore.

Anna Karenina - David Allcock, illustator
Che Anna non sia in grado di amare, prima se stessa dunque figurarsi gli altri, è riscontrabile ovunque nel corso della narrazione, ma si prenda come esempio toccante e struggente il rapporto con i figli: anche in questo caso Tolstoj tocca un nervo scoperto, quello della maternità obbligata. Questioni che tuttora generano gineprai di liti furibonde...

Se Anna è personaggio potente della sfera psicologica, il coprotagonista, Lëvin, è il corrispettivo nella vita attiva: è un innovatore, vede le politiche sociali ed economiche con uno sguardo più ricco rispetto ai vecchi aristocratici, all'imbalsamato Karenin, esemplificazione del burocrate ottuso e immobile, figura che si ripete nei secoli.
Ecco dunque che, insieme, Anna e Lëvin, costituiscono due aspetti di una sola persona, probabilmente in parte dell'autore stesso.
reminisense-deviantArt

"In Anna Karenina nubi ancora più oscure si addensano sull’idillio di campagna e il nemico svela già il suo volto di capitalista. Ora non si tratta più soltanto di un crollo economico, ma si delinea davanti a noi la via del processo di capitalizzazione, contro la quale Tolstoj eleva una appassionata protesta.
Konstantin Levin, riprendendo in fondo i problemi sollevati nel romanzo precedente da Nikolaj Rostov, non può più risolverli con tanta semplicità e spensieratezza. Egli non soltanto lotta per riassestarsi finanziariamente, come proprietario (e precisamente senza diventare la vittima della capitalizzazione della proprietà terriera), ma sostiene anche un’incessante lotta intima, piena di crisi, per far credere che la sua vita di proprietario sia giustificata, vale a dire che egli abbia diritto di sfruttare i suoi contadini. L’incomparabile grandezza epica dei romanzi di Tolstoj deriva da quelle illusioni che fanno credere allo scrittore che qui non si tratti di un conflitto tragico dal quale – per i rappresentanti onesti della classe – non si apre alcuna via di uscita, bensì si tratti di una questione suscettibile di soluzione."

"In Anna Karenina i rapporti tra le persone e la natura sono già molto più problematici. Tanto più risalta la genialità con cui, proprio attraverso i rapporti problematici tra Konstantin Levin e i contadini e, attraverso il suo sentimentalismo di proprietario nei riguardi del lavoro umano, Tolstoj riesce a creare, senza alcuna imposizione artistica, immagini come quella della falciatura del fieno."

"Già in Anna Karenina Tolstoj crea magnifici tipi di questo crescente capitalismo e della conseguente crescente burocratizzazione della nobiltà russa. Oltre al menzionato tipo di Oblonskij, in cui Tolstoj ci offre una raffigurazione insuperabilmente ricca e umanamente delicata di quelle correnti liberali a cui la classe dei tipi come Oblonskij aveva aderito accettandone tutta la bonaria corruzione, Tolstoj illustra, in Vronskij, anche il tipo del nobile moderno. Spinto dal suo amore passionale per Anna, Vronskij cambia le basi finanziarie della sua esistenza, si dimette dalla carriera militare per diventare un grande proprietario capitalista, che nella sua proprietà introduce il sistema produttivo capitalistico; nella vita politica della nobiltà, egli lotta per il liberalismo e per il progresso e cerca di far rinascere, su basi capitalistiche, l’antica «indipendenza» della nobiltà. Il suo amore – che dal punto di vista sociale è una «contingenza» – porta alla conseguenza che Vronskij promuove il processo evolutivo tipico della sua classe. Complemento di queste due figure è Karenin, il funzionario governativo ormai totalmente burocratizzato, reazionario, oscurantista, ipocrita e vuoto. La divisione capitalistica del lavoro, come forma di vita e come fattore decisivo del pensiero e della sensibilità, penetra sempre più profondamente nelle relazioni umane e Tolstoj illustra, con un’ironia sempre più amara e in base a osservazioni sempre più profonde, come gli uomini di questo mondo diventino gradualmente altrettante macchine che si dividono il lavoro."

"Questa divisione del lavoro è un ottimo strumento per opprimere e sfruttare le masse lavoratrici. E Tolstoj odia quest’apparato precisamente perché vede in esso lo strumento dell’oppressione e dello sfruttamento. Essendo quel grande ed universale artista che è, egli illustra il processo sociale osservato nei suoi riferimenti a tutte le classi della popolazione. Egli ne svela la dialettica e mette in rilievo che la divisione del lavoro della burocrazia capitalistica disumanizza non solo gli oppressi ma anche gli oppressori, rendendoli meri automi, e per giunta automi malvagi."

Ho riportato alcuni passi tratti dal bellissimo saggio Tolstoj e l’evoluzione del realismo di György Lukács che potete leggere on line su György Lukács ~ il primo blog in progress dedicato a Lukács (QUI).

Ciò che conta non è aderire o meno alle mie modeste riflessioni qui proposte, oppure utilizzare apparati critici quasi fosse un obbligo, ma sviluppare una naturale curiosità che ci permetta in quanto lettori di approfondire, di non accontentarci, di non leggere un anonimo numero di libri, ma di leggere bene, in una sfida con noi stessi.

Vi invito a cliccare sui link delle immagini inserite, dove si dà conto delle intenzioni degli artisti nel rimaneggiare un personaggio leggendario come quello di Anna.
Il banner si riferisce a Anna Karenina Survives The Train, opera che fa parte del progetto Enchanted Dolls dell'artista Marina Bychkova.

55 commenti:

  1. Ho dovuto controllare se figurasse tra i miei libri presenti nel settore "in attesa di lettura", perché non li ricordo tutti. Non c'è. Quindi è improbabile che lo legga. Comunque sto vivendo una discreta fase "classici" (sempre prelevati dallo stesso settore), perché ho da poco finito "Cime tempestose" e subito attaccato con "Jane Eyre". Niente limiti alla curiosità, quindi.

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    1. Ciao Ivano! Cime tempestose è uno dei libri che preferisco e credo che gli dedicherò una rilettura *_*
      Tu, per quello che so da post e commenti, sei comunque abbastanza eclettico nelle letture! Poi certamente non si può leggere tutto (ad esempio al momento io ho all'attivo un solo Dostoevskj :P), si deve scegliere tra moltissime possibilità.
      Grazie mille ^^

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  2. Potranno dire ciò che vogliono, resta comunque un grande classico.
    Non è il mio genere e non so se mi capiterà mai di leggerlo ( ma non lo escludo a priori ), però di fronte a certi giudizi su alcuni classici che leggo su amazon in primis, provo un enorme ribrezzo e mi fermo qui.

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    1. Ciao Pirkaf ^^
      Infatti è il giudizio frettoloso o viziato da idee preconcette che non comprendo e hai ragione sui commenti che si trovano più spesso su amazon e affini. Il fatto è che così come non c'è obbligo a leggere un classico, allo stesso modo è possibile non esprimersi per forza su ciò che non si è letto XD
      Alla prossima e grazie!

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  3. Lo sto leggendo giusto ora. No, non è un melenso rosa, assolutamente, è un romanzo dai vasti orizzonti, con parti molto maschili - la caccia ad esempio - e nonostante la fatica in diverse parti, sono felice di aver finalmente deciso di leggerlo.

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    1. Ciao Sandra e bentrovata! ^^
      Grande lettura, per me fu la svolta dopo un periodo - abbastanza lungo - in cui non riuscivo più a leggere, quindi sono particolarmente affezionata a questo romanzo. Mi fa piacere leggere che anche a te suggerisce molto e che, soprattutto, la parte "sentimentale" non è tanto preponderante quanto normalmente si afferma!
      Grazie mille e alla prossima ^_^

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  4. Ho letto Anna Karenina anni fa e non esito a considerarlo un romanzo fondamentale. Di solito coloro che danno giudizi così superficiali sui classici (basti dare un'occhiata a certi commenti agghiaccianti su Amazon) di solito non leggono determinati libri ma devono comunque dire la loro, non si sa per quale ragione... oppure li hanno letti ma non hanno capito un tubo. Nello specifico, la grandezza di Anna Karenina non sta nella storia ma nella descrizione di un'intera società e dell'universo psicologico della protagonista. In ogni caso, condivido ciò che hai scritto, Glò.

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    1. Ciao Sergio! La sensazione è quella infatti, della mancata lettura e della volontà/necessità di fornire comunque un'opinione, per forza di cose limitata e a volte peggio XD
      E la tua frase sul romanzo è una perfetta sintesi, condivido assolutamente!
      Grazie e buona serata!

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  5. Io sono sempre dell'idea che per giudicare e criticare bisogna prima conoscere, e alle volte non basta nemmeno questo. Per motivi anagrafici io i classici li ho letti (nei primi anni settanta a un ragazzino venivano quasi imposti e comunque rappresentavano l'approccio alla cultura), ammetto che molta letteratura definita alta l'ho riscoperta negli anni, mano a mano che le esperienze di vita e formative arricchivano i personalissimi termini di paragone. La rilettura ha il suo perché. Quello che osservo in molti ragazzi che frequento, ho spesso studenti tirocinanti sotto le grinfie, è la dicotomia tra coloro che non leggono e quelli che leggono ma saltano d'emblée tutta la letteratura dell'800 e massima parte di quella del '900 con l'eccezione di testi considerati da "fighi". Allora ti senti citare Bukowski o Kerouac ma scavando ti accorgi che non sanno nulla della beat generationo e dell'influenza culturale che ha avuto nell'evoluzione della società. Tutto questo per dire che i classici sono tali proprio perché in qualche misura gettano le basi per un certo tipo di formazione. Il rischio è di trovarsi moltitudini di emuli delle 50 sfumature di minchia che non hanno idea di chi sia Miller. Accetto di discutere con fautori della controcultura (ma già sono generoso) se mi dimostrano di conoscere bene ciò che osteggiano. Tornando al tuo discorso, manca la curiosità, si parla e si legge (o si millanta) soltanto "per sentito dire". Allora Tolstoj è un polpettone (certo che se non sei in grado di contestualizzare...), Dostoevskij va bene ma solo per essere citato, Charlotte Brontë è da femminucce, Dickens è quello che: " ah sì,minchia, quello che c'hanno fatto il film della Disney, che sballo" ecc... Forse, ma dico forse, fare un piccolo passo indietro aiuta. Qui si corre, si vola, per andare dove se non sappiamo neppure da dove siamo partiti?

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    1. Ecco Massimiliano, nel tuo commento articolato e intelligente, hai colto l'essenza del problema: nessun obbligo, ma che peccato e mancanza (ma prima a livello personale che culturale) non conoscere del tutto una parte della letteratura!
      E poi sì, il pregiudizio su alcuni titoli, o su scrittrici (in quanto donne, scriverebbero "per le donne"), su generi... manca la volontà di essere curiosi. Io penso che anche chi ha velleità di scrittura debba portare con sé un buon bagaglio di letture variegate, non credo che ciò possa danneggiare la peculiarità (influenze per tematiche, stile...) bensì possa aiutare lo "scrittore" per tecnica e capacità di affrontare le problematiche che si presentano durante la stesura.
      Grazie mille! Buona serata ^^

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    2. Sempre pensato, già in tempi dove la scrittura non mi veniva nemmeno in mente. La curiosità è fondamentale, credo che tutta questa facilità a reperire velocemente informazioni limiti un po' il necessario approfondimento e la pazienza che ci vuole per fare ricerca. Sembra che molti si accontentino delle quattro nozioni reperite su wikipedia per farsi un'idea e stabilire cosa merita o non merita di essere letto. Io credo che sia una buona scuola affrontare generi che percepiamo come distanti, i classici per molti giovani sono visti come polpettoni, a loro manca il piccolo dettaglio che è che attraverso quei "polpettoni" che si è formato l'immaginario collettivo e, a cascata, ritroviamo tutta la narrativa moderna.

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    3. Beh sì, tutto quel che hai scritto contribuisce. Però per mia esperienza non è questione d'età: i peggiori commenti, saccenti e distruttivi, li ho trovati tra adulti grandini :D

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  6. L'ho letto anni fa nel pieno della mia fase "amante della letteratura russa" e debbo dire che, oltre ad essere un indubbio classico, è un romanzo che contiene una forte e lucida critica alla società russa del periodo, una analisi spietata su un mondo che stava finendo. Certo i personaggi - Anna Karenina in primis- non sono costruiti per risultare "simpatici" ai lettori ma questo fa parte dell'impalcatura critica. L'autore voleva che i lettori criticassero quel mondo di Anna Karenina faceva parte.Chi critica un libro dovrebbe prima conoscerlo e leggerlo.

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    1. Ciao Nick! Anche questa riflessione è fondamentale: l'autore ha rappresentato personaggi certamente non neutri, che in modo differente suscitano in chi legge parecchie reazioni. In alcuni passaggi ad esempio ho patito con la stessa Anna, ma in altri contesti mi ha irritata... la grandezza di autori come Tolstoj.
      E poi come hai scritto è un peccato perdere la contestualizzazione, che "fa" il libro stesso e senza la quale la comprensione è per forza di cose parziale.
      Grazie mille! ^_^

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  7. Cara Glo' eccoci qui, ma che bel post!forse è giunto il momento di toglierti  la maschera con i tuoi giochini. Basta parlare male dei tuoi "amici" così selezionati . Basta tremendissima Glo'  come ti chiamava qualcuno in chat , non hai avuto neanche il buon gusto di chiedere scusa , ma certo non è  da te , tu sei buona , gentile hai sempre belle parole per tutti , ma certo , da una persona così  triste che non ha nulla.... anzi volevo ricordarti "basta chiudo il blog sono stufa....ricordi e qualcuno ti diceva ma cosa dici sei brava, smettila .
    Tu sei la classica persona piccola che si nasconde dietro un PC , ma la cattiveria che hai non ha limiti, forse è  bene che mi fermo qui ,non voglio ferire persone buone che continuo a dire non meritano  di essere coinvolte nei tuoi giochini.
    Purtroppo troppo buone che continuano senza sapere di essere derise , fai paura , cosa dici di rendere pubbliche le tue chat fatte di insulti verso quelli che tu chiami "amici del blog"?
    No troppo facile ....prima o poi capiranno da soli, forse qualcuno .....sta cominciando a farlo.
    Buona giornata.

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    1. Forse so chi sei, perchè di stolte come te non devono essercene tante

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    2. Esco momentaneamente dal letargo per rispondere a questo bel commento anonimo (per chiarezza, ovviamente non mi sto rivolgendo a te, Cristiana), con un semplice:

      meglio tristi, piccoli e cattivi che bugiardi, fancazzisti e vigliacchi.

      Detto questo, mi auguro che questo mio intervento sia l'ultimo rigurgito della questione: chi vuole capire, capisca.

      Per il resto, un saluto a tutti e a presto, davvero.

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    3. L'anonimato è l'arma dei deboli.

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    4. Tu sei la classica persona piccola che si nasconde dietro un PC hai ragione, anche se Glò non è così piccola come la Signora Minù

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    5. "Anonimo" di solito è sinonimo di sfigato (per essere gentile ed educato, dato che leggono anche i minori e non mi voglio manco abbassare al tuo infimo livello) ed infatti con questo tuo sterile commento confermi quanto da me appena scritto.

      Come diceva mia Nonna: "Ma vai a lavorare, braccia rubate all'agricoltura".

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    6. Toccherebbe riuscire a rintracciare tutti sti coraggiosi "anonimi" e vietare loro qualsiasi possibilità di connessione non solo al web ma anche al mondo civile. Sul serio esistono individui così gretti, vuoti e idioti da non capire che non gliene frega un piffero a nessuno dei deliri di un povero sfigato/a? E' triste rendersi conto di quanto la stupidità dilaghi.

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  8. Lo lessi poco più che ragazza, già sposata e Anna mi rapì e mi strusse.
    Quando vidi il film con Greta Garbo, l'ùnico all'altezza di quel capolavoro, a mio parere, rilessi al libro con ancor più partecipazione e segnai una frase nel mio diario, che conservo, "Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". Mi colpì probabilmente perchè stavo gettando le basi per una nuova famiglia e la presi come un augurio per far parte delle prime.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana (e grazie anche per l'altro commento sul vecchio post dedicato al romanzo!)! Certi libri ci sono più cari, tu hai raccontato questo bellissimo aneddoto, per me Anna Karenina ha rappresentato il ritorno alla lettura dopo un periodo molto pesante, durante il quale la concentrazione su qualsiasi cosa era un lusso, per cui è senza dubbio un libro del cuore!
      In effetti vien voglia di rileggerlo! E sai che non ho mai visto la versione cinematografica con la Garbo??? Recupererò senz'altro.
      Grazie mille e buona serata! ^^

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  9. Non credo affatto che sia un "polpettone rosa", ci mancherebbe. Non l'ho ancora letto perché, in verità, mi spaventa semmai la sua mole. Sto diventando sempre più difficile per me portare avanti letture voluminose, sarà l'età che avanza o quant'altro.
    P.S.: aneddoto scherzoso che non c'entra nulla ma mi è venuto in mente: in un forum per lettori abbastanza giovani (forse troppo...) uno scrive un post tipo "Ho provato a leggere Anna Karenina ma è veramente troppo pesante, ho dovuto abbandonare la lettura" e uno gli risponde "Non la conosco questa autrice, che genere di romanzi scrive?" :-D

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    1. Ciao Ariano! Capisco la questione mole/tempo da dedicare, anche perché si tratta di libri che richiedono un minimo di impegno e nell'insieme non sempre è il momento giusto (io infatti li alterno e li distribuisco nel tempo, in più son lettrice lenta XD)
      L'aneddoto la dice lunga e... muahahahahah! XD
      Grazie e buona serata! ^_^

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  10. Glò, leggere post completi e incisivi come questo tuo di oggi, è un vero e proprio arricchimento che ci regali.
    Lessi Anna Karenina alla "tenera" età di sedici anni, rubandolo temporaneamente alla libreria di mio zio, il mio mentore, per quel che riguarda la Letteratura.
    Ricordo che finii la lettura spossata, quasi distrutta. Forse ero troppo giovane, ma mi scopersi arrabbiata con Anna, per quel suo arrendersi alla fine.E questa rabbia, l'ho portata dietro con me, per moltissimi anni. Forse oggi sarei in grado di rileggerla e di perdonarla allora ero troppo giovane e molesta, anche perché con gli anni e le esperienze sono stata in grado di comprendere meglio le lotte, la sofferenza, le debolezze e il desiderio di essere amate nonostante tutto che fanno delle donne, Donne. Poi, su quanto sia superficiale l'approccio quotidiano che le persone hanno con la letteratura e il rifiuto di andare al di là del "polpettone antico" la dice lunga su come sia più facile non impegnarsi troppo; "spegnere" le proprie sere sul divano è molto più comodo che saziare la mente e il cuore. Un bacio ragazza e grazie.

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    1. Ciao Mariella! ^^
      Non so, io credo che fare pace con Anna sia difficile XD Nonostante quello che ho scritto, ovvero il suo valore simbolico in quanto donna che non trova il "suo posto", la Karenina mi ha irritata parecchio, nonostante a momenti abbia provato pena... bravura dell'immenso Tolstoj! Però una rilettura di alcuni capolavori a distanza di anni secondo me non può che arricchire: si trovano nuovi spunti di riflessione, si nota qualche atmosfera prima non avvertita...
      Concordo con la tua chiusa XD
      Grazie mille e un grande abbraccio! ^_^

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  11. Che cosa leggono le mie fosche pupille, c'è qualcuno che definisce Anna Karenina un polpettone rosa? Non ho parole, o meglio ne avrei troppe, nessuna delle quali lusinghiera. Premetto che per argomentare le proprie critiche, bisognerebbe prima conoscere l'oggetto del contendere, e questo è valido in qualsivoglia campo, dalla letteratura alle ricette di cucina alla riparazione di un motore. Poi capisco che il romanzo possa essere giudicato pesante e impegnativo, e che tutti i gusti siano gusti. Ma è un altro paio di maniche dal definirlo un polpettone rosa. Chi lo fa non lo ha letto, o ha saltato a pie' pari le parti di denuncia sociale e politica, o, come terza ipotesi, ha visto soltanto i film.

    P.S. L'espressione "lotta tra fazioni" mi ricorda tanto quella tra Giacobini e Girondini che si azzannarono sui banchi della Convenzione. ;-)

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    1. Ciao Cristina! Vedo che sei inorridita a dovere XD Se ne leggono moltissime, di critiche strampalate ;) Il fatto è che spesso sono modi per controbattere e fare valere una fazione, senza magari condividere davvero il giudizio espresso. Ed è questo che non capisco. Che poi un classico così impegnativo, anche per corposità ma non solo, possa non piacere, essere evitato volontariamente, non ci vedo nulla di male (caso mia è un peccato perdersi tanta bellezza), e sì, son gusti in tal caso.
      Credo che uno dei famosi punti di quella (assurda per me) lista dei diritti del lettore di Pennac abbia generato molti mostri XD Leggere saltando per me non ha senso, piuttosto si stoppa e pazienza.

      Per il P.S.: terrore, terrore! XD

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  12. Davvero, il titolo è fuorviante :)

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    1. Ciao Andrea ^^ Diciamo che ho calcato un po' sulla questione del titolo, però è vero che forse tende a sviare e a far credere che si tratti di un'opera incentrata unicamente sulla figura femminile!
      Grazie mille e buona serata!

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  13. Ho letto di gusto, Glò: Anna. Karenina, ne avevo fatto cenno anche altrove, è uno dei miei romanzi preferiti. C'è una storia, una visione della vita, della società, c'è un'interpretazione, ci sono personaggi completi che testimoniano un'epoca e c'è una donna che non è al centro di tutto, ma rappresenta la problematicità di una situazione difficile da gestire. Credo che il titolo renda onore a questa priorità messa in evidenza da Tolstoj.
    Non ho più letto storie del genere. Capisco la pesantezza, lo scarso coinvolgimento, ma resta un capolavoro assoluto, fuori da ogni genere discusso.
    Fan sfegatata fino in fondo! :)
    Ora però vado a curiosare nel post che hai dedicato alla Karenina in cui non sei morbida.

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    1. Ciao Marina, ricordo perfettamente quando parlasti del tuo amore per questo libro!
      Concordo su quanto dici relativamente al titolo, probabilmente il valore "genuino" lo si comprende solo se ha mente aperta e quantomeno dopo lettura :D Se ci si ferma a giudicare unicamente da quello, beh...
      Anch'io ho trovato il romanzo superlativo, e avevo già letto Guerra e pace che mi ha pure coinvolta moltissimo (parti sulla guerra comprese), ma in altro modo: Anna Karenina è un passo oltre il realismo condotto da Tolstoj e lo si capisce fin dai primi capitoli.
      E grazie mille! ^^

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  14. Ciao Glò, mi fa piacere vedere che anche tu hai preso le difese di Anna Karenina, che poverina, secondo me, è il personaggio letterario più incompreso e detestato dai lettori che frequentano le piazze virtuali (blog e altri luoghi online). In passato ho cercato di difendere la sua causa in alcune discussioni nate in gruppi di lettura su facebook, ma con scarsi risultati; anzi, in qualche caso, mi sono beccata anche rispostacce! XD
    Spero che questo tuo post possa spingere alcuni a vedere la storia di Anna sotto un'altra luce e a comprendere il suo ruolo simbolico nell'impianto diegetico del romanzo! Fondamentalmente Anna soffriva perché non aveva più un "posto/ruolo" nella società in cui viveva, perché era una donna molto più moderna della sua epoca! Mi sembra che non tutti si soffermino a comprendere questa dinamica e vogliano intravvedere la critica di Tolsoj alla società!
    Ho notato che hai messo in rilievo proprio le questioni "kareninesi" (lasciami passare lo squallido neologismo! XD), ovvero quegli elementi del romanzo che animano vere e proprie diatribe tra lettori: "il suicidio", la "maternità", "la falciatura del grano" e altri...
    Molto spesso mi è capitato di leggere commenti di lettori che detestano Anna per il suo carattere e per le sue scelte. Anna viene odiata per vari motivi, ad esempio perché ha "abbandonato il figlio", perché si è "innamorata come una adolescente", "è egoista perché pone fine alla sua esistenza" e altri blà blà blà che proprio non condivido! Tutte queste pensieri, mi sembrano riflessioni di lettori che hanno considerato solo gli eventi dell'intreccio del romanzo e solo la travagliata storia d'amore Anna-Vronskj, senza cercare di capire le dinamiche più profonde! Questo approccio superficiale è sicuramente condizionato dalle fiction che ci sono state somministrate via tv, che spesso hanno snaturato il senso del romanzo trasformandolo nel "polpettone rosa" (secondo me, hai proprio ragione al 100% sulle fiction!).
    Povera Anna! Meno male che almeno noi le vogliamo un po' di bene!
    Ps: Ma anche... povero Levin! Ché non se lo fila nessuno, solo la povera Kitty! Ahaha
    Ciao ciao!

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    1. Ciao Kiariel! Concordo sul fatto che Anna sia particolarmente detestata e "non compresa", in molti luoghi del web. Lo sguardo d'insieme in un romanzo così denso è assolutamente necessario per non cadere nella facile interpretazione che fa di Anna o un'eroina o una donna e madre pessima... proprio ciò che è l'esatto opposto della volontà dell'autore.
      Credo che il danno derivi principalmente dalle varie trasposizioni sì, e anche da certi pregiudizi che si ripetono all'infinito.
      Lëvin: un fantasma! XD
      Grazie mille e buona serata! ^_^

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  15. Non precludo mai nulla nei miei gusti letterari, anche se come tutti ho le mie preferenze e sopratutto di leggere più biografie io che un musicista forzato.
    La tua analisi è lucidissima, mi trovo in seria difficoltà ad aggiungere qualcosa, se non la curiosità di annegarmi nel libro.
    Interessanti le foto che ritraggono la protagonista, non facile interpretazione del personaggio per quanto mi riguarda.Adultera, amante, madre, scellerata? Ma come possiamo giudicarla singolarmente, avulsa dalla società e dal matrimonio in cui vive?
    Non desidero aggiungere commenti Glò mia, la tua analisi è troppo bella e profonda per sporcarla con le mie elucubrazioni.
    Bacio serale

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    1. Cara Nella, tu, per motivi di lavoro diciamo, sei "portata" a determinate letture (che poi son belline assai le biografie eh) e il tempo è pure poco, si tratta anche di priorità :P Ci sono stati periodi in cui ho letto quasi esclusivamente saggistica, pensare di dedicarmi a un classico impegnativo era fuori discussione ahimè.
      Grazie per le tue considerazioni, che condivido, su Anna e per aver apprezzato le mie chiacchiere ^_^
      Ogni commento sull'argomento trattato è sempre un arricchimento, fosse anche un'idea che si contrappone alla mia visione ;)
      Un bacio a te e a presto!

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  16. Polpettone rosa? Non l'hanno letto allora.
    È tutt'altro. È una ricerca di se stessi attraverso lotte interiori, ribellioni, sconfitte. È la storia di una donna complicata, troppo "moderna" per la sua epoca. Una donna che vuole essere donna viva non suppellettile da mettere in mostra e di cui farsi vanto.
    Quanto ho amato questo libro!

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    1. Ciao Pat! ^^ Suppongo che il polpettone rosa sia indizio di mancata lettura, forse sostituita da sentito dire e da film - serie vari. Anna è così come la descrivi, un personaggio che si fa veicolo di un'idea forte e moderna dell'autore. Ed è un peccato non apprezzare l'insieme di ciò che costituisce il romanzo, le atmosfere che stanno mutando, le persone che rimangono immobili e rigide rispetto all'evoluzione dei costumi, i nuovi modi di pensare guardando al lavoro manuale e ai rapporti con i contadini...
      Anche per me è uno tra i romanzi del cuore!
      Grazie mille e buona serata ^_^

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  17. Hahaha! Non è mica solo Anna Karenina, se guardi su anobii (io non lo guardo più per evitare il mal di fegato) trovi una collezione di queste perle. C'è un sacco di gente che ha capito tutto della letteratura (come anche di troll che non hanno niente di meglio da fare che andare a rompere le balle sui blog altrui)!

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    1. Ciao Silvia ^^
      Pensavo di dedicare, ogni tot, un post della mia rubrica Glò thinking a questi casi, magari ne usciranno discussioni costruttive chissà XD
      Eh sì, c'è gente che ha capito tutto e ne è così sicura da rigettare qualsiasi confronto, ed è questo che non va bene perché si perde in lucidità, interesse e curiosità (sui troll concordo).
      Grazie mille a presto! ^_^

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  18. Non so chi possa considerare questo romanzo appartenente al genere "rosa" o del tipo con protagonista "svenevole" ma se ci sono questi sedicenti lettori penso che non lo abbiano letto realmente. Non ho avuto questo piacere ancora (uno dei miei progetti è quello di leggermi tutta la letteratura dei due grandissimi russi) ma ho sempre dato per certo che si tratti per "Anna Karenina" di un caso molto simile a "Madame Bovary". Storie struggenti ma contenuti che vanno oltre il narrato, per scandagliare l'animo umano fin nel profondo.
    E scritti da autori uomini, sono un vero e proprio omaggio all'universo femminile.

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    1. Ciao Luz! Pensa che secondo alcuni (e non solo tra i lettori) Tolstoj sarebbe maschilista. Probabilmente l'errore consiste nel giudicare attraverso i nostri occhi, con la nostra sensibilità, un mondo e un modo di pensare che appartengono ad altro momento storico.
      Personalmente i personaggi di Anna e di Emma mi infastidiscono, proprio per quel che i rispettivi autori tentavano di comunicare al lettore, credo. Ovvero provo una pena mista a rabbia. E questa è la reazione a caldo, ovviamente personaggi simili suggeriscono ben altro.
      Grazie mille e buona serata ^^

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  19. Letto. A fatica, devo dire il vero. Come con tutti i russi, d'altronde. Però me lo aveva propinato a gran cuore un tipo fascinoso all'uni, e allora volevo fare bella figura. Polpettone rosa? Ma magari! Il tipo lì ci faceva certi monologhi a sfondo storico-sociale che non finivano più. E aveva pure ragione.
    Ricordo, tuttavia, che, nonostante l'ostico nei confronti della struttura del romanzo stesso, avevo sviluppato una sorta di simpatia per Annina; non so, forse una certa solidarietà, un che di protettivo quando mi ero resa conto che votasse propriamente all'auto-distruzione.

    Non ho letto la tua recensione sul romanzo (ci tornerò), mi sono invece gustata appieno il tuo discorso sulle "recensioni fantasma" (io chiamo così quelle recensioni che sembrano confezionate sulla quarta di copertina o sul sentito dire). Ma dai, sinceramente, come si fa a recensire, sopratutto un classico!, senza averlo letto (e magari riletto); non si può, non si può, non dovrebbe bastare la coscienza! Che poi, a che pro? No, ditemi a che pro. Per fare contatti? Per mettersi in vista? Per uccidere il libro? Per sparare all'autore nonostante sia già morto da un secolo?...

    Ehm...scusa Glò, mi sono infiammata. E' che ho recensito per lungo tempo, ma poi ho smesso: stufa di leggere certe castronerie magari sullo stesso romanzo. Non ce l'ho fatta. Era da salire sul ring e farci a botte ogni giorno ihihihihihihiihih

    Sull'esclusività dei generi di appartenenza, bè, anche lì è stata una lotta: alla fine mi sono accettata per quello che sono: una lettrice disordinata, lunatica, poco incline al giallo&co. ma aperta a sperimentare qualsiasi lettura. La sperimentazione dovrebbe essere sacrosanta: puoi mica dire che la trippa fa schifo se non l'hai prima assaggiata?

    Notte mia cara! Sempre bello e interessante leggere i tuoi post, per questo ci passo quando ho un pizzico di tempo in più :***

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    1. Bellissimo il tuo commento e l'entusiasmo che ci hai messo! :D Sul personaggio di Anna, concordo, quasi fin da subito ho avvertito quella corsa verso l'auto-distruzione, cosa che mi fa provare fastidio e insieme pena per lei -_-
      La questione del millantare letture è verissima, basta che fai un giro tra social dedicati agli ebook, e-shop tipo amazon che prevedono recensioni dei clienti, commenti sparsi nei social e gruppi di lettura, recensioni su blog: si ride e si nota quando le si sparano grosse. Ma è l'atteggiamento generale del webete, mica solo se parla di letture!
      Preferisco mille volte un parere genuino, semplice e sentito che certe argomentazioni campate in aria e piena di paroloni, spesso messe insieme copiando qua e là, 'na tristezza unica.

      E il tuo modo di vivere la lettura come sperimentazione diretta, mi piace moltissimo, mi appartiene ^^

      Grazie mille per il tempo che dedichi ai miei post, so perfettamente che ne hai poco da dedicare alla blogosfera!
      Un grande abbraccio ^_^

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  20. Anna Karenina resta un grande classico; la curiosità di leggere si accende su diversi generi e non ho scelte ben definite.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Cavaliere! Vedo che anche tu sei un paladino del romanzo, e non siamo in pochi ^^
      Mantenere curiosità per le letture, senza troppe costrizioni su generi e altro, è quello che fa la differenza, secondo me: un buon percorso di crescita, anche a livello personale.
      Grazie mille e buon week end ^^

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  21. Anna Karenina non l'ho letto quindi mi è difficile comprendere fino in fondo il discorso, relativo al romanzo in sé. Mentre sul discorso critiche... non so perché si debba spesso e volentieri ridurre a tifoseria: o sei a favore o sei contro. Bah!
    Però ho letto Guerra e Pace e direi che c'è anche da considerare lo stile dell'autore: c'è chi può apprezzare un romanzo più per lo stile piuttosto che per la trama.

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    1. Ciao Marco! Ecco tu hai centrato uno dei punti cruciali, perché tifare, senza spesso addurre motivazioni, che siano personali o critiche/accademiche poco conta, per spiegare che cosa sia piaciuto o meno di tale libro.
      E infatti poi prosegui con la questione dello stile, che secondo me più della "storia" tout court può pesare sulla lettura. Ciò detto, ritenere che grandi autori siano dei pezzenti perché non ci piacciono (per stile, prosa), è quasi criminale XD
      Se non ricordo male: ti era piaciuto G&P, mentre anche tu non hai apprezzato troppo Il dottor Zivago (come me)?
      Grazie e buon week end ^_^

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    2. Proprio per una questione di stile. Ho letto con scioltezza e apprezzato Guerra e Pace, mentre col Dottor Zivago è stata un'agonia.

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    3. Marco lascia perdere Zivago!!!! Sono arrivata al punto di pensare o butto il libro o mi sparo e visto che non so nemmeno come è fatta una pistola... ahhahaha
      Guerra e Pace non l'ho letto ma Anna Karenina è un gran libro. Non leggero ovviamente ma profondo, con una storia valida per i tempi in cui è ambientato. Lo stile è quello di un grande classico russo ma non palloso come Pasternak... scusate la parolaccia :)

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    4. Dopo settimane di lettura agonica, quando ho terminato ho lasciato stare le poesie finali. Era troppo.

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    5. Rispondo ad entrambi: anche io ricordo una certa noia e pesantezza per lo stile del D.Z., in questo caso ho trovato molto bello il vecchio film cult.

      GeP è stata una lettura piacevolissima, sarà che ho interessi spiccati per la storia, quindi le parti che normalmente sono considerate accessorie (qui avrei altro aneddoto ma lo riservo per il futuro XD) e pesanti non mi hanno affatto disturbato, anzi...

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  22. è tra i libri che mi dico sempre che ho voglia di leggere...
    ma ancora non ho approcciato... i classici alle volte mi fanno quasi "paura"

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    1. Ciao Pata ^^ Un tentativo di lettura va fatto al momento opportuno, io per lo meno quando decido di affrontare una lettura più impegnativa (e lo dico in senso generico, ovvero per mole, stile, scarsa conoscenza delle tematiche trattate...) pianifico :D Ci sono libri per i quali è giusto e necessario riservare maggiori energie.
      E forse la "paura" è più che altro rivolta all'aura riservata ai classici: se trovi un autore che ti coinvolge davvero, passa subito!
      Grazie mille! ^_^

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