venerdì 31 marzo 2017

Libro: "La caverna" di José Saramago



Titolo: La caverna
Autore: José Saramago
Traduttore: Rita Desti
Edizione letta: Einaudi, 2000 pagine 335


Questa è la storia di Cipriano Algor e della figlia Marta e del genero Marçal. Cipriano è un vasaio, ha una piccola proprietà con annessa una fornace, vestigia dell'attività artigianale di famiglia. Ha una casa, ma non ha una moglie, deceduta per malattia. Il suo lavoro, creativo e manuale, consiste nella fabbricazione di stoviglie di alta qualità e pregio che il Centro acquista e rivende nei propri negozi interni.
Questa è la storia del Centro, un ammasso di cemento collocato oltre la campagna - abitata dai tre protagonisti - e anche extra-città, perché, nella sua maestosità, esso è un elemento a se stante rispetto a tutto ciò che lo circonda. Una sorta di anomalia troppo ingombrante.

Cipriano consegna direttamente la sua produzione, infatti periodicamente compie un viaggio sul vecchio furgone: attraverso i suoi occhi sappiamo che la bellezza della natura è messa in pericolo, procedendo da casa prima verso la periferia, poi verso la città per giungere infine allo spazio occupato dal Centro.
La Cintura verde è quella adibita alle nuove serre, nelle quali si pratica una coltivazione massiva e non naturale. Le aree periferiche sono soggette a disordini vari, perpetrati da persone che non hanno mezzi, che vengono ricacciate via via da un'espansione della sofisticazione, per così dire. In queste aree avvengono assassinii, ruberie, incendi... i viaggi sono pericolosi. Però, nel percorrere di frequente quel tragitto, Cipriano nota alcune dissonanze, come ad esempio la presenza di una sorta di polizia che non si comprende esattamente quale ruolo abbia. E che cosa faccia concretamente.
Il testo è disseminato da spunti che dovrebbero suggerire al lettore il dubbio. Quello che appare in prima istanza è una possibilità, un'ombra di qualcosa che sfugge.
La Cintura industriale è altrettanto inquietante con le sue esalazioni e dunque con l'inquinamento delle terre un tempo fertili e verdeggianti.
L'insicurezza del percorso termina con l'arrivo in città, il traffico e l'avvistamento del Centro. Un po' ovunque sono collocati cartelli pubblicitari, che suggeriscono l'effetto tranquillizzante e sedativo del colosso:

Ti venderemmo tutto quello di cui tu hai bisogno se non preferissimo che tu abbia bisogno di ciò che vendiamo.


Almería, Spagna - Wikipedia
Succede che per decisioni prese dall'alto - quanto in alto si possa arrivare nelle gerarchie del Centro non ci è dato sapere - le stoviglie pregiate di Cipriano non saranno più comprate, perché sono arrivate quelle in plastica che più si adattano (così è stato deciso) ai nuovi gusti e alle nuove esigenze degli avventori.
E ora, che si fa? Marta cerca una possibile soluzione, poi proposta all'ufficio acquisti del Centro: fabbricare statuine... il Centro accetterà? Lascio in sospeso, per non rivelare troppo.
Marçal, marito di Marta, lavora in quell'oscuro luogo e aspira a diventare un guardiano residente. Quando finalmente ottiene la tanto sospirata promozione, tutta la famiglia decide di seguirlo e di andare a vivere in uno degli appartamenti del Centro riservati ai lavoratori dello stesso.

Questa però è anche la storia del cane perduto, poi Trovato o forse semplicemente arrivato da chi lo attendeva:

Sapete che vi piacerà, è già qualche cosa, Adesso mi fai pure la filosofa dei sentimenti, disse il padre, Supponendo che vi terrete il cane, che nome gli metterete, domandò Marta, È presto per pensarci, Se domani il cane sarà ancora qui, dovrebbe essere il nome la prima parola che dovrebbe udire dalla vostra bocca, Non lo chiamerò Costante, era il nome di un cane che non tornerà dalla sua padrona e che non l’avrebbe trovata se fosse tornato, forse questo lo chiamerò Perduto, è un nome che gli sta bene, Ce n’è un altro che gli starebbe ancora meglio, Quale, Trovato, Trovato non è un nome da cane, Non lo sarebbe neanche Perduto, Sì, mi sembra un’idea, era perduto ed è stato trovato, si chiamerà così, A domani, babbo, dormite bene, A domani, non rimanere a cucire fino a tardi, abbiti cura degli occhi.

Il cane, come tutti gli altri animali, non è ammesso nel Centro. Cipriano deve prendere una decisione dolorosa, non potrebbe mai abbandonarlo a se stesso, ma sa di poter contare sulla vedova Isaura Estudiosa, Madruga da nubile, la quale accetta di buon grado di occuparsi di Trovato.
Se l'accomodamento risolve un problema spinoso, esso ci si rivela molto doloroso per i rapporti del tutto "platonici" (per il momento almeno) tra Cipriano, anch'esso vedovo ricordiamolo, e Isaura. Si amano, non abbiamo dubbio alcuno fin dall'inizio del libro, quando una visita al cimitero del paese mette in moto i sentimenti dei due. E poi... ci fu una brocca!

È ora necessario passare a ciò che accade durante la permanenza come residenti al Centro, lasciando in sospeso molte questioni, che voi potrete sciogliere leggendo questo libro.
L'appartamento, situato al trentaquattresimo piano, è soffocante, piccolo, inserito in successioni di altre abitazioni, con finestre che non si possono aprire, perché non occorre cambiare aria, c'è un efficientissimo sistema interno.
Dal Centro si può liberamente uscire per recarsi in città o verso la periferia, ma perché si dovrebbe volere ciò?

L’ascensore attraversava lentamente i piani, mostrando successivamente i pianerottoli, le gallerie, i negozi, le scalinate, le scale mobili, i punti d’incontro, i caffè, i ristoranti, i terrazzi con tavoli e sedie, i cinema e i teatri, le discoteche, alcuni enormi schermi televisivi, arredi infiniti, i giochi elettronici, i palloni, gli zampilli e altri effetti d’acqua, le piattaforme, i giardini pensili, i manifesti, le banderuole, i pannelli pubblicitari, i manichini, i salottini di prova, la facciata di una chiesa, l’entrata alla spiaggia, una tombola, un casinò, un campo da tennis, una scuola, una montagna russa, un giardino zoologico, una pista di automobiline elettriche, un cinerama, una cascata, tutto in attesa, tutto in silenzio, e altri negozi, e altre gallerie, e altri manichini, e altri giardini pensili, e cose di cui probabilmente nessuno conosce i nomi, tipo un’ascensione al paradiso.

Ho pensato a questo "mostro" come a una sorta di proiezione mentale, seppure consistente, reale per come ce lo descrive Saramago, un microcosmo che abbia in sé l'infinito, un buco nero che disumanizza le persone, che le rende schiave delle COSE. Quasi fosse una rappresentazione della realtà aumentata.
Se gli animali non sono ammessi, ci sarà pure un motivo: che cosa se ne potrebbe fare il cane Trovato delle finte spiagge caraibiche, della finta pioggia che si tramuta in tempesta oceanica? Trovato ama incondizionatamente il suo padrone, anzi i suoi tre padroni e non gli importa d'altro

È finita, ripeté Cipriano Algor, e Trovato neanche batté ciglio, fin troppo bene lo sapeva, lui, che quanto era appena finito non era la fornitura di piatti al Centro, questa ormai è acqua passata, adesso si tratta di gonne, e non possono essere altro che quelle di Isaura Estudiosa che lui aveva visto dal furgone quando il padrone era andato a portarle la brocca, una donna bella sia di viso che di aspetto, anche se c’è da osservare che questa opinione non l’ha formulata Trovato, il bello e il brutto sono cose che per lui non esistono, i canoni di bellezza sono ideali umani, Anche se fossi il più brutto degli uomini, direbbe il cane Trovato del suo padrone se parlasse, la tua bruttezza non avrebbe alcun significato per me, mi stupirei veramente solo se cambiassi il tuo odore o se passassi la mano sulla mia testa in un altro modo.

Cipriano è assai curioso, o forse, per non morire dentro ancora di più, decide di esserlo e va in esplorazione del Centro. Incuriosito da trivellazioni che avvengono nei sotterranei, ben oltre i piani conosciuti, compie la sua catabasi... (che io credo conduca nelle regioni oscure della propria coscienza, per avere l'opportunità di rischiararle).
Questa discesa permetterà il disvelamento finale, la decisione di abbandonare quel luogo e una partenza. Senza nessuna fuga temeraria, i tre protagonisti sono assolutamente liberi di andarsene.
Tornano alla casa della fornace per ricongiungersi con chi manca troppo, Isaura e il cane Trovato, che, fiducioso, è sempre lì ad aspettarli.
Questa è la storia di un finale che è una partenza, di un nuovo inizio che segni l'abbandono di ciò che non può più essere e di chi non c'è più (l'antica fornace, i defunti, le statuine che rappresentano probabilmente il legame col Centro stesso).
Perché, come dice Marta in una delle parti più belle di questo libro meraviglioso

Ho vissuto, guardato, letto, sentito, Cosa c’entra leggere, Leggendo, si viene a sapere quasi tutto, Anch’io leggo, Qualcosa, dunque, dovrai pur saperla, Ora non ne sono più tanto sicura, Allora dovrai leggere in altra maniera, Come, Non serve per tutti la stessa, ciascuno inventa la propria, quella che gli sia più consona, c’è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda, A meno che, A meno che, cosa, A meno che quei fiumi non abbiano due sole sponde, ma tante, che ogni persona che legge sia, essa stessa, la propria sponda, e che sia sua, e soltanto sua, la sponda a cui dovrà arrivare, Buona osservazione, disse Cipriano Algor, così è dimostrato ancora una volta che ai vecchi non conviene discutere con le generazioni giovani, finiscono sempre col perdere, beh, bisogna anche riconoscere che qualcosa la imparano.

La conoscenza non si ferma mai, si sazia se sappiamo nutrirla, se sappiamo "abbandonare" per "trovare" altro che ci permetta di crescere come persone.
Il titolo avrà sicuramente suggerito a qualcuno il riferimento al mito platonico: si tratta della principale chiave di lettura per affrontare al meglio la lettura di questo capolavoro di Saramago.
Per apprezzare libri come questo, occorre perderci tempo, far sedimentare e riflettere... e sicuramente progettare di rileggerli *_*

Un'altra tematica, chiaramente intuibile dalla stessa professione di Cipriano, il vasaio, è quella della divinità creatrice: le statuette diventano una sorta di feticci che consentono a Saramago alcune riflessioni sulla religione. In un lungo brano, l'autore riprende il mito della creazione mediante modellamento della creta e infusione del soffio vitale.

Il creatore non azzeccò al primo tentativo la giusta temperatura di cottura, tanto che dopo aver ottenuto una figura nera, successivamente una bianca e infine una gialla, alle quali diede comunque vita, alla quarta prova riuscì a creare l'uomo pensato e voluto:

Vero è che la nuova figura non venne fuori nera, vero è che non venne fuori bianca, ma, cielo, venne fuori gialla. Chiunque altro avrebbe forse desistito, procurato alla svelta un diluvio per fare fuori il nero e il bianco, avrebbe spezzato il collo al giallo, il che si potrebbe addirittura considerare come la conclusione logica del pensiero che gli passò per la mente in forma di domanda, Se io stesso non sono capace di creare un uomo atto, come potrei un domani chiedergli conto dei suoi errori. [...]
Supponendo che al di sopra di questo creatore ci fosse allora un altro creatore, è molto probabile che dal minore al maggiore si fosse levato qualcosa tipo un’implorazione, una preghiera, una supplica, qualcosa sul genere, Non farmi restare male. Insomma, con mani ansiose introdusse la figura di creta nel forno, poi scelse con meticolosità e pesò la quantità di legna che gli parve necessaria, eliminò quella verde e quella troppo secca, tolse qualche ciocco che ardeva male e senza brio, ne aggiunse qualche altro che dava una fiamma viva, calcolò con l’approssimazione possibile il tempo e l’intensità del calore, e, ripetendo l’implorazione, Non farmi restare male, avvicinò un fiammifero al combustibile. [...]
Quando il nostro creatore aprì la porta del forno e vide cosa c’era dentro, cadde in ginocchio estasiato. L’uomo non era né nero, né bianco, né giallo, era, invece, rosso, rosso come sono rossi l’aurora e il ponente, rosso come l’ignea lava dei vulcani, rosso come il fuoco che lo aveva reso rosso, rosso come lo stesso sangue che già gli scorreva nelle vene, perché a questa figura umana, che era proprio quella desiderata, non ci fu bisogno di darle il buffetto sulla testa, bastò averle detto, Vieni, e quella uscì dal forno con i suoi propri piedi.
Saramago col cane che gli ispirò Trovato
Il flusso pressoché ininterrotto della narrazione, assume un sapore magico e sognante: le battute dei dialoghi sono separate dalla virgola, prevale l'ipotassi. Vi è spazio per profonde riflessioni filosofiche, religiose, sociali, condotte anche attraverso la chiave dell'ironia. Ma ci sono pure parti estremamente toccanti e poetiche:

Che cosa Cipriano Algor pensò non vale la pena dirlo perché lo aveva già pensato in altre occasioni e di quei pensieri si è data informazione più che sufficiente. Se qualcosa di nuovo è accaduto fu il fatto che l’uomo si è lasciato scorrere sul viso qualche penosa lacrima, già da un bel po’ di tempo si erano raccolte là, sempre sul punto di riversarsi fuori, alla fin fine erano lacrime promesse per questo triste momento, per questa notte senza luna, per questa solitudine che non si è rassegnata. La cosa che non fu affatto una novità, perché era già successa un’altra volta nella storia delle favole e dei prodigi della popolazione canina, fu che Trovato si avvicinò a Cipriano Algor per leccargli le lacrime, un gesto di consolazione suprema che, in ogni caso, per quanto commovente ci sembri, capace addirittura di toccare i cuori meno propensi a manifestazioni di sensibilità, non dovrebbe farci dimenticare la cruda realtà che il sapore di sale che in esse è tanto presente è apprezzato al massimo grado dalla maggioranza dei cani. Una cosa, però, non tira l’altra, se domandassimo a Trovato se il viso di Cipriano Algor lo ha leccato per via del sale, probabilmente ci risponderebbe che non meritiamo il pane che mangiamo, che siamo incapaci di vedere al di là della punta del nostro naso. Lì rimasero per più di due ore il cane e il suo padrone, ciascuno con i propri pensieri, ormai senza le lacrime piante dall’uno e asciugate dall’altro, chissà, forse in attesa che la rotazione del mondo rimettesse tutte le cose ai loro posti, senza dimenticarne qualcuna che fino ad ora non è ancora riuscita a trovare il proprio.

Giudizio finale: il mio tesssoro
Glò

47 commenti:

  1. Decisamente interessante. Lo metto in elenco per le mie prossime letture. Grazie!

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    1. Un onore indurre ad una lettura un ispiratore quale sei tu *__* Non sai quanto la mia "lista-da leggere" sia aumentata grazie ai tuoi post! ^_^

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  2. Bella recensione!
    Non so quanto sia nelle mie corde, ma è un periodo in cui le mie corde le sto ascoltando molto poco. :-P

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    1. Ciao Pirkaf e grazie! ^^
      Ho notato sì, che le tue corde sono un po' costrette ultimamente, ma chissà che tutto ciò non ti faccia approdare a letture meravigliose, non pensate prima!
      Su La caverna aggiungo che alcuni recensori hanno notato un'eco che rimanda a Orwell, la presenza di una qualche forma distopica (cosa che non mi convince del tutto), l'appartenenza alla fantascienza umanistica, e molto altro ;) Potresti trovarci molto, mi sa!
      Ciao e a presto^_^

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    1. Grazie mille Ernest, felicissima! Temevo di non essere riuscita a trasmettere l'entusiasmo che mi ha regalato questa ultima lettura! ^^

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  4. A me piace molto Saramago; il suo celebre "Cecità" mi ha sconvolto e ho amato "le piccole memorie". Di questo ho sentito parlare un'amica che mi ha consigliato di leggerlo. Siete in due, adesso: sento che questa è come una "chiamata" all'acquisto! 😉

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    1. Cara Marina... in principio doveva essere Cecità! XD Lo stava leggendo Chiara, la mia amica di letture, senonché - da anarchica quale sono, ma shhhhh - La caverna ha preso il sopravvento, si è imposta XD Però la mia amica, che non è affetta da bradipite come me, è riuscita a terminare entrambi prima di me :D
      Considerala una "chiamata" al cubo e perditi nella Caverna *__*
      Io ovviamente leggerò ancora Saramago! :O

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  5. Splendida recensione, Glò. Di Saramago avevo letto solo Le intermittenze della morte. Questo pare essere un romanzo più complesso che contiene in sé altri libri: una portata ricchissima in grado di saziarti molto.

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    1. Grazie mille Cristina *_* Questo libro scorre fin troppo, nonostante la ricchezza degli spunti di riflessione, o forse proprio per questo! La storia lineare (ovvero le vicende dei protagonisti) è ben poca cosa, serve piuttosto a mettere in scena tutto il resto!
      Nel post ho necessariamente taciuto e pure accorciato! XD

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  6. Tornano le mega-recensioni Glòriose di un tempo, vedo :-) Secondo me il vero marchio di fabbrica del blog.
    Tralasciando gli estratti del libro, le parti di trama da te riassunte mi hanno ricordato a più riprese Philip K.Dick.

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    1. Ho temuto di averla fatta troppo complicata e lunga XD Invece noto un generale apprezzamento e ne sono contentissima *_* Grazie per il complimentone! ^^
      Non sono un'esperta di Dick, però - come dicevo in risposta a Pirkaf -
      questo libro si presta a letture in direzione della sci-fi!

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  7. Bellissima recensione! Amo Saramago, ma questo mi manca: ora mi hai fatto venire voglia di leggerlo immediatamente!

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    1. Grazie mille ^_^ E finalmente un libro che ti manca! XD Sono rimasta talmente affascinata che pian piano recupererò tutto di Saramago *_* A partire da Cecità e Tutti i nomi, visto che dovrebbero costituire una trilogia ideale con La caverna.

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  8. Io ho ADORATO "La Caverna"!
    Mi ha colpito tantissimo, l'ho letto col batticuore, disperato quando ne terminai la lettura. E' un libro su cui ho pensato molto, l'ho sognato, ha intaccato una parte della mia mente in modo, credo, indelebile.
    Lo so, sembro esagerato, ma a me questo provocano i "libri della vita". E, sapete? ne sono felice. Leggo proprio per essere sconvolto da ciò che leggo e per penetrare mondi che da solo non saprei immaginare. E' stato il primo libro di Saramago che ho letto, un casuale prestito da una collega; dopodiché ho cercato di procurarmi e di leggere più libri possibile di quelli da lui scritti e pur continuando ad apprezzarlo molto - spiacendomi tantissimo per la sua scomparsa - nessuna altra sua opera mi ha emozionato, oserei dire devastato, come "La Caverna". Forse ci si è avvicinato "Memoriale del Convento".
    Mi perdonate lo "sfogo"?... :)
    Un carissimo saluto!

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    1. Carissimo Orlando, dopo aver terminato La caverna (pochi giorni fa) ho avuto modo di confrontarmi con due amiche di letture: le idee e le riflessioni hanno preso il sopravvento XD Credo che le tue sensazioni siano state anche le nostre!
      Per altro, questo è pure il mio primo Saramago! :O Come te, recupererò tutto!
      Lo sfogo è apprezzatissimo e ci avvicina quali lettori furiosi! ^_^
      Ti ringrazio tantissimo per questo intervento così sentito, a presto e un abbraccio ^^

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  9. E' chiaro! Mi devo dare una mossa e cimentarmi con la lettura di Saramago! Grazie e Ciao Marco

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    1. E quando leggerei La caverna, troverai molto ma molto di più rispetto a quanto ho scritto qui *__* Ovviamente anch'io proseguirò con Saramago!
      Grazie mille Marco ^_^

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  10. Un libro molto interessante!
    Saluti a presto.

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    1. Grazie mille Cavaliere ^_^
      Buona domenica!

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  11. Bellissima recensione. Complimenti davvero!

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    1. Giuseppe grazie mille *__* Ne sono felicissima: questa riflessione è nata per necessità dopo la lettura del romanzo :D Dovevo assolutamente scriverne e condividere tanta bellezza ^^
      Alla prossima, buona domenica!

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  12. Cecità mi è piaciuto alla follia quindi penso che....
    Uffa! Non vengo piùùùùùùùùù!!!! :)

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    1. Pare, a detta di chi ha letto entrambi, che sia molto bello questo di cui ho scritto! Non che Cecità sia inferiore, forse per tematiche è più "cupo" e duro.
      Come sarebbe che non vieni più? Vuoi rinunciare a tutti questi spunti per letture meravigliose e spericolate? XD
      Ciao Pat, un abbraccio ^_^

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    2. Cecità mi è piaiuto veramente tanto. L'ho trovato a suo modo molto attuale.
      Questo prossimamente... è che non ho più soldini adesso e devo preparare il gruzzoletto per il salone se riesco ad andarci :)
      Non vengo più (????????????) perchè mi fai spendere una barca di soldi!!!!!! ahhahahahahahahahahaha


      ps come vedi, non sono più venuta. Ti risponde il mio fantasma ahhahaahahha

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    3. Anche questo romanzo è parecchio attuale per tematiche :P Globalizzazione, inquinamento, standardizzazione... e tanto altro!
      Per quanto riguarda gli acquisti, si preparano liste e gruzzoletti ;) Anche l'attesa ha il suo fascino :D

      Sappi che qui è ammesso anche il tuo fantasma ^_^

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  13. sergio l. duma2 aprile 2017 17:41

    Ho letto parecchi libri di Saramago ma questo mi manca... prima o poi lo leggerò ma ora sono impegnato con Murakami... ottima recensione, comunque!

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    1. Ciao Sergio e grazie per l'apprezzamento! Speravo di riuscire a scrivere un "buon" post, perché questo romanzo merita tantissimo *_*
      Per me La caverna sarà il punto di partenza per esplorare il mondo di Saramago!
      Sto trascurando Murakami però... :P
      Grazie mille e alla prossima ^_^

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  14. Capolavoro assoluto!
    Sarà che dopo aver frequentato per anni portoghesi, brasiliani, spagnoli e quant'altro dal punto di vista letterario, il sentire anche solo nominare il nome di Saramago assume per me valeze magiche

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    1. Sai che io per parecchi anni ho accuratamente evitato la letteratura sudamericana? XD Sto recuperando però! E mi sta piacendo tutto ciò che leggo :O
      Saramago, scoperto con questo romanzo, mi accompagnerà a lungo ;)
      Grazie mille Nick per essere passato, so che stai affrontando un nuovo inizio lavorativo e che il tempo è pochissimo! Buon tutto e davvero grazie!

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  15. Che strano sembra, sicuramente curioso. Mi ricorda un po' L'attacco dei giganti per certi versi xD

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    1. Cara Anna, mi metti in assoluta difficoltà perché non ho ancora visto la serie anime :D Ma la vedrò, eccome!
      E ti assicuro che il libro è parecchio curioso e stimola riflessioni a non finire *_*
      Grazie mille e a presto! ^_^

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    2. Non è malaccio come serie :) uguale al manga, quindi niente di così strano... cioè, per carità, si parla di giganti che mangiano gli uomini quindi un po' strano lo è xD
      A presto, e continua a rifornirmi di idee per nuove letture ;)

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    3. La vedrò, lo splatter è mio amico :D
      Sempre qui a disposizione ;)
      Grazie Anna, buona serata ^_^

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  16. Cara Glò, mi fa piacere vedere che hai elaborato delle riflessioni su questo libro meraviglioso che abbiamo letto insieme. Io, a distanza di più una settimana, non so ancora come interpretare i molteplici simboli del romanzo e ci sono molti passaggi che ancora mi danno da pensare! ;-) E' il piacere di questa lettura che in un certo senso è interminabile, perché si finisce per rifletterci a lungo...
    Infatti ora mi capita di riconoscere, nel mondo in cui viviamo, proprio quegli inquietanti aspetti del mondo immaginato da Saramago che, per i tempi della prima pubblicazione, doveva apparire quasi avveniristico e distopico.
    Purtroppo, oggi viviamo nel mondo di ingiustizie e di vuoto spirituale descritto dall'autore, dove molte persone non sono capaci di comprendere la differenza tra una pioggia finta ed una vera. :-(
    Le nostre campagne sono come la Cintura Verde, piene di serre che sembrano Iceberg ma, in realtà, nascondono schiavi che lavorano sotto al caldo estremo; le nostre case sono piene di oggetti di plastica che non riusciremo nemmeno più a smaltire (abbiamo già instasato tutti i mari!)e intanto il buon artigianato è un settore che sta morendo. :-(
    Questa è un'epoca in cui non si apprezza il reale valore delle cose e del lavoro delle persone! Mi auguro che, un bel giorno, l'umanità (soprattutto l'Occidente) si accorga di essere finita in una brutta caverna e ne voglia uscire!
    Un big like al tuo post, ci sentiamo presto su fb, magari per un'altra lettura! ;-)

    Ps: Trovato è un amore!

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    1. Ciao Kiariel! Prima di tutto, il post è nato in seguito alle riflessioni che abbiamo sviluppato, insieme e nello stesso tempo autonomamente con spunti personali e originali, dopo la "nostra lettura". Avrei scritto di Mo Yan... ma non sono riuscita ad accantonare le mille idee scaturite dal Saramago e così il libro in questione ha avuto la precedenza assoluta!
      Mi piace tutto del tuo bellissimo e articolato commento! Ho riflettuto soprattutto sull'accenno alla "realtà aumentata" che faccio nel post: in effetti proprio negli anni vicini alla prima pubblicazione del romanzo se ne iniziava a parlare nei settori specifici. Mi sono chiesta se Saramago fosse consapevole di aver ricreato in potenza una possibile "deriva" che mi pare sia tipica e propria dell'oggi.
      La distopia che ci viene raccontata, è molto realistica, tanto che fatico a considerare La caverna come una possibilità del reale; hai già descritto tu le follie del consumo senza freni e senza senso, dello sfruttamento di persone e della natura, del vuoto spirituale che ci portiamo a spasso...
      Probabilmente leggere alcuni libri aiuta a porsi le domande più opportune rispetto alla vita, questa nostra vita. La letteratura non deve avere necessariamente una funzione particolare, ma quando un'opera d'arte riesce a dare qualche scossa, beh a mio avviso diventa un capolavoro dell'umanità tutta.
      Grazie mille per il big like *__* E alla prossima lettura! :D

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    2. P.S.: Trovato è l'amore per la natura, per il "pieno" vs il vuoto, la lealtà, il rispetto e fornisce a noi lettori la giusta chiave per interpretare le follie del Centro!

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  17. Un libro meraviglioso che mi farebbe sicuramente piangere , poi in questo periodo così difficilotto per me e la mia salute, vorrei provare a scoprirlo, ma la figura di Trovato mi ferma...
    Qualsiasi animale io veda o legga o guardi in una pellicola anche andata poi a buon fine, incomincia a farmi uscire quintalate di lacrime...devo aspettare per affrontare questa meraviglia.
    Grazie mia Glo'
    Grande bacio

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    1. Diciamo, cara Nella, che consiglio questo libro soprattutto a chi ama i cani (gli animali tutti, ma specialmente i cani!): Trovato è un vero e proprio personaggio, non parla perché questa non è una fiaba, eppure dice moltissimo attraverso la voce di Saramago (non però nelle vesti dell'umano che interpreta o distorce l'amico a quattro zampe...).
      Ci sono parti commoventi e toccanti, sì. Quando sarà un buon momento ti suggerisco di lasciarti incantare dalla prosa dell'autore ^_^
      Un abbraccione e buona serata, ciao Nella! ^_^

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  18. La trama mi attira molto, ma come sempre con Saramago è lo stile che mi respinge un po'. Non troppo tempo fa avevo preso in mano L'uomo duplicato, ma dopo un po' l'ho dovuto mettere da parte per farlo "decantare" e non l'ho ancora finito, anche se naturalmente conto di farlo. Belle le tue riflessioni, comunque, come sempre :-)

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    1. Ciao Simona! ^^ Sempre un piacere trovare un tuo commento!
      In effetti il limite dello stile è comprensibile, se non piace, la lettura si fa faticosa, senza dubbio :P
      Purtroppo non so darti indicazioni precise, questo è il mio primo Saramago! Per quel che vale, io ho trovato che la prosa sia coinvolgente e adattissima a quel che il romanzo tende o si prefigge, perché ciò che conta io credo sia riflettere e trovare spunti per una lettura personalissima de La caverna. Ovviamente una storia c'è, ci sono chiari riferimenti a globalizzazione, inquinamento, sfruttamento...
      Non posso che dirti di tentare! :D
      Grazie mille per l'apprezzamento!!! Alla prossima e buona serata ^_^

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  19. Non so Glò, Saramago non mi ha mai convinta del tutto.
    La tua recensione è molto bella, ma ho dubbi nell'affrontare un libro così complesso di un autore che mi annoia.
    Lo so, vado controcorrente...

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    1. Ciao Mariella ^^ Non è possibile che ci piaccia tutto! Trovo sia sanissimo avere autori che non ci convincono! Nel tempo si può sempre cambiare opinione, ma obbligarsi a leggere - per passione, hobby - anche NO! :D
      Non so quanto poi il libro sia complesso, forse è l'impressione data dalla mia "recensione", perché alla fine la storia raccontata (questione stilistica a parte, ovviamente) scorre via...
      Grazie mille!
      P.S.: mi piacciono tanto i controcorrente! :3

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  20. Ho due libri di Saramago in casa ed è sempre più urgente leggerli.

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    1. Sarebbe anche nelle mie intenzioni procedere con altri titoli dell'autore: pensavo a Cecità e Tutti i nomi, in modo da esaurire la "trilogia ideale" di cui fa parte anche La caverna!
      Grazie Marco e buone letture (i tuoi consigli su Izzo sono stati presi molto seriamente, sappilo XD) ^_^

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  21. Uno dei pochi saramaghi che non ho letto. Come mi succede spesso con un autore, ho avuto un periodo di fissa in cui leggevo tutti i suoi libri uno dopo l'altro finché non mi viene la nausea, e mi sono fermata prima di questo. Però sono passati anni, è ora di riprenderlo e metterlo nella famosa pila delle letture.

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    1. Ciao Silvia ^^ Ricordo questa tua peculiarità, ne avevi accennato a proposito di Murakami se non sbaglio!
      Al contrario per me questo è il primo Saramago e credo che ci metterò un po' a raggiungere l'assuefazione XD Sempre pila - letture permettendo!
      Avrai capito che ho trovato particolarmente interessante e affascinante questo libro *__* E il solo cane Trovato è pura poesia!
      Alla prossima e grazie mille ^_^

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