sabato 4 marzo 2017

Libro: "Terreno di sepoltura" di Davide Camparsi


Titolo: Terreno di sepoltura
Autore: Davide Camparsi
Editore: Nero Press, collana Insonnia, 2016 pagine 59
Versione digitale: € 1,49 Nero Press, Amazon e soliti e-shop


Sinossi
Una terra maledetta, un segreto che affonda le radici in un orrore antico come il mondo. Harold lo sa bene e suo è il compito di proteggere questo segreto. Ma fino a che punto è lecito compiere il male a favore di un bene più grande? O sacrificare degli innocenti per salvare i propri cari? Sono queste le domande che affliggono Harold mentre impugna la vanga contro il profilo tenebroso del Corno Nero. Interrogativi che ben presto tormenteranno anche suo figlio, Piccolo Jack, perché quello sotto la montagna è un dio volubile, primordiale e soprattutto affamato. E qualcuno lo deve nutrire.

Come da sinossi, Terreno di sepoltura si rivela quale racconto horror affatto scontato. Suspense, terrore, splatter vanno di pari passo con le riflessioni, prima dei personaggi, poi dei lettori, su chi sia o che cosa sia quel dio volubile, esigente padrone che costringe e sottrae. Sottrae affetti, sottrae lucidità, sottrae libertà di agire secondo coscienza. Harold e Piccolo Jack, a tutti gli effetti coprotagonisti assieme all'entità malefica, sono, loro malgrado, prigionieri di una condizione estenuante e immobile. La loro storia è quella di chi cerca di liberarsi da un giogo che abbruttisce fisico e anima, ma che - inevitabilmente - si sa gravare su di quella famiglia probabilmente da sempre, da che se ne ha memoria.
La disperazione assoluta deriva dalla sola possibile scelta: farsi assassini e decidere chi sacrificare per far sì che non accadano tragedie ai danni di troppi innocenti. E come si fa? Ci si consuma via via, si muore nell'anima.
Quel dio nascosto sotto la montagna, che ha necessità di sfamarsi secondo una sorta di rito, sembra essere legato alla famiglia di Harold e al luogo specifico in cui si manifesta (attenzione, non: "si fa vedere"). Tanto che il peso dell'adempimento del sacrificio passa di padre in figlio, ineluttabilmente.
A chi legge non resta che partecipare emotivamente e riflettere sul "Male".

Scrivere su di un racconto pone i soliti problemi: non dire troppo ma far capire quanto e se è piaciuto. Ho letto Terreno di sepoltura in pochissimo tempo, dispiacendomi non poco appena terminato: al di là della storia raccontata, dell'elemento horror predominante, quindi della tensione sempre ben condotta, delle riflessioni sui temi accennati poco sopra, il pregio del racconto è lo stile, ripeto lo stile, che ne fa un'opera di particolare interesse. Insomma, Camparsi è proprio bravo *__*
E la mia affermazione è supportata da quel che ho scritto qualche mese fa a proposito di un altro racconto dell'autore (QUI).

Poi però c’era stata la frana. Non si trattava di gente del paese in questo caso, ma ne erano morti sette sotto la roccia che si era staccata da un costone del Corno Nero, senza alcun preavviso. Ancora una volta aveva stretto i denti guardando negli occhi Hanna, passando le notti insonni a carezzare Piccolo Jack mentre lui dormiva. Piangendo senza fare rumore.
Quando cedeva a sua volta al torpore, l’altro lo travolgeva con affamate visioni di morte.
Ora, dentro al sogno, la TV – in bianco e nero, nonostante l’avessero a colori – trasmetteva immagini da cui non riusciva a staccare gli occhi.

Terreno di sepoltura si è aggiudicato la terza edizione del Premio John W. Polidori per la Letteratura Horror nella categoria inediti, organizzato dalla Nero Cafè: QUI dettagli e altri finalisti.


Davide Camparsi nasce a Verona, dove vive e lavora come architetto. Nel 2013 inizia a partecipare a concorsi letterari con Perché nulla vada perduto che vince la XIX edizione del Trofeo RILL. Se Dio è amore ha vinto il concorso per racconti di fantascienza ESESCIFI 2013. Il Messia della Tredicesima Colonia ha vinto la selezione per la rivista IF Insolito e Fantastico n°15. Cuordrago ha vinto la VII edizione del Trofeo La Centuria e la Zona Morta per il Miglior Racconto di Ambientazione Fantasy. Sotto il Mare la Montagna sogna è stato scelto per aprire l'antologia horror L'Universo di Lovecraft, edita da ESESCIFI nel 2014. Per Narranti e Sognatori ha vinto il Premio IncPi 2015 di Plesio Editore per racconti fantastici. La pecora perduta è stato incluso nell'antologia Ma gli Androidi mangiano spaghetti elettrici di Eatalian Sci-Fi per l’EXPO 2015 – Ed. Della Vigna. Fenditure ha vinto il concorso weird-horror ESECRANDA 2015. Non di Solo Pane ha vinto il XXI Trofeo RiLL ed è stato tradotto in spagnolo per la pubblicazione su Visiones 2016. Terreno di Sepoltura ha vinto la terza edizione del Premio Horror Polidori. La poesia Playground è stata pubblicata su HWA Horror PoetryShowcase Volume III. Altri racconti e novelle sono stati pubblicati in e-book e antologie di genere da Dunwich Edizioni, Edizioni Il Foglio, Tabula Fati, I Doni delle Muse, Esescifi, EF Libri, Letteratura Horror, Edizioni Pendragon, dBooks.

Una nota personale: ringrazio Davide per il garbo con cui mi ha proposto la lettura di Terreno di sepoltura, e approfitto per sottolineare che molti degli autori con cui ho contatti mostrano umiltà e voglia di mettersi in gioco. Ciò che complessivamente, a mio parere, è il segno di una maturazione personale verso la professionalità. Ché scrittori lo si diventa con sudore, fatica, impegno, costanza ed esposizione alle opinioni altrui.

Giudizio finale: ottimo acquisto

la nostra Libreria (Glò)

33 commenti:

  1. Interessante. E, per una volta, prezzo adeguato al numero delle pagine.

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    1. Ciao Ivano! Spero di aver reso l'idea di quanto abbia apprezzato il racconto *_*
      E sì, un costo comunque contenuto ma adeguato alla forma breve (sempre sulla questione costo epub - esordienti/CE indie).
      Grazie e buona domenica ^^

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  2. Ringrazio anche qui Glò per la gentilezza, il tempo che mi ha dedicato, le buone parole spese e la cura nella recensione. Per quanto mi riguarda, è stato un piacere avere una sua recensione. Per chi avrà voglia di leggere, spero che il racconto possa trasmettere qualche emozione.

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    1. Ciao Davide, bentrovato! ^^
      Non pensare che sia stata troppo buona, mi piace davvero molto la tua scrittura e non mi sono soffermata più di tanto su quest'aspetto: confido che i lettori abbiano la curiosità di farsi un'idea direttamente ^^
      E certamente il tuo racconto regala ben più di qualche emozione!
      Grazie e buon tutto! ^_^

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  3. Però :) Interessante recensione e ancor di più deve esserlo il libro.
    Segno nell'elenco che si allunga, si allunga si allunga

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    1. Pat, segna e recupera al più presto, tanto è un racconto così avvincente che lo si deve leggere tutto d'un fiato!
      La lista letture future è ciò che ci rende immortali :3
      Ciao e grazie mille! ^_^

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  4. Ho parlato anche io di questo libro recentemente. Bella questa sincronicità.

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    1. Ciao Nick! Ho visto infatti il tuo post - segnalazioni mensili [http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2017/03/accade-in-italia-24-le-segnalazioni-di.html] che proponeva anche questo racconto! La Nero Press sta presentando un bel catalogo *_*
      A presto e buona domenica ^_^

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  5. Interessante!
    Auguro una serena domenica a tutti.

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    1. Grazie mille Cavaliere! ^_^
      Buona domenica anche a te!

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  6. Ho abbandonato da qualche anno questo genere, ma la tua presentazione è talmente appassionata che me lo procurerò senza dubbio.
    Grazie e a presto.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana ^^ Per poter apprezzare questo racconto non nego che si debba avventurarsi nell'horror in senso proprio, però al lettore si chiede decisamente di fare qualche passo in più, rispetto ad una semplice storia spaventevole XD Tanta è l'attenzione all'interiorità dei personaggi messi a dura prova. Spero ti possa appassionare quanto me *_*
      Grazie mille e buona settimana ^^

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    1. Contentissima di fornire spunti per nuove letture, spero avvincenti e di qualità! ^^
      Grazie Ernest e buona settimana!

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  8. Anceh se diciamolo tra noi i libri o le pellicole horror o thriller hanno una trama che tu dai per scontata come genere intendo, personalmente a me intriga sempre e sono contenta di avere questa tua primizia, perchè in questo periodo di stasi forse molto lunga io avrò, il piacere di leggerlo grazie a te...
    Bacionissimo

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    1. Guarda Nella, sì hai ragione: in genere l'horror propone storie abbastanza scontate (poi ci possono piacere per come sono scritte/rappresentate ecc.), però ti assicuro che in questo caso il racconto è "qualcosa di più" ;)
      Se deciderai di leggerlo, sarei felicissima di sapere se concordi con il mio entusiasmo ^^
      Un grande bacio! ^_^

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  9. Beh, il barattolo di Nutella è sempre a portata di mano. E questo mi pare il libro giusto!
    Grazie Glò!

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    1. Nutella - per te, io vado di dark amarissimo - e il racconto insieme stanno benissimo :D
      Grazie mille Mariella! <3

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  10. A costo di essere stucchevole o di rischiare la piaggeria, ci tengo a ringraziare ancora una volta Glò per l'entusiasmo con il quale sta supportando il racconto con tutti coloro che sono intervenuti sulla pagina (che ringrazio a loro volta per l'interesse). Quando si scrive una storia, credo sia una delle soddisfazioni più belle per l'autore sapere che vi è un lettore che si è appassionato al racconto, ai personaggi e che è stato toccato dalle loro emozioni.
    Quindi , di nuovo, grazie da parte mia.

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    1. Caro Davide, sono io che, da lettrice curiosa e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti letterari, ringrazio te! Permettimi di aggiungere che con te ringrazio gli autori nostrani che battono le strade più difficili, per i motivi più disparati (dal genere alle difficoltà di pubblicazione).
      Ho sempre letto molto, passando per generi e stili, affrontando nel tempo autori che prima mai avrei letto. Questo blog ha dato a me e ai miei "soci" una possibilità in più, inattesa e gradita: leggere belle storie nostrane, di autori che hanno parecchio da dire, sia per quanto riguarda tematiche, sia per capacità di scrittura. Qui non si rincorre il novello Dostevskij (per altro dubito ve ne sia qualcuno nell'intero globo XD ma anche fosse...), si cerca di valorizzare un patrimonio: la buona scrittura di casa nostra.
      Non è vero che non ci sono scrittori italiani ottimi, non è vero che le piccole CE - anche quello solo digitali - siano meno professionali di altre, non è vero che autoprodotti e selfpublisher danneggino la "letteratura" e via così.
      Siamo noi lettori a poter fare la differenza scegliendo che cosa leggere, restando curiosi e facendo esperimenti di lettura. Puntare tutti sulla qualità, questo dovremmo fare. In questo modo si può concretamente dare una mano e offrire una possibilità (a tutti, dagli autori ai lettori alle CE).
      Nel caso specifico, il tuo lavoro è ben curato, appassionato e pieno di emozioni: eccerto che lo stra-cosiglio! :D Attendiamo nuove cose dalla tua creatività! ^^

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  11. Sai bene che questo non è il mio genere, ma vengo sempre volentieri a leggere le vostre recensioni perché mi piacciono, ecco.
    Un saluto all'autore che, nonostante i miei gusti, sembra essere interessante. :)

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    1. Un saluto anche da parte mia, Marina. In realtà non sono granché interessante nella vita quotidiana, ma spero lo siano un po' le storie :-)

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    2. Ciao Marina! ^^ Grazie grazie grazie!
      So che non gradisci splatter, horror & Co., in questo caso è un vero peccato, perché credo che apprezzeresti la scrittura e anche l'indagine interiore condotta rispetto ai protagonisti!
      A presto e ancora grazie ^^

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  12. Mi ha fatto venire in mente il racconto La Vite di Kit Reed, dove un'intera famiglia, generazione dopo generazione, si occupa di curare e preservare una mostruosamente immensa pianta di uva, che richiede per nutrirsi gli stessi membri della famiglia.

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    1. Sono andata a curiosare perché non conosco né racconto né autrice da te citati XD (Ho visto che "La vite" è presente in un'antologia, me la segno...)
      Non so dire quanto siano potenzialmente collegabili i due racconti: tieni presente che nel caso di cui ho scritto l'entità potrebbe pure essere una sorta di nemesi (mia idea, specifico).

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    2. Io ho solo descritto la trama, ma credo che nell'atmosfera e nelle situazioni i due racconti abbiano molti punti di contatto, tanto da poter essere interessante farne un confronto su questo tema del male antico e sepolto.

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    3. Non saprei, io tendo a valutare un libro in sé, per stile e per ciò che mi comunica. Non sono molto portata a fare collazioni, preferisco notare ciò che di particolare c'è in ciascuna lettura o autore ;)
      Chi volesse può ovviamente prendere spunto e farne eventualmente un post!

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    4. Salve Marco, ammetto che non conoscevo l'autrice né il racconto, che però sembra interessante e accattivante come trama. Ho provato a cercarlo ma sembra difficile da reperire. Grazie comunque per lo spunto!

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  13. Il racconto è davvero... attirante! E complimenti all'autore per le numerose gratificazioni ricevute. Ho solo una domanda che deriva da pura curiosità: il racconto è ambientato in America o in Inghilterra? Se la copertina rispecchia l'ambientazione, opterei per l'America.

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    1. Salve Cristina, grazie per i complimenti. No, contrariamente a quanto potrebbe far pensare la copertina (non l'ho scelta personalmente), o i nomi dei protagonisti, il racconto è ambientato in Italia, nella zona dolomitica di Aldino e Redagno, Trentino quindi. I nomi che compaiono nel racconto rispecchiano quelli della zona, italiani, ladini e alto-trentini (tra Trento e Bolzano). Io sono di Verona e amo il bosco e la montagna, quindi quando posso vado spesso da quelle parti. Anzi, ne approfitto per segnalare che la zona del Corno Nero, di cui si parla nel racconto, e del più famoso Corno Bianco, ospita il favoloso Geoparco del Bletterbach. Una gola che incide la montagna del Corno Bianco per otto chilometri, di una bellezza struggente e primordiale, almeno per me. Per chi non è troppo distante e non l'ha mai vista, vale sicuramente il viaggio. Il luogo toglie davvero il fiato, in alcuni punti, pur senza essere impegnativo.

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    2. Ciao Cristina! ^^ Ringrazio Davide per i dettagli aggiunti! Di mio, sapevo che di quella zona dolomitica si trattava, essendo citato il Corno Nero (e avendo googlato durante la lettura XD).
      La copertina è azzeccata per "atmosfere", ma in effetti la casa "non può essere" quella di Harold e Piccolo Jack (Jakub)!
      Grazie mille ^^

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    3. Ciao e Davide e Glò, grazie per le belle risposte. Ho la mamma trentina, per la precisione della Val di Fiemme, e quindi ho la montagna nel cuore. Rivelo a entrambi una piccola curiosità: in val di Fiemme ci sono due monti che si chiamano Cornon e Cornacci, sono uno vicino all'altro e hanno un'altitudine di circa 2189 metri. Quindi siamo in buona compagnia con il Corno Nero del racconto. ^_^

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    4. Sono poco distanti come zone, quindi, tutti quanti delle Dolomiti di Fiemme :-)

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