giovedì 20 aprile 2017

Libro: "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella



Titolo: Non dirmi che hai paura
Autore: Giuseppe Catozzella
Edizione letta: Universale Economica Feltrinelli, 2014 pagine 240



Ti diranno che non puoi,
che sei troppo piccola,
troppo magra,
troppo bassa.
Ti diranno che non ce la farai mai,
che non sei nessuno,
che non arriverai da nessuna parte.
Forse rideranno di te
e ti chiameranno tahrib
e hawaian.
Tu non ascoltarli,
non dire che hai paura,
lotta per quello in cui credi
e apri le ali e vola, abaayo.

Vi siete mai chiesti guardando le gare di atletica come possono dominare le corse a lunga distanza proprio gli atleti dei paesi africani che a guardarli sembrano quasi cadere a pezzi per quanto sono magri? Io sì, sempre.
Mi sono sempre chiesto come potevano prepararsi senza avere una palestra adatta, loro che non hanno neanche una scuola, loro che abitano dove si spara per strada, dove la denutrizione è la regola, dove le pestilenze sono all'ordine del giorno e dove certamente i farmaci sono un lusso proibito.

"Le mie gambe, in confronto a quelle delle altre, sembravano due rametti secchi. Erano senza muscoli... ero senza quadricipiti, senza polpacci… le altre sembravano culturiste rispetto a me".

Io, questa ragazza, me la ricordo perché alle Olimpiadi di Pechino vidi un atleta letteralmente surclassata dalle altre ed è stato allora che è successo qualcosa di magico: con tutte le atlete arrivate al traguardo, lo stadio ha incoraggiato Samia fino a quando non ha tagliato anche lei il traguardo. Belle storie quando lo sport è ancora qualcosa che prescinde dai tempi e dai trofei.
Questa ragazza è Samia Yusuf Omar, atleta somala che, nonostante viva in prima persona la distruzione del suo paese, ci accompagna nel suo percorso e ci racconta il suo sogno di diventare una runner.

"Non devi mai dire che hai paura, piccola. Mai. Altrimenti le cose di cui hai paura si credono grandi e pensano di poterti vincere" le dice il padre. Ci vuole davvero tanto coraggio ad avere un sogno nella Somalia devastata dalla guerra civile, dove i muri sono crivellati dai proiettili ed è tutto bianco, come la polvere di Mogadiscio che si alza, e corri di notte nello stadio deserto, per nasconderti dagli occhi accusatori degli integralisti, pronti a spararti perché sei senza il velo. In un luogo dove avvengono uccisioni al mercato o per strada come se niente fosse.
L'autore è molto bravo a descrivere tutti i passaggi della crescita sia fisica sia soprattutto sportiva e morale della piccola atleta: Samia affronta perdite molto importanti, ma va avanti ugualmente perché nella corsa c'è speranza, fa dimenticare tutto e cacciare fuori tutta la rabbia.
L'obiettivo è quello di correre alle Olimpiadi di Londra, ed è lì, raggiungibile: Samia vuole provarci a tutti i costi e decide di avventurarsi nel "Viaggio!"(cioè l'attraversamento dell'Etiopia, del Sudan, il Sahara, la Libia e... l'Italia).  perché di correre con la luna non ne può più.
Il Viaggio è un'impresa leggendaria, di cui Samia sente parlare sin da piccola, seduta attorno al fuoco. Un Viaggio - inferno, durante il quale le persone sono stipate come bestie e sono costrette a condividere gomito a gomito persino il vomito e le feci;di quelli che ce l'hanno fatta di parla in toni mitici.
Samia decide di partire a piedi da Mogadiscio per arrivare in Italia. Non dirmi che non hai paura non è la storia di una vincente, come a prima vista il titolo potrebbe suggerire, anche se meriterebbe di esserlo: colei che ha riscattato le condizioni delle donne musulmane di tutto il mondo e della loro voglia di schierarsi contro la guerra, contro quella grande muraglia che le divide dalla loro libertà e che ci divide da loro nella nostra insofferenza verso gli immigrati. Tuttavia questa è la realtà e non sempre si ottiene ciò che si merita.
"Vola Samia, vola come il cavallo alato fa nell’aria".

Premi e Riconoscimenti

  • 2015 - Premio Carlo Levi - Vincitore Premio Carlo Levi - sezione narrativa
  • 2014 - Premio Albatros - Premio Albatros - Vincitore premio Giuria degli studenti
  • 2014 - Strega Giovani - Vincitore Premio Strega Giovani
  • 2014 - Premio Anima - Vincitore Premio Anima per il Sociale - Sezione Letteratura
  • 2014 - Fenice Europa - Vincitore Super Premio Fenice Europa
  • 2014 - Premio della Resistenza Città di Omegna - Vincitore Premio della Resistenza Città di Omegna
  • 2014 - Premio Strega - Finalista Premio Strega
Giuseppe Catozzella scrive su numerose testate e ha pubblicato il libro in versi La scimmia scrive e i romanzi Espianti (Transeuropa, 2008), Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014), da cui sono stati tratti molti spettacoli teatrali e un film, Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014; vincitore del premio Strega Giovani 2014; finalista al premio Strega 2014; vincitore del premio Carlo Levi 2015), tradotto in tutto il mondo e da cui è in lavorazione un film, e Il grande futuro (Feltrinelli, 2016). Giuseppe Catozzella è Goodwill Ambassador Onu.

Giudizio finale: il mio tesssoro
Fabry

31 commenti:

  1. Non conoscevo questa scrittore e questa storia, che in parte mi ricorda quella della modella somala Waris Dirie, raccontata nel bel film "Fiore del deserto". Me lo segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. purtroppo le storie delle donne somale (e non solo) si assomigliano un po tutte perchè oltre alla guerra c'è il dramma di come vengono usate che purtroppo peggiora sempre di piu. Non te ne pentirai Alligatore ciaoo

      Elimina
    2. @Alli: devo ancora recuperare quel film!
      E metto il link alla tua recensione > https://alligatore.blogspot.it/2016/08/fiore-del-deserto-io-lho-visto.html

      Elimina
    3. Grazie Glò e buona Liberazione! ... a tutti!

      Elimina
    4. Buon 25 a tutti noi!!! ^_^

      Elimina
  2. Caro Fab, secondo me questa è la "recensione" più sentita e bella che hai scritto finora! Mi è piaciuta moltissimo, arriva dritta e lascia il segno.
    Leggerò il libro *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 😘 grazie glorietta ma il merito è del libro che ti prende son dall inizio.

      Elimina
  3. Molto interessante, lo inserisco tra gli appunti.
    Serena domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie cavaliere vedrai che non te ne pentirai. Buona donenica a te

      Elimina
  4. Splendida proposta anche stavolta.
    Buona domenica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie dei complimenti nik buona domenica anche a te 😀

      Elimina
  5. L'ho visto sabato sera in libreria e c'ho girato attorno, ma sono tiuscito a frenare il mio shopping compulsivo di libri. Ho un sacco di libri non letti in casa! Però me lo segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. soffri anche tu della mia stessa sindrome: compri 1000 libri pur sapendo che non avrai mai il tempo di leggerli xd. in un certo senso io preferisco sapere di averli perchè ci sono dei periodi che non trovo nulla di interessante e almeno ho la "cambusa" piena xd.

      Elimina
    2. @Marco: lo shopping non è mai compulsivo se riguarda i libri: è preventivo (metti che non sai che scegliere tra quei millemila titoli a disposizione!) e ben fatto XD

      Elimina
    3. Vi dirò di più : dopo che mi è capitato di comprarne uno non letto ma che già avevo, l'estate scorsa mi sono messo all'opera e ho fatto un completo inventariato dei libri in casa, e adesso so anche esattamente dove sono. Non vi dico le scoperte fatte!! :-)

      Elimina
    4. ... e sono d'accordo: più che compulsivo è proprio preventivo!

      Elimina
    5. A tutti i grandi lettori capita di comprare più copie di uno stesso titolo XD Confesso di aggirarmi per le librerie con foglietti zeppi di titoli da comprare, proprio per controllare ciò che sto per combinare :D
      Buone letture!
      Ciao e grazie, buona serata ^_^

      Elimina
    6. Si quella dei foglietti era una soluzione ma dopo il lavoto di archiviazione casalinga ho hià le idee molto piu chiare ... vediamo se ho risolto il problema :-)

      Elimina
    7. D'oh! -_- Troppo avanti, per me! :D

      Elimina
  6. Uhm, questo potrei proporlo ai miei studenti di italiano. Avevano amato molto "Nel mare ci sono i coccodrilli".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho leggiucchiato qualcosa sul libro che hai citato e sicuramente siamo sullo stesso genere: drammatico/biografico. ai tuoi studenti piacerà sicuramente.

      Elimina
    2. Fab, devi sapere che Silvia insegna l'italiano agli americani!
      Segno anche Nel mare ci sono... :P

      Elimina
  7. Fabry estremamente interessante e di grande attualità...
    Il simbolo della corsa stessa ci indica la libertà , la tua possibilità di volare dove vuoi da tutto e da tutti, di arrivare , di vincere , di perdere ,ma di essere finalmente libera!
    Bellissimo , grazie , un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si nella hai centrato il punto. È il simbolo di una persona ma ci aggiungerei anche di un popolo che non vuole mollare mai e lotta. "Usque ad finem"

      Elimina
  8. "Vi siete mai chiesti guardando le gare di atletica come possono dominare le corse a lunga distanza proprio gli atleti dei paesi africani che a guardarli sembrano quasi cadere a pezzi per quanto sono magri? Io sì, sempre."

    Non mi sembra, anzi. Vedo spesso atleti in gran forma dotati di una notevole muscolatura. In effetti bisognerebbe vedere da quale paese dell'Africa vengano e da quale zona, se ricca o povera, se no così è un po' generalizzare. In ogni caso aggiungo che la muscolatura degli africani e dei caucasici è diversa, più robusta quella degli africani rispetto ai caucasici, ma anche più "densa": avvantaggia i primi nella corsa, ma li svantaggia nel nuoto; al contrario svantaggia i secondi nella corsa, ma li avvantaggia nel nuoto.

    Per me la frase iniziale con cui inizia la recensione sarebbe da rivedere. Mentre il resto interessante, l'ho letto con curiosità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli atleti della maratona non hanno muscolatura evidente come i più muscolosi sprinter: che quel tipo di competizione richieda quel tipo di fisico va bene. Ma ovviamente la frase di Fabry puntava a un'introduzione "emotiva", una sua sensazione ;)

      Elimina
    2. Come dice gloria la mia introduzione non intendeva generalizzare ma puntare l attenzione sui sacrifici e sulle difficoltà che gli atleti africani devono fare per raggiungere certi traguardi ma anche per introdurre samira. Non è un caso che subito dopo c'è:
      "Le mie gambe, in confronto a quelle delle altre, sembravano due rametti secchi. Erano senza muscoli... ero senza quadricipiti, senza polpacci… le altre sembravano culturiste rispetto a me". È un modo, magari non molto efficace, per far capire il distacco tra questa ragazzina abituata a correre da sola di notte con i super professionisti degli altri paesi. Tutto qui

      Elimina
  9. Non possiamo nemmeno immaginare le difficoltà che affrontano queste donne per fare anche le cose più semplici, come guidare un'automobile, indossare un abito diverso da quello imposto dall'ortodossia o anche praticare la corsa, come in questo caso. Ben vengano questi libri e ben vengano la notorietà e i premi... nonché recensioni come questa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. concordo con te cristina. è un libro necessario perchè ti fa capire quanto devi diventare forte per vivere in certe condizioni....e purtroppo spesso non basta. Basterebbe solo il minuzioso racconto del viaggio per lasciarti un segno nell'anima ma qui oltre a quello c'è ben altro. Se fosse stata inventata chiuderesti il libro soddisfatta e invece ti resta l'amaro in bocca di una storia che purtroppo è realmente accaduta. Grazie per il tuo commento

      Elimina
  10. grazie per l indicazione, non conoscevo questo scrittore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sinceramente neanch'io lo conoscevo. Io scelgo i libri da leggere dal titolo e dalla trama dietro la copertina. Questo libro mi ha subito colpito e l'ho comprato senza neanche pensarci troppo su. ora so che ha fatto un altro libro e sono fortemente tentato.

      Elimina