domenica 3 settembre 2017

Libro: "Donne del Medioevo" di Eileen Power


Titolo: Donne del Medioevo
Autore: Eileen Power
Curatore: M.M. Postan
Traduttore: S. Loaldi Contri
Edizione letta: Jaca Book, collana di fronte e attraverso, 1996 (1978) pagine 104


Il breve volume Donne del Medioevo, che prima di tutto si contraddistingue per valore storiografico, ha il grande pregio di presentarsi come un "racconto affascinante che conduce il lettore nella vita quotidiana del medioevo" (dalla quarta di copertina). Forte di ciò, ho deciso di dedicare un post a questo interessante e prezioso saggio, uscito postumo a cura del professor M.M. Postan, marito dell'autrice, scomparsa nel 1940 in seguito ad un attacco cardiaco.

In linea con la scuola delle Annales , ciò che interessa e si indaga non sono i poteri forti, la diplomazia o la storia militare, bensì il quotidiano e il concreto, la mentalità e l'organizzazione sociale, utilizzando fonti di tipo narrativo ed iconografico.
La Power è stata tra i primi studiosi ad interessarsi alla storia delle donne, purtroppo la morte improvvisa le impedì una sistematizzazione del materiale di ricerca raccolto durante la sua carriera (cosa della quale si interessò il marito).

Troppo spesso si pensa alla Storia unicamente come a "quella" delle date, delle battaglie, quella che, in definitiva, non ha appassionato molti sui banchi di scuola: la necessità di saper collocare cronologicamente i fatti e di avere una visione generale delle sue dinamiche ci "costringe" sui poco amati manuali scolastici.
Per quanto mi riguarda, ho avuto una percezione differente fin dalle lontane scuole elementari: la storia mi è sempre piaciuta - forte del fatto che il mitico maestro ce l'ha saputa far amare e di una probabile predisposizione mia personale.

Solo successivamente ho potuto appurare che la Storia è qualcosa di molto più complesso, che si avvale di strumenti assai variegati, tra i quali le fonti: non soltanto quelle della diplomazia, quelle ufficiali, ma appunto anche quelle narrative, visive, materiali, orali...
Quindi la stessa saggistica diventa cosa assai interessante... proprio come il libro in questione che consentirà al lettore di dipanare alcune delle nebbie che avvolgono il Medioevo (pregiudizi fa brutto, ma di questo si tratta XD).

Il saggio si compone di cinque capitoli:
1° Le idee medievali sulla donna
2° La signora
3° La donna che lavora in città e in campagna
4° L'educazione della donna
5° I monasteri

Non ci si dovrà meravigliare del ruolo attivo della donna rispetto alla vita di casa, se nobile o signora: oltre alla gestione pratica, essa rappresentava a tutti gli effetti il consorte durante la sua assenza. Doveva quindi conoscere le leggi vigenti, occuparsi del bilancio, delle terre e dei beni posseduti, essere esperta nella direzione dei sottoposti e dei domestici, vigilare sulla preparazione dei cibi e dei tessuti...

Se ci spostiamo ai ranghi più bassi, ovviamente le cose cambiano, non però per responsabilità e durata delle occupazioni giornaliere. Il ruolo della donna non perde d'importanza, perché,  a causa della necessità delle modeste condizioni famigliari, essa deve contribuire attivamente con il proprio lavoro. Molto di frequente la moglie aiuta il marito nella sua attività agricola o artigiana o urbana; dagli stessi regolamenti corporativi sappiamo che alle vedove era consentito continuare gli affari del consorte. Più di rado le donne avevano un'occupazione indipendente, che spesso corrispondeva al servizio domestico però gratuito, cioè senza ottenere la corresponsione di uno stipendio. 
La donna non sposata doveva necessariamente lavorare per vivere. Del resto ricordiamo che il lavoro minorile era cosa comune e che anche le bambine e le ragazze potevano compiere il percorso di apprendista.
Non mancano casi in cui la donna conservava il proprio lavoro anche dopo il matrimonio. Dall'attività manifatturiera alla vendita al dettaglio, le donne potevano svolgere qualsiasi mestiere e - come ancora oggi - erano ovviamente pagate meno dei colleghi. Diventando perciò stesso troppo competitive, si capirà l'ostilità degli uomini verso il lavoro femminile: il rischio era rimanere tagliati fuori dal mondo del lavoro di fronte a una mano d'opera a minor costo.

Spero che quanto scritto possa almeno suggerire la ricchezza delle tematiche affrontate nel volumetto (tenendo anche conto dei capitoli, sopra riportati, nei quali si struttura), che vi stra-consiglio *_*

Eileen Power (Altrincham, 1889 – Londra, 1940), illustre storica inglese, ha studiato a Oxford, Cambridge e alla Sorbona; è stata Master of Arts, dottore in lettere e, honoris causa, dottore dell'Università di Manchester, docente di Storia economica alla London School of Economics dal 1931, fellow dell'accademia dei medievalisti americani e honorary fellow al Girton College di Cambridge.

Giudizio finale: il mio tesssoro


Glò

25 commenti:

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    1. Ciao Sinforosa ^_^
      Sono molto contenta di ciò: mi piacerebbe proporre nel tempo alcuni testi non troppo noti sulla "questione femminile", in prospettiva storica. Potrebbe essere utile anche rispetto alle problematiche attuali; la continuità è fin troppo evidente.

      Grazie mille e buona serata ^_^ (io, col freschetto, conto di tornare più attiva ;) a presto!)

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    2. Che combinazione! Ma ho già detto troppo.

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    3. :O Che cosa dobbiamo aspettarci? *_* Curiosa e tanto!!! E so che rimarrà la suspense, giustamente :D

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  2. Bella idea, la tua.
    Ciao ciao.
    sinforosa

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    1. Grazie ancora per l'apprezzamento ;) Un spinta in più per portare avanti il progetto! ^_^
      A presto Sinfo! ^_^

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  3. Ciao, Glò, ben trovata.
    Grazie per la segnalazione, libro molto interessante.

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    1. Ciao Squitty, dopo la calura estiva si torna alla blogosfera ;)
      Grazie a te per essere passata e aver gradito questo consiglio di lettura ^_^

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  4. Molto interessante, grazie!
    Da quel che capisco mi pare sia cambiato poco da allora per noi.
    Abbraccio.

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    1. Ciao cara Mariella, sono molto contenta del risconto positivo del post (e dunque cercherò di portare avanti il progetto con maggiore costanza XD).
      In effetti saggi come questo ci permettono di analizzare alcune tematiche del passato e fare ulteriori valutazioni rispetto al nostro tempo. Temo che sia cambiato poco, sì...
      Un abbraccione a te! ^^

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  5. Anche nel Medioevo donne tutto fare.
    Da secoli siamo una forza (oltre a essere forza lavoro, in senso stretto, siamo sempre state colonna portante di intere famiglie, pronte a tutto, efficienti sostitute, capaci di colmare vuoti, gestire, contribuire e ditemi se non è così)
    Eppure, nonostante tutto, rimaniamo sempre indietro di un passo.

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    1. Ecco... hai riassunto in modo preciso il senso ultimo del saggio: la forza buona e il motore. Rimaniamo indietro di quel passo, ancora per lo meno.

      Pochi giorni fa ho letto un articolo relativo a una nuova uscita librosa: mi ha irritato perché l'autrice ha narrato una storia distopica immaginando che le donne abbiano dalla loro la forza, quindi il potere e, a discendere da ciò, commettano le azioni più turpi immaginabili rispetto agli uomini.
      Lì per lì mi ha infastidita e ho pensato: che assurdità, le donne mai... Ma ne siamo davvero sicuri?

      Si tratta di Ragazze elettriche di Naomi Alderman.

      Grazie mille e... DAJEEEE (questa la capiamo solo noi ;))!

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    2. Magari lo leggi e poi ce ne parli.
      Siiii, dajeeee! 😉🌹

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    3. Quasi quasi... :D Tanto, segnare un titolo in più, che cambia? -_- e XD

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  6. Urka prendo nota per il mio blog sulle donne. Baciobacio cara

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    1. L'ho prenotato on line adesso adesso in biblio... La tecnologia è decisamente favolosa in questi casi. Notte

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    2. Ciao Farfalla, io sono contentissima di aver suggerito un testo che possa incuriosire, soprattutto perché poco noto e molto interessante per chi ha interesse per la storia delle donne (e so che tu ne tratti nel tuo blog).

      Le biblioteche sono la salvezza, unitamente alle varie possibilità offerte dal prestito o prenotazione on line!

      Grazie e un abbraccione ^^

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    1. Ne sono molto contenta, grazie mille ^_^
      A presto e buon pomeriggio!

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  8. Ah, ma tu mi vuoi morta! Di' la verità che hai pensato un pochino a me quando hai scritto la recensione... ;)

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    1. No che non ti voglio morta, bensì felice lettrice *_* Eccome se ti ho pensata! XD

      (anzi, se hai voglia, ti consiglio di curiosare per etichetta "Ritratti di donne" :D )

      Grazie mille Cristina e buona serata! ^^

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  9. Molto interessante. Per fortuna c'è chi parla dell'importanza delle donne in un mondo maschilista, ancor più in passato. La settimana scorsa guardavo proprio che percentuale di libri scritti da donne ho letto: solo il 4.33%

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    1. Già... la presenza femminile nelle arti e nei processi creativi nel passato era "esigua": ci sono state figure importanti, delle quali abbiamo notizia attraverso fonti storiche, ma si tratta di percentuali minime. Poco tempo fa ho visto una serie di documentari che ripercorrevano la figura della donna nella storia dell'arte con un approccio interessante: al di là delle attività "classiche" (pittura, scultura) si analizzavano alcune abilità considerate spesso come "complementari" (non uso minori volutamente), fuori dall'accademia insomma (sartoria, ricamo, arredamento...).
      Ne dovrei chiacchierare sul blog... potrebbe essere molto interessante ^^

      Grazie Marco e buona serata, a presto! ^_^

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  10. Lo vado subito a cercare! Grazie della segnalazione, Glò! *_*
    In quanto all'eterno tema femminile "colonne portanti ma un passo indietro", la mia percezione è meno zuccherosa, ma sul significato di base mi trovo d'accordo.
    Un mega abbraccio! ^_^

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    1. Contentissima che tu abbia apprezzato! Mi fa veramente piacere che la "pseudo-rubrica" interessi, anche perché ho parecchio materiale che mi potrebbe essere d'ispirazione per successivi post.

      Sono curiosa di sapere di più circa la tua percezione: non è che ne scriverai? :O

      Un bacio! ^_^

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