domenica 10 settembre 2017

Libro: "La baia" di James A. Michener


Titolo: La baia
Autore: James A. Michener
Traduttore: Grazia Lanzillo
Edizione letta: e/o, collana Gli Intramontabili, 2016 pagine 1232


Lo scorso settembre terminavo la lettura di questo tomo di oltre mille pagine, piacevolissimo e ricco di tematiche.
Libro illuminante ed equilibrato, La baia di J.A. Michener riesce a tratteggiare la deriva relativa allo sfruttamento di un territorio nel corso di lungo periodo, parallelamente all'analisi di aspetti legati alla storia della mentalità, alla schiavitù, alle scorrerie dei pirati, ai temi dell'integrazione tra comunità differenti tra loro per provenienza, costumi e religione.

La bellissima e paradisiaca Baia, protagonista assoluta del romanzo, corrisponde alla zona della Chesapeake Bay: l'autore ci avverte che non c'è assoluta corrispondenza tra carta geografica e toponimi e ricostruzioni del territorio, ma certamente questo non costituisce un limite nell'economia di quanto detto finora.
Satellite picture: Chesapeake Bay, Delaware Bay ad Atlantic coast of the central-eastern United States - Wikipedia.
I quattro secoli che fanno da sfondo all'epopea dei coloni inglesi arrivati nella baia sul finire del XVI secolo e al loro incontro con i nativi e con la sorprendente bellezza e ricchezza di quella terra, permettono al lettore di ripercorrere alcune fasi storiche che tanto peso ebbero nella nascita e formazione della società americana. 
A grandissime linee, queste le tappe fondamentali:
- primo contatto con le popolazioni indigene dei grandi guerrieri e con tribù pacifiche; 
- arrivo massivo dei coloni dalla madrepatria, inizialmente si trattò soprattutto di proscritti inglesi, derelitti e miserabili allontanati, per scontare la propria pena nel Nuovo Mondo, dalla chiusa società inglese;
- differenziazioni rispetto alla madrepatria, descritta come una matrigna (vedasi: sfruttamento economico attraverso politiche precise, restrizioni di commerci, monopoli), sia in campo religioso che sociale;
- prime avvisaglie di quella che sarà la grande lotta contro la schiavitù;
- cambiamento del rapporto con l'ambiente in relazione all'urbanizzazione, alla concentrazione in città e conseguente necessità di strutturare il territorio stesso (vie di comunicazione, edilizia);
- vicende prettamente storico-politiche.

Ecco, tutto ciò e tanto altro fa da sfondo alle vicende di alcune famiglie - differenti tra loro per appartenenze sociali, economiche, religiose - che ci accompagnano dalla prima all'ultima pagina del tomo.

Sinossi dal sito della CE e/o:
È il 1608 quando Edmund Steed mette piede per la prima volta nel Nuovo Mondo. Cattolico, onesto, laborioso, dopo anni di durissimo lavoro diventerà il capostipite di una delle dinastie di imprenditori più in vista del Paese. Le sue strade si incroceranno con quelle dei Paxmore, famiglia di quaccheri simbolo della coscienza puritana d’America. E con la discendenza dei Turlock, uomini coraggiosi e pronti a tutto, emblema della voracità dello spirito statunitense. Attraverso la storia secolare di queste tre famiglie, Michener affronta i grandi temi della storia americana, generazione dopo generazione. Dal coraggio dei primi coloni che si insediarono sulle coste del Maryland, allo scandalo del Watergate, passando per la dichiarazione d’indipendenza e la guerra di secessione. Una storia epica e appassionante che ci porta alla scoperta delle radici storiche e culturali degli Stati Uniti d’America.
Un romanzo celebre e ambiziosissimo, un’opera fondamentale per conoscere e capire il Paese più potente del mondo.

Dalla Nota editoriale: "La baia è probabilmente l’esempio più compiuto di quel genere romanzesco che Michener ha inaugurato con Hawaii, La fonte e Colorado, quel genere che uno scrittore a lui molto affine come Edward Rutherford ha definito “the highly researched novel”, il romanzo profondamente documentato."
Michener condusse sempre personalmente e in loco le ricerche di documentazione di vario tipo (fonti orali, consultazioni di biblioteche e archivi locali), ciò che gli permise di scrivere questo ed altri capolavori.

Dai Ringraziamenti: "Ho attraversato in barca a vela il Chesapeake per la prima volta nel 1927 e poi vi sono tornato di frequente. Sin dai primi giorni che vi ho trascorso, ho sentito il desiderio di scrivere della baia, ma ho continuato a rinviare, attendendo la possibilità di vivere per un lungo periodo sulle sue sponde. Quest’occasione mi è capitata nel 1975, quando ho trascorso due anni vicino a un villaggio di pescatori, piccolo ma ricco di storia. È stato allora che ho conosciuto e ho collaborato con i molti esponenti di elevata cultura le cui idee appaiono nel romanzo. Desidero ora esprimere loro tutta la gratitudine della quale sono loro debitore."

La bellezza della narrazione consiste nell'equilibrio mirabilmente raggiunto tra la base documentaristico-informativa (mai pedante o accessoria) e l'inserimento di saghe familiari avvincenti ed epiche, raccontate attraverso il focus del protagonista di turno, cosa che permette una notevole immedesimazione rispetto alla sua mentalità.
Il lettore ha così la possibilità di tentare una comprensione delle differenti posizioni dei personaggi ad esempio rispetto al grande tema della schiavitù.
Riporto almeno un passo significativo:

Cattolico: Che cosa volevate dire?
Quacchera: Mi inviti a parlare?
Cattolico: Certo.
Quacchera: Io sono convinta che un giorno tutte le chiese capiranno l’immoralità della schiavitù e la condanneranno.
Cattolico: La schiavitù? Ma nella Bibbia la schiavitù è ammessa. In tutta la Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento. Certo, signora Paxmore, non rifiuterete la dottrina biblica?
Quacchera: Rifiuto l’interpretazione della Bibbia che permette a un uomo di farsi padrone della vita e del destino di un altro uomo.
Cattolico: Sono veramente... Volete dire che tutti gli ammaestramenti della Bibbia sui doveri dello schiavo verso il padrone...
Quacchera: Saranno considerati un giorno un terribile errore, superato dai tempi.
Cattolico: Volete dire che i miei fratelli sono in peccato perché possiedono degli schiavi?
Quacchera: Sì.
Cattolico: Come vedete, Paul e Henry, siete dei peccatori. Ma anche vostro marito, signora Paxmore, ha degli schiavi...
Quacchera: Infatti.
Cattolico: E pecca anche lui?
Quacchera: Sì. (A questo punto Edward uscì dalla stanza, seguito dai due Steed.)
Cattolico: Lasciatemi capire bene la vostra affermazione, signora Paxmore. Voi credete che in un giorno futuro i capi religiosi di questo mondo si riuniranno per stabilire che quanto la Bibbia ammette dai tempi di Abramo, che Gesù stesso approva e contro cui non si è mai espresso... Voi siete convinta che i nostri capi diranno al mondo: “È tutto sbagliato?”.
Quacchera: Io mi aspetto di passare la vita a cercare di convincere la mia religione che la schiavitù è un male, vicino Steed.
Cattolico: Aha! Dunque, nemmeno la vostra religione la condanna?
Quacchera: Adesso no.

Le parti più poetiche sono quelle riservate alla bellezza della natura, con un'attenzione speciale per le oche in migrazione, creature rispettate e quasi venerate eppure cacciate e messe in pericolo dalla sventatezza umana. Onk-or, nome ovviamente onomatopeico di un esemplare maschio, è protagonista di una sorta di favola-saga:

"Da più di cinquemila anni gli antenati di Onk-or avevano prescelto una palude sulla riva nord del Choptank. Era spaziosa, ricca di erbe, con molte piante produttrici di semi e con numerosi canali che offrivano molti nascondigli. Era comoda per raggiungere sia i campi, dove le oche si alimentavano, sia il fiume, dove potevano atterrare e decollare facilmente. Era una residenza invernale ideale sotto ogni aspetto tranne uno: era di proprietà dei Turlock, i cacciatori più inveterati del Maryland, una famiglia di cui ogni membro nasceva con una farne insaziabile di oche."


In quelle tre famiglie - Paxmore, Steed e Turlock, sicuramente tipizzate per rappresentare la società americana - ho forse forzatamente voluto riconoscere chi è consapevole che l'uomo è ospite sul nostro pianeta, chi crede che l'uomo ne sia il padrone e chi non pensa affatto.

Giudizio finale: il mio tesssoro


Glò

25 commenti:

  1. Interessante e anche provocatore su certe tematiche importanti. Grazie per l' accuratezza dell'esposizione.
    Buona giornata.
    sinforosa

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    1. Ciao Sinforosa ^^ Grazie a te per aver letto e apprezzato!
      I temi affrontati da Michener sono ancora oggi molto "sentiti", e nel libro ci offre la possibilità di capirne lo sviluppo nel tempo. Sono rimasta affascinata dal modo in cui ha saputo tratteggiare alcune figure di donne, tra di esse la signora Paxmore del brano citato. Donne volitive e forti che hanno saputo fare la differenza.

      Ancora grazie e buona settimana (buon inizio coi tuoi piccoli!!! ^_^)

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  2. Interessantissimi gli argomenti di questo libro! Bravo l'autore, che ha fatto una ricostruzione accurata della storia americana avendo anche la grande fantasia di creare personaggi credibili per le epoche narrate e brava tu, Glò, che vai a scovare questi tesssori!
    Ricordo che eri entusiasta di questo libro sin da quando lo avevi iniziato e il tuo apprezzamento è confermato da questa recensione così esauriente. Il dialogo che hai riportato è splendido e ci mostra che l'autore si è occupato di temi difficili e ancora attualissimi quali l'interpretazione delle Sacre Scritture e la schiavitù, piaga che l'umanità non ha ancora debellato.
    Se il romanzo non fosse così lungo, dopo questa tua recensione, lo avrei iniziato volentieri... ma in questo periodo mi sto dedicando a racconti e romanzi brevi (sai che sono a corto di energie).
    Baci, a presto. =^.^=

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    1. Ciao Kiariel ^_^ Grazie per il commento e per aver apprezzato riflessione e scelta del libro!
      La bravura di Michener è evidentissima: coniugare perfettamente la parte prettamente "storica" e di ricostruzione e quella di invenzione (personaggi e famiglie) per la durata di ben quattro secoli lo dimostra.

      Il dialogo è splendido, sì: mi ha colpito particolarmente perché pronunciato da una donna, per di più quacchera, di fronte a un pubblico. La signora Paxmore è la parte buona e sana di una società nuova che si stava amalgamando: quella parte che ha saputo vedere nell'Altro se stessa. Parlo di chi ha rischiato in prima persona per portare in salvo gli schiavi, chi ha insegnato loro a leggere e scrivere in assoluto segreto, chi si è esposto contro la propria "comunità".

      Spero davvero che tu lo legga, energie permettendo ovviamente! ;)
      Grazie e un baciotto ^_^

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  3. E' così raro leggere un romanzo di questa portata, dove la parte documentale sia bene amalgamata con la storia! Poi io adoro le grandi saghe familiari, penso proprio che sia un romanzo che mi appassionerà. Le opinioni controcorrente della signora Paxmore la definiscono come un personaggio coraggioso, che si mette in contrasto persino con i dettami della Bibbia - o, meglio, con la sua interpretazione.

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    1. Cristina, ho scritto questo post con l'urgenza di non perdere troppo rispetto alla mia lettura che risale appunto all'anno scorso! Ti ho "parlato" in molte occasioni di questo libro, con entusiasmo e perseveranza XD Ma... io sono certa che ti emozionerà e coinvolgerà così come è stato per me, perché credo che ci leghi un particolare amore per la storia e le storie e le belle riflessioni.
      In altro caso, il tomo è tanta roba e se mi becchi di spigolo farà malissimo XD

      Torno seria per ribadire che quel dialogo è di una potenza incredibile e che la signora Paxmore è la mia "eroina". Ma altri personaggi portano via il nostro cuore, anche tra i meno virtuosi!

      Grazie mille e buona lettura eh! XD

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  4. Dovrebbe essere un libro notevole!
    Ci penserò.

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    1. Cara Pat, lo è! *_* E ti assicuro che il solo "impegno" è dovuto alla lunghezza, ma la storia è avvincente nei suoi sviluppi e la prosa scorrevole. Ci si affeziona per forza di cose a quelle famiglie, nel bene e nel male una rappresentazione di quella società americana che tanto ci affascina e nello stesso tempo a volte fatichiamo a comprendere.

      Grazie di cuore (so che sei in un momento faticoso) <3

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  5. Interessante, anche le tematiche che tratta.
    Saluti a presto.

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    1. Ciao Cavaliere! ^^ Un grande libro che riesce a tratteggiare molte questioni delicate, temi che ci stanno a cuore (lo so perché nel tuo blog li affronti spesso) e dei quali si cerca di trovare nel passato un'origine e una motivazione.

      Buona settimana ^_^

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  6. Purtroppo riconosco i miei limiti. Dopo le quasi 600 pagine di Goliarda Sapienza, sto leggendo qualcosa di più leggero. Questo in ogni caso non è nelle mie corde, ma ti ringrazio della bella recensione!

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    1. Cara Mariella, ti capisco perfettamente: mi capita di leggere libri per i quali spendo energie e anche parecchio tempo, mi piace riflettere e soffermarmi. E successivamente necessito di leggerezza, credo sia normale e saggio!

      Grazie per aver apprezzato, un baciotto! ^_^

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  7. Mi spaventa la lunghezza, ma la tematica è interessante e la storia attira la mia attenzione.
    Tengo d'occhio. 😉

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    1. Un sola considerazione: pensa all'Alby, da quanto tempo lo sto leggendo XD, e considera che La baia è un tomazzo pressoché di pari pagine... :D
      È anche vero che la velocità di lettura dipende dal gusto personale e dal momento, ma Michener è davvero grandioso come narratore *_*

      Grazie Marina e buona serata ^_^

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  8. Oh, pensa che sto traducendo "Barkskins" di Annie Proulx, un romanzo molto simile a quelli di Michener. 700 pagine di storia delle foreste del nord-est degli Usa e del Canada, raccontate attraverso due famiglie dall'epoca dei coloni ai giorni nostri.

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    1. Ehhh! *_* Sapevo già che stai lavorando a questa traduzione (da tuo blog "ufficiale"), e ne sono stra-felice: ho letto e apprezzato molto Avviso ai naviganti (per altro di difficile reperibilità). Appena uscirà, questo libro sarà mio! *_*
      Mi era piaciuto particolarmente lo stile dell'autrice e il grande amore per gli "spazi" e la natura!

      Grazie mille Silvia, alla prossima ^^

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    2. Sì, molto bello "Avviso ai naviganti". E che nervoso questi libri che spariscono e non vengono più ristampati!

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    3. Chissà che non possa essere ripubblicato, magari sulla scia di quello che stai traducendo... :P

      Tanto nervoso, sì! -_-

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  9. Ho idea che questo libro girasse a casa di mia mamma, ma mi ha sempre dato l'idea di essere un gran polpettone senza speranza.
    Vedo, che mi sono sbagliata.
    Tengo conto della tua opinione, magari mi cimento.

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    1. Ciao Squitty ^^
      Ti suggerisco di tentare e me ne prendo la responsabilità XD
      Penso che un limite possa essere quello "quantitativo": si tratta di una lettura che impegna pur essendo piacevole e scorrevole. Ecco, non fa l'effetto - polpettone!

      Grazie mille e buon week end ^_^

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  10. Sono felice di veder apprezzato Michener, un autore che personalmente stimo e seguo da tempo. Sono preziosissimi i suoi excursus di così ampio respiro e c'è davvero da chiedersi come abbia fatto a produrre quella quantità monumentale di opere considerando il periodo,i mezzi e l'accuratezza della documentazione. Non so se sbaglio ma credo che gli americani siano imbattibili quanto a documentazione.
    In ultima battuta volevo lasciare la riflessione di quanto sarebbe utile in generale avere una visione di così ampio respiro in riferimento agli attuali battibecchi sulle immigrazioni!

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    1. Valentina, prezioso il tuo commento! Mi chiedevo se le altre opere fossero comunque all'altezza di questa meraviglia, e hai risposto perfettamente *_*
      Il lavoro a monte è pazzesco: si percepisce che le fonti sono alla base della ricostruzione di ben quattro secoli di storia, i quali però si risolvono in una narrazione avvincente, credibile, appassionante... Un lavoro eccezionale *_*

      Quando ho scritto questo post avevo alcune possibilità: concentrarmi su alcuni personaggi, dedicarmi alla tematica ambientale o a quella prettamente storica, ad esempio. Eppure l'urgenza è stata quella di suggerire le difficoltà di convivenza tra le diverse comunità (etniche, religiose...) soffermandomi sulla piaga della schiavitù. Come hai scritto tu, questo libro è uno tra quelli che permette di avere una visione ampia sul tema (assolutamente attuale) della condizione di migrante. Non teorie o discorsi strumentali, ma ricostruzione di "stadi" nel tempo.

      Grazie ancora per il tuo contributo ^_^

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  11. Da tempo non credo più alle "coincidenze" :)
    Da giorni e giorni ho in mente questo libro, che lessi moltissimi anni fa e che, evidentemente, porto ancora nel cuore. Data la mia memoria, non posso certo dire di ricordarlo se non per sommissimi capi, ma ricordo l'enorme piacere che mi donò quando lo lessi! In quel periodo uscivo sempre la sera, ma quando cominciai "La Baia" (in un'edizione forse Sonzogno, brossurato e poderosissimo) saltai qualche uscita serale per potermi gustare la lettura di questo, è il caso di dirlo, "romanzo-fiume" :)
    Ricordo anche che fu uno dei primi libri che consigliai caldamente a mia sorella: la convinsi, le piacque immensamente e da quel momento divenne una lettrice, e non più "una lettrice di fotoromanzi". Eh, almeno una persona nella vita sono riuscito a "convertirla", alla lettura :))
    Insomma, da giorni e giorni ho in mente questo titolo - che per inciso non ho visto né "sentito" da nessuna parte, proprio solo nella mia testa! - e proprio oggi vedo la tua recensione...
    Le "coinvidenze" non esistono proprio, no! Ho deciso che lo ricomprerò (il volume Sonzogno lo regalai a mia sorella poco più di trent'anni fa...) e ti ringrazio moltissimo Glò, davvero moltissimo!
    Un carissimo saluto e a presto!

    a questo proposito ti ringrazio Glò per la recensione

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    1. [l'ultima frase è una ripetizione copincollata per sbaglio, pardòn...]

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    2. Caro Orlando, non credo nemmeno io a certe coincidenze :O Mi fa immensamente piacere condividere con te questo libro e le belle sensazioni che ce lo fanno definire come uno dei "libri del cuore", perché ad un anno di distanza dalla lettura lo avverto già come tale *_*
      Per me ha rappresentato un'immersione in una sorta di "avventura epica" attraverso il lungo periodo coperto dalla narrazione, con la consapevolezza che si trattava di avvenimenti plausibili, con base storicamente accertata. Riuscire a "comprendere" - o almeno avvicinarsi a ciò - idee che oggi ci paiono non solo superate ma anche inammissibili (anche se...), è ciò che più mi ha affascinato del lavoro di Michener.

      E la potenza di questo La baia è dimostrata anche dalla conversione di tua sorella :O

      Tanto entusiasmo, sia da parte tua, col bellissimo commento, che da parte mia *_* Vale la pena avere questa meraviglia, sì!!!

      Grazie a te, di cuore! Un abbraccio (ho visto la tua serie-Punk: con un po' di calma... arrivo! *__*)

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