sabato 19 ottobre 2019

Libro: "In" di Natsuo Kirino



Titolo: In
Autore: Natsuo Kirino
Traduttore: Gianluca Coci
Editore: Neri Pozza, 2018 pagine 383 


Natsuo Kirino si conferma una scrittrice coraggiosa nel denunciare la condizione della donna e la disuguaglianza di genere nella società giapponese, andando a indagare l’ambiente  familiare, i legami affettivi, lo status  economico, l’inserimento nel sistema educativo e contesto  professionale, i retaggi culturali, e tutte le situazioni che limitano le scelte individuali, che nei suoi libri  portano persone normali a trovarsi al centro di vicende estreme. Credibile e impietosa è l’introspezione dei suoi  personaggi, che vengono descritti nella loro discesa in situazioni criminose, di degrado, di sofferenza,  a causa delle loro scelte autodistruttive, maturate in contesti di imposizioni, condizionamenti e abusi. 

In questo romanzo magistrale i temi e le variazioni si intrecciano e si sovrappongono in giochi di specchi tra passato e presente,  mantenendo al centro l’universo femminile, in particolare viene esplorato il tema del rapporto d’amore all'interno del matrimonio e delle relazioni extra coniugali. Altri temi importanti compaiono in questo libro raffinato e di grande impatto emotivo: la riflessione sul rapporto tra letteratura e la realtà; il modo di affrontare l’ultima fase della vita, in relazione al momento della morte e alle persone che rimangono; la capacità di ricordare il passato e la volontà di alterare e dimenticare alcuni fatti. Molto interessante è anche la presenza di un elemento surreale.

“Forse non si sarebbero mai più rivisti, non si sarebbero mai più guardati negli occhi alla disperata ricerca di ciò che giaceva in fondo alla loro anima. Eppure non tutto era finito, anche solo per il fatto che avevano costruito insieme una lunga relazione. Erano ancora in viaggio. 
Ma come fare, allora, a mettere un punto fermo alla loro storia? In che modo si poteva arrivare una volta per tutte alla fine del viaggio? La soluzione era una sola: sopprimere.  Bisognava sopprimere il loro rapporto d’amore. “

In questo libro, che riesce a essere disturbante, pur in assenza di atti criminosi, oggetto di speculazione è la trasformazione dell’amore in odio, gelosia e in indifferenza; vengono esposte anche le ripercussioni delle dinamiche di coppia sulla vita familiare e professionale, in modo particolare della gelosia. 

La protagonista è la scrittrice di successo Tamaki, la quale è impegnata nella stesura del suo nuovo libro, che tratta a sua volta di un altro libro: il suo intento è di sciogliere un enigma racchiuso in un celebre romanzo scandalo degli anni Cinquanta e attribuire un’identità certa al personaggio femminile di questa opera ritenuta autobiografica da molti, pur non essendo mai stata confermata questa circostanza dall'autore e dalla sua famiglia. Il motivo della riservatezza è presto detto: il romanzo tratta il tema dell’adulterio e il personaggio senza nome è la presunta amante dell’autore stesso, che nella finzione causa la pazzia della moglie. Tamaki intraprende un avvincente  lavoro di indagine andando a contattare i testimoni dell’epoca e la vedova stessa  dell’autore. Questo lavoro si rivela però molto oneroso dal punto di vista emotivo per Tamaki, la quale a sua volta ha vissuto una lunga e profonda relazione con il suo editor, pur essendo entrambi sposati, e si trova a ripercorrere e analizzare quel rapporto finito da tempo in modo doloroso. Le coppie del passato e del presente hanno in comune la vocazione letteraria, l’ambiente infatti è sempre quello editoriale, per cui tutti si ritrovano a riempire gli spazi vuoti con la creazione artistica, che finisce con 
l’assumere lo status di realtà. 

L’autrice è bravissima a gestire una storia che non si sfilaccia mai tra passato e presente, in una continua riflessione degli echi. Il risultato è un romanzo avvincente ed emozionante che lascia commozione e amarezza dopo aver girato l’ultima pagina.



Viene spontaneo ampliare la riflessione su questo del libro con alcuni collegamenti ad altre opere. Il primo riguarda il tema dell’opera d’arte che s’invera: il rimando è alla splendida raccolta di racconti del folklore "Ombre giapponesi", scritta da Lafcadio Hearn, nella quale compaiono tre racconti relativi a dipinti che  prendono vita anche grazie alle capacità maieutica dell’artista. Il legame tra artista, opera d’arte e realtà è anche al centro dell’ultimo romanzo di Murakami Haruki, L’assassinio del commendatore. 

In questo libro della Kirino c’è un momento surreale in cui fa la sua comparsa uno spettro, e anche questo pare essere un tema connaturato alla cultura e alla letteratura  giapponese, come ancora una volta testimoniano i racconti di Ombre giapponesi, ma anche un interessante articolo apparso sulla rivista  Passenger Giappone di Iperborea, sulla percezione di fantasmi da parte della popolazione della zona attorno a Fukushima dopo il disastro. 


Giudizio finale:il mio tesssoro
                                                                                                                                                                                          
Sakura

10 commenti:

  1. E' sempre bello tornare a rileggere questo blog.

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  2. Non conosco il libro, ma è interessante, molto. Da amante della letteratura giapponese ho subito colto gli aspetti che vorrei approfondire leggendo questa storia. E lo farò. Grazie per il bel suggerimento: subito in wishlist.

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    1. Ho scoperto la Kirino con Le quattro casalinghe di Tokyo e non l'ho più lasciata. Le sue storie sono di solito più noir e violente, questo romanzo è tanto raffinato, quanto incisivo. Secondo me il suo libro migliore, più ambizioso e più maturo dal punto di vista dello stile e della narrazione. Grazie per il tuo commento e a presto!

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  3. La letteratura giapponese ha per molti lettori, me compresa, qualcosa di unico, di avvincente, sempre. Sarà che cogliamo ogni volta un dettaglio così diverso, nuovo.
    Molto interessante la storia, così come il parallelo del mio amato Murakami.

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    1. Anche io adoro Murakami, credo anche che vada approfondito ben oltre la storia che racconta. La Kirino ha la particolarità di affrontare la condizione femminile sotto diversi aspetti, indaga le motivazioni di scelte totalmente autodistruttive. La letteratura giapponese ha una ricchezza notevole di stili e di temi.

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  4. Libro davvero notevole di una scrittrice che non fa sconti alla società in cui è nata e cresciuta.
    Bellissimo libro di analisi di un mondo moderno all'apparenza ma ancora troppo legato al passato.
    Bella recensione! Io ne parlerò tra un po'

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    1. Sono felice che sia piaciuto anche a te! Trovo interessante il modo in cui viene presentato il risvolto sociale delle scelte personali, come se la dimensione collettiva prendesse sempre il sopravvento. Ti leggerò con piacere, grazie per essere passata.

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  5. Conosco la Kirino per il suo romanzo forse più noto. Da come ne parli, questa lettura mi sembra quasi obbligata: amo le storie che giocano sui paralleli e dove la realtà è sempre lì sul punto di sfilacciarsi. E poi voglio sapere se alla fine scopre l'identità della donna del libro o no :)

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    1. Il giallo della donna del libro è un viaggio intrigante nel passato e nel presente dei protagonisti, l'espediente narrativo è riuscito benissimo. Hai colto bene due aspetti interessanti. Io sono una fan scatenata della Kirino, mi accingo a breve a leggere Una storia crudele. Grazie per essere passata!

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