sabato 1 luglio 2017

Libro: "Fughe" di Andrea Torti


Titolo: Fughe
Autore: Andrea Torti
Edizione letta: PubMe, 2017 pagine 46

Una breve premessa.
Sicuramente vi è noto che sono stato assente dalla blogosfera per un bel po' di tempo.
Ciò che probabilmente non sapete è che, a causa dell'assoluta mancanza di tempo libero, ho dovuto accantonare quasi tutti gli svaghi, tra cui la lettura.
Da quando ho ripreso a bloggare, ho letto veramente tanti post, molti di più di quanti sia riuscito a commentare :P ma qualcosa mancava all'appello: i libri.
Prima della mia pausa ero intento nella lettura di 2 libri (un romanzo e una particolare raccolta di racconti, per essere precisi), e ne avevo in programma altri, testi di cui avrei sicuramente parlato in questa sede. Poi il patatrac.
Prima di rientrare nel mondo dei blog ero abbastanza titubante: i miei dubbi riguardavano maggiormente una potenziale ricaduta e il conseguente (ri-)abbandono per penuria di tempo.
A maggior ragione credevo che non sarei stato in grado di riprendere a leggere in maniera continuativa, e invece...
Come per il blogging, avevo bisogno soltanto dello stimolo giusto, e l'altra sera, girovagando per il web, si è palesato! Ed ecco a voi:


Fughe di Andrea Torti
Storie di perdizioni private e di fughe da un Mondo ostile.

8 racconti scritti con una prosa scorrevole, immediata: si è subito catapultati nel vivo delle storie, si entra in sintonia con i personaggi e, in un paio di casi, l'empatia è tale da ritrovarsi nelle vicende in prima persona. I temi trattati sono tanti e la parola d'ordine è concretezza.
Storie di tutti i giorni vissute dal punto di vista di persone vere, caratterizzate da pregi, difetti, ardenti passioni, caratteri difficili, ideali e scelte opinabili, e mi fermo qui :D essendo racconti, diventa difficile non cadere nella trappola dello spoiler selvaggio!
Quello che posso dire è che Fughe si è rivelata una lettura molto piacevole, spuntata dal cilindro della rete nel momento giusto per me. La bravura dell'autore è stata la mia fortuna, e per questo consiglio questa sua piccola grande raccolta a tutti quelli che si trovano nella stessa situazione in cui versavo io.
Inoltre, spinto dalla foga del momento, ho voluto saperne di più, quindi mi sono rivolto direttamente ad Andrea, che si è reso disponibile a toglierci qualche curiosità!

Chi ben comincia, ecc., una domanda "semplice": racconti, perché?
A volte può capitare di essere colpiti da un'intuizione, di fare una piccola riflessione, non sufficiente per ricavarne un intero romanzo, un'intera visione d'insieme sulle cose, ma comunque importante, tanto da "esigere" di essere messa nero su bianco: ecco allora il racconto, quasi "una pulce nell'orecchio" del lettore - al quale lascio la libertà di aggiungere i propri "e se?", "e poi?".

Ho notato una sorta di filo conduttore tra le storie, non a livello di tema comune (il titolo della raccolta è illuminante), ma una successione che, durante la lettura del racconto seguente, mi ha fatto quasi pensare ad una qualche continuità: impressione mia, casualità o scelta speranzosa?
In effetti, a livello inconscio ho quasi riprodotto una "parabola", una sorta di discesa agli Inferi con una piccola risalita, per gradi: quasi a voler mostrare come in fondo il dramma non debba sempre essere gridato, ma anche come a volte non servano clamorosi colpi di scena per ritrovare la propria strada - e come ciò spesso avvenga nel silenzio, senza che il resto del Mondo se ne renda conto.

Hai affrontato tematiche quotidiane abbastanza serie, quali la morte, la società, la famiglia: pensi che il realismo possa essere un punto di forza della tua scrittura?
Più che il realismo delle vicende, per me è essenziale offrire qualcosa che possa aiutare chi legge ad affrontare la Realtà - in fondo, i lettori di Harry Potter o del Signore degli Anelli avranno probabilmente apprezzato i temi dell'Amicizia, del Dolore, della lotta fra Bene e Male... tutte ispirazioni che potrebbero essere state di conforto in momenti difficili delle proprie vite. Per quanto mi riguarda, però, trovandomi poco a mio agio fra maghi e manieri, preferisco parlare di questi argomenti partendo da storie verosimili, calate nei nostri tempi, nelle nostre città, e con protagonisti che potremmo davvero aver incontrato negli anni. In un certo senso, cerco di esprimere la Complessità anche dove non sembra esserci, in esistenze all'apparenza regolari, quasi anonime.

Un altro fattore che mi ha colpito è lo scorrere del tempo: qual è il tuo rapporto con le lancette che girano inesorabili?
In un certo senso, viviamo tutti di giorni contati - ma nel vortice dei nostri impegni quotidiani, finiamo per dimenticarcene... ed è solo quando abbiamo un attimo di sosta che iniziamo a fare i conti con questa verità: ecco allora che nascono i rimpianti, oppure le ansie per il futuro. Da questo punto di vista, per me "Fughe" è stata una piccola vittoria sul tempo, per una volta la procrastinazione ha perso: alcuni racconti erano nel cassetto da quasi dieci anni!

E per finire, una della domande più amate (o odiate, a seconda :P): parlaci un po' dei progetti futuri di scrittura e non.
Dal punto di vista personale, il mio obiettivo principale, almeno da un paio d'anni, è stabilizzare la mia situazione professionale - e purtroppo non sono il solo, immagino. Per quanto riguarda la scrittura, invece, devo dire che l'attenzione ricevuta da "Fughe" si sta dimostrando un grande incoraggiamento a proseguire su questa strada - il mio cassetto non è ancora vuoto, anzi... :)

La biografia di Andrea, gentilmente scritta di suo pugno!
Sono nato nel 1990, quindi sono un Millennial (almeno così dicono su Internet).
Ho studiato Lingue al Liceo, e Bioingegneria all'Università - le lacrime e il sangue sono arrivati, un buon lavoro no :D
Fra un lavoretto e l'altro, combatto gli stereotipi (e chi li diffonde) dal mio blog, Opportunity Seekers 2.0.
Scrivo racconti da anni, ma solo oggi ho deciso di condividerli con il Mondo - ed è per questo che mi trovate qui :)

Ringraziando nuovamente Andrea per la gentilezza e la disponibilità, vi invito a passare sul suo blog e leggere il post di presentazione di "Fughe".

E per finire, visto che il mio entusiasmo è stato contagioso, lascio spazio anche all'opinione di Glò:

La raccolta è ben pensata, il tema delle fughe fa da leitmotiv e analizza alcuni aspetti e problematicità della contemporaneità. Si tratta di questioni che tutti noi viviamo, magari non direttamente, ma che permeano lo spirito dei nostri giorni.
Più che riferirsi ai limiti della sfera pratica della vita, qui si cerca di trasmettere un malessere diffuso, articolandolo rispetto alle diverse età dei personaggi.

Per essere una prima prova, Andrea si dimostra interessante e capace.
Anche su viale Trieste, scendeva lentamente la sera.
Gli ultimi raggi di sole sembravano dispiaciuti di dover lasciare le chiome degli alberi che sovrastavano la via, e disperdendosi fra i rami restavano imprigionati fra questi e il suolo, colorando l'aria d'oro caldo, dalla quale restavano però escluse le severe facciate delle molte ville antiche, ai due lati della strada.
Il primo racconto, Vita fra le pagine, sembra essere dedicato alla lettura nella sua declinazione del saper stare da soli, non come alienazione ma piuttosto come difficoltà nel rapportarsi agli altri. Bella l'idea della lettura come compagna di vita.

Overdose è una metafora condotta attraverso l'immagine della "Tana del Ratto": si basa sulla necessità di dare fiducia ai più giovani, perché possano esprimere la propria personalità. Si può morire per troppa libertà sfiorata e percepita ma non conseguita? Forse sì, se non nel corpo, di sicuro nell'animo, quando non si sa come uscire da una situazione oppressiva.
Un grido perché gli adulti non spengano le peculiarità e l'identità dei ragazzi.

Il terzo racconto, Exit, è molto duro e affronta il tema della solitudine che si avverte con l'avanzare degli anni, quando il dilemma è tra una vita che sfugge dalle proprie mani e volontà, di contro alla lucidità estrema di gestire in prima persona tutto, anche l'uscita di scena.
Con l'innalzarsi dell'aspettativa di vita, le riflessioni vanno in direzione della qualità.

Il Mare è il racconto della vera solitudine esistenziale, quale scelta di isolamento volontario dal resto del mondo, e che forse traduce tutte le paranoie e assurdità che la nostra vita ipertecnologica sta concretizzando (senza fare polemiche su "quanto si stava meglio una volta", perché no, non è neppure questo il punto).

Dall'altra parte è forse il racconto più cupo di tutti, una sorta di rinuncia che conduce verso un qualcosa di sperato o sognato, pieno di pace.

Meritata Pace è una fuga folle, non spenderò una sola parola in più per non rovinare l'effetto :O

In Amori virtuali si racconta una delle possibili forme di delirio sociale cui ogni giorno assistiamo nel web: le vite immaginate e perfette, di plastica in definitiva, che molti utenti si inventano di sana pianta per sfuggire alla realtà.

Leggera è il racconto conclusivo, quello che segna la raccolta per l'esito. Leggera è lei, che non si sente accettata e all'altezza e che subisce la pressione delle aspettative tipiche del mondo degli adulti. Qui si racconta, con delicatezza, una delle possibili cadute, e anche una presa di coscienza di sé.


Giudizio finale: ottimo acquisto


PG

19 commenti:

  1. Beh, non una ma ben DUE recensioni - cosa si può volere di più?! :D

    Grazie, ragazzi!

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    1. Ciao Andrea!

      Beh io un'idea l'avrei: un degno successore di "Fughe" :D

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    2. Chissà... potrebbe essere già in "gestazione" :P

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    3. Benissimo! Attendiamo :D

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  2. Indubbiamente interessante e curiosa la maniera di affrontare le tematiche della vita , che poi sono quelle di tutti i giorni, parlando e scrivendo le nostre emozioni perdite, cadute, vittorie e sconfitte a mio avviso pure non avendolo ancora letto in una maniera alquanto intrigante.
    Grazie come sempre amici cari e grazie soprattutto all'autore!
    Bacissimi!

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    1. Grazie mille, Nella - buona serata!

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    2. Ciao Nella!

      Il quotidiano è una fonte inesauribile di ispirazione e Andrea è stato molto bravo a mettere nero su bianco interessanti spaccati di vita "vissuta" ;)

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  3. "Alcuni racconti erano nel cassetto da quasi dieci anni!"... ma a giudicare dalla recensione si direbbe che non si noti. O mi sbaglio, Glò e PG?

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    1. Ciao TOM!

      Non sbagli, le tematiche e le storie rappresentate nei racconti possono essere definite "evergreen": esperienze di vita che puoi sentire/leggere in qualsiasi momento, senza nessun riferimento "storico" preciso, ma sempre attuali ;)

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    2. Purtroppo con la tecnologia abbiamo fatto molti passi avanti, ma certi problemi non li abbiamo ancora risolti... :)

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  4. Ecco, la dimostrazione che se abbiamo un periodo di stanca basta lasciarsi "chiamare " dal libro giusto e la voglia di leggere ritorna!

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    1. Assolutamente, Silvia!

      In effetti la voglia c'è sempre, ma è il tempo utile a mancare, in questo la scelta fortuita è stata determinante: è stato un ottimo input per riprendere, non ai ritmi dei bei tempi, ma è già qualcosa :D

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    2. Il mio in effetti vuol essere più un "aperitivo" che un banchetto vero e proprio ;)

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  5. Faccio i complimenti a voi, Glò e PG, che recensendo questo libro ci permettete di conoscere un nuovo promettente autore, ma a lui va tutta la mia ammirazione. Sono rimasta colpita dalla profondità dei temi trattati nella raccolta di racconti, pur non avendola ancora letta, oltre che dalle risposte fornite da Andrea nell'intervista, soprattutto in virtù della sua giovane età. Si dimostra un ragazzo molto acuto, intenso, sensibile e, sarò banale, ma gli auguro tanto successo e tanta felicità.

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    1. Grazie mille, Clementina!

      Fa sempre piacere riuscire a comunicare quanto semplici parole scritte possano essere forti e dare tanto ^_^

      E confermo quanto hai immaginato di Andrea :P

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    2. Grazie, Clementina - ricambio gli auguri :)

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  6. Paolo, tu hai un modo veramente simpatico di porre domande. L'intervista era solo una naturale conseguenza! :)
    Io suggerirei all'autore - visto che un pochino l'intento c'è - che nella prossima raccolta i racconti abbiano davvero un filo conduttore o una cornice che li racchiuda. :)

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    1. Ciao Marco!

      Grazie per il complimento :D
      Nonostante il mio caratteraccio :P ritengo di essere una persona abbastanza socievole e immagino queste "interviste" come fossero chiacchierate tra amici al tavolino di un bar, in maniera molto colloquiale. Quando trovi interlocutori ben disposti è tutto in discesa :D

      Come hai giustamente notato, l'intento c'è, già nel titolo, e il resto è lasciato alla sensibilità del lettore. Come ha fatto presagire Andrea, sicuramente in futuro avremo modo di apprezzare qualcosa di più articolato. Il tuo resta un ottimo suggerimento, fatto da un autore -per chi non lo sapesse (ma non credo :D)- che ha già una certa esperienza nel campo dei racconti ;)

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    2. Grazie, Marco - in effetti ci avevo pensato, ma temevo che così facendo i racconti non fossero più godibili singolarmente...

      Ma ci lavorerò su :)

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