sabato 25 maggio 2019

la nostra Poesia - Derek Walcott, Il naufrago


Inauguro, con questo post, una nuova rubrica, uno spazio per condividere i versi da noi più sentiti, e goderne della musicalità, delle pause, dei silenzi, delle parole.
La Poesia quando riesce a toccare l'animo di chi legge, ha assolto quanto deve, credo. In questa prospettiva, personalmente, proporrò quanto di meglio conosco.

Il naufrago di Derek Walcott

L'occhio affamato divora la marina per un tozzo
Di vela.

L'orizzonte la percorre all'infinito.

L'azione nutre la frenesia. Io giaccio,
Veleggiando l'ombra nervata di una palma,
Temendo il moltiplicarsi delle mie impronte.

Sabbia che vola, esile come fumo,
Annoiata, sposta le sue dune.
La risacca si stanca dei suoi castelli come un bambino.

La verde vite salata con gialle bignonie,
Una rete, attraversa lenta il nulla.
Nulla: la rabbia di cui è piena la testa del flebotomo.

Piaceri di un vecchio:
Mattino: contemplativa evacuazione, rimirando
La foglia secca, progetto di natura.

Al sole, le feci del cane
S'incrostano, sbiancano come corallo.
Finiamo nella terra, dalla terra siamo cominciati.
Nelle nostre viscere, genesi.

Se ascolto posso udire il polipo al lavoro,
Il silenzio infranto da due onde del mare.
Schiacciando un pidocchio marino, faccio schiantare il tuono.

Come un Dio, annullando la divinità, l'arte
E l'Io, abbandono
Morte metafore: il cuore simile a foglia di mandorlo,

Il cervello maturo che marcisce come una noce gialla
Covando
La sua babele di pidocchi marini, flebotomi e bruchi,

Quel vangelo della bottiglia verde, soffocato di sabbia,
Con l’etichetta, una nave affondata,

Serranti legni marini inchiodati e bianchi come la mano di un uomo.

The Castaway

The starved eye devours the seascape for the morsel
Of a sail.

The horizon threads it infinitely.

Action breeds frenzy. I lie,
Sailing the ribbed shadow of a palm,
Afraid lest my own footprint multiply.

Blowing sand, thin as smoke,
Bored, shifts its dunes.
The surf tires of its castles like a child.

The salt green vine with yellow trumpet-flower,
A net, inches across nothing.
Nothing: the rage with which the sandfly's head is filled.

Pleasures of an old man:
Morning: contemplative evacuation, considering
The dried leaf, nature's plan.

In the sun, the dog'd faeces
Crusts, whitens like coral.
We end in earth, from earth began.
In our own entrails, genesis.

If I listen I can hear the polyp build,
The silence thwanged by two waves of the sea.
Cracking a sea-louse, I make thunder split.

Godlike, annihilating godhead, art
And self, I abandon
Dead metaphors: the almond's leaf-like heart,

The ripe brain rotting like a yellow nut
Hatching
Its babel of sea-lice, sandfly and maggot,

That green wine bottle's gospel choked with sand,
Labelled, a wrecked ship,

Clenched seawood nailed and white as a man's hand.


VIII Festival Internacional de Poesía en Granada - Wikipedia

Derek Walcott (23 gennaio 1930 - 17 marzo 2017) è stato un poeta, drammaturgo e artista di lingua inglese, nato e vissuto in Santa Lucia, isola delle Antille a maggioranza francofona.
Nel 1992 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura.

La raccolta dalla quale è tratta la lirica scelta si apre con un saggio di Iosif Brodskij, intitolato Il suono della marea (1983), illuminante e necessario.

Si potrebbe dire che la ricchezza della poesia di Walcott viene da e grazie al mare, in quel luogo periferico, le Indie Occidentali, sede della decantazione (è termine di Brodskij) di differenti culture e patrimoni genetici, che hanno però in comune la lingua inglese, coloniale.

"Le vere biografie dei poeti sono come quelle degli uccelli, quasi identiche - i dati veri vanno cercati nei suoni che emettono. La biografia di un poeta è nelle sue vocali e sibilanti, nella sua metrica, nelle rime e nelle metafore."

A testimoniare la potenza della scelta delle parole, che rendono una mappa grazie alla quale il lettore attento può navigare, con qualche certezza e sempre con curiosità, attraverso il mondo poetico dell'autore, tentando di coglierne alcun aspetti biografici.

Brodskij definisce Walcott "grande poeta della lingua inglese", lo fa evidenziando quanto sia inutile caratterizzarlo oltre, come nero o poeta regionale come talora ha fatto la critica stessa.
La questione è puramente geografica: quel mondo, quel paradiso, è cantato, epicamente, in lingua inglese.

"Walcott parte dalla - e opera nella - convinzione che il linguaggio è qualcosa che supera in grandezza i propri padroni e i propri servitori, e che la poesia, essendo la suprema versione del linguaggio, è perciò uno strumento di arricchimento personale per gli uni e per gli altri: cioè, che è un modo per conquistare un'identità che scavalca i confini di classe, razza o ego. Questo è solo senso comune, nient'altro; e questo è anche un buon programma di rinnovamento sociale, il migliore che ci sia."

FonteMappa del nuovo mondo di Derek Walcott (trad. della poesia a cura di Barbara Bianchi, ed. Adelphi)


Glò

6 commenti:

  1. Il mare la sabbia la natura.... bellissima!
    Un mondo infinito senzaconfini.

    Ciao Glò! Bacio!

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    1. Ciao Pat! Quell'idea di infinito, è cara a chi vive sul mare - e non solo ovviamente.

      Ricambio l'abbraccio e spero di poter essere più presente, qui e chissà... anche in giro ;)
      <3 Grazie!

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  2. Lo spazio della Poesia è anche una delle mie rubriche fisse da tempo. Mi fa piacere che ve ne occuperete anche voi.
    Buona domenica.

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    1. Mariella, la Poesia occupa uno spazio nella mia vita di lettrice non da poco, e direi dalla giovinezza in modo costante e voluto.
      Prima o poi passo a curiosare da te *_*

      Un abbraccio, grazie <3

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  3. Colgo l'occasione per salutarti, era da un po' che non mi facevo vivo.
    Poesia molto particolare che sfrutta anche immagini tipicamente non liriche (sterco, pidocchi marini) come elementi dell'universo vivente che si disfa e si ricrea costantemente.

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    1. Ariano, che bello leggerti ^_^ Per me è complicato essere presente in modo costante, non dico come prima... spero nel tempo di riuscire ad organizzarmi in qualche modo.

      Walcott è un poeta potentissimo per uso delle parole, come hai scritto nella sua lirica c'è molto di materico, reale. Che poi si dispiega verso altre altezze:

      Nostalgia del mare

      Qualcosa di rimosso rimbomba nelle orecchie a questa casa,
      fa pendere le tende senza vento, tramortisce gli specchi
      finché i riflessi perdono sostanza.

      Un certo suono pari al digrignare di mulini a vento
      si è fermato di colpo;
      un’assenza assordante, una mazzata.

      Accerchia questa valle, pesa su questo monte,
      estrania il gesto, spinge questo lapis
      attraverso un fitto nulla, ora,

      carica di silenzio le dispense, piega il bucato acido
      come i panni dei morti, lasciati esattamente
      dai congiunti come usavano i morti,

      increduli, aspettando occupazione.


      Grazie <3

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