martedì 19 novembre 2019

Libro: "Libro del Sole" di Matteo Trevisani


Titolo: Libro del Sole
Autore: Matteo Trevisani
Edizione letta: Atlantide, 2019 pagine 192


Il Libro del Sole è la mia lettura preferita dell'anno. Direi che posso definirla "del cuore", perché so che resterà indelebile per ciò che è e per ciò che ha rappresentato per me.

Questo libro è anche la scoperta di una voce interessante e promettente, Matteo Trevisani, autore di un precedente Libro dei Fulmini, che non ho però letto.
La sua seconda prova è matura, incisiva, colta, piena di spunti che possono condurre un lettore curioso in molte direzioni, ambiti distinti tra storia, filosofia, astronomia. E non perché ciò stesso sia necessario ad una comprensione, ma perché - credo - il libro fa ciò che è: ti conduce oltre, con misura e gentilezza, non per necessità.
Bravura di Trevisani, senza indugi.

Un aspetto che preferisco evidenziare da subito, è la misura stessa della scrittura, che è calibrata continuamente, intendo nello svolgersi della storia, per spiegare e dare vita, per accompagnare l'evoluzione dei personaggi, per trasportare chi legge ai diversi livelli della ricerca.

Ho ascoltato a distanza le parole dell'autore su difficoltà e timori nel tratteggiare un personaggio femminile e in più protagonista: possibile che l'effetto sia conseguito per fatica e lavoro indefessi, il risultato è una meravigliosa Eva, che compie con credibilità e risolutezza un percorso necessario, forse già scritto o forse già scelto inconsapevolmente.

Il Libro del Sole è una storia che già conosciamo, scritta per tutti cioè. Sono certa che ciascuno potrà leggervi ciò di cui ha bisogno, perché Conoscenza e Amore guidano spesso le nostre vite. Scelta personale non farci i conti.
Una storia d'amore tra due ragazzi, quanto più di naturale esiste, è il cominciamento di una quête, il cui oggetto muta e si complica via via. Oppure quell'oggetto stesso è da sempre identico, e siamo noi a percepirlo in forme comprensibili alle nostre capacità e condizioni umane, biologiche.

Sì, mi riferisco all'Amore, come sublimazione, come risultato di una rarefazione e trasformazione dell'essere - qui fisico oltreché spirituale.
Il Libro del Sole si dispiega tra osservazioni dei cieli e ricerche ed esperimenti alchemici. Col filo rosso della storia tutta terrena di Eva ed Andrea.
E il Libro del Sole è motore stesso di ciò che accade; vive, ed è, forse, deuteragonista di Eva. Entrambi esauriscono la loro funzione concreta, sono cioè partecipi di una stessa soluzione che fa compiere uno scatto verso un alto livello di percezione/comprensione.

Il finale, poderoso e coinvolgente, ci introduce alla possibilità di fare quel salto e di accedere a una parte di noi stessi che è Oltre. Che sia la Speranza, che sia una visione, che sia piuttosto una rappresentazione di teorie della fisica contemporanea: lo scioglimento dipende dal lettore, io credo assolutamente e prepotentemente libero di muoversi tra le parole di Trevisani. E attraverso la sua macchinazione, da ottimo creatore.

Quanto scritto corrisponde al mio coinvolgimento e a ciò che ho saputo cogliere, alle elucubrazioni che sono poi scaturite, cercando di non svelare troppo o  indicare una via precisa da seguire.

Perché si rischia di perdere la bellezza della storia raccontata:

Sinossi (dal sito della CE)
Per Eva, giovane astronoma, sono due le strade che possono condurla là dove non è mai stata: la via dell’amore e quella della conoscenza. Il giorno in cui lei e Andrea si innamorano, la biblioteca della loro università prende fuoco: un incendio che sarà un presagio del loro destino. Così, con l’aiuto di un vecchio astronauta e di un’anziana signora cieca, Eva dovrà ricomporre i pezzi di una storia che le rivelerà insieme il suo passato e ciò che la aspetta, tra segreti di famiglia e ambizioni ultraterrene, mostrandole come alla radice delle cose vi sia sempre una brace ardente. Trasmutazione alchemica e astronomia solare, lo spazio infinito e il metallo che fonde, diventeranno lingue dello stesso fuoco, quello dove bruciano i cuori di  tutti gli esseri umani.

E Roma, luminosa, vitale, connotativa, è qualcosa di più della città in cui Eva e Andrea si conoscono, vivono e amano. È proprio lì che accade un fenomeno naturale che dà inizio a tutto, ed è lì che Eva compie la sua ricerca, tra luoghi e percorsi che si vorrebbero anche nostri.
Perché quelle strade, quei toponimi, sono noti universalmente e pieni di bellezza.

Tra tutte le suggestioni ricevute, quella più marcata riguarda la fusione dell'elemento femminile e maschile: questione interessantissima ben disseminata nel libro, che io posso solo delineare per non svelare troppo.

Una fusione che riporta all'indistinto, ecco perché inizialmente avevo parlato di sublimazione e rarefazione. Lo stesso processo alchemico, con le sue tre fasi, non è qui banalizzato, usato come espediente in sé e a sé, anzi assurge a funzione stessa del movimento generale della storia.

Questo è un libro ben strutturato, che dosa perfettamente densità, lirismo, mistero, e che trae forza dalla cultura e formazione dell'autore con assoluta mancanza di pedanteria (si veda la Nota dell'autore finale).

Non sono stata Eva durante questa avventura, mi è sempre impossibile identificarmi con i personaggi dei miei amati libri. Ma sono stata con lei quando era annientata e senza direzione, quando ha iniziato a cercare e a comprendere, nei tentativi alchemici e nelle risoluzioni necessarie, e "ho visto" ciò che poi è "diventata".

"Come si cerca un amore scomparso?, mi chiedevo mentre salivo le scale piano, gettandomi i ricordi dietro le spalle, sentendoli animarsi e scappare via col rumore metallico delle cose che non ti appartengono più, godendomi ogni secondo di vita che rimaneva.
Bisogna buttare nel fuoco i ricordi, calcinarli in un forno ad alte temperature, raccogliere la cenere e continuare fino a che non sia rimasta che l'ombra di quello che c'era. Lasciare che brucino gli alberghi sul mare, le estati in provincia. Dare fuoco ai baci poggiati piano sulle bocche, alle gioie confuse di promesse accennate, alle carezze sulla schiena e ai brividi dietro le cosce dopo gli orgasmi. Bruciare l'inizio e la fine, la corporeità delle sensazioni, la gelosia naturale dei primi silenzi e anche quella vaga di quando passano gli anni. Incendiare i litigi e il male allo stomaco, e il sudore del ventre e le risate nei ristoranti e i passi leggeri nelle sale di musei dimenticati e il silenzio prima dell'applauso nei teatri di città. Tutti i bicchieri di vino e i biglietti del cinema, le dediche sui libri, fino a che non rimanga più niente. Un amore perduto si può solo trasformare. Se l'amore è vero resta una traccia, una sostanza sottile, invisibile. Sempre."

Autore
Matteo Trevisani è nato a San Benedetto del Tronto nel 1986. E’ redattore di “Nuovi Argomenti” e collabora con Edizioni Tlon. Libro dei fulmini, suo primo romanzo, pubblicato da Atlantide nel 2017, è considerato uno degli esordi italiani più originali degli ultimi anni.

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